Nonostante la necessita` di pronti e intensi restauri, il complesso (160 kmq, per la cronaca) e` imponente. Al suo centro troneggia il Wat, uno dei piu` grandi e splendidi edifici religiosi mai costruiti (secondo alcuni, con i suoi 81 ettari, e` tuttora il piu` vasto del mondo). Lo si intravede a distanza, e ci si rende conto della sua dimensione man mano che il tempo passa e la distanza non accenna a diminuire. Attorno alle cinque torri (tante quante i picchi del Monte Meru) si svolge l'allegoria del tempio (dedicato a Visnu`), basata sulla mitologia induista. Il vero e proprio dedalo di stanze e gallerie riflette l'organizzazione dei cerimoniali di allora. Una quantita` di porte e finestre finte aggiunge un senso di mistero a quello di imponenza. Capolavoro del tempio e forse di Angkor tutta sono i bassorilievi della galleria esterna, che da soli richiedono diverse ore di visita. Mentre si perlustrano i corridoi del labirinto, e` utile ricordare che il Wat e` contemporaneo di Notre Dame. Dopo il Wat, la zona piu` famosa e` quella dell'antica capitale, Angkor Thom, della quale sopravvivono il Bayon, il tempio-montagna per eccellenza di Angkor (45 metri d'altezza, 51 torri), e diversi edifici sacri e laici. Il terrazzo degli elefanti ha forse i bassorilievi piu` avvincenti, per realismo e geometria. Gli appassionati di storia non possono omettere una visita alle vicine rovine di Roluos, la capitale piu` antica.
Sono stati scritti tomi e tomi sulla mitologia usata dai creatori di Angkor, e in parte derivata da quella induista. Ricorrono di continuo il mostro Kala che divora se stesso, i leoni Singhas che guardano l'ingresso del Wat, i serpenti Nagas che accompagnano il cammino sul ponte fra il Bayon e il Wat, l'uccello Garuda che combatte i Nagas, le angeliche Apsaras che intrattengono in paradiso gli eroi morti in battaglia. A causa dei saccheggi, oggi gran parte della scultura che conta e` quella dei bassorilievi, forse i piu` interessanti dell'Asia insieme a quelli di Borobudur. Quasi tutti i templi di Angkor rappresentano il sacro Monte Meru dell'induismo: le torri simboleggiano i picchi, le mura simboleggiano la Terra, e i fossati simboleggiano i mari. La forma bizzarra di questi templi e` dovuta al loro peculiare uso: a differenza dei luoghi sacri del cristianesimo, dell'Islam e del buddismo, questi templi non erano aperti al pubblico, non vennero progettati per vaste folle di fedeli. Soltanto i sacerdoti vi potevano accedere.
Notizie pratiche
Angkor si trova nella provincia di Siem Reap, a nord del lago Tonle Sap. Ci si puo` arrivare in aereo o in barca. Gli orari cambiano in continuazione, ma c'e` sempre almeno un volo giornaliero fra Phnom Penh e Siem Reap. Il prezzo si aggira intorno ai 30-40 dollari. Consigliato il viaggio in barca. Ci sono barche veloci, che compiono il percorso fra le due citta` in poche ore (prezzo intorno ai 10 dollari), e barche lente (prezzo talvolta inferiore al dollaro), che compiono il percorso in diversi giorni, a seconda di quante volte si guasta il motore. Queste ultime sono diventate molto popolari fra i turisti, in quanto uniscono al fascino dell'avventura la possibilita` (anzi, la certezza) di un contatto diretto con la suggestiva realta` cambogiana: ogni fermata e` un mercato galleggiante. La zona e` relativamente tranquilla, benche' qualche anno fa abbia destato scalpore la notizia di turisti americani uccisi da incursioni occasionali di guerriglieri. Non e` piu` pericolosa di tante zone dell'India o del Peru. Tanto le autorita` quanto la popolazione fanno tutto cio` che possono per garantire la massima incoluminta` al turista. E negli ultimi due anni non si sono avute notizie di incidenti di rilievo. Le rovine di Angkor sono presidiate da un ingente spiegamento di militari. Insomma, con le dovute precauzioni, Angkor e` meno pericolosa di New York... Ci sono tre modi di visitare Angkor: in tour organizzato (ovvero in jeep), in motocicletta o in bicicletta. La visita in bicicletta e` consigliata soltanto a chi e` davvero in forma, in quanto l'area della citta` e` paragonabile a quella dell'antica Roma. La visita in motocicletta (con motociclista del luogo) e` forse la piu` comune. Affittare motociclisti e` relativamente economico e si gode di assoluta liberta` di movimento. Il costo e` irrisorio. La quantita` di pensioni (quasi sempre economiche e pulite) a Siem Reap e` impressionante: praticamente impossibile sbagliare. Discorso analogo, su grande scala, per la capitale. Phnom Penh e` in pieno boom edilizio. Non e` difficile trovare hotel economici di ottima qualita` (fatto piu` unico che raro in Indocina). Le difficolta` sono di trasporto: ancora una volta la motocicletta e` il mezzo piu` usato per portare i turisti a spasso. I motociclisti "a ore" si assembrano all'aeroporto in attesa di essere affittati dai turisti. Generalmente, i prezzi sono ridicoli: dieci dollari per un giorno intero e` forse il prezzo medio. La Cambogia e` anche uno zoo naturale: tigri, bufali, elefanti, leopardi, orsi e i vostri favoriti serpenti velenosi popolano le sue foreste. Purtroppo ci vorranno decenni prima che quelle zone si aprano ai turisti: non solo bisogna eliminare i guerriglieri, ma anche disinnescare le mine che questi hanno sparso a tappeto. Da maggio a ottobre la regione e` crivellata dai monsoni. La stagione ideale per una visita e` l'inverno, quando le precipitazioni sono minime e la temperatura si mantiene sotto i 30 gradi.
Notizie storiche
Il danno arrecato dalle ideologie occidentali (prima il colonialismo, poi il comunismo e adesso il capitalismo) alle tradizioni e alla cultura della Cambogia e` incalcolabile. I testi del secolo scorso descrivono la terra dei kmer come una specie di paradiso naturale: un popolo gentile e sereno, campagne colorate e profumate, campi di riso costellati di pagode, boschi e laghi da favola. Invece nel Il leggendario isolamento dell'Indocina non fu in realta` cosi` rigoroso: fin dall'antichita` la cultura dei kmer fu influenzata profondamente dalla religione e dalla mitologia dell'India. Il primo regno di cui si abbia notizia e` quello di Funan (terzo secolo D.C.), che era un regno hindu. I Funan caddero brevemente sotto l'influenza dei Chenla, che venivano dal Laos, e poi sotto quella piu` importante dei Sailendra, che venivano da Giava (la dinastia che finanzio` la costruzione di Borobudur). Fu un ribelle giavanese, Jayavarman, che si identificava con il dio Siva, a fondare il regno di Angkor nell'802. per ragioni ancora misteriose, Angkor (o, meglio, Roluos) divenne rapidamente una delle piu` opulente citta` dell'epoca. La sua popolazione crebbe vertiginosamente e i re che si avvicendarono al trono non lesinarono mezzi per costruire templi sempre piu` arditi. La prima generazione di templi colossali e` quella del regno di Indravarman (877-889 D.C.). Nel secolo successivi arrivarono i buddisti, che eressero i primi templi dedicati a quel culto. L'epoca d'oro di Angkor fu quella di Suryavarman (1131-1150). Angkor Wat venne costruito in quegli anni. L'impero kmer si estese fino alla Tailanda, al Laos, al Vietnam e alla Malesia. Nel secolo successivo venne eretta una nuova capitale, Angkor Thom ("thom" significa "grande"), nella zona del Bayon. Fu allora che il buddismo divenne religione di stato e l'induismo venne abbandonato. Fu quello l'apice dell'impero kmer. Nel 1431 i siamesi lo invasero e saccheggiarono Angkor. Fu la prima di una serie di invasioni, che annientarono completamente la memoria delle glorie passate. Nel 1864 i francesi iniziarono la penetrazione della Cambogia. Nel 1941 i francesi incoronarono re il giovane Sihanouk, un personaggio debole che nell'arco di mezzo secolo si e` lasciato influenzare dalle potenze occidentali, dal Giappone, dalla Cina e dal Vietnam, senza mai riuscire a mostrare le doti di un vero leader. Dopo la dichiarazione d'indipendenza (1953), la nazione rimase praticamente senza leader finche' il movimento comunista dei "kmer rouge", dominato da Pol Pot, intraprese una trionfale guerra di liberazione al fianco di quella dei vietcong. Nel 1975 la capitale, Phnom Penh, cadde nelle mani di Pol Pot e fu l'inizio di una delle pagine piu` tristi del dopoguerra.
Notizie politiche
Fra il 1975 e il 1979 si consumo` in Cambogia uno dei piu` atroci drammi della storia dell'umanita`. I "kmer rouge" sono responsabili dell'eliminazione scientifica di un milione di persone (su sette milioni che erano i cambogiani), nonche' di un numero ignoto di invalidi causati dalle torture e dalle mine. Il campo di concentramento di Choeung Ek, quindici chilometri da Phnom Penh, e` destinato a diventare un monumento alla pace. Nel centro del piazzale sono stati accumulati tutti i teschi trovati nell'immane fossa comune: sono decine di migliaia e compongono una piramide alta dieci metri. Soltanto Auschwitz puo` farle concorrenza. Vergogna agli occidentali, che fecero finta di non sapere (qualche gruppo politico aiuto` persino finanziariamente la dittatura). Nel 1979 il Vietnam fece cio` che nessuno aveva avuto il coraggio di fare: invase la Cambogia e depose Pol Pot. Nel 1991 le Nazioni Unite mediarono una provvisoria pace fra Pol Pot e i suoi avversari, ma presto il feroce e implacabile macellaio "rosso" ruppe gli accordi e si rifugio` nel nord, dove rimane tuttora nascosto, vivo e a piede libero. Il governo cambogiano, un delicato compromesso politico fra diverse fazioni, ha convinto numerosi guerriglieri ad arrendersi, ma il capo non ha nessun interesse a costituirsi: milioni di sopravvissuti non aspettano altro che l'occasione di far giustizia. Quella zona della Cambogia, al confine con la Tailandia, rimane pertanto off-limits per i turisti.