Turkestan
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Il Turkestan (o Sinkiang) e` una vasta zona della Cina, delimitata a sud dal Tibet e dal Karakoram, a nord dalla Mongolia, a est dal deserto di Gobi e a ovest dal Kazakstan. Chiuso fra tre colossali altopiani, l'Altai della Mongolia e il Pamir dell'Asia Centrale ex Sovietica, oltre al Tibet, che furono per secoli impassabili, il Turkestan rimase quasi sempre isolato dalle vicende dei tre subcontinenti che lo circondano (cinese, indiano e russo). Questo territorio e` oggi abitato dal popolo "uiguro", un popolo rigorosamente mussulmano che parla una lingua imparentata con il turco antico. Ai margini della societa` uigura vivono anche comunita` di kazaki, kirghisi, tatari, tagiki e uzbeki. Insomma, il Turkestan offre uno dei "melting pot" piu` pittoreschi del pianeta. L'aspetto umano rappresenta pertanto una delle principali attrazioni turistiche. Basta camminare per la strade del centro di una qualsiasi delle citta` del Sud (le piu` autentiche) per sentirsi improvvisamente catapultati a Istanbul e qualche secolo indietro nel tempo. Gli uomini indossano turbanti e le donne hanno il volto completamente coperto dal velo. Le botteguzze sventolano tappeti che sembrano usciti dalle "Mille e Una Notte". I mercati brillano di colori fortissimi. Il traffico e` in gran parte ancora composto di carretti trainati da cavallini o asini. Le piazze sono dominate dai profili delle moschee e dei minareti. La Cina scompare in un meandro di vicoletti sudici.

Oggi il Sinkiang e` l'unica regione della Cina (oltre al Tibet) in cui i cinesi (gli Han) sono una minoranza. Gli uiguri costituiscono la quasi totalita` della popolazione in vaste zone della provincia e in alcune delle principali citta`, a cominciare dalla stessa Kashgar. Fuori dalle citta` il paesaggio e` ancor piu` surreale, perche' ogni citta` e` un'oasi ed e` pertanto circondata dal deserto, e talvolta bisogna viaggiare per ore e ore prima di arrivare a un'altra oasi. Ogni tanto si incontrano pastori sul cammello, carovane, accampamenti di nomadi. Nei deserti si celano antiche cave buddiste, adorne di dipinti murali e di grandi statue. Quelle di Dunhuang sono aperte al pubblico, altre apriranno presto. Nel deserto sono stati anche ritrovati avanzi di civilta` sconosciute, persino i cadaveri di uomini europei, stabilitisi da queste parti decine di migliaia di anni fa per ragioni oscure. Da Turfan a Kashgar correva la via della seta e queste citta` conservano il fascino dei grandi bazaar medievali. Turfan sorge nel mezzo di una depressione ed e` una delle oasi piu` note. Non solo la natura e` qui splendida e benigna, ma le vicine colline sono celebri per la frutta e l'uva. Intere strade di Turfan sono coperte dalle viti. Nei pressi di Turfan si possono visitare le rovine dell'antica capitale uigura di Gaochang (nono secolo), una distesa sterminata di strade ed edifici ora ridotti a mucchi di sabbia. Sia perche' gli occidentali ci sono arrivati da poco, sia perche' e` battuta senza pieta` dal sole e dal vento, Gaochang ha, piu` di altre rovine, la facolta` di trasportare il pellegrino indietro nel tempo. I ragazzini vendono antiche monete per poche lire: se ne trovano ancora a manciate sepolte sotto la sabbia, insieme a ossa di cammello e chincaglieria varia.

Alcune delle citta` piu` antiche sono tuttora irraggiungibili dal turista, non tanto perche' siano off limits quanto perche' non esistono strutture alberghiere in grado di ospitare il visitatore (a meno che' non si tratti di un pellegrino preparato a dormire all'addiaccio).

Urumqi e` la moderna citta` cinese, voluta per affogare la cultura uigura nei grattacieli alla Hong Kong. Urumqi ha il non invidiabile primato di essere la citta` piu` distante dal mare di tutto il mondo. Ma rappresenta certamente una sosta gradita per i turisti che si sono spostati giorno e notte in autobus in lungo e in largo per deserti e montagne. E rappresenta anche un punto di partenza per visitare il nord, l'Altai mitico dei mongoli. E` possibile aggregarsi a tour che arrivano fino al confine fra Mongolia, Kazakstan, Russia e Cina. Li` sorge una montagna alta come il Monte Bianco su cui non ci sono ancora confini. E la zona circostante ricorda proprio i panorami alpini. Proseguendo invece a sud di Urumqi, si arriva alle oasi di Aksu e Kashgar (i cinesi hanno cambiato loro nome, ma tutti usano ancora quelli originali), antiche tappe lungo la via della seta. Qui siamo davvero in piena terra uigura. Ancora piu` a sud, verso il Pakistan, si lambiscono Kirgisistan, Tagikistan e Afganistan. Il Pamir non conosce confini: popolazioni di tutte le etnie si mescolano nei bivacchi improvvisati sulle montagne.

I rituali di queste popolazioni sono unici al mondo. Per il turista la ricompensa piu` preziosa consiste nel partecipare a un festival uiguro di Kashgar, nell'attraversare il deserto in compagnia di una carovana di nomadi tatari, nel campeggiare al fianco dei pastori tagiki sui bordi del lago Karakol, fra pecore e cammelli, all'ombra delle cime del Karakoram. Ovunque si respira aria di altri tempi, come se i secoli non fossero mai passati. E la storia, con tutte le sue tragedie, appare soltanto un'illusione, che ha soltanto scalfito la vita di questi genti orgogliose e meravigliose.

Notizie Storiche

La storia del Turkestan e` una delle piu` affascinanti del mondo, e certamente una di quelle che rimane in gran parte avvolta nella leggenda. Alle origini era davvero cinese. I cinesi vi si insediarono fin dal secondo secolo, piu` o meno indisturbati. La geografia consentiva di fatto soltanto a loro di arrivarvi, tramite il corridoio desertico del Gobi. A causa del lasco controllo culturale esercitato dai cinesi, il Turkestan venne presto infiltrato sia da sud sia da ovest. In breve si diffusero buddismo, zoroastrismo e nestorianesimo. Il buddismo, in particolare, lascio` cave sparse un po' in tutto il territorio. Dall'ottavo secolo l'Islam prese il sopravvento. Gli antichi Turchi, che scorrazzavano per l'Asia Centrale, s'impossessarono anche del Turkestan e rimasero la potenza dominante fino all'arrivo tempestoso dell'orda mongola, al comando di Gengis Khan. In quel periodo, come noto, si andava sviluppando la via della seta, che passava proprio nel mezzo del Turkestan. Con il declino dell'impero mongolo, il Turkestan resto` in un limbo di anarchia che duro` fino all'epoca recente. Nel secolo scorso russi, cinesi e britannici cominciarono a farsi concorrenza per controllare questo luogo strategico. La Cina approfitto` delle difficolta` seguite all'invasione nazista della Russia per incorporare il Turkestan prima che gli altri se ne accorgessero. Gli cambio` nome in Sinkiang e mise subito in atto un processo di "cinesizzazione". Gli uiguri si sono pero` rivelati degli ossi duri. Cinquant'anni dopo conservano ancora la propria lingua, la propria cultura e le proprie rivendicazioni d'indipendenza, tanto che forse il Sinkiang e` oggi piu` problematico persino dello stesso Tibet.

Notizie Pratiche

Si vola a Urumqi da tutte le citta` principali della Cina, ma la maggioranza dei turisti prendono il treno, non fosse altro per poter dire di aver attraversato la Cina dal Pacifico fino al confine con il Kazakstan. Turfan, Urumqi e Kashgar sono le principali mete turistiche. Il governo cinese vi ha aperto hotel per stranieri (al solito, gli stranieri non possono usare gli hotel normali). I costi delle camere sono pero` sensibilmente piu` elevati che nel resto della Cina. E` difficile dormire a Urumqi per meno di venti dollari a notte, a meno di non scegliere i dormitori. Conscio della carenza di strutture e del crescente numero di turisti occidentali, il governo sta costruendo hotel a catinelle un po' dappertutto e progetta di aprire nuove citta` al turismo.

I trasporti sono stati per anni la leggenda delle leggende. C'e` gente che ha impiegato settimane per viaggiare da Turfan a Kashgar, roba da far rimpiangere le carovane di Marco Polo. Ma l'anno scorso tutte le strade sono state asfaltate e la rotta da Urumqi a Kashgar e` ora servita da confortevoli autobus con posti letto (trenta dollari) che impiegano talvolta meno di dodici ore. E` possibile volare fra Urumqi e Kashgar, ma il volo e` caro e non e` mai garantito. L'aeroporto di Urumqi e` anche l'unico collegato con l'estero (un volo per il Kazakstan, uno per Mosca e uno per il Pakistan). Tecnicamente, e` possibile arrivare sia dal Kazakstan sia dal Pakistan. La rotta del Kazakstan e` poco frequentata per le difficolta` di procurarsi visti kazaki, ma quella dal Pakistan e` sempre piu` popolare: e` la leggendaria "Karakoram highway", una delle autostrade piu` elevate del mondo (con passi a 5.000 metri).

La zona meridionale intorno a Kashgar e` stata ripetutamente teatro di scontri fra la popolazione uigura e l'esercito cinese, per cui viene periodicamente chiusa agli stranieri. La lingua e` un problema. Anche se avete imparato qualche parola di cinese, qui vi servira` a poco. L'inglese e` ancora una rarita`. In molte citta` bisogna provare a parlare uiguro. Per di piu` l'uiguro usa ancora lo scritto arabico (a differenza del turco che si e` convertito ai caratteri latini). L'altro problema e` l'igiene. Gli uiguri sono celebri per cucinare all'aperto in pentoloni posti in mezzo ai tavoli. Non sarebbe un problema se non cucinassero prevalentemente carne, e carne che viene tenuta tutto il giorno altrettanto all'aperto, sotto nuvole di insetti. Non sono pochi i turisti che si limitano a una dieta di "nan", un pane rotondo che si compra per strada per poche lire.