Nessun'altra rovina ha conservato il proprio fascino alla stessa maniera. Fosse anche soltanto per le dimensioni davvero colossali, Tikal rimarra` come l'emblema ultimo e definitivo della civilta` Maya. Non sappiamo, e forse non sapremo mai, cosa causo` l'abbandono di Tikal, circa mille anni fa.
Fu nel 1697 che gli spagnoli occuparono l'ultimo angolo di questa terra, il Peten, ma da secoli la citta` (cosi` come molte delle altre che la contornavano) era stata abbandonata alla giungla. Anzi, non se ne aveva piu` notizia. Nel 1848 due spagnoli condussero una spedizione nella giungla e "scoprirono" la citta`. Trent'anni dopo arrivarono i primi archeologhi, che pero` trovarono soltanto giungla. Ci vollero decenni per liberare i templi principali dall'abbraccio mortale degli alberi. I primi studi accreditarono subito la Grande Plaza ai primordi dell'era cristiana, e oggi c'e` consenso attorno all'anno 150 avanti Cristo come data delle prime costruzioni della Tikal che vediamo oggi (ma uno degli edifici, comunemente noto come "Mundo Perdido", potrebbe essere persino 500 anni piu` vecchio). Non siamo neppure certi dell'estensione di Tikal. Sono state tracciate diverse mappe della citta`, ma in realta` nessuno sa cosa si nasconda ancora sotto la giungla. Gli edifici sembrano estendersi senza interruzione per chilometri e chilometri in tutte le direzioni, il che` ha spinto diversi archeologici ad ipotizzare che Maya fosse una metropoli delle dimensioni dell'antica Roma, se non piu` grande. Il parco archeologico attuale e` di circa mille chilometri quadrati, ma "soltanto" i venti chilometri quadrati del centro sono stati accuratamente cartografati. In questo "centro" sono stati identificati piu` di tremila edifici: templi, palazzi, residenze, santuari e centinaia di monumenti di pietra, in particolare le famose "stele" che sono state usate per decifrare l'alfabeto Maya.
A complicare le cose e` il fatto che sembrano esistere strati inferiori: Tikal, come Roma o Firenze, venne continuamente ricostruita su se stessa. La Grande Plaza, il luogo piu` visitato, contiene il Primo Tempio, eretto nel 700 d.c. Come molte altre strutture, si puo` ascendere fino alla cima tramite una ripida e impervia scalinata. Questo tempio e gli altri della piazza ben rappresentano lo stile classico di Tikal: la sagoma piramidale a terrazze, con la scalinata centrale sormontata da una cappella di blocchi compatti e i tempietti caratterizzati dall'arco Maya. E una profusione di iscrizioni in geroglifici. La vista dalla cima (sessanta metri piu` in alto) e` deludente: nient'altro che giungla. Ma la piazza acquista la sua prospettiva naturale ed e` facile immaginare come dovesse essere imponente quel gruppo di costruzioni. L'Acropoli settentrionale e` uno degli edifici piu` complessi della zona e cio` che si vede e` soltanto la punta dell'iceberg. All'interno del dedalo di camere sotterranee vennero ritrovate gran parte delle stele piu` studiate, ciascuna ricca di iscrizioni che ci raccontano la storia antica di questa citta`.
Da qui si completa il circuito della piazza con l'Acropoli Centrale, il palazzo a cinque piani, e gli altri due templi. E questa e` soltanto la piazza centrale.
Il Quarto Tempio, per citare soltanto una delle altre meraviglie di Tikal, e` nascosto ancor piu` addentro la giungla, anzi, ne e` tuttora sommerso in parte. Lo si "scala" aggrappandosi a rami e radici. Con i suoi settanta metri di altezza fu a lungo (fino agli Trenta) la costruzione piu` elevata delle Americhe. Eppure anche da questa sommita` non si vede nulla: ancora una volta il panorama e` fatto soltanto di cime di alberi, e questo da` un'idea di quanto sia fitta la giungla del Peten. Poi ci sono ancora il Tempio delle Iscrizioni, la Plaza dei Sette Templi e cosi` via. Uno puo` trascorrere settimane a gironzolare per i sentieri della giungla. Per quanto il numero dei visitatori sia in continuo aumento, la citta` e` talmente vasta che spesso ci si ritrova soli nella giungla. E allora davvero Tikal acquista il fascino della citta` perduta ed e` naturale domandarsi, come hanno fatto tutti gli archeologhi che hanno messo piede qui, dove se ne andarono le centinaia di migliaia di persone che vivevano fra questi templi, uno dei grandi misteri del pianeta.
Notizie pratiche
A Tikal c'e` una minuscola pista di atterraggio, ma i voli di linea provenienti dalla capitale (300 chilometri a sudovest) atterrano nella vicina Flores, una pittoresca cittadina coricata su un'isola in mezzo al lago di Peten-Itza. Fra Flores a Tikal fanno la spola innumerevoli veicoli. A Tikal e` possibile alloggiare in tre alberghetti ai margini della giungla, un po' spartani ma molto suggestivi. Flores oggi rigurgita di hotel e pensioni. Nella capitale, Ciudad de Guatemala, e` semplice e rapido fare prenotazioni presso una qualsiasi delle agenzie del centro. La temperatura e` sempre mite o elevata, mai bassa da doversi preoccupare. Da evitare soltanto la stagione delle piogge, da giugno a ottobre. Le stagioni ideali sono forse la primavera e l'inverno, in particolare fra febbraio e maggio, all'apice della siccita`. In tutti gli altri mesi e` meglio munirsi di repellente d'insetti.
La giungla
La giungla attorno a Tikal rimane spesso in secondo piano a causa della bellezza di Tikal, ma in realta` e` una delle piu` interessanti del pianeta. Il Guatemala non ha vissuto le tragedie di disboscamento e di sovrappopolazione di altre zone del pianeta, e sembra relativamente immune agli incendi che si accaniscono contro l'Amazzonia e il Borneo. I cedri spagnoli (le "ceibas"), i mahogani, le palme, gli "zapote" formano una cornice imponente per la citta` fantasma dei Maya. Nei loro rami si annidano circa duecento specie di uccelli, fra cui innumerevoli pappagalli e pavoni. Le scimmie-ragno vengono fuori a branchi nel tardo pomeriggio. Attorno a Tikal abbondano i giaguari e persino i puma, ma fortunatamente non attaccano l'uomo. Fra i serpenti sono particolarmente celebri il serpente corallo e il fer-de-lance (o "barba amarilla"), entrambi velenosi, oltre a centinaia di innocue bisce. Una passeggiata nella giungla non e` un'opzione, ma una condizione: per raggiungere le rovine piu` vicine occorre comunque camminare un chilometro nella giungla, e la sera e` facile imbattersi in vita animale. Le rovine piu` distanti dal villaggio richiedono camminate ancor piu` lunghe e pertanto offrono incontri ancor piu` frequenti con la fauna locale.
Le vicinanze
Negli stessi anni in cui Tikal fioriva e si ampliava in tutte le direzioni, altre due citta` ne contendevano il primato: Palenque, in quello che e` oggi Messico, e Copan, in quello che oggi e` Honduras. Di Palenque sono rimasti diversi templi e la visita e` relativamente semplice per chi viaggia nello Yucatan. Di Copan sono rimasti soltanto pochi templi, ma sono fra i piu` suggestivi della civilta` Maya. Per andare a Palenque dalle destinazioni turistiche dello Yucatan (Cancun o Merida), basta aggregarsi a uno dei numerosi tour oppure affittare un'auto. A Palenque il turista trova tutti i comfort a cui e` abituato in Yucatan. Una via alternativa per viaggiare fra Palenque e Tikal e` quella di risalire il fiume e poi attraversare la giungla, una via un po' avventurosa che richiede un paio di giorni, ma che offre la possibilita` di visitare Bonampak, un altro centro antico, e comunque presenta il fascino del "trekking" nella giungla. Per andare a Copan, ci sono due modi: il primo e` di prendere un autobus da Tegucigalpa, la capitale dell'Honduras; il secondo e` quello di arrivarci dal Guatemala, visto che Copan e` cosi` vicino al confine. Questa strada e` piu` complicata, ma molto interessante, perche' si passa per villaggi montani del Guatemala che conservano il loro carattere primitivo. Attenzione pero` ad iniziare il viaggio in autobus la mattina prestissimo, perche' l'ultimo autobus dal confine a Copan e` generalmente nel primo pomeriggio. Copan e` un villaggio molto piccolo e molto umile, in cui i ritmi sono ancora quelli degli anni Cinquanta. Le rovine sono a mezz'ora di cammino di distanza. Gli archeologi sono generalmente lieti di fornire spiegazioni sul loro lavoro di restauro. Caracol e` in Belize, e richiede una certa pazienza per arrivarci (praticamente impassabile la giungla del Peten, occorre fare il giro da Belmopan). Infine ci sono le citta` scoperte recentemente nel nord del Guatemala, al confine con il Messico. A Nakbe e` stata rinvenuta qualche anno fa una scultura di 11 metri per 5, pertanto la piu` grande del continente. Di El Mirador, scoperta nel 1926 ma esplorata per la prima volta nel 1978, si parla sempre piu` come di un'altra Tikal, coeva e altrettanto influente (la prima mappa della citta` e` stata pubblicata sul numero di settembre 1987 da National Geographic, ma la citta` giace tuttora sotto la giungla).