( Will Alexander, Brotherhood of Sleeping Car Porters, Movimento per i Diritti Civili, Partito Comunista, Fellowship of Southern Churchmen, Michael Harrington, Irving Hope, Myles Horton, Howard Kester, Joseph Lash, Lucy Randolph Mason, Movimenti Pacifisti, Mike Quill, Asa Philip Randolph, Max Shachtman, Sindacati, Partito Socialista, James Wechsler, Aubrey Williams)

La Sinistra americana e' sempre stata piu' una federazione di movimenti umanitari che un vero e proprio movimento marxista-leninista.
Il Partito Comunista (che dal 1929 alla fine della guerra era stato per anni controllato da Earl Browder, portavoce di direttive che venivano direttamente da Mosca) si estinse dopo il fatidico 1956 in cui Krushev espose le atrocita' del "grande padre". Il Partito Socialista Americano, che ne raccolse l'eredita' ideologica, cadde sotto il dominio di Max Shachtman, amico e discepolo di Trotsky. Shachtman intui' presto che la classe operaia, in una nazione prospera e ottimista, mancava degli stimoli fondamentali per abbracciare gli ideali socialisti, e cerco' uno sbocco altrove. Con ammirevole perspicacia si rivolse ai giovani, attraverso la "Young People's Socialist League" (YPSL) che presto divenne piu' popolare dello stesso Partito Socialista (nel 1962 arrivo' a contare 800 membri, un numero elevatissimo per la Sinistra americana).
La Sinistra era pero' gia' allora un mosaico di gruppi e individui. C'erano gli intellettuali raccolti attorno alla rivista "Dissent" e al suo redattore Irving Hope. C'era la "League for Industrial Democracy" (LDI), retta da Michael Harrington, che, ossessionata dai crimini stalinisti, propugnava un socialismo senza comunismo. C'era la sua federazione giovanile, la SLID, che nel 1935 si fuse con la vecchia NSL ("National Student League", formata alla Columbia University di New York nel 1931 da giovani comunisti raccolti attorno alla rivista "Student Review") per dar vita alla ASU ("American Student Union"), forte di cinquemila membri (guidati per lo piu' dalla frangia comunista di Joseph Lash e James Wechsler).
I neri, che erano stati accuratamente segregati dai sindacati (e in gran parte dimenticati dalla Sinistra militante fino al processo di Scottsboro del 1931, in cui l'"International Labor Defense" prese le parti di nove neri accusati di aver violentato due donne bianche), vennero organizzati principalmente da Asa Philip Randolph e dalla sua "Brotherhood of Sleeping Car Porters" (fondata nel 1925 per proteggere i diritti dei neri che lavoravano per la compagnia di trasporti pubblici Pullman, a quei tempi un colosso che impiegava piu' neri di qualsiasi altra azienda al mondo).
Il Sud rimase a lungo escluso dal dibattito sociale. Gli artigli delle varie organizzazioni militanti non riuscirono mai a scalfire piu' di tanto il rigido assetto del Sud. Semmai si fecero largo (e onore) individualita' votate al progresso sociale come Howard Kester, fondatore della "Fellowship of Southern Churchmen", Lucy Randolph Mason, Myles Horton, Will Alexander, Aubrey Williams.
I sindacati fanno storia a parte, e spesso quella storia appartiene alla storia della sinistra soltanto di sfuggita. Durante gli anni '30 e '40 milioni di americani si iscrissero ai sindacati. Lo sciopero del 1934 di San Francisco sanci' virtualmente la nascita del lavoro organizzato nel settore marittimo. A New York spunto' la "Transit Workers Union", retta per trent'anni da Mike Quill (un ex partigiano dell'IRA in Irlanda). Nel New England crebbe rapidamente la "Independent Textile Union". Ma la storia dei sindacati fu troppo turbolenta. I leader dei sindacati si sono spesso trovati dalla stessa parte dei capitalisti, del crimine organizzato e persino dell'estrema destra. (Nel 1989 soltanto il 17% degli operai apparteneva a un sindacato, contro il 35% del 1945).
RIVEDERE I pacifisti si ispiravano alle tradizioni indigene (il movimento Quacchero, il trascendentalismo di Emerson e Thoreau, l'abolizionismo di Lincoln) e al fresco insegnamento di Gandhi. Si differenziavano dai socialisti per una maggiore tolleranza e una sincera fede nei valori morali. I loro principali campi di battaglia erano stati la proliferazione delle armi nucleari e la discriminazione razziale. In linea con il loro stile (di derivazione chiaramente biblica) erano i loro leader, come il reverendo Muste. Per la cronaca, il movimento aveva avuto origine in Inghilterra, con la marcia della CND (Campaign for Nuclear Disarmement) e infatti il simbolo divenuto l'emblema del pacifismo americano (cerchio con barra verticale e due barrette diagonali a triangolo) non era altro che il logo della CND.
Nel 1962 la SLDI si ribattezzo' SDS ("Students fo Democratic Society") e pubblico' un manifesto noto come il "Port Huron Statement", redatto durante una conferenza di tre giorni in Michigan. Quel documento sanciva la nascita di una Nuova Sinistra, del tutto avulsa dai temi della vecchia. Fin dalla nascita le due generazioni ebbero, infatti, pochissimo da dirsi. I leader della SDS vennero espulsi dal LID, ma la SDS divenne in breve il nucleo catalizzante della Nuova Sinistra. L'universita' di Ann Arbor, in Michigan, rimase per un po' di anni l'epicentro del fenomeno. Nei suoi caffe' si incontravano gli intellettuali piu' influenti, come Al Haber (il primo presidente) e Tom Hayden (l'ideologo dell'organizzazione).
L'SDS fu profondamente influenzata dal pensiero degli esistenzialisti americani, dai poeti beat ai sociologhi dell'alienazione. In particolare Wright Mills colse lo spirito dei tempi mettendo in guardia dalla frattura che si stava creando fra una politica sempre piu' burocratizzata e una massa sempre piu' indifferente. Gli intellettuali di Ann Arbor si posero come obiettivo la creazione di una democrazia partecipatoria, in cui la massa e' cosciente e responsabile della politica nazionale. Questo tema era ben distante da quelli della Sinistra marxista (e da quelli della Sinistra europea) e, a posteriori, ben piu' attuale e maturo. E' indubbio che i teorici dell'SDS sperassero in una riconciliazione con il sistema politico e aborrissero la lotta armata.
Forte del suo credo, nel 1963 Hayden lancio' l'ERAP, "Economic Research and Action Project", con l'obiettivo di sollevare le masse dei poveri. Hayden si oppose strenuamente alla tendenza ad adottare cause popolari, come la guerra nel Vietnam. Ma nel marzo 1965 i pacifisti prevalsero, e l'SDS organizzo' la marcia su Washington che attrasse la prima grande folla di dimostranti (15.000 persone). Da quel momento la guerra divenne l'argomento dominante del movimento.
Nel giro di sei anni l'SDS crebbe fino ad avere centomila aderenti, sparsi in tutti i campus d'America. Ma nel 1968 il movimento stava gia' cadendo a pezzi. Disillusi dal fallimento dei loro ideali, molti reduci del 1964/65 si diedero alla rivolta armata. I cinici, nichilisti Weathermen polarizzarono l'attenzione durante i disordini della Convenzione di Chicago, e durante il 1969 eseguirono diversi atti terroristici in citta' (durante quello che venne definito l' "Assedio di Chicago"). L'anno dopo buona parte dei leader salto' in aria con il loro deposito di bombe nel Greenwich Village.
Un altro fenomeno destabilizzante fu quello del Progressive Labor Party, un movimento marxista-leninista para-militarista i cui membri si infiltrarono nelle file dell'SDS e, approfittando dell'anarchia regnante, si impossessarono del potere nel giugno 1969. Da quel momento l'SDS divenne un perverso fenomeno di intollerenza politica, succube dei deliranti slogan di Herbert Marcuse.
In breve gli ideali di Port Huron furono cancellati, e il movimento si avvio' verso la sua ingloriosa fine.
La vera causa del fallimento e' tuttora dibattuta. Ma certo la ribellione giovanile che inizialmente era servita da propellente per la Nuova Sinistra in pochi anni si diresse verso sfoghi piu' sterili e puerili: la drug culture, la rivoluzione sessuale, il misticismo orientale. Fu una tipica storia di "decadenza" (dei costumi, dei valori morali, degli ideali) che sfocio' nella ecadenza delle strutture stesse.
Con il discorso di inaugurazione del 1961 John Kennedy riusci' a catturare l'immaginazione di un'intera Nazione e defini' una volta per tutte il paesaggio morale e politico dei decenni a venire. Kennedy chiamo' la nazione a raccolta per costruire la "Nuova Frontiera", che avrebbe dovuto rinnovare nell'era atomica i fasti dell'epopea del West, garantendo all'America e al mondo intero un futuro piu' libero e piu' giusto.
Per quanta ipocrisia si nascondesse fra le righe di quel discorso, non vi sono dubbi che cio' che accadde negli anni seguenti fu una sua indiretta conseguenza. Quella notte la nazione aveva lustrato a nuovo i propri ideali liberali, rimasti sepolti dopo l'assassinio di Lincoln. Al paternalismo di Roosevelt, con cui era nato il nazionalismo americano, e grazie al quale erano state vinte prima la Depressione e poi la Guerra, si sostituiva ora la figura carismatica di un giovane, brillante e dinamico, l'immagine di un'America leader proiettata verso un futuro di pace e benessere.
L'entusiasmo si comunico' soprattutto ai circoli della borghesia illuminata, che da quel momento avrebbero abbracciato tutte le cause piu' impopolari, consentendo ad esse di esistere. Il "Civil Rights Movement" fu l'emanazione piu' visibile di questo umore, e il suo risultato piu' consistente. RIVEDERE