Cloni
Uno dei fatti scientifici piu' importanti degli ultimi vent'anni e' la
rivoluzione "riproduttiva". Nel 1978 nacque la prima bambina tramite la
fertilizzazione in vitro, aprendo la strada a combinazioni paradossali
come le donne che hanno procreato i propri nipoti. Nel 1993 fa scalpore la
notizia che sara' presto possibile programmare gemelli ad anni di distanza,
grazie al fatto che i biologi Jerry Hall e Robert Stillman della George
Washington University sono riusciti a clonare gli embrioni umani.
Ma sara' anche possibile trapiantare un'ovaia da un feto abortito, per cui
quel feto abortito diventera' la madre biologica del bambino; sara' possibile per
una donna concepire la propria sorella gemella; sara' possibile vendere
cataloghi di bambini i cui embrioni gemelli sono conservati ibernati
(esattamente come esistono gia' cataloghi di donatori di sperma, fra cui uno
di soli premi Nobel). E naturalmente c'e' gia' chi specula sull'immortalita'
(se un clone del mio embrione venisse conservato, alla mia morte potrebbe essere
fatto nascere, dando pertanto origine a una nuova vita di Piero Scaruffi).
Fare figli diventera'
sempre piu' un fatto tecnologico, e sempre meno un fatto biologico, con tutte
le conseguenze etiche del caso. A cambiare e' soprattutto il significato del
termine "mamma", una delle poche certezze che erano rimaste a questo mondo.
Nel 1986 fece epoca il caso di Mary Beth Whitehead, madre "surrogato" che
rifiuto' di restituire la bambina alla madre biologica: una sciocchezza rispetto
ai dilemmi legali e morali che si preparano all'orizzonte.
D'altronde queste conquiste tecnologiche aprono orizzonti sterminati al
business, che gia' si prospetta ancor piu' lucrativo di quello dei divorzi.
In effetti e' dal 1979 che si clonano animali a scopo di allevamento: il
business era gia' cominciato da tempo. L'effetto di questa nuova tecnologia
e' pero' ancora una volta quello di togliere significato ai termini "vita" e
"individuo".