Il fumo al bando

(Everett Koop, Philip Morris)

In un paese in cui e' proibito fumare in quasi tutti i luoghi di lavoro (pubblici e privati), e forse non tanto per proteggere i cittadini dal cancro ai polmoni quanto per ridurre la cifra astronomica spesa in tutti gli U.S.A. per curare le varie malattie connesse al fumo (si calcola che ogni anno il fumo costi 65 miliardi di dollari all'assistenza sanitaria, quanti ne basterebbero per sfamare l'intera Africa per un anno).
Nel 1995 vengono portate alla luce prove inconfutabili del cinismo delle "corporation" del fumo (Philip Morris su tutte), che fin dal 1979 erano gia' perfettamente a conoscenza dei danni causati dal fumo alla salute (in particolare dell'incidenza sul cancro e sulle funzioni cerebrali), ma tennero nascosti i risultati dei loro esperimenti.
Che la nicotina fosse una sostanza "additiva" era noto fin dall'inizio del secolo. Che fosse una delle cause principali di certi tipi di cancro e di malattie cardiache era noto fin dagli anni '50. Le grandi corporation del tabacco, pero', hanno per anni tenuto sotto scacco scienza e politica, impedendo che il pubblico venisse debitamente informato e difeso.
Soltato nel 1988 il "surgeon general" degli Stati Uniti, Everett Koop, ebbe il coraggio e l'opportunita' di pubblicare un rapporto di 618 pagine in cui si elencavano le proprieta' micidiali della nicotina e gli effetti devastanti sulla salute. Nel 1987 l'Encyclopedia Britannica contava gia' 50.000 studi di questo genere, eppure non un solo governo del pianeta aveva avuto il coraggio di agire di conseguenza. Anzi, quasi tutti avevano aiutato le corporation del tabacco a insabbiare quei rapporti o a insinuarne l'inattendibilita'. Koop fu il primo ufficiale di un governo a scendere decisamente in campo contro il fumo.
Da un lato questo dimostra come gli USA rimangano ancora il paese in cui le strutture di governo sono piu' indipendenti dagli interessi economici, ma dall'altro dimostra anche quanto immane sia ormai il potere dell'industria del fumo.
Comunque sia, da quel giorno le sorti del fumo sono state segnate negli USA. Il declino, che gia' era in corso, e' stato rapidissimo.
Ad opporsi alle leggi contro il fumo e' la lobby del tabacco, rappresentata da politici come Scotty Baesler del Kentucky (uno degli stati che hanno maggiori interessi economici nel settore). In un rapporto presentato al Congresso nel 1995 questa lobby faceva notare come la morte prematura di 419.000 americani all'anno contribuisse a sanare il deficit pubblico, in quanto diminuisce drasticamente il numero dei pensionati, e pertanto il fumo abbia benefici socio-economici per l'intera Nazione...