L'esodo verso i Rockies
I "rockies" sono gli stati situati a cavallo delle montagne rocciose: Montana,
Idaho, Wyoming, Utah, Colorado. Questi stati, tradizionalmente trascurati,
godono negli anni '90 delle economie piu' brillanti degli USA e delle condizionidi vita piu' ideali.
Il censimento del 1994 rivela che la loro popolazione e' esplosa quando in
altre parti del paese stagna o declina. Le percentuali sono anzi da capogiro:
+43% nello Wyoming dal 1970 al 1994, +59% nell'Idaho, +65% nel Colorado,
+80% nello Utah (la media nazionale per lo stesso quarto secolo e' 29%).
La storia stereotipica raccontata da tutti i tabloid nazionali e' quella
della famiglia californiana, stanca e frustrata dall'inquinamento, dal traffico,
dai terremoti e dalla violenza, che decide di trasferirsi in uno di questi
stati: vende la casetta striminzata che aveva a Los Angeles e, con gli stessi
soldi, si compra un gigantesco ranch in mezzo al verde. Il fascino dei rockies
per i figli dell'urbe e' un fatto molto recente.
I "rockies", come tutti gli stati del nord, vennero di fatto scoperti dalla
spedizione di Meriwether Lewis e William Clark del 1805-06, voluta da Thomas
Jefferson per aprire una rotta terrestre dall'Atlantico al Pacifico
(e per verificare la leggenda del "Northwest Passage", che in effetti non
esisteva). Prima erano stati soltanto dei fatti amministrativi (per lo piu'
francesi) senza alcun insediamento stabile.
E' in queste zone che l'individualismo Americano ha modo di esprimersi
pienamente. Qui l'ideale di vita e' ancora quello del ranch isolato,
ciascuno per conto suo, con contatti minimi con la civilta'. Qui e' ancora
viva la figura romantica del cowboy, anche se aggiornata ai tempi.
L'Idaho e' uno stato di bellezze naturali mozzafiato, da Seven Devils a
Craters Of The Moon, da Sawtooth Mountain a Hell's Canyon; di alci, coguari,
salmoni e orsi. Il primo insediamento fu Mormone, a Franklin nel 1860; ma pochi
si fermavano in questa terra lungo l'"Oregon trail". Dovettero passare una
dozzina d'anni prima che gli indiani Nez Berce venissero debellati
(nella battaglia di White Bird nel 1871).
L'Idaho divenne allora uno stato minerario, ricco di oro e argento, e per un
po' crebbe rapidamente: nel 1865 Idaho City era la citta' piu' popolosa
dell'Ovest, con trentamila abitanti, quasi tutti maschi e cercatori d'oro,
di cui un quarto (dicono le cronache) cinesi.
Alla fine del secolo scoppiarono diversi disordini fra i minatori e le
autorita', culminati con l'assassinio del governatore.
Oggi la capitale della zona mineraria e' la regione chiamata Coeur D'Alene,
quasi al confine con il Canada, attorno a Kellogg e Wallace (rispettivamente
mille e duemilacinquecento anime, ma qualche miliardo di dollari di fatturato).
Ma fino agli anni '80 l'Idaho era uno dei tipici stati da cui coloro che
potevano scappavano alla svelta: l'industria mineraria si stava contraendo e
non c'era traccia di altro.
L'Idaho era talmente desolato che divenne il rifugio preferito per i
suprematisti (vedi), ovvero i neo-nazisti americani, le milizie (vedi) e
le comunita' del fondamentalismo cristiano (vedi).
Randy Weaver divenne un eroe popolare nel 1992 quando resistette per oltre un
anno, armi in pungo, all'arresto da parte delle truppe federali.
A Hayden Lake il Reverendo Robert Butler fondo' nel 1978 Aryan Nations,
nel nord (presso Kamiah) James Gritz fondo' Almost Heaven.
Sono comunita' che non riconoscono neppure la sovranita' di Washington.
Soltanto in epoca recente Boise (la principale citta', anzi l'unica) e'
diventata teatro di una rinascita economica (con il 6% di crescita annua di
posti di lavoro e' prima delle citta' americane, 130 aziende californiane
trasferitesi qui nel giro di quattro anni), e puo' vantare oggi una delle
massime concentrazioni di corporation del Midwest: pubblicizzata come un piccolo
paradiso terrestre (le case costano poco, le tasse sono miti, l'aria e' pura,
il crimine non esiste, non ci sono mai ingorghi), sta attirando un crescente
numero di aziende e di famiglie.
L'Idaho nel complesso e' uno dei tre stati con il tasso di crescita economia
piu' alto della Nazione (nel 1994 il 5,8% annuo, secondo soltanto a Utah e
Nevada, anch'essi parte geografica delle Montagne Rocciose). Cio' non toglie
che sia ancora 43esimo nella classifica del reddito procapite.
Il Montana, chiuso fra le Montagne Rocciose e le Grandi Pianure, sede
di uno dei parchi piu' celebri del mondo, Yellowstone (nonche' del non meno
spettacolare Glacier), venne colonizzato grazie all'oro: fu nel 1852 che
inizio' la sua corsa all'oro. E ancora oggi la sua rimane un'economia di
estrazione mineraria e di agricoltura.
Lo stato e' in realta' disseminato di reliquie del "Far West", dalla citta'
fantasma di Marysville (presso Helena) al campo di battaglia di Little
Big Horn (presso Hardin), dove nel giugno del 1876 i Cheyenne e i Sioux
sterminarono il settimo reggimento della cavalleria agli ordini del generale
George Custer. A Butte nel 1881 si costitui' il sindacato dei minatori,
che dal 1892 mise a soqquadro le cittadine minerarie di tutto l'Ovest.
Oggi il Montana e' uno degli stati piu' tranquilli degli USA, e uno dei piu'
vergini. E' di conseguenza anche una delle mete preferite dagli "yuppie"
californiani.
Lo Wyoming (sotto il Montana) venne "scoperto" nel primo Ottocento da John
Colter, che faceva parte della celebre spedizione di Lewis e Clark.
In breve il South Pass divenne uno
dei maggiori centri di commercio delle pellicce per "trapper", indiani e
compagnie, e nacquero citta' come Laramie (fondata per l'appunto dal celebre
trapper Jacques La Ramie) e Cody (fondata da Buffalo Bill). Negli anni '40
tutti si spostarono a Ovest, seguendo l'"Oregon trail". Negli anni '60 fu la
volta della ferrovia ad attrarre emigranti (passo' di qua
la costruzione della Pacific Railroad durante gli anni 1867-68).
Il pittoresco retroterra dello stato e' ben rappresentato dalla storia
altrettanto turbolenta della sua capitale, Cheyenne, il cui
approssimativo senso dell'ordine pubblico la rese celebre in tutta la
Nazione durante gli anni '60. Rodeo e linciaggi furono a lungo le
attrazioni principali dello stato. Fort Laramie e Oregon Trail Ruts
rimangono a testimoniare il glorioso e sanguinoso passato dello Wyoming.
Le guerre con gli indiani (i Sioux di Red Cloud e Dull Knife) raggiunsero
l'apice intorno al 1866 con il massacro degli uomini di William Fetterman
(presso Sheridan), il "Wagon Box Fight" a Fort Phil Kearny, il "Crazy Woman
Fight", per terminare con il "Dull Knife Fight" (tutti nei pressi di Buffalo,
ovvero lungo lo strategico "Bozeman trail").
Eliminato quel problema, nei vent'anni
successivi le verdi praterie dello stato vennero invase da sud dai cowboy (fra
cui numerosi pastori baschi) e dalle loro mandrie, e da nord dagli agricoltori
e dai loro orti: incredibilmente ne scoppio' una vera e propria guerra (la
Johnson County War del 1892), per porre fine alla quale fu necessario
l'intervento della cavalleria.
Gli allevatori conservarono
il sangue caldo e passarono gran parte dei successivi vent'anni a farsi la
guerra l'uno contro l'altro per estendere le proprie terre. All'inizio del
secolo la popolazione non raggiungeva i centomila abitanti, ma lo Wyoming
vantava certamente una delle sceneggiature piu' pittoresche. Le cattive
abitudini non passarono neppure quando (nel 1915) il petrolio prese il
sopravvento:
nel 1927 venne scoperto uno scandalo (che ai tempi fece epoca) per il quale
il Ministro degli Interni fini' in carcere.
Dimenticato per mezzo secolo, il Colorado balza prepotentemente
agli onori delle cronache quando per due anni consecutivi (1994 e 1995)
risulta primo nella classifica degli stati con l'economia piu' vitale.
Nel 1993 piu' di settantamila persone sono emigrate in Colorado, e un terzo
provenivano dalla California. Il tasso di disoccupazione e' uno dei piu'
bassi della Nazione (4%).
Il Colorado, la terra della Mesa Verde,
del Colorado National Monument, di Great Sand Dunes, delle Montagne Rocciose
e delle Grandi Pianure (che ne fanno la propaggine occidentale di
Kansas, Nebraska e Dakota), venne invaso dai pionieri nel 1859, durante
l'ennesima corsa all'oro (e all'argento) di quei tempi (i fratelli George e
Dave Griffith furono quelli che scoprirono l'oro nel Clear Creek).
Le altre industrie locali, quella della caccia, che aveva attirato "trapper"
come Kit Carson in zone come Estes Park e Pueblo, e quella del commercio lungo
l'"Overland trail", vennero presto occultate.
Aspen, Central City, Durango, Georgetown, Golden, Leadville, Ouray, Silverton,
Telluride sono alcune delle pittoresche cittadine nate da quel "boom".
A differenza di tante altre citta' minerarie degli USA, quelle del Colorado
furono quasi sempre piu' stabili: invece della solita parabola di
"boom and bust"
(un'esplosione istantanea e poi un altrettanto rapido declino), riuscirono
a consolidare una vera e propria comunita', che resistette anche alle crisi,
ed evitarono la distruzione degli incendi che ne annientarono tante altre.
Sono comunque minuscole oggi, ridotte a musei di un'epoca che fu.
Denver fu quella che ne beneficio' piu' di tutte, grazie agli inesauribli
giacimento del Clear Creek e del Cripple Creek: nel 1890 la popolazione era
arrivata a centomila anime e una buona percentuale erano gia' diventati
miliardari. Nacquero teatri d'opera, gallerie d'arte, e istituzioni
filantropiche d'ogni sorta. Nel quartiere di Glendale si diffusero i
locali di musica popolare, e non soltanto country.
Da allora fino alla seconda guerra mondiale il Colorado e'
rimasto uno stato prevalentemente minerario, ma negli ultimi decenni e'
iniziata una trasformazione che ne sta facendo una delle Mecche dell'alta
tecnologia (soprattutto a Fort Collins e Boulder). La vera industria e' pero'
il Colorado stesso, i suoi scenari naturali e il suo stile di vita rilassato
che stanno attirando migliaia di persone tanto da Est quanto da Ovest.
Highlands Ranch, un quartiere di Denver che nel 1981 non esisteva, nel 1990
era esploso di colpo a quindicimila abitanti e oggi conta trentamila anime,
e' emblematica. La contea di Douglas e' la seconda della nazione per crescita
di popolazione (dopo Flagler in Florida).
Una delle destinazioni preferite degli ultimi anni e'
Colorado Springs, localita' turistica fondata nel secolo scorso per ospitare
le vacanza dei ricchi padroni d'industria e prosperata durante la Proibizione,
che, lungi dall'essere una metropoli, nel 1995 ha inaugurato uno degli aeroporti
piu' grandi del mondo (piu' grande di quelli di Los Angeles, San Diego e
San Francisco messi insieme).
Nel 1993 lo Utah puo' vantare il piu' alto tasso di crescita nazionale
dell'occupazione nel settore industriale.
Nel 1994 lo Utah e' secondo soltanto al Colorado nella classifica della
vitalita' economica. Due delle sue cittadine, Provo e Salt Lake City, figurano
nei primi quattro posti della classifica delle citta' piu' vivibili (vinta da
Seattle). Nel 1995 gli viene riconosciuto anche il secondo posto dietro la
California per il numero di posti di lavoro nel software.
Nella vasta valle dello Utah che finisce nel Salt Lake, si stabilirono i
Mormoni di Brigham Young, discepoli della chiesa fondata da Joseph Smith nel
1830 presso New York, che da anni vagavano perseguitati (Smith venne
linciato nel 1844 nel Missouri, che considerava la loro terra promessa)
alla ricerca di un luogo in cui poter dar vita indisturbati alla loro comunita'.
Salt Lake City (Zion per i mormoni) venne fondata nel 1847 e da allora la
popolazione di Mormoni crebbe rapidamente.
I Mormoni si distinsero subito
per le austere regole morali, che proibivano il fumo, l'alcool, persino il
caffe' (ma consentivano la poligamia) e per la vocazione alla conversione
degli altri (uno su dieci e' anche prete o missionario).
Contrariamente alla fama di retrogradi contadini, i
Mormoni svilupparono un'economia moderna e diversificata, che in questi ultimi
decenni e' stata al passo senza difficolta' con le piu' avanzate
conquiste tecnologiche (basti pensare che lo Utah e' fra i primi al mondo
nel campo della traduzione automatica, grazie alle istituzioni che producono
versioni da esportazione dei testi mormoni, e delle reti locali, grazie alla
Novell), in particolare a Provo e Salt Lake City.
Grazie al Grande Lago Salato, alla vicina Monument Valley (dove John Ford
giro' i suoi western piu' celebri),
agli innumerevoli canyon (Bryce Canyon, Glen Canyon, Canyonlands),
alle innumerevoli formazioni rocciose (lo Zion Park, l'Arches
National Park, il Capitol Reef, Cedar Breaks, i
Natural Bridges, Rainbow Bridge), ai fossili di dinosauri di Jensen e alle
localita' invernali, l'economia dello Utah deve molto al turismo.
Le tradizioni culturali dello stato sono poi fra le piu' solide, come
dimostra lo Shakespeare Festival di Cedar City.
Ma, nonostante i recenti successi e il crescente numero di aziende californiane
che si trasferiscono a Salt Lake City, lo Utah rimane uno degli stati con
il reddito procapite piu' basso (al di sotto dei 15.000 dollari, contro gli
oltre 20.000 della California).
Questi stati sono rimasti relativamente immuni alla crisi economica del 1990
e anzi, dopo tanti decenni di lenta ma inesorabile decadenza, hanno visto
crescere il proprio "appeal" presso le popolazioni urbane della California.
Questi stati rurali, infatti, dove la vita conosce ancora i ritmi naturali,
dove i paesaggi sono ancora incontaminati e pochissimo affollati, vanno incontro
alla crescente esigenza di pace e tranquillita' da parte della generazione
"high-tech", cresciuta e arricchitasi grazie ai computer, ma che antepone
valori spirituali a quelli materiali degli anni '80.
Portano con se' la cultura
piu' avanzata dell'informatica (in particolare il "telecommuting", il lavorare
da casa collegando il proprio personal computer alla rete locale del proprio
posto di lavoro, in modo da essere "virtualmente" presenti in ufficio) e
l'etica individualista ed isolazionista che ne consegue; ma sono
fondamentalmente dei "cowboy" elettronici, recuperano la filosofia del "loner"
e dell'avventuriero senza mettere a rischio il proprio "comfort".