La rivincita degli stati del deserto
Arizona, new Mexico, Nevada, Il Texas occidentale e un pezzo della California
compongono il deserto Americano. In questi stati lo scenario umano e' per lo
piu' rappresentato da
villaggi sperduti in distese sconfinate di sabbia, cactus e serpenti a sonagli.
Il ritmo della vita e il concetto stesso della vita sono profondamente diversi
da quelli delle tumultuose metropoli dell'Est o delle solenni montagne del Nord.
Soltanto in epoca molto recente queste zone sono venute alla ribalta.
Eppure negli anni '90 questi stati hanno finalmente goduto di un minimo di
popolarita' e di un'ingente immigrazione. E gli immigrati non vengono dal
Messico, ma dagli stati ricchi del nord e dell'ovest. Fra il 1970 e il 1994
il Censimento nazionale dice che la popolazione dell'Arizona e' cresciuta
del 130%, quella del New Mexico del 63% e quella del Nevada addirittura del
198%.
L'Arizona, noto fino a qualche anno fa soltanto per le sue attrazioni
turistiche (il Grand Canyon del fiume Colorado, la Monument Valley, le rocce
di Chiricahua, il villaggio preistorico del Navajo National Monument, la
Foresta Pietrificata), sta rapidamente emergendo come la nuova realta' economica
degli USA. Lo stato e' stato tradizionalmente spopolato, ma ha sempre vantato
un suo piccolo melting pop poiche' un settimo dei pellerossa (e la maggioranza
dei Navajo) vivono qui e le statistiche dicono che un abitante su cinque ha un
cognome spagnolo.
I coloni anglosassoni arrivarono tardi.
D'altronde per molti anni l'Arizona fu inabitabile: gli indiani Apache davano
del filo da torcere a chiunque si avventurasse lontano dai forti e la
rivoluzione messicana del 1810 ebbe ripercussioni fin qui. Nel 1848 gli USA
vinsero la guerra contro il Messico e si appropriarono del Territorio del
New Mexico,
comprendente l'Arizona; ma fino al 1886 non ci fu pace con gli Indiani.
Tant'e' che soltanto nel 1912 l'Arizona venne ammesso come stato negli USA
(quarantottesimo e ultimo, a parte Alaska e Hawaii).
Le sue cronache dell'Ottocento sono pittoresche, anche se riguardano quasi
sempre episodi marginali. Citta' come Flagstaff e Mesa furono create dalla
emigrazione verso la California. E Tombstone e' forse la piu' famosa
reliquia del Far West: qui avvenne il celebre duello dell'O.K. Corral,
fra Wyatt Earp e la banda di Clinton, nel 1881.
A cambiare il destino dello stato fu l'invenzione dell'aria condizionata,
senza la quale sarebbe stato virtualmente impossibile vivere nel deserto in
cui sono cresciute citta' come Phoenix e Tucson. Phoenix crebbe man mano
che il deserto diventava meno deserto: nel 1900 aveva cinquecento abitanti,
nel 1911 la prima diga lo rese
coltivabile, nel 1926 arrivo' la ferrovia, poi il complesso sistema di
acquedotti del Central Arizona Project risolse definitivamente il problema
idrico.
Da allora si e' sviluppata
un'industria d'avanguardia, che ha lentamente attirato aziende da tutto
il resto dell'America, e ultimamente, in particolare, dalla California.
Insieme a Seattle e' forse una delle metropoli piu' ambite oggi da chi
cerca alternative alla California.
Nel 1994 ha rubato proprio alla California il primato di "start-up"
(di nuove aziende). Motorola (che ha sede qua) e Intel (che ha costruito una
fabbrica gigantesca alla periferia a Chandler) hanno trasformato l'Arizona
in una delle capitali mondiali dell'elettronica.
Parchi industriali stanno sorgendo in tutto lo stato, da Kingman a Yuma,
da Prescott a Flagstaff.
L'Arizona vanta anche un retroterra culturale tutt'altro che trascurabile,
con picchi nella piccolissima Sedona (e nelle sue gallerie d'arte) e
nella grande Tucson (sede dell'Universita' dell'Arizona).
Il New Mexico e' venuto agli altari delle cronache soltanto quando si sono
scoperti esperimenti militari segreti degli USA. E' qua, infatti che venne
progettata la bomba atomica (il Manhattan Project) e che vennero eseguiti
i primi studi sulle radiazioni nucleari, utilizzando talvolta esseri umani
come cavie. Il 16 luglio 1945 a Trinity Site, nel deserto di Alamogordo,
venne fatto esplodere il primo ordigno nucleare, un evento che ha cambiato
per sempre la storia dell'umanita'.
Prima il New Mexico era stato a lungo soltanto un territorio
per lo piu' deserto e senza legge: il Rio Grande, il Pecos, la Mesa, i
Mogolloni, la Gila, le riserve Apache e Navajo (che vennero gestite per
un po' da Kit Carson), forti come Fort Union e cittadine come Bloomfield
(dove regnava la banda di Port Stockton, lo sceriffo), Gallup (al confine
con la riserva Navajo), Las Cruces (dove avvenne il famoso massacro di una
carovana da parte degli indiani), Silver City (patria di William Bonney,
che diventera' famoso come Billy The Kid), Lincoln (in cui semino' il terrore
Billy The Kid), Fort Sumner (dove il cacciatore di taglie Pat Garrett
uccise Billy The Kid), Santa Fe (sede della Missione)
sono diventati famosi grazie alle saghe dei film western.
Per quanto in New Mexico siano stati scoperti giacimenti di un po' di tutto,
dal petrolio all'uranio, l'economia principale rimane quella legata ai
programmi di ricerca federali, stanziati per lo piu' nei laboratori di
Los Alamos e Albuquerque.
Poi c'e' il turismo, in rapida crescita grazie a White Sands, alle caverne di
Carlsbad, alle rovine di civilta' preistoriche (gli Zuni, gli Anasazi e altri).
Il vero miracolo, umano, economico, artistico e scientifico, della zona e'
quello di Santa Fe. Questa piccola cittadina e' stata teatro fino al 1994
di una delle crescita piu' vertiginose degli USA. Nel 1992 era citata come
la prima destinazione turistica delle Americhe, davanti a San Francisco e
a Rio.
Santa Fe e' diventata anche un centro di alta tecnologia da quando vi si e'
stanziato il Santa Fe Institute, massimo organo di ricerca mondiale nel campo
dei sistemi complessi, della teoria del caos, della vita artificiale.
Taos (a nord di Santa Fe) e' l'oasi nel deserto (letteralmente): nel 1912 in questa cittadina di
quattromila abitanti Henry Sharp, Ernest Blumenschein e Bert Phillips formarono
la Societa' degli Artisti che sarebbe diventata una delle scuole culturali piu'
importanti degli USA. Taos e' oggi il rifugio di centinaia di pittori,
scultori, musicisti e scrittori.
Nel profondo Sud dello stato un'altra citta', Silver City, sta ripetendo
quell'exploit (21% di crescita dal 1990 al 1994).
Il New Mexico ha percorso una parabola quasi opposta a quella del vicino
Arizona: fin troppo vivace nel secolo scorso, e' oggi scarsamente
popolato e economicamente abulico. Solo negli ultimi due anni Albuquerque e
Santa Fe, seguendo l'esempio di Boise e Colorado Springs, hanno puntato a rubare
aziende alla California per rilanciare in qualche modo l'economia dello stato.
L'Intel sta costruendo a Rio Rancho una fabbrica colossale e Albuquerque sta
vivendo un improvviso boom edilizio.
Il Nevada e' un deserto dentro il quale e' spuntata Las Vegas.
La storia dello stato ebbe inizio nel 1850, quando venne trovato il primo oro
nel Gold Canyon. Nove anni dopo nell'angolo nordovest dello stato, quasi al
confine con la California, venne scoperto il giacimento d'oro e argento di
Comstock Lode, uno dei piu' ricchi mai scoperti nell'intero pianeta: fu allora
che arrivo' la fiumana dall'Est. Negli anni Settanta la "Big Bonanza" creo'
diversi miliardari a Virginia City, vicino a Carson City, che a un certo punto
aveva piu' di cento
saloon per una popolazione di trentamila anime (oggi ha mille abitanti e un solo
saloon). Poi, come spesso capitava nel Far West, appena la miniera si inaridi'
la regione si svuoto'. Nel 1900 la storia si ripete': questa volta l'oro venne
trovato a sud, vicino a Tonopah, seguito dal rame a Ely e cosi' via. Per un po'
la storia dello stato fu cosi' una serie di alti e bassi legati alle miniere.
Con i minatori arrivavano anche gli avventurieri (come Butch Cassidy e
Sundance Kid).
Oggi a testimonianza di quell'epoca rimangono diverse "ghost town", come
Austin (che a un certo punto aveva seimila miniere, e oggi ha quattrocento
abitanti).
Nel 1931, pero', il Nevada decise di legalizzare il gioco d'azzardo, e in breve
legalizzo' anche il divorzio. Furono quelle le idee che crearono i presupposti
per un'economia piu' stabile. Il fatto che fossero stati importati i pastori
baschi per accudire le pecore sulle montagne non passo' invece alla storia.
Soltanto nel 1965 venne aperta una nuova miniera, la Carlin County Mine.
Per quanto nel Novecente siano stati intrapresi grandi progetti di irrigazione
(per esempio a Fallon, dove nel 1914 nacque un lago artificiale in mezzo al
deserto, e a Boulder City, dove nel 1935 sul fiume Colorado venne costruita
la Hoover Dam, una delle piu' grandi dighe del mondo, creando il Lake Mead),
lo stato e' ancora dipendente dall'esterno per la sua sopravvivenza. E' il
turismo a procurare lavoro a un terzo della sua popolazione (e al turismo
non contribuiscono piu' di tanto le due attrazioni che davvero vale la pena
di vedere, il villaggio preistorico di Overton, battezzato "Lost City", e le
caverne di Lehman a Baker).
La capitale del gioco d'azzardo, fondata (ironia della sorte) da Mormoni
del vicino Utah, deve la sua esistenza alla Hoover Dam: durante la Grande
Depressione migliaia di operai cercarono scampo alla crisi lavorando a quella
grande opera ingegneristica. Quella popolazione servi' da seme per far
crescere l'industria del "gambling", legalizzato nello stesso anno in cui
erano iniziati i lavori. Per un po' era stata Reno (vicino a Carson City) la
capitale del divertimento, ma presto il
Golden Nugget di Las Vegas divenne l'epicentro di una proliferazione di
casino'
Il Natale del 1946 il gangster Bugsy Siegel inauguro' il suo
Flamingo ed apri' una nuova era: il locale era infatti al tempo stesso un
casino', un hotel, un ristorante, un teatro. In un edificio unico il turista
trovava tutto cio' di cui aveva bisogno. In breve spuntarono come i funghi
Thunderbird, Riviera, Caesar's Palace e cosi' via. Nelle loro sale cominciarono
ad esibirsi non soltanto le spogliarelliste di bassa lega, ma anche i Frank
Sinatra e i Dean Martin; e Las Vegas divenne la capitale dello spettacolo
leggero.
Con il passare del tempo, man mano che il gioco d'azzardo e il vizio in generale
venivano perseguitati negli stati Puritani dell'Est, il Nevada divenne l'oasi
felice d'America e raccolse i frutti di quella politica.
Anche se oggi quasi tutti gli stati hanno legalizzato le
sue specialita' (dalla roulette al divorzio), e molte tribu' indiane
si sono lanciate nel business dei casino', le strutture del Nevada
conservano un vantaggio decennale.
I proventi e gli investimenti sono
serviti a trasformare lo "Strip" di Las Vegas in un concentrato di
follie architetturali: il Mirage sfoggia giardini, fontane, un
vulcano (tutto artificiale) e un habitat per le tigri reali; l'Excalibur,
l'hotel piu' vasto del mondo (quattromila camere), e' un
castello con quattordici guglie; l'Imperial Palace ha un museo dell'auto;
il Circus Circus ha un circo intero; l'MGM un gigantesco parco di divertimento
con tanto di montagne russe; Il Luxor, un hotel a piramide che contiene una
replica del Nilo; e cosi' via. Las Vegas e' diventata
una festa della bizzarria.
Per quanto irreale possa sembrare, si tratta anche di un'industria colossale,
che ha visto aumentare del 35% gli addetti ai lavori negli anni 1988-1993.
La popolazione di Las Vegas e' raddoppiata fra il 1980 e il 1990, ponendola
al primo posto fra le metropoli americane.
L'altra citta' del Nevada, Reno, e' una meta' turistica piu' decorosa, vicina
alla localita' sciistica del Lake Tahoe. In un certo senso Las Vegas sta a Los Angeles
come Reno sta a San Francisco (anche in dimensioni).