Texas

Il Texas venne popolato dai missionari a partire dal Settecento: attorno alle loro missioni sorsero i villaggi di Nacogdoches (1716), San Antonio (1718), Goliad (1749). Quando arrivarono i primi coloni americani (nel 1821, lo stesso anno in cui il Messico, a cui il Texas apparteneva, dichiaro' l'indipendenza dalla Spagna), non c'era molto di piu'. Nel giro di quindici anni i coloni americani superarono in numero i messicani, il cui governo era troppo impegnato in lotte intestine. Si verificarono sporadici tentativi di scacciare i messicani: qualcuno fondo' persino lo stato di Fredonia; ma senza grande seguito.
Ma quando (nel 1835) i coloni, capeggiati da Stephen Austin, decisero di formare uno stato a parte, il Messico mando' l'esercito: l'anno seguente 187 eroici texani vennero massacrati nel forte di El Alamo da un reggimento messicano e i 350 di James Fannin vennero fucilati a Goliad dopo essersi arresi. L'indignazione porto' al trionfo di Sam Houston, che scaccio' i messicani e instauro' la repubblica texana. Da allora ad oggi i texani sono sempre stati boriosamente orgogliosi di essere texani.
Soltanto nel 1846 il Texas decise di entrare a far parte degli USA, e peraltro fu poi uno dei primi ad uscirne nel 1861. La sconfitta nella guerra di Secessione pose comunque temporaneamente fine alle ambizioni dello stato, che per diversi decenni penso' soprattutto a leccarsi le ferite. L'economia visse a lungo sul bestiame. Il Texas era di fatto suddiviso in ranch, ciascuno dei quali era un piccolo stato nello stato. La seconda industria era l'agricoltura, grazie al fatto che il Texas fungeva da granaio dell'America. Citta' come Fort Worth (una delle tappe obbligate delle marce verso la ferrovia del Kansas) e Abilene sono sempre vissute di bestiame e di grano. Fu allora che nacquero le leggende dei Texas Rangers, di allevatori-tiranni come Juan Cortina (che aveva al suo comando un piccolo esercito di fuorilegge) e di tante sparatorie.
La storia moderna del Texas ebbe inizio nel 1901 a Beaumont, dove venne scoperto il primo pozzo di petrolio. Le migliaia di "derrick" operati da "wildcatter" che spuntarono nei decenni successivi trasformarono il panorama del paese e la sua struttura sociale. Nel 1935 finalmente il Texas scavalco' la California (che da tempo aveva scavalcato la Pennsylvania) e divenne lo stato petrolifero per eccellenza. I nuovi ricchi erano finanzieri e non allevatori, anche se in fondo la societa' rimaneva fondamentalmente patriarcale, ancorata ai valori della famiglia. La moderna citta' di Dallas, virtualmente inventata dal boom del petrolio degli anni Trenta, e' l'impero privato di poche famiglie di ricchi (immortalate dalla "soap opera" omonima). Cittadine come Wichita Falls esplosero nel giro di pochi anni (nel 1920 aveva 500 compagnie petrolifere, ma poche migliaia di abitanti).
Ma anche l'era del petrolio era destinata a durare poco. Negli anni Settanta tanto la crisi geopolitica a livello mondiale quanto gli investimenti interni degli USA tesi a ridurre la dipendenza dal petrolio hanno parecchio ridimensionato il settore. In compenso Houston, porto di mare a sessanta chilometri dal mare grazie a un canale imponente, la cui area metropolitana fa ormai sette milioni di abitanti (quarta negli USA, avendo sorpassato Philadelphia), e' diventata la "capitale" della NASA (grazie al centro spaziale) e uno dei principali centri di biotecnologia (attorno al suo Medical Center), cosi' come San Antonio (attorno al suo Texas Research Park).
A Houston ha anche sede la Compaq, uno dei miracoli informatici degli anni '90 (dal 1994 maggior produttore mondiale, avendo scavalcato sia IBM sia Apple). A Austin ha invece sede uno dei suoi massimi rivali, la Dell. Compaq e Dell rappresentano la seconda generazione dell'elettronica texana, e idealmente costruiscono sulle fondamenta gettate da Texas Instruments, Motorola e AMD, i tre grandi costruttori di "chip" della zona. Inevitabilmente viene coniato il termine "Silicon Prairie" (in contrasto con la "Silicon Valley" californiana).
e Dallas ha beneficiato per un po' degli ingenti finanziamenti per il progetto del Superconductor Supercollider, che doveva sorgere a Waxahachie (bocciato nel 1993). Presso Tucson e' stato tentato l'esperimento di una "biosfera" in cui alcuni uomini vivono isolati dal resto del mondo. Austin, la capitale, e' uno dei centri culturali piu' vivaci del Sud.
Il Texas, da sempre stato conservatore come pochi, detiene il triste primato delle esecuzioni di condannati a morte: 71 dal 1976 (l'anno in cui venne ri-legalizzata la pena di morte). Nel 1993 un altro caso ha portato alla luce la violenza che e' insita nel suo sistema: nei pressi di Waco un fanatico di nome David Koresh (alias Vernon Howell), leader della setta Branch Davidian, ha ingaggiato una vera e propria battaglia contro la polizia che si e' conclusa con lo sterminio dei suoi seguaci.
Geograficamente il Texas non e' neppure una regione unica: la "Hill Country" del centro, attorno a Fredericksburg, popolata prevalentemente da immigrati tedeschi, rimase a lungo isolata dal resto del paese; "Piney Woods, ad est, e' in realta' un corridoio naturale di prateria, attraverso cui passarono mandrie, coloni ed eserciti; lungo la costa del Golfo del Messico sorsero un tempo porti e centri finanziari come Corpus Christi, Brownsville e soprattutto Galveston, gia' roccaforte di pirati; il "Panhandle" attorno a Lubbock e' di fatto la punta finale delle Grandi Praterie, un tempo terra dei Comanches; a ovest si estende una zona di canyon e deserti, come il Big Bend; e infine la zona a nord del Rio Grande (con citta' di confine come Laredo e El Paso) e' un'anticamera del Messico.
Nel 1995 per la prima volta a Dallas e' stato eletto un sindaco nero, Ron Kirk
Nel 1995 il Texas, con diciotto milioni di abitanti, supera in popolazione New York e si installa al secondo posto dietro la California.