Il declino delle vecchie colonie
Gli stati atlantici di Pennsylvania, Delaware, Maryland, Virginia e West
Virginia costituiscono un po' il nucleo originario degli Stati Uniti.
Il Maryland, da cui venne estratta Washington, fondato da pellegrini
cattolici che fuggivano la persecuzione degli inglesi, ebbe il suo boom
industriale a cavallo fra i due secoli, ma negli ultimi decenni e' sempre
piu' diventato una delle capitali dell'alta tecnologia. Vi si trovano numerosi
centri di ricerca, sia privati sia pubblici (medicina, meccanica, elettronica,
aerospaziale). Purtroppo gran parte di questi centri erano finanziati
(direttamente o indirettamente) dal Ministero della Difesa: i tagli al
budget militare degli anni '90 hanno colpito il Maryland piu' di altri.
Lo spirito austero del Maryland e' conservato ad Annapolis.
A Baltimore (mezz'ora da Washington) nacquero il telefono e la ferrovia.
Baltimore e' anche la capitale culturale dello stato, e sono celebri soprattutto
i suoi club di jazz. Vi ha sede la John Hopkins University.
La Virginia (fondata dai pellegrini di John Smith nel 1607, dando di fatto
inizio alla
colonizzazione anglosassone dell'America) e' uno degli stati che conservano
piu' reliquie della storia nazionale, da Jamestown, prima citta' Americana,
a Richmond, che nel 1861 fu eletta capitale degli stati secessionisti della
Confederazione.
Molti dei primi presidenti erano dei virginiani: Washington, Jefferson, Madison,
Monroe...
E' in Virginia che inizio' la coltivazione del tabacco, destinata a rendere
floride
queste colonie, ed e' in Virginia che arrivarono i primi schiavi
di colore. Ancora oggi la Philip Morris, che ha sede a Richmond, e' la piu'
grande azienda di tabacco del mondo, e una delle massime corporation in
assoluto (produce 500 milioni di sigarette al giorno).
La Virginia fu la patria di George Washington e di altri tre dei
primi cinque presidenti degli USA. Fino agli inizi dell'Ottocento fu lo stato
piu' popoloso e piu' ricco(soltanto nel 1830 venne superata dalla
Pennsylvania).
Fu la Virginia a guidare la sommossa contro il nord: quella guerra
non fu tanto combattuta per decidere le sorti di quattro milioni di schiavi
neri, quanto per decidere se il futuro sarebbe stato dell'aristocrazia del
Sud o degli industriali del Nord; ma la decadenza della Virginia e di tutto il
Sud era in realta' gia' iniziata da almeno tre decenni.
Inevitabilmente la Virginia fu forse lo stato piu' colpito dai danni della
guerra di Secessione (a parte la perdita della meta' occidentale).
Soltanto in
epoca recente, grazie alla vicinanza con Washington di Arlington, Alexandria e
Fairfax, la Virginia ha riacquistato una posizione di primo piano nella ricerca
scientifica e nella cultura.
Charlottesville e' sede dell'Universita' della Virginia, fondata da Thomas
Jefferson. La parte meridionale dello stato, che un tempo era abitata da
famiglie patrizie e gestita a piantagioni, e' invece rimasta rurale e
antiquata. Il porto di Norfolk, a sudest di Richmond, e' l'unica citta'
importante. Il clima culturale e' gretto e conservatore, quello politico
e' praticamente di estrema destra. Non a caso la Virginia ha ucciso ventidue
condannati a morte dal 1976 ad oggi, una delle percentuali piu' alte d'America.
Il confine occidentale della Virginia e' determinato da catene di montagne
celebri: Blue Ridge, Shenandoah, Allegeny, Cumberland. Fino al 1750, quando
Daniel Boone si spinse oltre, quelle montagne rappresentavano il limite
della civilta'.
La Virginia conserva il carattere di stato aristocratico e conservatore.
E' qui (a Virginia Beach) che ha base la "Christian Coalition", organizzazione
tentacolare del predicatore televisivo Pat Robertson (unico conduttore del
programma "700 Club", trasmesso in tutti gli stati) che ha come missione
quella di far eleggere il maggior numero possibile di credenti cristiani
alle cariche pubbliche, in particolare nelle scuole. Non solo in tal modo
il club ha creato una rete sotterranea che controlla l'istruzione primaria,
ma nel 1988 Robertson e' stato candidato del partito repubblicano alle
elezioni presidenziali.
La West Virginia e' storicamente molto diversa dalla Virginia: mentre questa
e' sempre stata (nel bene e nel male) la quintessenza della mentalita' delle
colonie (compresa l'economia basata sulle piantagioni), la West Virginia e'
stata sempre orientata al commercio interno verso New Orleans e i grandi laghi.
In epoca moderna e' vissuta di carbone e gas naturale, ma anche di industrie
chimiche (la Kanawha Valley attorno a Charleston sta alla Chimica come la
Silicon Valley californiana sta all'Informatica).
Washington
Washington D.C., la capitale degli USA, vive negli anni Ottanta e Novanta
la contraddizione di una ricchezza culturale che rivaleggia con quella di
New York (in musei, eventi culturali e teatri) e di una miseria sempre
piu' diffusa nei suoi ghetti.
La diversita' razziale e' un fenomeno
relativamente recente, non fosse altro perche' Washington e' una citta'
relativamente recente. All'inizio infatti Washington fu una citta' soltanto
per bianchi e bianchi altolocati;
ma presto la ricchezza dei vari affari legati al governo Americano porto'
la citta' ad assorbire immigrati poveri, che in molti casi sono rimasti
tali. Negli anni Sessanta la popolazione nera ha superato il 50% del totale.
La sua economia e' quasi interamente legata agli istituti del Governo USA:
la Casa Bianca, il Congresso, il Pentagono (uno degli edifini piu' grandi
del mondo, forte di sessanta chilometri di corridoi).
Il ruolo di Washington nella Nazione Americana e' in realta' un fatto recente:
nell'Ottocento aveva poca o nessuna influenza sugli stati, che conservavano
una grande indipendenza. All'inizio del Novecento aveva gia' avuto inizio la
burocratizzione del governo federale, ma il Presidente disponeva a malapena
di una segretaria. E' soltanto in questo secolo che le funzioni federali
(Presidente, Congresso e Senato) hanno acquistato la rilevanza che hanno oggi.
E forse soltanto dagli anni Settanta la citta' di Washington e' stata
identificata con la "Politica" in senso Europeo, con le trame di palazzo e
i relativi scandali (il Watergate di Richard Nixon nel 1974 e l'Irangate di
Ronald Reagan rimangono i piu' famosi). Al crescere del suo ruolo e' cresciuta
la burocrazia, e al crescere della burocrazia e' cresciuta la popolazione.
Si sono venuti formando anche quartieri come Georgetown, quello della
vita notturna; ma anche ghetti sempre piu' poveri.
Alla fine degli anni Ottanta Washington aveva il triste primato di
numero di omicidi procapite.
Pennsylvania
La colonia del quacchero William Penn, la Pennsylvania, offri' fin dall'inizio
rifugio a tutte le comunita' religiose del mondo: i Mennoniti a Lancaster,
gli Amish attorno a Indiana, i Moravi a Bethlehem (tutti provenienti
dall'Europa Centrale) costituirono
il cuore dello stato e ne fecero un'isola di prosperita'. A meta' del secolo
la Pennsylvania vantava gia' una rete stradale, ferroviaria e fluviale
fra le prime al mondo, e alla fine del secolo era diventata un colosso
industriale che da solo poteva competere con le potenze europee. Il primo
pozzo di petrolio al mondo venne trivellato a Titusville nel 1859 (lo stato
sarebbe rimasto il massimo produttore di petrolio delle Americhe fino agli
inizi del Novecento) e la prima
acciaieria d'America venne aperta a Pittsburg da Andrew Carnegie. Nel giro
di qualche decennio milioni di immigrati europei cambiarono la faccia dello
stato, ma contemporaneamente si abbasso' la qualita' della vita. Lo stato
rimase comunque sempre uno dei piu' progressisti, primo nella desegregazione
razziale e primo nelle cause sociali, nonche' quello in cui venne adottata
la Dichiarazione d'Indipendenza, quello della prima capitale degli USA
(Philadelphia) e quello in cui si svolse la storica battaglia di Gettysburg
fra Confederati e Unione.
Oggi i suoi centri culturali sono Harrisburg, Philadelphia e soprattutto
Pittsburgh, la citta' del ferro e dell'acciaio.
A Pittsburgh J.P. Morgan apri' la U.S. Steel
acquistando le fabbriche di Carnegie; qui si formo' il sindacato United
Steel Workers Of America che nel 1956, guidato da David McDonald, tenne in
scacco l'industria Americana con uno sciopero di quasi quattro mesi;
e questa fu la citta' che a un certo punto era la piu' inquinata
del mondo. A Pittsburgh venne aperta
la prima centrale nucleare americana (quella di Shippingport, alla fine degli
anni Cinquanta). A Pittsburgh nacque una delle banche piu' prestigiose
d'America, la Mellon Bank.
Ma la citta' e' anche sede della celeberrina Carnegie Mellon University
e di infinite iniziative culturali.
Philadelphia fu a lungo sinonimo di aristocratici snob (le "Big Ten", le dieci
famiglie che governavano lo stato) e la terza citta' degli USA dopo New York
e Chicago. Oggi e' piu' che
altro una citta' piena di problemi, dalla criminalita' dilagante alla
disoccupazione cronica; e all'ultimo censimento era scesa al quinto posto,
superata anche da Houston, oltre che da Los Angeles.
Il resto dello stato e' un grande bacino carbonifero. Anche l'industria del
carbone diede origine a lotte sindacali, guidate da John Lewis, leggendario
leader del United Mine Workers.
New Jersey
L'area fra il fiume Delaware e il fiume Hudson, la colonia olandese di
New Netherland, l'avamposto dei Quaccheri sotto il dominio inglese,
dal collinoso Piedmond ai suggestivi Pine Barrens (un'area vastissima di
paludi e boschi nei pressi di Chatsworth), e' oggi il New Jersey, uno
degli stati piu' industrializzati d'America. Benche' sia relativamente
piccolo, il New Jersey vanta numerose cittadine di primo piano. Un primo
blocco di centri industriali si trova lungo il confine con New York: Hoboken,
Jersey City, Newark, New Brunswick, Paterson ospitano centinaia di colossi,
fra cui l'AT&T. Dal 1991 al 1994 qui sono stati persi piu' di cinquantamila
posti di lavoro. Un declino del 7,6% nei posti di lavoro della Chimica,
del 19,6% nei macchinari industriali e del 19.2% nell'elettronica ha fatto
del New Jersey il grande malato dell'Est.
E' in queste zone che agiscono alcune delle gang di delinquenti
giovanili piu' temibili d'America.
Trenton e Camden sono invece parte della cintura industriale di Philadelphia.
In pratica il New Jersey e' diviso dalle due metropoli che esercitano una
forza di attrazione sulle sue citta'.
Princeton e' la sede della prestigiosa universita' dove insegno' Albert
Einstein. Ashbury Park, una localita' turistica in decadenza, ha puntato
tutto sulla musica (a un certo punto il suo anfiteatro era l'unico nello
stato a permettere concerti di musica rock), e Bruce Springsteen ne e' il
prodotto piu' famoso.
Atlantic City e' con Las Vegas una delle capitali del gioco d'azzardo, e,
di conseguenza, una delle capitali dell'architettura (celebre il Taj Mahal
finanziato da Donald Trump con un miliardo di dollari).
Il Delaware, uno dei due stati piu' piccoli degli USA, tradizionalmente poco
piu' che una colonia economica e politica della Pennsylvania, e' anch'esso
intensamente industrializzato e popolato, soprattutto attorno a Wilmington
(a un'ora da Philadelphia). L'azienda principale e' la Dupont, il colosso
chimico che invento' il nylon (e che costrui' il complesso atomico di Oak Ridge
e la centrale nucleare di Savannah River).