I grandi laghi
Fin dalla sua "scoperta" il Wisconsin (chiuso dal Mississippi, dal Lago
Michigan e dal Lago Superiore) fu destinato ad essere un "equivoco":
l'esploratore francese Jean Nicolet vi sbarco' nel 1634 convinto che
quello fosse il fantomatico passaggio del nordovest verso la Cina. Nicolet
era vestito all'ultima moda cinese, ma si imbatte' invece negli indiani
Winnebago. Imperturbabile, diede inizio al commercio delle pellicce che per
due secoli (centrato attorno a mercati come quello di Prairiee Du Chien)
sarebbe stato l'anima economica delle regioni dei Grandi Laghi.
Nell'Ottocento la spaventosa ricchezza dell'American Fur Company causo'
una piccola "corsa all'oro" da parte dei coloni, che trasformo' i villaggi
sui laghi in porti di prima grandezza e alimento' la nascita di tante
altre industrie (per esempio, quella della carta ad Appleton, il circo
dei Ringlingb Brothers a Baraboo, le miniere di piombo di Ebenezer Brigham a
Blue Mound, l'industria del legname a Oshkosh, detta "Sawdust City").
Qui sorsero leggende di tagliaboschi come Paul Bunyan.
La rivoluzione automobilistica ebbe ripercussioni anche in Wisconsin, dando
origine all'industria pesante. A dispetto di cio', il Wisconsin e' pero'
sempre rimasto uno stato piuttosto rurale.
Madison, oltre che la capitale, e' anche la citta' universitaria.
Anche Milwaukee, l'unica metropoli, vanta un buon retroterra culturale,
lascito degli esuli tedeschi che la invasero nel 1848.
Stranamente fu nel Wisconsin che i marxisti ottennero i loro successi
piu' spettacolari: nel 1910 governarono brevemente lo stato e nel 1924
il loro capo Robert La Follette ottenne cinque milioni di voti alle elezioni
presidenziali. Nel Dopoguerra lo stato avrebbe invece dato Joseph
McCarthy, protagonista della persecuzione dei marxisti nota come "Caccia
alle Streghe" e dell'era (una delle piu' cupe della storia americana)
denominata appunto "maccartismo". Peraltro ancora oggi il Wisconsin conserva un
carattere fondamentalmente progressista (non ha pena di morte).
Negli anni '90 il Wisconsin ha goduto di una ripresa economica spettacolare,
che ha praticamente annientato la disoccupazione (scesa al 4% e a Madison
al 2%) e attratto immigranti dagli stati confinanti (grazie anche a uno
dei programmi di "welfare" piu' generosi della Nazione per i poveri).
Lo sviluppo del Michigan (lo stato composto da due penisole non confinanti,
separate dallo stretto di Mackinac, e
baciato dalle acque dei quattro Grandi Laghi: Erie, Huron, Michigan e Superior)
venne bloccato per diversi anni dopo il passaggio
del territorio dalla Francia alla Gran Bretagna a causa dell'assedio
quinquennale di Detroit ad opera degli indiani Ottawa. Fu soltanto dopo
la guerra d'indipendenza che gli USA favorirono il commercio sui laghi
(il Canale dell'Erie apri' nel 1825). In breve l'economia si diversifico'
a produrre tutto cio' che poteva essere trasportato via fiume, dal legname
(Muskegon il centro principale, che nel 1888 stabili' il record di
duecentomila chilometri di legname prodotto, pari a cinque volte il giro
della Terra) alle pellicce.
Alla fine del secolo il boom dell'industria automobilistica trasformo' lo stato
(e l'intera area dei laghi). I giovani Durant, Nash, Chrysler, Olds, Davis
Buick, Louis Chevrolet, Henry Leland rivoluzionarono non soltanto la vita del
Michigan ma del mondo intero.
L'industria automobilistica si stanzio' innanzitutto a Detroit, a cui infatti
vennero affibbiati nomignoli come "Motor City" e "Motown". Per la verita'
Henry Ford, seguendo una tradizione che datava da Thomas Edison, stabili'
i suoi laboratori a Dearborn, a pochi chilometri dalla metropoli. Il successo
della sua invenzione diede il via a una rapida espansione della zona
metropolitana di Detroit, che in breve divenne sede di tante altre societa'
del genere (come la Oldsmobile di R.E. Olds a Lansing) ed e' oggi dominata dai
tre colossi dell'automobile: General Motors (che fu a lungo la piu' grande
societa' privata del mondo, fondata nel 1908 da Durant mettendo insieme le
aziende di Olds e Buick, e poi la Cadillac di Leland), Ford e Chrysler.
Lo sviluppo industriale del Michigan ebbe l'effetto di attrarre milioni
(letteralmente) di immigrati dall'Europa, soprattutto dopo che (nel 1914) Henry
Ford dichiaro' l'intento di pagare un salario a quei tempi pazzesco per chiunque
lavorasse nelle sue fabbriche. All'inizio furono soprattutto
irlandesi, tedeschi e polacchi. Poi arrivarono tutti gli altri. Anche i neri
immigrarono in massa, attratti inizialmente dai salari piu' alti e da
una discriminazione quasi nulla (in fondo erano quasi tutti stranieri)
e da un tenore di vita nettamente piu' alto di quello del Sud.
C'e' da dire che gli Europei erano gia' arrivati da qualche decennio: a
Frankenmuth, per esempio, si erano stanziati i bavaresi e a Holland
gli olandesi: sono tutte citta' che conservano lo stile di vita
e talvolta la lingua della madrepatria.
Nel 1952 la produzione americana di autoveicoli rappresentava il 73% della
produzione mondiale (dei 65 milioni di auto esistenti al mondo 45 circolavano
negli USA). Erano quelli gli anni d'oro di Detroit. Le auto enormi e bizzarre
dell'epoca divennero i simboli del "sogno americano", dando origine a un
indotto che va dai motel ai "drive-in" (anche se il primo cinema drive-in era
stato aperto nel 1933 a Camden, New Jersey). Fino al 1950 Detroit fu la quarta
citta' americana per popolazione, dopo New York, Chicago e Philadelphia.
All'apice contava due milioni di abitanti. Il declino fu rapido e in
gran parte dovuto all'invasione delle piccole ed economiche auto giapponesi
durante gli anni '70. Nel 1990 Detroit non era neppure fra le prime dieci
e la sua popolazione era scesa sotto il milione di abitanti.
Lee Iacocca, il carismatico leader della Chrysler, diede la misura della crisi
quando apparve personalmente in televisione a fare la pubblicita' alle sue auto,
come un qualsiasi venditore di provincia.
Negli anni d'oro Detroit divenne anche la capitale sindacale degli USA.
La U.A.W. (United Automobile Workers) scopri' la sua forza nel 1936, quando per
la prima volta riusci' a fermare le fabbriche di Detroit. Sotto la guida di
personaggi carismatici come Walter Reuther (eletto presidente nel 1946) la
U.A.W. divenne piu' di un semplice sindacato. Nel 1952 Reuther venne eletto
presidente dell'intero C.I.O., il sindacato radicale voluto dallo zar dei
minatori, John Lewis, e opposto al piu' moderato A.F.L. (American Federation
of Labor). Ma alla fine degli anni '50 anche il sindacalismo entro' in
crisi, soprattutto quando le inchieste dell'FBI smascherarono i metodi
para-criminali di Jimmy Hoffa, il capo dei camionisti. Il sindacalismo ha
comunque lasciato nella regione un retroterra morale aperto alle tematiche sociali.
Negli anni '70 lo stato, nel tentativo di liberarsi dalla dipendenza
cronica della sua economia dall'auto, ha favorito la creazione di un'area
di alta tecnologia nella zona a Sud di Detroit, ma anche li' le tecnologie
sviluppate sono quasi tutte indirizzate all'auto.
Il centro culturale dello stato e' Ann Arbor, sede dell'universita' statale che
fu fondamentale (in particolare) per lo sviluppo della musica d'avanguardia.
Illinois
L'Illinois, circondato da fiumi (Mississippi e Wabash) e un lago (Lake
Michigan), e' uno degli stati piu' piatti d'America.
Il nord (Chicago) e il centro (Springfield) vennero colonizzati dagli
immigrati europei (tedeschi e irlandesi).
L'industrializzazione fu rapidissima dalla fine della guerra civile in poi,
ma porto' con se' anche i problemi sociali che esplosero nei disordini
dell'Haymarket del 1886 e nello sciopero di Pullman del 1894.
Chicago, trovandosi al crocicchio di diverse linee ferroviarie e fluviali (e'
uno dei maggiori porti d'America), crebbe a dismisura, fatto tanto piu'
impressionante se si pensa che era bruciata nel 1871. Arrivarono immigrati
da tutti gli altri stati e in particolare i neri che fuggivano dal Sud
schiavista: Chicago divenne la nuova capitale del blues e del jazz.
Il "Loop", il quadrilatero cosi' denominato dalla ferrovia elevata che lo
percorre, divenne il centro finanziario dell'Ovest, secondo soltanto a
New York nelle Americhe.
In breve divenne pero' anche l'epicentro di lotte politiche (le sommosse
razziali del South Side) e criminali (l'incendio dell'Iroquois Theatre in cui
perirono seicento persone, la strage di San Valentino del 1928) in cui si
confrontavano giornali, sindacati, gangster e "bootleggers" (spacciatori
d'alcool). Al Capone, George "Bugs" Moran, Dion O'Bannion e altri tipacci del
genere (senza dimenticare Robert McCormick, il demagogo padrone del "Chicago
Tribune")
dominarono la scena cittadina per tutta l'era del Proibizionismo, senza
che le autorita' di Washington potessero riportare l'ordine. Chicago aveva
pero' conservato le sue nobili origini (evidenti nella sua architettura,
la piu' ricca d'America dopo New York), che le consentiva di
offrire sempre un esempio di civilta' e progresso sociale.
Nel 1968 la
Convenzione Democratica segno' il culmine dei movimenti di sinistra.
Negli anni '60 parve persino che Chicago potesse superare New York in
popolazione, ma oggi e', staccatissima, terza dopo Los Angeles.
Negli anni '90 attorno a Chicago sono nate delle comunita' artificiali
per soddisfare il fabbisogno di tranquillita' e pulizia della sua borghesia
abbiente: Ivanhoe Estates, Royal Melbourne, Village Of Golf, Crystal
Tree sono altrettante isole di verde nel marasma metropolitano.
Come in altre zone d'America (Florida e Arizona in particolare) lo sviluppo
e' avvenuto attorno al campo di golf, che svolge in questi casi la funzione
che un tempo svolgevano le stazioni ferroviarie o i grandi crocicchi di
autostrade. L'area edificabile attorno al campo da golf e' circondata
dal filo spinato e sorvegliata con gli ultimi ritrovati della tecnologia.
Ogni comunita' e' un club privato ed esclusivo.
Il modello e' quello di Oak Park, un villaggio per pochi fortunati in cui
lavoro' il fior fiore degli architetti della zona (in particolare
Frank Lloyd Park).
Gli altri centri culturali dello stato sono Batavia, sede dei "Fermilabs",
con uno degli acceleratori di particelle piu' lunghi del mondo, e
le cittadine gemelle di Champaign e Urbana, sedi dell'Universita' di Stato.
Il nord appartiene a un altro pianeta. Venne colonizzato dalle comunita'
idealiste dei primi immigrati nordeuropei, come Bishop Hill,
fondata nel 1846 da Erik Janson alla ricerca di una via alla salvezza,
Galesburg, fondata da George Washington Gale nel 1836, e
Nauvoo, dove nel 1839 Joseph Smith stabili' la prima Church of Jesus Christ
of Latter-day Saints, ovvero la chiesa mormone (quando nel 1846 i mormoni
se ne andarono alla ricerca della terra promessa, subentrarono i
"french icarians", una misteriosa setta di socialisti).
Al confine con lo Iowa si sono sviluppati soprattutto i porti
sul Mississippi e i relativi centri manufatturieri, da
Galena alle Quad Cities (attorno a Davenport).
Il centro dello stato vanta due centri industriali come
Peoria, sede della piu' grande azienda mondiale di macchine agricole, la
Caterpillar, e Springfield.
La parte sud-occidentale dello stato appartiene geograficamente e culturalmente
alla grande regione del Mississippi. Alton e' praticamente un sobborgo di
St Louis (Missouri).
Il terzo piu' a sud dell'Illinois (denominato "Little Egypt") e',
geograficamente e culturalmente, ancora parte del Sud: popolato da immigrati del
Kentucky e del Tennessee, e' un delta fertilissimo.
Ohio, Kentucky e Indiana appartengono grosso modo a una stessa regione
i cui poli di riferimento (culturali ed industriali) sono Cleveland e
Louisville. I tre stati hanno perlomeno in comune il fatto di non
far parte ne' del Michigan (che sta sopra Ohio e Indiana), ne' di Chicago (che
si trova a poche ore di macchina a ovest dalla capitale dell'Indiana), ne' del
Sud (che comincia sotto il Kentucky), ma di essere qualcosa di intermedio fra
tutti e tre: al tempo stesso industriali, urbani e rurali.
L'Ohio e' uno dei tanti melting pot della nazione americana. Il territorio
a sud del Lake Erie fu popolato inizialmente da coloni provenienti dagli
stati del sud (Virginia e Kentucky) e dell'est (New Jersey e Connecticut),
ma poi vennero le ondate degli europei: i tedeschi e gli irlandesi negli anni
Trenta, gli italiani e i polacchi negli anni '80. I canali Ohio ed Erie
favorirono lo scambio di merci e di persone. Quella gran Babele deve sviluppare
l'ingegno, perche' dall'Ohio sono venuti inventori (Alva Edison), astronauti
(Neil Armstrong) e musicisti (Stephen Foster). Lo stato e' altamente
industrializzato, centro di plastica, acciaio e di petrolio,
come epitomizzato da Cleveland (la capitale dell'impero
Rockefeller, patria della Standard Oil, fondata nel 1870 dal patriarca John),
e da Akron, capitale della gomma (Goodyear e la Firestone hanno sede
qua).
Cincinnati, sul fiume Ohio al confine con il Kentucky, vanta forti comunita'
tedesche ed irlandesi. Columbus e' la Silicon Valley dell'Ohio,
all'avanguardia nel campo dell'alta tecnologia: il primo centro urbano dove
si sono diffuse le televisioni via cavo, gli sportelli bancari
automatici, i giornali elettronici e la televisione interattiva.
Dayton e' teatro di un esperimento sociale: l'architetto Oscar Newman di New
York ha ridisegnato il traffico della comunita' di Five Oaks introducendo
cancelli che bloccano le automobili in 56 punti diversi. Come per magia
insieme al traffico se ne sono andati anche i criminali e i drogati. L'idea di
Newman e' di riuscire a ritagliare un "defensible space" nelle zone urbane
tramite mezzi di demarcazione (illuminazione, siepi, steccati) che
favoriscano un processo naturale in cui i residenti riprendono il controllo
delle proprie strade e i delinquenti lo perdono.