New York
La citta' di New York fu per molti decenni la piu' grande del
mondo, simbolo per eccellenza della metropoli moderna. Soltanto negli anni '70
Tokyo riusci' a sorpassarla, seguita poi da tante altre in Asia e Sudamerica.
Lo stato del New York nel suo insieme ha ceduto nel 1970 lo scettro (che
deteneva dal 1810) di stato piu' popoloso alla California (nel 1995 cedera'
anche il secondo posto al Texas).
Da anni l'Empire State Building non e' piu' il grattacielo
piu' alto del mondo.
La decadenza della citta' ebbe in effetti inizio negli anni '60, quando il
baricentro della Nazione si sposto' ad Ovest; e fu tanto piu' rapido quanto piu'
vertiginoso lo sviluppo di zone come la California. I suoi cinque "borough"
rimangono fra le zone piu' famose del mondo, ma Brooklin, Queens e Bronx sono
diventati piu' che altro sinonimi di degrado urbano. Richmond, ovvero Staten
Island, appartiene quasi per caso alla metropoli, essendo un'isola di boschi.
Manhattan, con Soho, il Village, il Lower East Side, Wall Street, Broadway,
Fifth Avenue, Time Square, Harlem, Spanish Harlem, e' sempre piu' una
federazione di altrettante citta', ciascuna indipendente e indifferente alle
altre.
Cio' che rese a lungo unica New York e' il suo melting pot: irlandesi, italiani,
ebrei, tedeschi, russi, polacchi e neri costituirono a lungo le sue fondamenta
etniche. Ad essi si sono aggiunti in epoca piu' recente portoricani e arabi.
Proprio perche' il suo declino era in atto da tempo, New York ha sofferto meno
di altre zone della recessione. Tutto sommato Manhattan e' stabile, sia
economicamente sia culturalmente. Se Washington Heights e' stato teatro di
disordini razziali, e' anche vero che Harlem e' oggi infinitamente piu' ricca
di un tempo. Semmai e' a Brooklyn, il quartiere degli ebrei e degli italiani,
che sono esplose tensioni nuove fra le varie etnie.