Kinks


(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )
The Kinks , 6/10
Kinda Kinks , 4/10
Kontroversy , 6/10
Face To Face , 6/10
Something Else , 6/10
Village Green Preservation Society , 7/10
Arthur , 6.5/10
Lola , 5/10
Kronikles , 5/10
Muswell Hillbillies , 5/10
Everybody's In Showbiz , 4/10
Preservation , 5/10
Schoolboys In Disgrace , 5/10
Soap Opera , 5/10
Sleepwalker , 4/10
Misfits , 4/10
Low Budget , 5/10
Give People What They Want , 5/10
State Of Confusione , 5/10
Word Of Mouth , 3/10
Think Visual , 3/10
UK Jive , 3/10
Phobia , 3/10
Links:

If English is your first language and you could translate the Italian text, please contact me.
The Kinks were probably the most original British band of their time with the Rolling Stones and the Who. Unlike everybody else, the Kinks played simple melodic songs but not easy-listening a` la Merseybeat. The Kinks were purveyors of the melodic miniature, but with a much stronger emphasis on the riff than the Beatles ever dreamed of. Their style was sophisticated and full of wit, a fact which turned each song into a realistic vignette of middle-class life. They were by far the band most rooted in the British tradition, with a keen awareness of history and British values. In fact, the young Ray Davies sang about himself and his generation and the adult Ray Davies would sing about the British nation, his goal consistently Homeric in creating myth out of public history and social memory. Ray Davies may well be the greatest bard of nostalgy in the history of rock music.
They also invented the most famous riff of all times, You Really Got Me, and therefore single-handedly invented garage-rock, hard-rock and heavy-metal. They are also among the inventors of the concept album and the most prolific writers of rock operas ever. All in all, not a small feat.
I Kinks non si spinsero mai al di la` della canzonetta, ma, rispetto a complessi commerciali della loro epoca come i Beatles, interpretarono la forma-canzone in modo originale. Le loro non erano canzoni, erano vignette di vita quotidiana (e non soltanto di vita adolescenziale, ampliando in tal modo il canone rock enunciato da Chuck Berry).
Raramente i Kinks impostarono le loro canzoni semplicemente su melodie corrive. La loro musica non era musica pop, era un misto di musichall, rock and roll, blues e folk. Era soprattutto originale il ritmo, la cadenza, il passo, che colorava i testi non solo di arroganza rock ma anche di ironia da teatrino di provincia.

Spingendo all'estremo quell'idea, le canzoni dei Kinks sfoggiavano un uso modesto ma determinante della chitarra. In tal senso, i Kinks contribuirono a inventare un genere (il garage-rock) che non avrebbe conosciuto confini.

All'interno del loro canone, un posto particolare occupa You Really Got Me, la canzone piu` aggressiva della loro carriera e una delle piu` aggressive di tutti i tempi. Il rimbombo di quel riff si ode ancora in quasi tutti i dischi di musica rock.

Se si tiene conto che i Kinks inventarono anche di fatto l'album concept e l'opera rock nel mondo della canzone, Ray Davies (classe 1944) va annoverato fra i massimi compositori della musica rock, e probabilmente il massimo dell'era del Merseybeat (1964-67, l'apice dei Kinks). Le sue canzoni erano raffinate e intelligenti. Ma forse Davies compose piu` che canzoni. Quelle canzoni sono piccoli affreschi, sovente caricaturali, della vita sociale britannica. E forse proprio perche' erano poco "adolescenziali" il gruppo non ottenne mai l'idolatria delle masse.

Lungi dall'essere un semplice complesso di Mersey-beat, i Kinks furono una piccola istituzione della societa` britannica, della quale hanno in fondo continuato la secolare tradizione di auto-critica. Ray Davies, instancabile confezionatore di minuziose trascrizioni e di vignette umoristiche, fu un Balzac e un Dickens del rock, satirico e sentimentale, comico e malinconico, nostalgico ed affettuoso.

I Kinks, cresciuti nel quartiere di Muswell Hill, non erano per nulla in sintonia con i loro tempi e la loro citta`. Il "beat" dei Kinks attingeva piu` al musichall e alla musica leggera che al rhythm and blues degli altri gruppi londinesi. Al tempo stesso, evitava gli eccessi stucchevoli dei Beatles, che si rivolgevano ovviamente al pubblico piu` immaturo, conservatore ed ebete. Il sound dei Kinks segno` cosi` una "terza via" al rock and roll, progressista ma senza ricorrere agli esperimenti armonici dei musicisti americani, e armonicamente conservatore, ma senza mai essere banale. Il loro sound era limpido e semplice (rispetto a quello sporco e contorto dei Rolling Stones), pacifico e orecchiabile (rispetto a quello violento e spigoloso degli Who), lontano dalle libidini e dalle frustrazioni giovanili, ma lontano anche dalla musica leggera. Ogni brano era condito da un arrangiamento o un ritmo insolito, ma soprattutto, aveva un "tema". Questo genere di frivola canzone-sketch continuava di fatto l'opera di un Buddy Holly.

Agli inizi (1964-5) l'influenza del blues di Chicago si faceva ancora sentire. Il brano e` spesso composto da un riff di pochi accordi elementari ripetuti all'infinito in modo ossessivo dalla voce nasale di Ray e dal singhiozzo martellante della chitarra di Dave Davies (appena diciassettenne).

In questo genere il capolavoro e` You Really Got Me (agosto 1964), il primo classico mozzafiato del suono duro, il riff con cui inventarono virtualmente l'hard-rock, uno scatto nervoso di due minuti.

La stessa cadenza feroce impronta gli altri due classici "duri" del gruppo, All Day And All Of The Night (ottobre 1964) e Till The End Of The Day (novembre 1965), con ancor piu` sferzanti, elaborati riff chitarristici. La stagione della violenza, costellata anche di tumultuose performance, si esaurisce comunque con Set Me Free (maggio 1965) e Tired Of Waiting For You (gennaio 1965). See My Friends (luglio 1965), scritto durante un tour in India ha il primo drone indianeggiante della musica rock.

Il primo album, The Kinks (Pye, 1964), conteneva classici del rhythm and blues ma anche Stop Your Sobbing, una canzone "domestica" che lasciava intuire un'indole diversa da quella di You Really Got Me. In USA usci` invece You Really Got Me con qualche differenza di brani.

Analogamente il secondo album, Kinda Kinks (1965), ha una pensosa Something Better Beginning che si discosta nettamente dall'hit Tired Of Waiting For You. La malinconia fa capolino anche da Where Have All The Good Times Gone, il brano piu` meditato (ma non meno agitato) di Kontroversy (dicembre 1965), forse l'album migliore del primo periodo.

Il ritornello prese decisamente il sopravvento nel 1966. Il Merseybeat a tesi di Davies coniuga l'atmosfera parodistica e ritualistica del music-hall con situazioni tratte dalla vita di tutti i giorni. Il primo segnale del rinnovamento e` A Well Respected Man (sep 1965), satira del borghese medio, che ruba a Dylan il tono da cantastorie, ma con lo spirito di un vagabondo di strada. Dove il piglio scanzonato del varieta` dilaga senza piu` reticenze e` in Dedicated Follower Of Fashion, satira della dittatura delle mode nella Swinging London. Il capolavoro del periodo e` Sunny Afternoon (giugno 1966), un poetico blues mid-tempo sul cinismo dei borghesi agiati, che fa ricorso agli accenti della canzone esistenziale francese e a quelli del rhythm and blues piu` passionale. Il clima degli anni '50, con piano boogie e tromba swing e un'andatura da club fumoso di periferia, dirompe in Dead End Street (novembre 1966), sull'amaro destino dei teppisti. La formula, maturando, accoglie contributi dai generi musicali piu` disparati.

L'album che fa il punto della situazione alla fine del 1966 e` Face To Face (1966), il primo piccolo album capolavoro del gruppo. Oltre ai singoli, spiccano Too Much On My Mind, Holiday In Waikiki, Fancy.

I Kinks rasentano la perfezione formale in Waterloo Sunset (maggio 1967, la storia di due innamorati che riescono ad essere felici anche in mezzo allo squallore) e Autumn Almanac (ottobre 1967, con trombone e pianoforte), non solo orecchiabili ma anche eleganti, all'insegna di un preziosismo essenziale che fonde geometriche e ariose armonie vocali con melodie lineari e interventi strumentali precisi ed accurati.

A partire dall'album Something Else (Reprise, fine del 1967), che contiene David Watts, Situation Vacant e Death Of A Clown (scritta da Dave), il progetto di Davies si fece sempre piu` ambizioso e complesso: l'umorismo diventa satira e i ritratti diventano affreschi murali. Davies sembra del tutto indifferente a Sgt Pepper, alla psichedelia e a tutto cio` che stava scalando le classifiche britanniche quell'anno.

Il capolavoro di questo periodo e` Village Green Preservation Society (Pye, 1968), album concept se non rock opera. L'obiettivo e` ormai la storia sociale e di costume di Muswell Hill, dietro le cui miserie e i cui splendori si nascondono l'ascesa e il declino dell'Impero Britannico. Il risultato e` che la loro opera acquista in spessore cio` che perde in candore.

The Village Green Preservation Society (1968), Arthur (1969), Lola (1970), Kronikles (Reprise, 1972) sono documentari, album di fotografie, teneri ricordi del passato, saghe familiari e diarii sociali, piccanti commentari di un cronista affettuoso, ironico e severo. Canzoni di gente comune, tenui, umili e gentili, si fondono mirabilmente con l'eleganza e il "wit" daviesiani.

Ogni pezzo e` dedicato a una macchietta, a un luogo, a una tradizione. Il "villaggio" inglese rivive nei ritornelli arguti, e talvolta commossi, che si susseguono come in una lunga fantasia melodica, ognuno rifinito con un gusto strumentale diverso (la ballata western Johnny Thunder, l'epico blues-rock di Animal Farm, la classicheggiante Village Green, il vaudeville All Of My Friends, l'elegia surreale di Phenominal Cat, per citare solo i migliori di Village Green). Il fatto che le melodie siano rubate a marce militari, a inni goliardici, a spettacoli di varieta`, a ninnananne e filastrocche per bambini, a carillon e organetti di strada, a feste campestri e funzioni religiose, ignorando del tutto gli sconvolgimenti del resto della musica rock aggiunge un sapore di autenticita` e di intimita`.

Arthur (1969), forse il loro concept meglio articolato, non potrebbe contrastare piu` vivamente con la magniloquenza di Tommy degli Who. Shangri-La e Victoria ne sono gli esempi piu` eleganti.

Lola (1969) e` il tema di Lola Versus Powerman And The Moneyground (1970), la rock opera che tratta le sventure di un travestito, e uno dei loro ritornelli piu' memorabili. L'album contiene anche Get Back In Line e A Long Way From Home. Un altro gioiello dell'epoca e` il calypso clownesco di Apeman.

L'indiscussa capacita` narrativa di Davies fa a pugni pero` con il suono brillante e sintetico dei primi anni. L'eloquenza fa perdere efficacia alle gag della loro clownerie e costringe la musica a ripiegare nell'evasione superficiale.

Grazie comunque a queste stravaganze involute e a una naturale propensione per l'indagine nel microcosmo sociale inglese, i Kinks diventano il gruppo per eccellenza dell'album concept e dell'opera rock, anche se compromettendo allo stesso tempo di parecchio la qualita` della loro musica. Muswell Hillbillies (RCA, 1971) contiene comunque i gioielli melodici di Alcohol, Holiday (con tuba, tromba e clarinetto) e Here Come The People In Grey, oltre ad alcuni brani che tradiscono il fascino del country e del blues americani (Oklahoma USA, Holloway Jail, Muswell Hillbilly); e soprattutto 20th Century Man.

Celluloid Heroes e` la gemma di Everybody's In Showbiz (1972).

La storia di Mr. Flash, il protagonista di Village Green, venne ripresa in una tripla opera rock, Preservation (1973-74), che e` soltanto l'esempio piu` rilevante di corruzione del loro stile, dove lo stravagante eclettismo del compositore non e` piu` sostenuto dal conciso wit di un tempo. Si salvano Sweet Lady Genevieve e Sitting In The Midday Sun. La musica di Davies si era avvicinata sempre piu` al vaudeville e allontanata sempre piu` dal rock and roll.

Soap Opera (1975), la piu` organica delle loro rock opere, che racconta un giorno normale di un uomo comune (Rush Hour Blues, Nine To Five, When Work Is Over). Le idee di Davies, diluite in questi lunghi racconti, perdono grazia e mordente.

Schoolboys In Disgrace (1975) e` un ultimo sguardo nostalgico alla giovinezza (Schooldays), che infatti e` suonato con lo stile spoglio del loro primo rock and roll.

Davies continuava tranquillamente il suo candido artigianato, indifferente alle mode e all'aumentare o al diminuire delle vendite, arrivando persino a imprevedibili vertici di successo con le canzoncine dell'ultimo periodo: Juke-box Music, un rock and roll alla Who, tratto da Sleepwalker (Arista, 1977), Rock And Roll Fantasy, tratto da Misfits (Arista, 1978), Superman e Low Budget, un truce boogie sudista, tratti da Low Budget (1979), Destroyer, un loro tipico ritornello sul riff duro di All Day e Better Things, un ritorno all'antica, tratti da Give People What They Want (1982), Come Dancing, uno spigliato reggae-vaudeville da steel band, tratto da State Of Confusione (1983), Do It Again, un altro rock and roll duro e corale, tratto da Word Of Mouth (1984), Lost And Found (1987), una ballata amara con tracce del melodramma proletario di Springsteen.

Think Visual (MCA, 1987) sembra pero` il disco di un gruppo di hard-rock che imiti i Kinks. UK Jive (MCA, 1989) sembra invece il disco di un gruppo pop che imiti le rock operas dei Kinks. Phobia (Columbia, 1993), con Did Ya, fu l'unico album degli anni '90.

Dave Davies ha registrato due album solisti, AFL1-3603 (1980) e Bug (Koch, 2002).

Golden Hour vol.1 (Pye, 1971) e` un'antologia del primo periodo. Come Dancing (Arista, 1986) e` un'antologia fino agli anni '80.

Relocating to New Orleans, Ray Davies released his first solo album, Other People's Lives (2006), followed by Working Man's Cafe (New West, 2008). They are both irrelevant.

What is unique about this music database