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The supreme genius of counterculture was the Los Angeles composer,
arranger, freak and jester Frank Zappa
(169).
Zappa was more than a brilliant and prolific composer.
He was a new kind of composer, one who knew no stylistic bareer: he
bridged rock and pop and rhythm'n'blues and jazz and classical music.
And one who knew no rules of harmony: he would play anything that
made sense to him, not to a certain tradition.
Zappa co-invented the concept album (he even released a double album
when most
rock musicians were barely beginning to make LPs), the rock opera,
progressive-rock.
He was the first rock musician to consciously use the
studio as an instrument.
He did not just use the band or the orchestra as ensembles of
instruments.
In a post-modern vein, Zappa
composed music using snippets of music inspired to pre-existing music:
his unit of composition was not a "sound" but was an organized sound,
that the listener could relate to an established genre.
And he made no distinction between tv commercials, doo-wop, music-hall,
classical ballets, jazz improvisation or dissonant music.
A living musical encyclopedia, Zappa managed to excel in all of these
genres.
He could have been a giant in any of them.
Zappa implicitly realized that music is a non-representational art, and that's why folksingers added lyrics to the music. However, a stylistic quotation is a form of representational art because it relates directly to an aspect of society that the listener is familiar with. Zappa saw that, in order to make a statement about society, a musician can use the sounds that are stereotypical within that society, from commercial jingles to nursery rhymes to the silly voices of cartoons to any mainstream genre of music. For better and for worse, his musical persona includes an odd aspect: a passion for satirical lyrics. He always seemed more comfortable wearing the clothes of the clown than rewriting the history of music. He always seemed to think of satire as his first and main art, and music as a sort of soundtrack to it. His satirical tone ranged from the childish joke to bitter sarcasm, and he tended to excel at the latter end of the spectrum. His favorite victim was hypocrisy, regardless of how it appears in society. His natural targets were televangelists, corporations, politicians, but also ordinary people, whether "dancing fools", "catholic girls" or "jewish princesses". He showed no mercy for the human species, and relentlessly exposed its vices and perversion. He made fun of virtually every race, people, profession, hobby, habit, job, ideology, religion, etc. on this planet. Most of his repertory is "political", but without actually being militant. Zappa was not a protester or an activist. He was merely a man who used his brain. It turned out that, in one of nature's most bizarre accidents, Zappa the satirical genius shared the same brain with Zappa the musical genius. Zappa debuted with three masterpieces that were eclectic cut-ups of popular styles turned upside down: the concept album Freak Out (march 1966), the rock operetta Absolutely Free (november 1966) and the experimental collage of We're Only In It For The Money (august and september 1967). Zappa turned orchestral with Lumpy Gravy (october 1967) and then fine-tuned that idea with the six King Kong variations on Uncle Meat (february 1968) and with the 19-minute Music For Electric Violin And Low Budget Orchestra, off Jean-Luc Ponty's King Kong (october 1969). Zappa proved to be equally at easy playing melodic themes with a jazz band, on Hot Rats (august 1969) and especially on Burnt Weeny Sandwich (1969), that included the 22-minute Little House I Used to Live In, and deconstructing spastic free-jazz on the dadaistic masterpiece Weasels Ripped My Flesh (1969). His self-indulgence knew no limit, but at least Waka/Jawaka (may 1972), Grand Wazoo (may 1972) and Orchestral Favourites (september 1975) found a magical balance between his pop, jazz and classical propensities. His lighter vein, perhaps best summarized on Roxy And Elsewhere (1974), always coexisted with his classical ambitions, as demonstrated on the Kent Nagano-conducted Zappa (january 1983) and on the Pierre Boulez-conducted Perfect Stranger (1984), and with his fluent jazz idiom, as immortalized on Jazz From Hell (1986). If English is your first language and you could translate the Italian text, please contact me. Scroll down for recent reviews in english. |
Frank Zappa e` uno dei massimi geni musicali del ventesimo secolo.
Se la sua personalita` fin troppo estroversa (la quintessenza dei "freak" degli anni '60), lo porto` a esagerare in quasi tutti i sensi, disperdendo idee e risorse preziose in satire bambinesche e concependo ogni disco come una gag da commediante, Zappa fu comunque il primo a formulare la visione di una musica "totale", che non avesse confini di generi, nella quale confluissero le moderne istanze di rock, jazz e classica. In tal senso Frank Zappa fu il compositore definitivo del ventesimo secolo, compositore di tutto cio` che il ventesimo secolo aveva prodotto. I suoi capolavori mettono a frutto quella visione in suite ardite e complesse per piccola orchestra che sono state riconosciute tanto dalla critica jazz quanto da quella classica come opere di valore assoluto. Nessun altro musicista del secolo e` ancora riuscito a farsi accettare tanto dai critici jazz di "Down Beat" quanto da compositori classici come Boulez quanto dal pubblico della musica rock. Per ironia della sorte, piu` passano gli anni e piu` Zappa sembra destinato a essere dimenticato dall'ambiente della musica rock (sul quale ha lasciato un'impronta molto labile) e a essere ricordato invece dal jazz e dalla classica. Soltanto qualche complesso di progressive-rock ha tentato di emulare le sue imprese orchestrali e i suoi esperimenti d'avanguardia. La maggioranza del pubblico rock ricorda Zappa come l'autore di alcune canzoncine satiriche senza pretese, un cantante un po' kitsch e un chitarrista terribilmente noioso. Il compositore d'avanguardia di We're Only In It For The Money e Lumpy Gravy, il musicista jazz di Uncle Meat e Burnt Weeny Sandwich, e persino l'autore dell'operetta rock Absolutely Free, sono stati rapidamente eclissati dall'industria del rock. Zappa si e` meritato l'oblio con la sua sfrenata auto-indulgenza registrando una quantita` spropositata di musica, un vizio che purtroppo e` il suo lascito piu` evidente sulle generazioni successive di musicisti indipendenti. In realta` Zappa ha inventato un po' di tutto, dalla new wave (We're Only In It) all'operetta rock (Absolutely Free), dal progressive-rock (Uncle Meat) al concept (Freak Out) al punk-rock (Absolutely Free). Molte delle sue intuizioni (Lumpy Gravy, Weasels) non hanno ancora un nome, perche' non e` ancora nato il musicista rock che le sappia continuare. Frank Vincent Zappa, oriundo greco-siciliano del Maryland (nato nel 1940), si trasferi` a dieci anni con la famiglia in California, ai margini del deserto del Mojave. Crebbe nella zona e si diplomo`, nel 1958, all'Antelope Valley High School. Zappa fu prolifico fin da piccolo. Imparo` a suonare la batteria a dodici anni, compose il suo primo pezzo da camera a quattordici, imparo` a suonare la chitarra a quindici (suo modello il bluesman Johnny Guitar Watson) e finalmente si invaghi` del rhythm and blues. La sua formazione musicale si compi` nei ranghi di un complessino scolastico, denominato Blackouts, che fu uno dei primi complessi multi-razziali (tre neri, due messicani, due bianchi). Con loro Zappa proponeva la musica nera che lo affascinava. In quanto ad educazione accademica di teoria musicale, tutto cio` che ebbe furono sei mesi di college nel 1959. Il giovane Frank Zappa sbarcava il lunario suonando nei bar, musicando commercial per le televisioni locali (al 1962 risale la sua primissima registrazione) e componendo colonne sonore per film di serie B, fra i quali "The World's Greatest Sinner" (1962) e "Run Home Slow". Nel 1962 comparve anche in un varieta` televisivo esibendosi in un "concerto per bicicletta". Con i proventi delle sue multiformi attivita`, Zappa manteneva il complesso scaturito dai Blackouts, che di volta in volta veniva ristrutturato e cambiava nome. Il loro repertorio prediligeva ancora i generi neri, ma il doo-wop delle grandi melodie piuttosto che il blues dei ritmi strascicati. Riusci` anche ad aprire uno studio di registrazione a Cucamonga, che divenne la base per la sua attivita` discografica (e dove registro` il suo primo 45 giri). Allettato dal denaro, si presto` anche per un nastro pornografico, e come conseguenza, colto sul fatto dalla locale "buon costume", dovette scontare dieci giorni di carcere. Per pagare la cauzione della ragazza coinvolta nel film, lui e Collins scrissero il doo-wwp Memories Of El Monte e lo vendettero ai Penguins. Cucamonga (Del-Fi) raccoglie i singoli che Zappa scrisse per altri in quegli anni formativi (1962-64). Fra gli amici del giovane Frank Zappa si annoverava soprattutto Donald Van Vliet, con il quale registro` gia` nel 1958. Ma la svolta venne quando Zappa entro` in contatto con i Soul Giants di Ray Collins, Roy Estrada e Jimmy Carl Black. Zappa si uni` ai Soul Giants nel 1964 e il complesso evolse finche' (con i tre leader dei Soul Giants, il chitarrista Elliot Ingber della Magic Band e Zappa alla chitarra) cambio` nome in Mothers Of Invention. Nel 1966 i Mothers Of Invention vennero scritturati al "Whiskey Au Go-go" di Hollywood, dove si associarono al manager Herb Cohen e al talent-scout Carl Orestes Franzoni. Cohen allesti` il primo spettacolo musicale freak di Los Angeles, il "Great Underground Arts Masked Ball And Orgy" (abbreviato in GUAMBO), che si tenne in estate, e Franzoni recluto` un balletto, denominato "Mother's Auxiliaries", per completare scenicamente l'esibizione delle Mothers Of Invention.
Nel giugno 1966 usci` per la Verve il primo album, Freak Out (registrato a marzo),
prodotto dal leggendario Tom Wilson,
il secondo album doppio della storia del rock dopo Blonde on Blonde
di Bob Dylan,
nonche' il primo album concept
della storia del rock, nonche' il primo lavoro "orchestrato, arrangiato e
condotto" da un musicista rock.
A ben guardare, la preistoria musicale di Frank Zappa contiene i germi delle sue caratteristiche future. Il lavoro per i commercial televisivi e la pratica dilettantistica del rhythm and blues forniscono a Zappa le particelle sonore con cui cementera` la sua materia. La composizione di colonne sonore mette in luce due sue segrete aspirazioni: quella di direttore d'orchestra e quella di uomo di cinema: manifesta la prima vocazione per il grande ensemble con tutto l'arsenale di archi, fiati e percussioni; e rivela una predilezione morbosa per la macchina da presa, che gli fara` concepire diverse sceneggiature filmiche, per lo piu` fallite. Lo studio di Cucamonga e` il diretto antecedente delle sue diverse etichette discografiche: la Frank Zappa Music, la Bizarre, la Straight, la Discreet e la Zappa Records; prove inconfutabili di una spiccata tendenza imprenditoriale, di una certa megalomania, e dell'orgogliosa presuntuosa determinazione di vendere da se` la propria musica e la propria immagine. La condanna per oscenita` e` l'avvisaglia della personale campagna immorale contro il perbenismo, condotta senza tregua in tutti i suoi dischi e attraverso le dichiarazioni pubbliche. La frequentazione degli ambienti freak colloca questa lotta clandestina in un piu` ampio programma di critica della societa' americana, e spiega anche il carattere ironico dei testi. La polemica sui testi di Zappa riguarda da un lato il suo atteggiamento di scherno nei confronti del flower-power, del quale individua subito l'ambiguita` qualunquista e l'indole infida di passeggera moda californiana, e dall'altra l'atteggiamento di sufficienza nei confronti dell'impegno politico piu` diretto. Zappa rifiuta il ruolo di contestatore o di ideologo e il Movement lo accusa di compromessi con il Sistema, con il business in particolare, in un rapporto di amore e odio che incancrenira` col tempo. Le Mother's Auxiliary esemplificano la concezione zappiana dell'esibizione dal vivo. Ogni brano e` in realta` un piccolo sketch che abbisogna di una adeguata scenografia (costumi e azione), qualcosa che sta a meta` strada fra il cabaret e il commercial televisivo. Anche Zappa, come l'underground newyorkese, comprende subito l'importanza che la musica sia anche spettacolo, ma il suo approccio e` sul fronte parodistico. Cohen e` l'immagine vivente dela perfetta organizzazione dell'industria zappiana, a dispetto dell'apparenza anarchica e improvvisata. I numerosi complessini fondati e sciolti dal giovane Zappa sono il primo sintomo della malattia che divampera` in tutta la sua crisi durante la maturita`, e cioe`: la produzione elefantiaca, l'inesauribile verve compositiva (non sempre sorretta da un'adeguata ispirazione) della quale i dischi ufficiali rappresentano appena una frazione. E come conseguenza della quale prolifera da vent'anni un florido mercato di registrazioni clandestine, di bootleg sovente all'altezza delle opere garantite dal marchio di fabbrica. Ad ogni concerto Zappa dispensa succulenti inediti che per motivi misteriosi (forse soltanto per non inflazionare il mercato) non originano altrettanti dischi ufficiali (e cio` nonostante questi ultimi sono sempre stati numerosi e frequenti). La passione per la musica di Edgar Varese e` la traccia piu` importante della giovinezza di Zappa. La fedelta` dichiarata all'inventore della musica rumoristica e al critico ironico della prima era industriale costituisce la base scolastica dell'arte totale di Zappa; come anche, e non in minor misura, le tecniche di sovrapposizione di diverse linee melodiche, e in generale il sinfonismo caotico, di Charles Ives. Come Zappa stesso ha detto: "La mia opera comprende ogni possibile mezzo di comunicazione visuale: la consapevolezza di chi vi partecipa (pubblico incluso), tutte le mancanze percettive, Dio la Grande Nota (materia prima dell'architettura universale), e altro ancora. La nostra e` un'arte speciale, in uno spazio negato ai sognatori."
Freak Out e` dedicato allo "sballo", il processo (a detta del compositore)
mediante il quale l'individuo si libera di un modo antiquato di pensare, di
vestirsi e di comportarsi, ed esprime in modo creativo il suo rapporto con
la comunita'. Tutto cio` e` riportato, con dovizia di gag letterarie, sulla
copertina del disco; vezzo questo che instaura una tradizione consolidata col
tempo: quella di comunicare a mezzo appunto di copertine con i propri fan sparsi
per i cinque continenti, divulgando formazione, stato emotivo e accadimenti
insoliti della troupe.
Da un lato Zappa sostiene una visuale puramente artistica della sua opera
di collage: la composizione e`, secondo lui, l'arte di raccogliere, accumulare,
stipare, cose diverse; e l'imballaggio stesso fa parte dell'opera d'arte, le
conferisce anzi un significato. Dall'altro pretende di fare della musica, non
politica, ma sociologica: tutto l'insieme, musica e non, e` un pretesto per
catturare l'attenzione del pubblico e costringerlo ad ascoltare anche il
messaggio ("choc terapeutico"), secondo un'idea che dai giullari medievali
era giunta attraverso Brecht alle avanguardie artistiche degli anni '60.
La perfezione formale viene raggiunta nei primi due capolavori del genere
di canzone barocca e surreale che diventera` una specialita` di Zappa:
Wowie Zowie, un motivetto da vaudeville con tamburello e xilofono,
e You Are Probably Wandering Why I'm Here,
con attacco epico di chitarra,
grugnito "yeah", pernacchia trombettistica, coro demenziale e ritornello
scemo.
Il mordente di una musica che aggredisce il bubblegum degli adolescenti, il
beat melodico, il rock and roll bianco e tutto il repertorio
serio e commerciale della civilta` musicale, senza discriminazione d'epoca,
di valore artistico e di etnia, ha dichiaratamente un fine politico.
La critica alla civilta` degli adolescenti e` la
critica alla civilta` consumista/ capitalista/ imperialista/ razzista dell'
Amerika, e viceversa. Zappa vede nelle nuove generazioni i militi piu` fedeli
e disciplinati del regime, oppure, il che' e` lo stesso, vede in loro dei
prodotti dell'industria di massa.
Zappa porto` in giro il suo show e raccolse ovazioni, in particolare
al Garrick Theatre di New York, con il pubblico scatenato da un'orgia
di parodie anti-militariste.
Il livello di tecnica strumentale all'interno del complesso si elevava
di disco in disco, in parallelo al programma musicale sempre piu` arduo
del leader.
Durante le registrazioni del terzo disco,
We're Only In It For The Money (agosto e settembre 1967; ma i segmenti orchestrali erano già stati registrati a febbraio),
che uscì autoprodotto nel marzo 1968, all'organico delle Mothers si aggiunse
il multi-strumentista Ian Underwood, prodigio di formazione classica tanto alle tastiere quanto ai fiati.
Zappa era ormai famoso e cominciava ad essere anche rispettato, se non stimato,
negli ambienti musicali. Tra la fine del 1967 e il principio del 1968 l'
infaticabile volle concedersi due piccole soddisfazioni, l'una diametralmente
opposta all'altra. Volle realizzare un disco con un'orchestra vera, un suo
sogno di vecchia data; e volle al tempo stesso allestire un album che potesse
entrare nelle classifiche di vendita ed essere finalmente programmato dai disc-jockey.
L'opera fondamentale di raccordo fra il periodo collagistico e il
periodo
bandistico di Zappa, registrata parte nell'ottobre 1967 e parte nel
febbraio 1968, con l'aggiunta successiva delle parti sovraincise per le
percussioni, è il doppio Uncle Meat, pubblicato per la Bizarre nell'aprile 1969.
Originariamente
concepito come colonna sonora di un film underground mai realizzato, si
distingue come il piu` scientifico e completo dei dischi di Zappa.
L'album,
come il precedente, e` prettamente strumentale, non disdegnando pero`
qualche
sortita in chiave di filastrocca. La produzione e` curata a pennello
(un salto di qualita` enorme rispetto ai dischi della Verve) e la
materia e` organizzata, catalogata, secondo una concezione unitaria, e
non
collagistica, del brano musicale.
La formazione e' all'apice (una delle piu' spettacolari del rock di
sempre),
e Underwood ha ora modo di giganteggiare
(tanto alle tastiere elettriche quanto al sax), mentre ha inizio il
declino
di Collins, vestigia vivente del parodismo che fu.
Frank Zappa ha gia` compiuto a questo punto una parabola significativa
nella storia della musica americana. La sua musica si colloca in pieno
nella tradizione della cultura borghese del Nuovo Mondo che nel Novecento
e` venuta differenziandosi sia dalla cultura borghese europea sia da quella
proletaria (o sotto-proletaria) americana. E` una cultura che, dal punto di
vista musicale, si e` cibata di tenori italiani, di bande dell'Esercito
della Salvezza, di pubblicita` tele-radiofonica, di colonne
sonore dei film, di "high-school", di quartetti vocali neri, di musical
di Broadway, di big band jazzistiche.
E` nettissimo il contrasto fra questa cultura musicale e quella della borghesia
europea, nutrita a base di classici (Bach, Beethoven, romantici) e di "canzoni".
Ed e` altrettanto evidente che Zappa e` cresciuto al di fuori della cultura
"bassa" americana: il country, il blues, il rock and roll (tutti generi
nati nei sobborghi poveri o nelle campagne) sono dialetti noti solo per
"sentito dire", che raramente compaiono nei suoi deliqui.
E` questa la stagione piu` fertile di Frank Zappa, quella in cui il compositore
e il suo ensemble approfondiscono la fusion di rock, jazz e classica.
Il 1970 e` un anno ricco di album importanti.
Zappa rimescola e ribattezza la sua formazione, gli
Hot Rats (il disco, registrato a luglio e agosto del 1969, uscì ad ottobre per la Bizarre).
Weasels Ripped My Flesh (uscito
per la Bizarre nell'agosto 1970) raccoglie i concerti surreali e
d'avanguardia delle Mothers, registrati in un arco di tempo che va
dalla fine del 1967 al settembre del 1969. E soprattutto (ottobre 1969)
scrive il materiale del disco di Jean-Luc Ponty intitolato King Kong (uscito per la Pacific).
Weasels Ripped My Flesh documenta il periodo del 1967 e 1968, con le
Mothers al culmine del loro periodo jazz. Dal vivo si concedono persino qualche
liberta` in piu`, al punto che le Mothers
sembrano una versione nevrastenica dell'Art Ensemble Of Chicago.
Le performance spaziano caoticamente dalla frenesia di King Kong
agli assoli schizoidi di sax, dal swing piu` nevrotico
al pianismo dissonante, con un ricorso insistito e farsesco agli assoli.
Zappa si concede agli ibridi piu` capricciosi,
come il limpido acquarello orchestrale di Toads Of The Short Forest,
di per se` retaggio di Uncle Meat, che degenera in barriti a ritmo
tribale e in sconnessi mugolii di sax, e la cadenza boogie maciullante di
Orange County Lumber Truck.
Vi compaiono alcuni degli esperimenti piu` surreali di Zappa:
il memorabile assolo di risata in
Prelude To The Afternoon Of A Sexually Aroused Gas Mask,
il terremoto dissonante della title-track,
la slapstick elettro-surreale di Dwarf Nebula,
il jazz clownesco di Didja Get Any Onya (tour de force di Gardner).
Il disco di Jean-Luc Ponty e` il coronamento delle ambizioni di Zappa come
compositore jazz. Nel disco suonano, oltre al titolare del'opera, anche
il pianista George Duke e l'immancabile Underwood, affiancati da una decina di
volenterosi jazzisti dell'ultima leva. L'interessa del disco non sta
tanto nella riproposta in chiave jazz di alcuni classici del repertorio zappiano,
quanto nei venti minuti della Music For Electric Violin And Low Budget Orchestra,
composta da Zappa e diretta da Underwood. Rispetto al'antecedente storico di
Lumpy Gravy si registra un enorme balzo di qualita`, tanto in fatto
di coscienza orchestrale quanto di maturita` ed equilibrio compositivo.
La conferma arriva pochi mesi dopo da un bootleg, intitolato 200 Motels e registrato al Pavillon di Hollywood nel 1969, nel quale Frank Zappa dirige la Philarmonic e Zubin Mehta le Mothers.
Eppure nell'ottobre di quell'anno Zappa scioglie le Mothers, a causa
della propria megalomania piu` che dell'insuccesso di pubblico. Postumo
esce per la Bizarre, nel 1970, il loro ultimo splendido disco,
Burnt Weeny Sandwich (registrato nello stesso arco di tempo di Weasels Ripped My Flesh),
una lunga cavalcata strumentale attraverso le
lande di una fantasia sbrigliata che non si pone qui ambizioni programmatiche
e non tenta sistemazioni definitive, ma trova invece la spontaneita` e la grazia
del vero genio.
L'edificio delle Mothers frana pero` di li` a poco. Zappa e` costretto a ricostruire il gruppo attorno d Duke, Underwood, Ainsley Dunbar (batteria), e accoglie anche i due leaders dei Turtles (Howard Kaylan e Mark Volman). Zappa sembra travolto dal tracollo generale della sua generazione e opta per un onesto professionismo senza pretese.
Chunga's Revenge (Bizarre, 1970) annovera peraltro ancora diverse gag
creative, fra cui la divertente Sharleena (registrato a giugno) e gli strumentali
Transylvania Boogie e Chunga's Revenge (ambedue registrati a marzo).
Quella crisi creativa termino` quando Waka/Jawaka (registrato ad aprile e maggio 1972)
propose un curioso ibrido di Lumpy Gravy, Miles Davis e Grateful Dead. Uscito due mesi dopo per la Bizarre, l'album, strutturato a sessions come Hot Rats,
annovera strumentisti eccellenti come Preston, Duke e Dunbar.
La title-track e
Big Swifty
rinnovano i fasti delle piece bandistiche. La prima risulta un po' tediosa,
ma Big Swifty costituisce
la logica continuazione del discorso sulla musica totale bruscamente
interrotto dopo Little House. Le ampie partiture fiatistiche privilegiano
il jazz, che zampilla da tutti i pori togliendo un po' di fiato all'inventiva
zappiana. Big Swifty ha in effetti l'aspetto di un tipico brano jazz,
condotto attraverso le improvvisazioni dei solisti attorno a un tema
prefissato. Pur riconoscendo la gran classe degli esecutori e l'inappuntabile
"regia" di Zappa, questa e` musica per giardini pubblici affollati da freak
a riposo, musica tranquilla e distensiva, senza quei micidiali cambi di ritmo
e di strumentazione che sfondavano in continuazione le barriere dell'armonia
in Music For Low Budget Orchestra e similia.
Registrato contemporaneamente a Waka/Jawaka, Grand Wazoo (Bizarre, novembre 1972), un lavoro interamente per piccola orchestra (una ventina di musicisti), comprendente cinque brani di medio spessore, e` anche meglio. Cletus Awreetus-Awrightus, dedicata a un fantomatico imperatore del funk, fa la parte di Peaches En Regalia; la jam "wakajawakiana" Blessed Relief e` cullata da fiati e pianoforti in un jazz notturno; la sonnolenta For Calvin e` una specie di stupid-song al ralenti. Piu' ancora di Big Swifty, la title-track di Grand Wazoo segna il ritorno a notevoli standard di rendimento. La materia, fluida e omogenea, manca forse degli acuti espressivi del passato, ma il continuo accavallarsi di temi (big band anni '30, blues-rock, be bop, una cornetta preistorica, flamenco) e` da manuale. Tutto il disco e` confezionato con estrema cura, il sound scorre limpido e rotondo, l'arrangiamento e` impeccabile sotto tutti i punti di vista; il mestiere e la classe suppliscono brillantemente a qualunque defaillance creativa. Si tratta pero` soltanto di una parentesi. Zappa licenzia subito l'orchestra e torna a sprecare il suo talento (e quello dei suoi accompagnatori) in canzoncine piu` o meno spiritose. Overnite Sensation (Discreet, 1973; registrato nei mesi di marzo e giugno) e Apostrophe (Discreet, 1974), che raccoglie sessions che vanno dal 1972 al 1974, sono semplicemente orrendi dischi di musica commerciale. Si puo` salvare qualche brano soltanto sulla base della miglior riuscita comica (Dinah Moe Huum) o della miglior fedelta` al passato (Uncle Remus), ma la musica non ha attenuanti. Don't Eat The Yellow Snow e Cosmic Debris flirtano con il blues-rock da classifica. Il ritorno al cantato si dimostra tanto anacronistico quanto infelice. Roxy And Elsewhere (Discreet, 1974), che raccoglie sessions live del 1973 e del 1974, vanta se non altro qualche canzone davvero memorabile. Quando non chiacchiera con il pubblico, Zappa scodella grandinate strumentali e ritmi tumultuosi (Cheepnis, Don't You Ever Wash That Thing?, ambedue di dicembre 1973) che ripropongono la satira grintosa delle origini. La lunga Be Bop Tango (stessa session) abbozza anche un jazz trombettistico-umoristico d'alta scuola che riporta alle atmosfere di Grand Wazoo. One Size Fits All (DiscReet, 1975), registrato parte nel dicembre 1974 e parte nell'aprile 1975, contiene Inca Roads e sfoggia un sound impeccabile. Si fanno ascoltare anche alcune musiche d'occasione, come quelle per festeggiare la riconciliazione con Beefheart, Bongo Fury (Discreet, 1975), che raccoglie incisioni di gennaio e maggio 1975, in particolare Debra Kadabra, registrato nella seconda session. Decoroso anche Zoot Allures (Warner Bros, 1976; le sessions risalgono a giugno), un album di insolito (per lui) blues-rock chitarristico, ma Torture Never Stops, Mr Pinky e Disco Boy sono pallide copie delle satire di un tempo.
E` innegabile la parabola discendente: giunto attraverso le tappe del
kitsch-rock di Freak Out, del kitsch-jazz-rock di Hot Rats,
alla musica totale (kitsch, jazz, rock e avanguardia) di Music For Low
Budget Orchestra, Zappa e` ripiombato giu', attraverso il kitsch-jazz-rock
di Grand Wazoo e il kitsch and roll dell'ultimo periodo.
Zappa ha in realta` pronta l'opera del riscatto, ma rimarra` inedita per quasi vent'anni. Lather (Rykodisc, 1996) doveva essere un quadruplo e raccogliere le composizioni piu` impegnative di quegli anni. Pronto nel 1977, venne massacrato dai discografici, che preferirono estrarne quattro dischi separati, quelli del periodo "orchestrale" (le sessions vanno dal settembre 1972 al febbario 1977). Pur nella forma manomessa, questi dischi spiegano l'easy-listening di Zappa in maniera piu` dignitosa di quanto avessero fatto le canzoncine dello stesso Parte di quelle musiche compare sul doppio live autoprodotto In New York. Registrato negli ultimi giorni del 1976 e pubblicato nel marzo 1978, il discohe presenta la formazione leggendaria di Patrick O'Hearn, Terry Bozzio, Ray White, Eddie Jobson e cinque strumenti a fiato. Ma l'occasione e` un po' sprecata, nonostante Purple Lagoon. Studio Tan (Discreet, 1978) contiene una mini-opera rock intitolata Greggary Peccary (gennaio 1975), che racconta le amene disavventure di un porcellino yankee. L'occasione satirica si avvale di un solido impianto umoristico-musicale, traboccante di kitsch and roll e di trucchi effervescenti, nonostante qualche momento di stanca e il vizio incorreggibile di quella tediosa voce narrante. Piu' importanti comunque i brani strumentali: Redunzl (dicembre 1974), esercizio timbrico con afflato jazzistico (un Grand Wazoo con umori di Uncle Meat), e Revised Music For Guitar And Low Budget Orchestra (gennaio e febbraio 1975; le parti orchestrali vennero registrate a settembre), revisione del capolavoro del disco di Ponty. Il magistrale lavoro di orchestrazione, di dosaggio degli archi e dei fiati, e di composizione, con i disinvolti passaggi da un'ardita musica da camera a un pacchiano easy-listening, nonche' l'impeccabile esecuzione corale, collocano questo "incidente di studio" fra i momenti piu` alti dell'arte zappiana. Sleep Dirt (Discreet, 1978) e` una raccolta di soluzioni insolite dell'algebra zappiana, dissertazioni svagate di un entertainer di lusso che attinge alle fonti piu` diversificate: il dimesso farnetico chitarristico di Filthy Habits (prototipo di tanti stucchevoli assoli allo strumento, registrato nel giugno 1976), l'andante ballabile di Regyptian Strut (una svogliata Peaches En Regalia registrata nel dicembre 1974), il funk capriccioso di The Ocean Is The Ultimate Solution (registrata nel 1976). Orchestral Favourites (uscito per la Discreet nel maggio 1979, pur se registrato assai prima, nel settembre 1975) è la collezione piu` stravagante delle tre, un gruppo di bizzarie futili e di esperimenti volubili dello Zappa direttore d'orchestra, piccoli cimeli della civilta` orchestrale piu` scalcinata della storia: la revisione sentimentale del tema di 200 Motels, Strictly Genteel (marziale e quasi funerea, epica e grottescamente seriosa, punteggiata da piccoli caos "ives-iani", bandismo esuberante, opulento, ridanciano, farsesca parodia delle colonne sonore di Morricone, una delle piu` solenni gaffes zappiane), l'intrusione in area contemporanea di Pedro's Dowry (rarefazione atonale dissonante free minimalista con episodi clowneschi della tromba e del trombone), e il geniale elefantismo di Bogus Pomp, un delirio strumentale che spazzola a tappeto il Novecento musicale serio ma che alla fine degenera in tutta una serie di marcette militar/ paesano/ equestri, un colorito affresco che salda cultura ufficiale e folklore, scienza del suono e analfabetismo goliardico. La decupla History And Collected Improvisations Of Frank Zappa e` il testamento piu` fedele della vita artistica del musicista negli anni della depressione, con aggiunta di succulenti reperti storici dei primi anni '60: le kermesse confermano la schizofrenia di fondo della sua arte, il dualismo fra barzelletta kitsch e bandismo pirotecnico. Zappa stesso prova a un certo punto il bisogno di mettere un po' d'ordine in questo periodo caotico e dispersivo. Il risultato e` uno dei periodi discograficamente piu` confusi... Nel solo 1979 Zappa pubblica un doppio album autoprodotto, Sheik Yerbouti, che raccoglie incisioni del 1977 e del 1978, e un triplo album anch'esso autoprodotto, la rock opera Joe's Garage registrato fra aprile e giugno 1979). Sono album ricchi di episodi gradevoli, aggiornati agli stili di moda (e soprattutto ai nuovi standard di produzione), ma certo non geniali. Il direttore d'orchestra riprende a cantare e suonare la chitarra, ed e` dal 1968 che le due cose insieme non gli riescono piu` gran che bene. Critica sociale, indulgenza artistica, parodia da musichall, hard-rock e cenni farseschi ai generi di moda diventano gli ingredienti della ricetta dell'eterna gioventu` zappiana. Sheik Yerbouti, con Adrian Belew alla chitarra e ancora Bozzio e O'Hearn, vanta parodie spassose come Bobby Brown (gli ariosi anni '50), City Of Tiny Lites (funk urbano), Flakes (il Bob Dylan patetico) e un'altra galleria di macchiette ridicole (Jewish Princess), I'm So Cute, Dancing Fool). Gli sketch sono montati alla perfezione e valgono quanto i classici dei primi anni. Wild Love ha ancora qualche secondo di genio orchestrale. Ma gli assoli chilometrici alla chitarra (Yo Mama) sono invece la novita` negativa del disco, la (da tempo paventata) traformazione di Zappa da compositore/ direttore d'orchestra a strumentista fatuo, funzione nella quale, oltre ad avere rivali ben piu` dotati, risulta molto meno geniale.
L'eroe di Joe's Garage,
un'opera rock ambientata in un futuro in cui e` proibito suonare musica,
e` un chitarrista in prigione, una delle tante vittime del
Central Scrutinizer.
Il solito repertorio di gag vocali e di baldanza strumentale, piu` un
sound tirato a lucido, e un grande mestiere, fanno digerire
la ballata epica di Joe`s Garage (innescata su un coro
doo-wop e su stacchetti rockabilly),
la nenia sarcastica di Catholic Girls
(coretti maschili con interventi da educanda perversa della groupie di turno),
la caracollante di Stick It Out,
i cori surf di Dong Work For Yuda,
il lamento trasognato di Watermelon In Easter day,
e la rabbia quasi punk di Packard Goose.
Il gran finale di A Little Green Rosetta e` il fantasma
dell'America Drinks And Goes Home che chiudeva Absolutely Free,
nel segno di un'allegra confusione e e di una folla sbaragliata senza scampo
dal Sistema.
Le simpatiche parodie di vita americana, le bizzarrie internazionali e il sound accessibile a tutti, promuovono repentinamente Zappa a rock star, concedendogli finalmente la soddisfazione di imperversare nelle classifiche di vendita. Abbandonati il collage e il bandismo, Zappa si dedica a una forma musicale piu` modesta, la "gag-song", imperniata su un aspetto, un fatto o un personaggio, da parodiare, sviluppata in modo divertente secondo la trama d'un testo pungente e con un arrangiamento accurato degli strumenti e delle voci. Sebbene si riducano cosi` le ambizioni del musicista, Zappa decide di conservare la struttura della "low budget orchestra", ossia il gruppo composto da una dozzina di elementi. Zappa non ha intenzione di appendere la chitarra al chiodo (o qualsiasi altro strumento). Quasi ogni concerto presenta nuovo materiale (magari appena composto la sera prima in albergo fra una chiacchierata e l'altra) che, debitamente massaggiato in studio, diventa il tema di un nuovo disco. E di concerti Zappa ne tiene decine all'anno. Tinseltown Rebellion (Barking Pumpkin, 1981), che raccoglie brani quasi tutti del 1979 e del 1980, mostra uno Zappa allo stremo lungo i tornanti della crisi creativa, ma ancora tenacemente in sella. Il montaggio in studio riluce di quella speciale brillantezza che di anno in anno procrastina il giorno in cui le solite canzoncine caustiche (i primi tre minuti di Easy Meat (aprile 1980), For The Young Sophisticate (febbraio 1979), Bamboozled By Love (stessa session), Tinseltown Rebellion, del dicembre 1980), e le solite grandinate strumentali (costellate di spregevoli assoli e di barzellette stucchevoli), i cambi di ritmo e i falsetti procureranno soltanto piu` noia.
You Are What You Is (Barking Pumpkin, 1981),
di nuovo doppio, è la prima raccolta di canzoni (ben 20, registrate fra luglio e settembre 1980) che rinuncia del
tutto alla suite estesa.
Se non altro le liriche (che si avventano contro televangelisti e politici)
sono le piu` incisive del periodo.
Zappa ha anche messo a frutto le velleita` di un tempo nell'era dello studio
di registrazione: i collage amatoriali di un tempo si sono trasformati
in tecniche avanzate di registrazione per conferire più presenza al suono.
Gli album di questi anni sono aggiunte piu` svagate che stravaganti all'affresco sociale americano che costituisce ormai, per il Zappa quarantenne, un hobby da pensionato del rock. Con pazienza da collezionista, devozione semiseria e assiduita` maniacale, Zappa si diverte a incastonare nuovi pezzi al puzzle gigante della sua "comedie humaine", al film interminabile dei tipi americani, alla cronistoria dei costumi degli adolescenti.
Ship Arriving Too Late To Save A Drowning Witch, contenente sessions live di fine 1981 e registrazioni in studio dell'inizio 1982, è un disco autoprodotto; pubblicato nel 1982,
contiene l'hit Valley Girl,
parodia- manifesto- anthem della nuova adolescente di LA,
Teen-age Prostitute,
esilarante sketch operistico per soprano da marciapiede, e infine
Drowning Witch,
ennesimo poutpourri di generi, di ritmi, di carambole
strumentali nella forma prediletta della suite balletto.
Them Or Us (Barking Pumpkin, 1984), un altro doppio, raccoglie una dozzina di canzoni altrettanto prolisse e corrive registrate all'inizio degli anni '80. Ma anche Ya Hozna (un incalzante boogie elettrico con dialoghi allucinati di voci distorte) e Truck Driver Divorce sono viziati da tediosi e chilometrici assoli di chitarra (Steve Vai e Zappa stesso), dai quali si salvano soltanto le cantilene-gag Baby Take Your Teeth Out, In France, Be In My Video e Frogs With Dirty Lips, che, grazie all'asettica produzione, acquistano un sapore ancor piu` surreale e risultano (soprattutto la prima) fra le piu` incisive degli ultimi dieci anni. Steve Vai troneggia nelle due suite: Marquenson's Chicken e Sinister Footwear. Thing-Fish (registrato fra il 1982 e il 1984) e` una tediosa commedia musicale autoprodotta, pubblicata nel 1984. Purtroppo perverso la megalomania chitarristica gli prendeva spesso la mano. La logorroica trilogia di Shut Up And Play Your Guitar (Barking Pumkin, 1981), con materiale principalmente del 1979 e del 1980, raccoglie in generale pezzi strumentali di dubbio gusto, ma contiene anche un duetto, Canard Du Jour (1973), fra Zappa al bouzouki e Jean-Luc Ponty al violino baritono. I progettati sei doppi volumi di You Can't Do That On Stage Anymore (a partire dal 1988), pubblicati dalla Rykodisc, documentano fedelmente l'esuberante attivita` live, con ancora altre gag song di argomento contemporaneo (Elvis Has Just Left The Building, del 1988). Seguono due album legati all'attualità. Meets The Mothers Of Prevention (Barking Pumpkin, 1985) e` una satira dei censori in voga in quell'anno. L'album vale soprattutto come primo tentativo al synclavier di Zappa (One Man One Vote, Little Beige Sambo) e per la suite Porn Wars (settembre 1985), un collage futurista di "found vocals".
Broadway The Hard Way (Rykodisc, 1989) e` un album dal vivo che raccoglie incisioni del periodo febbraio-giugno 1988, le cui
canzoni se la prendono con i protagonisti della politica americana.
Anche qui Zappa sperimenta nuove tecniche di produzione, in particolare
il digital sampling.
Zappa si trova nel pieno di una seconda depressione. Di questo periodo e` degna di nota piu` che altro la produzione dei suoi dischi: cristallina, tecnologica, lambiccata. Gli arrangiamenti di Zappa mettono in primo piano la sua voce cavernosa e la sua chitarra sfavillante, ma a brillare sono soprattutto i molteplici eventi sonori di accompagnamento. Beat The Boots (Foo-EEE, 1992) e` una serie di otto bootleg "legali". Il ritorno alla musica orchestrale avviene peraltro in grande stile. Prima Zappa dirige i Chamber Players alla Memorial Opera House per commemorare il centenario della nascita di Webern e Varese; poi incide un disco con i 107 membri della London Symphony e infine fa dirigere le proprie musiche dal grande direttore francese Pierre Boulez. Il disco con Boulez, Perfect Stranger (autoprodotto, 1984), raccoglie sette danze orchestrali, fra cui Dupree's Paradise (gennaio 1984), trascritta per orchestra e due pianoforti, che confessa mai del tutto sopite ascendenze stravinskyane, The Perfect Stranger (stessa session), perfetto connubio di colonna sonora per film-noir e di descrittivismo tardo-romantico, e soprattutto Jonestown (febbraio e aprile 1984), un pezzo di dissonanze alla Stockhausen la cui suspence apocalittica rappresenta uno dei vertici sperimentali di Zappa, coniano un idioma che lambisce l'assoluto. Zappa mostra una curiosita` infantile per i suoni dell'orchestra: tutti gli strumenti devono pennellare almeno un tocco ad effetto, soprattutto quelli meno noti (arpa, clarinetto, tuba, violini). Ma al tempo stesso la sua fantasia spazia dal tema leggero di Outside Now Again (stessa session) alla piece rocambolesca in stile Edgar Varese di The Girl In The Magnesium Dress (stessa session).
Nel 1983 inizia la pubblicazione dei
volumi intitolati semplicemente Zappa.
Il primo contiene quattro lavori eseguiti dalla London Symphony diretta
dal musicista d'avanguardia Kent Nagano. Zappa ha compiuto il passo ed
e` diventato un compositore "serio", che resta discretamente dietro le
quinte lasciando ad un'orchestra il compito di capirci qualcosa nei suoi
spartiti.
I brani sono come sempre molto teatrali e fracassoni, fuori moda se paragonati
all'avanguardia contemporanea.
Ma hanno la fantasia e il sentimentalismo che fanno i capolavori
al di la` degli standard critici. E per di piu` sono spassosi (la goliardia
degli esordi e` ancora intatta).
Il secondo volume delle registrazioni con la London Symphony uscira` nel 1987 e conterra` Bogus Pomp (quella di Favorites, in una versione piu` aerea e funerea, registrata essa pure nel gennaio 1983), Strictly Genteel (il finale di 200 Motels, in versione barocco- sentimentale), e Bob In Dragon, un balletto a soggetto. Jazz From Hell (autoprodotto, 1986) offre un saggio di fusion strumentale, con un combo di otto elementi che "capisce" il synclavier del leader. Il disco fa leva sul sound lucido e brillante che Zappa ha messo a punto in quegli anni per esperimenti audaci come While You Were Art, dove ritmo e melodia si sospendono in una forma lussureggiante di musica da camera, dove un tumulto di accordi slegati si sgretola nel caos elettrico di una sequenza atonale pressoche' aleatoria. Night School ha il fascino pittoresco delle ouverture totali di un tempo. Damp Ankles e soprattutto G-Spot Tornado sono mini-sinfonie dissonanti che giocano soprattutto su effetti vertiginosi di percussioni. Non puo` mancare la gag (Beltway Bandits, dai sapori tropicale e orientale). Agli albori del suo terzo decennio Zappa era ancora saldamente in sella. Dirigeva in giro per il mondo un'orchestra sgangherata alla quale affida le partiture piu` astruse ed estemporanee, tormentava il pubblico con verbosi quanto pacchiani assoli chitarristici. Purtroppo al crescere della abilita` orchestrale, della padronanza strumentale e della fecondita` compositiva, ha fatto riscontro una tranquilla routine da impiegato estroso della musica, una pacata vacanza da eterno turista dell' arte, un intorpidimento creativo della sua follia positiva. Bisogna togliergli la chitarra dalle mani e tappargli la bocca per ascoltare la musica piu` universale del secolo. Yellow Shark (Barking Pumpkin, 1993) mette in scena materiale gia` edito con l'Ensemble Modern e un corpo di ballo, e registrato ora nel settembre 1992. Everything Is Healing Nicely (UMRK, 2000) è la seconda parte delle performance dell'Ensemble Modern, registrata nel luglio 1991. I due dischi raccolgono forse la versione definitiva di tanti suoi classici. Il piu` geniale e capriccioso detrattore della civilta` moderna e` morto il 4 dicembre 1993. Ma neppure il funerale ha arrestato il bombardamento discografico.
Civilization Phaze III (autoprodotto, 1994)
e` un doppio album concept, interamente
suonato da Zappa (le sessions principali risalgono al 1991) al synclavier, i cui pezzi strumentali sono alternati a
dialoghi recitati all'interno di un pianoforte (dialoghi che erano stati
esclusi da Lumpy Gravy).
Le lunghe e complesse N-Lite e Beat The Reaper costituiscono
il culmine di una ricerca sull'assemblaggio del suono che era cominciata con
i collage naive dei primi dischi ed era sbocciata nelle tecniche di produzione
fin troppo "lucide" dei dischi commerciali. Qui diventano "strumento" e
non soltanto mezzo.
Waffenspiel chiude il disco all'insegna di uno squilibrante raffica
di effetti sonori (l'effetto, a ben pensarci, di un malato in punto di morte
che cattura caoticamente i suoni della strada) e di suoni bucolici
(i suoni che sente nel cimitero?).
I dischi di Lost Episodes (1996) sono rarità e inediti. Have I Offended Someone? (Rykodisc, 1997) è un'antologia di alcune delle sue canzoni più satiriche (compilata da lui stesso). Mystery Disc (Rykodisc, 1998) è una raccolta di rarità. Jimmy Carl Black died in october 2008. |
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