Daevid Allen and Gong


(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )
Magick Brother Mystick Sister (1970), 5/10
Continental Circus (1971), 6.5/10
Banana Moon (1971), 6/10
Camembert Electrique (1971), 7/10
Flying Teapot - Radio Gnome Invisible (1973), 8.5/10
Angel's Egg (1973), 7/10
You (1974), 6/10
Shamal (1976), 6/10
Gazeuse (1977), 6/10
Expresso II (1978), 4/10
Downwind (1979), 5/10
Time is the Key (1979), 4/10
Leave It Open (1981), 4/10
Breakthrough (1986), 4/10
Brainville 3: Trial by Headline (2008)
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As the guitarist of the Soft Machine, Daevid Allen had, in theory, a crucial role in starting the Canterbury school of progressive-rock. In practice, Allen was only vaguely related to the school's main stylistic directions. Allen was, first and foremost, a hippie/freak who wed Frank Zappa's paradoxical aesthetics and San Francisco's communal ethos. Besides creating a unique sound with Gong, Allen also contributed to raise a new generation of progressive musicians: percussionist Pierre Moerlen, keyboardist Tim Blake, vocalist Gilli Smyth, guitarist Steve Hillage. (Translation by/ Tradotto da Tito Leati)

Come chitarrista dei Soft Machine, Daevid Allen ha avuto, in teoria, un ruolo cruciale nella fondazione della Canterbury school of progressive-rock. In pratica, Allen era solo vagamente in relazione con le direttive stilistiche principali della scuola. Allen era, prima di tutto, un hippie/freak che aveva sposato l’estetica paradossale di Frank Zappa e l’etica comunitaria di San Francisco. Oltre a creare un sound unico con i Gong, Allen contribuì anche a produrre una nuova generazione di musicisti progressive: il percussionista Pierre Moerlen, il tastierista Tim Blake, la vocalist Gilli Smyth, il chitarrista Steve Hillage.

Daevid Allen's Gong, featuring guitarist Steve Hillage, saxophonist Didier Malherbe and keyboardist Tim Blake, concocted a "cosmic" version of acid-rock. Their masterpieces" trilogy, which includes at least Camembert Electrique (1971), the superb Flying Teapot (1973) and Angel's Egg (1973), is a demented collage of nursery-rhyme melodies, circus horns, jazz rhythms, galactic keyboards, sensual/celestial wails, sardonic mantras, mock-heroic electronics, caricatural anthems. The whole exudes a sense of stately cacophony. This is psychedelia that is hallucinated but not catalectic. Flying Teapot (1973), in particular, still ranks as one of rock music's wildest flights of imagination.
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Nel 1967 il chitarrista Daevid Allen, di nazionalita` australiana, si reco` in Francia con i neonati Soft Machine, ma non riusci` a rientrare in Gran Bretagna a causa di irregolarita` nel suo passaporto. Si stabili` percio` a Parigi, dove viveva la sua ragazza Gilli Smyth, poetessa e giornalista. Per qualche mese i due improvvisarono spettacoli di musica e poesia nei locali underground. Nel 1968 a loro si aggregarono musicisti del luogo e nacque cosi` un complesso di jazz-rock, i Gong, che accompagno` persino Don Cherry in Scandinavia. Erano gli anni del Maggio 1968, del movimento studentesco, della contro-cultura. Smyth e Allen, per quanto piu` legati alla cultura hippie che al milieu dell'agit-prop, vennero contaminati dall'umore rivoluzionario.

Spalleggiati da un militante di origine greca, Karakos, che fonda l'etichetta alternativa BYG, i Gong si ricostituiscoo e nell'ottobre 1969 registrano il primo album, Magick Brother Mystick Sister (BYG, 1970). I musicisti sono otto e fra di essi ci sono talenti promettenti come Didier Malherbe (sax) e Christian Tritsch (basso). Melodie da asilo, effetti di studio, cantilene ubriache contribuiscono a fare del disco un estremo reperto dell'acid-rock del 1967. Le canzoni sono pero` sfocate e maldestre (Gong Song).

Pochi mesi dopo esce anche la colonna sonora del film Continental Circus (Philips, 1971). Per questa registrazione a Smyth, Allen, Malherbe e Tritsch si unisce anche il batterista Pip Pyle. Il disco contiene tre lunghe jam, Blues For Findlay, la sua versione strumentale e What Do You Want, che inventano una forma ancor piu` sconnessa di acid-rock.

Nel frattempo Allen e` finalmente riuscito a tornare in Inghilterra, dove nel febbraio 1971 ha modo di registrare l'album Banana Moon (BYG, 1971), accreditato al solo Daevid Allen invece che ai Gong. La formazione comprende Robert Wyatt, Gary Wright, Maggie Bell e altri musicisti inglesi. Gran parte dei brani non sono firmati da Allen, e sono ancora dei calderoni piu` o meno improvvisati di idee bizzarre, ma il piu` lungo, un poema surrealista alla Frank Zappa di 15 minuti, Stoned-Innocent Frankenstein And His Adventures In The Land Of Flip, non lascia dubbi sul genio del musicista.

Nel settembre del 1971 e` pronto il primo album ufficiale dei Gong, Camembert Electrique (BYG, 1971). Il complesso si e` assestato con la formazione a cinque (Allen, Smyth, Malherbe, Tritsch, Pyle), mentre il tastierista Tim Blake entra e esce dal gruppo. Ciascuno assume un nome di battaglia, come si usava nella Magic Band di Captain Beefheart.
In tempi di supereroi dei fumetti (i Marvel comics) e del cinema, anche Allen prova a disegnare l'epopea di una civilta` extra-terrestre, i cui abitanti pero`, i "pixies dalla testa a forma di vaso", viaggiano su tazzine di caffe`, e il cui eroe nazionale si chiama Zero. L'ironia dei testi e` di chiara matrice zappiana, ma il "Marvel-rock" nel suo insieme e` unico ed originale: le vocali stupefatte e spiritate di Smyth, i fiati da baraccone, i ritmi jazz, il respiro spaziale delle tastiere, le filastrocche che spuntano nei momenti piu` impensati.
Sono tre i registri caratteristici del gruppo. In quello goliardico danno saggi d'infantilismo sfrenato (Oh Mother), piroettano nella frenesia cabarettistica di You Can't Kill Me, imbastiscono sketch umoristici (And You Tried So Hard), pennellano l'epica sgangherata e la religiosita` ubriaca di I've Bin Stoned Before. In quello dello space-rock le vocali dilatate di Smyth fluttuano senza peso sulle dissonanze informi degli strumenti (I Am Your Fantasy, Fohat Digs Holes In Space), e nell'insieme compongono una soffusa musica stellare e acquatica di riflessi ed incandescenze. Nel registro del vocalizzo libero si esprimono gli orgasmi allucinogeni di Smyth (I Am Your Animal), comprese le visioni cosmiche di cui sopra. Questa corsa a perdifiato fra le giostre della musica psichedelica approda alla caleidoscopica fantasia di Tropical Fish / Selene.

Allen, Tritsch, Malherbe, Smyth and Pyle accompanied the singer and multi-instrumentalist Jack-Alain "Melmoth" Leger on Obsolete (Shandar, 1971 - Mantra Mantra, 2007), credited to Dashiell Hedayat and sung in French. Chrysler is a hard-rocking melodic ditty with acid guitar and effects. The 21-minute suite Cielo Drive is a hypnotic jazzy tribal cosmic jam that Melmoth simply comments in spoken word. After eight minutes the guitar intones a rude riff worthy of Southern boogie bands. Then the singer mostly shuts up and the band indulges in the most psychedelic section, a series of variations on a melodic theme that even draws a flute into the agon. The last part is a gentle acoustic lullaby in Renaissance style. The whole is a bit too confused to fit in Gong's pantheon. Non e` accreditato ai Gong, ma vi suonano Allen, Tritsch, Malherbe, Smyth e Pyle, oltre al cantante e polistrumentista Jack-Alain "Melmoth" Leger: Obsolete (Shandar, 1971 - Mantra Mantra, 2007), accreditato a Dashiell Hedayat (pseudonimo di Leger), e` di fatto un altro disco dei Gong. Contiene la lunga suite Cielo Drive.
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Dopo questa bizzarra parentesi, i Gong continuano la fiaba abbozzata in Camembert Electrique, quella dei "pot-head pixies", su Flying Teapot - Radio Gnome Invisible (Virgin, 1973), registrato nel febbraio 1973, un concept album che fonde fiaba, operetta, cartone animato e teatro espressionista come mai nessuno aveva mai osato, il loro capolavoro e uno dei massimi capolavori della musica rock. Allen nei panni del giullare cosmico tratteggia un'utopia anarcoide e conia uno stile che fonde jazz, hard-rock e music-hall.
Alla formazione si sono aggiunti Tim Blake (sintetizzatore) e Steve Hillage (chitarra), mentre Pip Pyle e` passato agli Hatfield & The North. La forza d'urto di questa formazione e` impressionante. Ogni secondo di musica inventa qualcosa, trasformando ogni brano in un collage sfrenato di colori e di immagini. Il surrealismo e il nonsense di questi affreschi sonori trascendono il paradosso. Il baccanale assume forme perfettamente geometriche, la baraonda infernale acquista carattere paradisiaco, l'irrazionale dimostra teoremi impossibili. Smyth nei panni di una seducente strega spaziale conduce le danze grottescamente eleganti di sassofono, sintetizzatore e chitarra.
L'ouverture e` un baldanzoso vaudeville che dispiega subito l'arsenale di trucchi: gorghi di synth, vocali orgasmiche di Smyth, girotondi di sassofoni, grancassa marziale, fratture cacofoniche, slogan mantrici come "banana nirvana manana". Con lo stesso spirito da banda paesana, con un riff di hard-rock, blatera l'altro brano manifesto, Pot Head Pixies, ritornello-sketch non meno farsesco.

Le suite maggiori in cui si realizza il programma del "circo continentale" sono due. Flying Teapot si apre sul suono scarno e sconnesso degli spazi siderei, pulviscolo di note galattiche che rivolve su se stesso. Su un tribalismo soffice la musica si dilata in un jazz-rock liquido sempre piu` veloce, si tende come un arco, cresce e cresce saltellando sui sax, sulla chitarra, sulla batteria in delirium tremens, e finalmente esplode fragorosamente, eruttando dixieland dissonante e riff sincopati; e comincia il viaggio nelle sterminate distese del cosmo, nel rarefatto caos interstellare in un crescendo epilettico di ritmi tribali sempre piu` ossessivi, nel caos sempre piu` denso di fiati, synth e chitarre liberi; dal silenzio improvviso che gli succede scaturisce un assolo delirante di Pyle: un tip-tap delle palafitte, soffi e bacchette giapponesi, tam-tam a perdifiato. bananista di Allen (bandismo da sagra paesana, cantastorie centenari, mimi acrobatici). E` nato il jazz-rock del nonsense.
Introdotta da un assolo di Blake, Octave Doctors, nasce cosi` la suite eroicomica di Zero The Hero. Dai primi fendenti orientaleggianti si precipita in rapida successione in un ritmo caraibico, un jazz dissoluto e notturno, un vortice elettronico vocale in crescendo (un'altra sconvolgente progressione ritmica di Pyle e di tutta l'orchestra in baccanale che esplode nei riff trascinanti del sax, il "basso" della situazione), per sparire infine nei vagiti sinistri di Smyth. I pannelli sono ben delimitati e compongono altrettanti movimenti della suite, ciascuno arrangiato e orchestrato in modo indipendente, ma tutti perfettamente incollati in sequenza. Il sax di Malherbe, la batteria di Pyle e i vocalizzi di Smyth sono le conquiste piu` innovative di un sound d'assieme che non ha precedenti.
Girotondi di sax e una filastrocca immettono in una perla sensual-decadente come Witch's Song, sublimazione dei respiri lascivi di Smyth nelle pose preferite di strega perversa e svampita entreneuse di night-club spaziali, gran finale dell'operetta.

La seconda (o terza) parte della saga viene registrata nell'agosto dello stesso anno, a dimostrazione del felice stato mentale del gruppo, a cui si sono aggiunti il bassista Mike Howlett e il percussionista poliedrico Pierre Moerlen. Anche Angel's Egg (Virgin, 1973) trabocca di idee. Il sound, che fa sempre piu` leva sulle tastiere di Blake, ha raggiunto un'eleganza quasi barocca. La differenza principale rispetto al disco precedente e` una struttura piu` compatta: i lunghi farnetici cedono il posto a piu` concetrate e sintetiche canzoni. L'ironia, al tempo stesso, e` piu` blanda, salottiera, sofisticata. I Gong stanno mutando da cellula eversiva a orchestrina per famiglie.
Non e` un caso che Allen sia per la prima volta in minoranza. I gregari cesellano infatti Other Side Of The Sky, su una scarna base elettronica e con accenti indiani al sax (Blake), Prostitute Poem, splendido ritratto decadente di una squillo parigina a tempo di tablas e valzer (Smyth), Love Is How I Make It , sinfonia per campanelli cinesi (Moerlen), e I Never Glid Before, un rock and roll di Hillage. Al music-hall galattico di Allen si possono aggiungere Sold To The Highest Buddha e il funky caraibico Oily Way, ma molto meno goliardici del solito. A una forma di bandismo psichedelico rimandano i brevi episodi strumentali di Castle In The Clouds, Outer Temple e soprattutto Flute Salad (mantra solenne di Malherbe).
Il synth di Blake acquista preminenza e le percussioni poliglotta di Moerlen sostituiscono le solide progressioni rock di Pyle. Il sound ne esce inevitabilmente indebolito, per quanto piu` raffinato. Non a caso le parti strumentali sono invece dominio assoluto di Malherbe.

Lo stesso settetto (Allen, Smyth, Malherbe, Hillage, Blake, Howlett, Moerlen) conclude la trilogia aliena con You (Virgin, 1974), registrato nell'agosto 1974. Le tre lunghe suite The Isle Of Everywhere, You Never Blow Yr Trip Forever e A Sprinkling Of Clouds sembrano riciclare piu` che altro stereotipi dei dischi precedenti. Il contrappunto di gruppo e` impeccabile, ma mancano soprattutto le idee. I Gong stanno diventando una pura astrazione, un "sound" fine a se stesso, un po' come i Pink Floyd di Dark Side Of The Moon.

Non e` una coincidenza che Allen e Smyth decidano di lasciare il gruppo e rifugiarsi a Mallorca. mock-heroic electronics caricatural Anche Hillage approfitta dell'occasione per lanciare la propria carriera solista.

I Gong si riorganizzano attorno a Pierre Moerlen (un quintetto che e` francese per quattro quinti) e registrano un album molto piu` commerciale, Shamal (Virgin, 1976). I brani (Wingful Of Eyes, Chandra, Bambooji, Cat In Clark's Shoes, Shamal) sono lunghi, ma vi capita molto poco.

After Daevid Allen and Gilli Smyth moved to Spain and Steve Hillage launched his solo career, Gong reorganized around Pierre Moerlen (four French musicians out of five) and recorded a much more commercial album, Shamal (Virgin, 1976). The songs (Wingful Of Eyes, Chandra, Bambooji, Cat In Clark's Shoes, Shamal) are lengthy, but very little happens.

For Gazeuse (Virgin, 1977), also released as Expresso (1977), Malherbe and Moerlen recruited guitarist Allan Holdsworth. The addition moved the band towards jazz-rock, with excellent results in Expresso and Shadows Of. If Esnuria displayed the same baroque excesses of the previous album, Percolations was Moerlen's percussive masterpiece.

Moerlen was all over the place on Expresso II (Virgin, 1978), signaling that Gong was becoming his solo project with a revolving cast of musicians. He renamed the band Pierre Moerlen's Gong and released Downwind (Arista, 1979), targeting the discos and the night clubs. Moerlen, bassist Hansford Rowe and guitarist Bon Lozaga were the axis of this edition of Gong on Time is the Key (Arista, 1979) and Leave It Open (Arista, 1981). Lozaga left before Breakthrough (ARC, 1986) and Second Wind (Line, 1989), but formed his own Gongzilla and released Suffer (LoLo, 1995), a far better album than Moerlen ever did.

In the meantime, Allen had recorded Good Morning (Virgin, 1976) with a French band, and the acoustic Now Is The Happiest Time Of Your Life (Affinity, 1977) in Spain. The last time Daevid Allen and his wife had used the name of his band was Live Floating Anarchy (Charly, 1978), credited to Planet Gong (actually a collaboration with Here And Now).

Then Allen left his wife and relocated to New York, where he met Bill Laswell and became part of the new-wave scene. While Allen was releasing the albums N'Existe Pas (Charly, 1979) and Divided Alien Playbax 80 (Charly, 1982), the mini-album The Death of Rock (Shangai, 1983) and the EP Alien In New York (1983) under his own name, he also resurrected Gong in New York, renaming them New York's Gong (to differentiate them from Pierre Moerlen's Gong) and releasing About Time (Charly, 1980). Allen also teamed with Mark Kramer on Who's Afraid (Shimmy Disc, 1993). and with keyboardist David Tolley on Don't Stop (Shanghai, 1984).

In 1981 Allen had already relocated to his native Australia, married again, embraced spirituality and drone music, and finally found some peace, reflected on the albums The Invisible Opera Company of Tibet (Voiceprint, 1987), The Jewel in the Lotus (GAS, 1995) and Glissando Spirit (GAS, 1996), all credited to the IOC; on the series The Seven Drones (Voiceprint, 1990), credited to Ja-am; and on the albums under his own name, such as Australia Aquaria (Demi-Monde, 1991), recorded before 1989, Twelve Selves (Voiceprint, 1993), Twenty-Two Meanings (Gliss, 1999).

In between those recordings, Daevid Allen had returned to England to celebrate his 50th birthday and had toured with Gong Maison (Demi-Monde, 1989). Continuing on to France, Allen resurrected Gong (Malherbe and Pyle) for Shapeshifter (Celluloid, 1992).

Two Allen compositions (The Owly Song, I Am My Own Lover) appeared on The Owl and the Tree (Demi-Monde, 1990).

Another American sojourn yielded Dreaming A Dream (GAS, 1995) and a new collaboration with Kramer, Hit Men (Shimmy Disc, 1996). Eat Me Baby I'm A Jellybean (GAS, 1998) was recorded in Los Angeles with Didier Malherbe and others.

The Birthday Party (GAS, 1995) reunited Allen, Smyth, Malherbe, Blake, Howlett and Pyle to celebrate Gong's 25th anniversary.

Gong's Zero To Infinity (Snapper, 2000) and OK Friends (GAS, 2002) update the sound of Gong to the 21st century.

A new decade brought Allen a new residence (San Francisco) and a new project: University of Errors. In the age of post-rock, this combo (largely drawn from psychdelic improvisers Mushroom) released Money Doesn't Make It (Innerspace, 1999), 2 (GAS, 2000), Ugly Music For Monica (Audiocrash, 2002), Jet Propelled Photographs (Cuneiform, 2004), a remake of Soft Machine's early material. Allen had finally returned with a project worthy of his early albums.

Gilli Smyth began her solo career with Mother (Charly, 1978), helped out by Allen, Malherbe, Tritsch, Pyle and Sam Gopal on tablas. THe stand-out track is the nine-minute Taliesin. Only Malherbe is left on Fairy Tales (Charly, 1979), which features legendary Hawkwind leader Nik Turner. Malherbe and Turner play also on Robot Woman (Butt, 1981), with the catchy Disco At The End Of The World. Robot Woman 2 (Shanghai, 1982) and Robot Woman 3 (Shanghai, 1989) were disappointing and seemed to end her career. Wild Child (Demi-Monde, 1994), recorded in 1989 was left unreleased for five years. In the 1990s, Smyth returned with Magenta She Made The World (Voiceprint, 1993), Every Witches Way (Voiceprint, 1993), Eye (Voiceprint, 1994), with the lengthy Ancient and Virtual Reality, Tree In Fish (Tapestry, 1994). A new band helped her cut Electric Shiatsu (Voiceprint, 1999) and It's All A Dream (Gliss, 2001) in Australia.

Didier Malherbe's solo albums include: Bloom (Charly, 1980), Saxo Folies (Koka Media, 1987), Fetish (Tangram, 1989), Zeff (Tangram, 1992), Fluvius (Tangram, 1994). In the 1990s Malherbe and Loy Ehrlich formed the ensemble Hadouk, which released Hadouk (Tangram, 1996), Shamanimal (Melodie, 1991),

Gong's Acid Motherhood (Voiceprint, 2004) is a collaboration with Acid Mothers Temple.

In 2006 Daevid Allen, Steve Hillage and some eight more guitarists (the Glissando Orchestra) performed a hour-long improvisation on a single sustained note.

The Brainville 3 are Daevid Allen on vocals and guitar, Hugh Hopper on bass and Chris Cutler on drums. Trial by Headline (ReR, 2008), mostly derived from live concerts, disjointed garage-blues with demented psychedelic rants and raps. Allen cannot easily be reined in by the superlative rhythm section. His crazed vocals and atonal guitar playing steal the show, for better and for worse. The result is frequently reminiscent of David Thomas without Pere Ubu (and without the vocal range) and with a distinct Sixties vibe. Allen is at his most unpredictable and spaced-out. There is hardly a riff or a refrain that lasts more than a few seconds. Best is the ten-minute istrumental cacophony driven by percussion of I Bin Stoned Before.

(Translation by/ Tradotto da Tito Leati)

Dopo che Daevid Allen e Gilli Smyth si erano trasferiti in Spagna, e che Steve Hillage aveva cominciato la carriera da solista, i Gong si riorganizzarono attorno a Pierre Moerlen (quattro musicisti francesi su cinque) e registrarono un album molto più commerciale, Shamal (Virgin, 1976). Le canzoni (Wingful Of Eyes, Chandra, Bambooji, Cat In Clark's Shoes, Shamal) sono lunghe, ma dicono molto poco.

Per Gazeuse (Virgin, 1977), uscito anche come Expresso (1977), Malherbe e Moerlen reclutarono il chitarrista Allan Holdsworth. L’aggiunta avvicinò alla band al jazz-rock, con risultati eccellenti in Expresso e Shadow Of. Se Esnuria presentava gli stessi eccessi barocchi dell’album precedente, Pericolations era il capolavoro percussionistico di Moerlen.

Moerlen era dappertutto in Expresso II (Virgin 1978), indicando che Gong stavano diventando un suo progetto solista con un cast di musicisti a rotazione. Ribattezzò la band i Pierre Moerlen’s Gong e pubblicò Downwind (Arista,1979), con le discoteche e i night club come target. Moerlen, il bassista Hansford Rowe e il chitarrista Bon Lozaga furono l’asse di questa edizione dei Gong in Time is the Key (Arista,1979) e Leave it Open (Arista, 1981). Lozaga se ne andò prima di Breakthrough (ARC, 1986) e Second Wind (Line, 1989), ma formò i suoi Gongzilla è pubblicò Suffer (LoLo, 1995), un album di gran lunga migliore di ciò che Moerlen avesse mai fatto.

Nel frattempo, Allen aveva registrato Good Morning (Virgin, 1976) con una band francese, e l’acustico Now Is the Happiest Time of Your Life (Affinity, 1997) in Spagna. L’ultima volta che Daevid Allen e sua moglie usarono il nome della sua band fu Live Floating Anarchy (Charly, 1978), accreditato a Planet Gong (in realtà una collaborazione con Here and Now).

In seguito Allen lasciò sua moglie e si trasferì a New York, dove incontrò Bill Laswell e divenne parte della scena new-wave. Mentre Allen pubblicava gli album N’Existe Pas (Charly, 1979) e Divided Alien Paybax 80 (Charly, 1982), il mini-album The Death of Rock (Shanghai, 1983) e l’EP Alien In New York (1983) a suo nome, resuscitò anche i Gong a New York, chiamandoli i New York’s Gong (per differenziarli dai Pierre Moerlen’s Gong) e pubblicando About Time (Charly, 1980). Allen lavorò anche con Mark Kramer in Who’s Afraid (Shimmy Disc, 1993) e con il tastierista David Tolley in Don’t Stop (Shanghai, 1984).

Nel 1981 Allen era già ritornato nella sua nativa Australia, si era risposato, aveva abbracciato la spiritualità e la drone music. Aveva finalmente trovato anche un po’ di pace, riflessa negli album The Invisible Opera Company of Tibet (Voiceprint, 1987), The Jewel in the Lotus (GAS, 1995) e Glissando Spirit (GAS, 1996), tutti accreditati agli IOC, nella serie The Seven Drones (Voiceprint, 1990), accreditato a Ja-am, e negli album a suo nome, come Australia Aquaria (Demi-Monde, 1991), registrato prima del 1989, Twelve Selves (Voiceprinte, 1993), e Twenty-Two Meanings (Gliss, 1999).

Nel mezzo di queste registrazioni, Daevid Allen era andato in Inghilterra per celebrare il suo cinquantesimo compleanno e aveva fatto un tour con Gong Maison (Demi-Monde, 1989). Proseguendo per la Francia, Allen aveva resuscitato i Gong (Malherbe e Pyle) per Shapeshifter (Celluloid, 1992).

Due composizioni di Allen (The Owly Song, I Am My Own Lover) erano apparse in The Owl and the Tree (Demi-Monde, 1990).

Un altro soggiorno americano produsse Dreaming a Dream (GAS, 1995) e una nuova collaborazione con Kramer, Hit Men (Shimmy Disc, 1996). Eat Me Baby I’m a Jellybean (GAS, 1998) fu registrato a Los Angeles con Didier Malherbe e altri.

The Birthday Party (GAS, 1995) riunì Allen, Smyth, Malherbe, Blake, Howlett e Pyle per celebrare il venticinquesimo anniversario dei Gong.

Zero To Infinity (Snapper, 2000) and OK Friends (GAS, 2002) dei Gong aggiorna il loro sound al ventunesimo secolo.

Una nuova decade portò un nuovo progetto di Allen: la University of Errors, questa volta con base a San Francisco. Nell’era post-rock, questa riunione pubblicò Money Doesn’t Make It (Innerspace, 1999), 2 (GAS, 2000) e Ugly Music for Monica (Audiocrash, 2002). Allen era finalmente tornato con un progetto degno dei suoi primi album.

Gilli Smyth cominciò la sua carriera solista con Mother (Charly, 1978), aiutata da Allen, Malherbe, Tritsch, Pyle e Sam Gopal alle tablas. Qui si distinguono i nove minuti di Taliesin. Solo Malherbe rimane in Fairy Tales (Charly, 1979), dove appare Nik Turner, il leggendario leader degli Hawkwind. Malherbe e Turner suonano anche in Robot Woman (Butt, 1981), con l’ orecchiabile Disco at the End of the World. Robot Woman 2 (Shanghai, 1982) and Robot Woman 3 (Shanghai, 1989) furono insoddisfacenti e sembrarono porre fine alla sua carriera. Wild Child (Demi-Monde, 1994), registrato nel 1989 rimase inedito per cinque anni. Nel 1990, Smyth ritornò con Magenta She Made The World (Voiceprint, 1993), Every Witches Way (Voiceprint, 1993), Eye (Voiceprint, 1994), con la lunga Ancient and Virtual Reality, e Tree In Fish (Tapestry, 1994). Una nuova band la ha aiutata ad incidere Electric Shiatsu (Voiceprint, 1999) e It’s All a Dream (Gliss, 2001) in Australia.

Gli album solisti di Didier Malherbe comprendono: Bloom (Charly, 1980), Saxo Folies (Koka Media, 1987), Fetish (Tangram, 1989), Zeff (Tangram, 1992), Fluvius (Tangram, 1994). Negli anni 90 Malherbe e Loy Ehrlich formarono l’ensemble Hadouk, che ha pubblicato Hadouk (Tangram, 1996), Shamanimal (Melodie, 1991).

(Translation by/ Tradotto da Antonio Saluzzi)

Acid Motherhood (Voiceprint, 2004) è una collaborazione dei Gong con gli Acid Mothers Temple.

 

Nel 2006 Daevid Allen, Steve Hillage ed altri otto chitarristi (la Glissando Orchestra) hanno eseguito un'improvvisazione di un'ora basata su una singola nota sostenuta.

 

I Brainville 3 sono Daevid Allen alla voce e chitarra, Hugh Hopper al basso e Chris Cutler alla batteria. Trial by Headline (ReR, 2008), derivato per lo più ​​da concerti dal vivo, è un misto disconnesso di garage-blues con dementi sproloqui psichedelici. Allen non può essere facilmente imbrigliato dalla pur superlativa sezione ritmica. Le sue folli parti vocali e la chitarra atonale nel bene o nel male rubano la scena agli altri. Il risultato spesso ricorda David Thomas, senza Pere Ubu (e senza la sua estensione vocale) e con un sound tipico anni Sessanta. Allen è al suo apice di imprevedibilità e di straniamento. Difficilmente troviamo un riff o un ritornello che dura più di pochi secondi. Meglio sono i dieci minuti di cacofonia strumentale guidati dalle percussioni di I bin Stoned Before.

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