Ry Cooder
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Ry Cooder (1970), 5/10
Into The Purple Valley (1971), 6.5/10
Boomer's Story (1972), 5.5/10
Paradise And Lunch (1974), 7/10
Chicken Skin Music (1976), 6.5/10
Jazz (1978), 5/10
Bop Till You Drop (1979), 5/10
Borderline (1980), 5/10
The Slide Area (1982), 5.5/10
The Long Riders (1980), 6.5/10
Southern Comfort (1981), 6/10
Border (1981), 6/10
Streets Of Fire (1984), 5/10
Paris Texas (1985), 7/10
Alamo Bay (1985), 6.5/10
Get Rhythm (1987), 5.5/10
Johnny Handsome (1989), 6/10
Little Village (1992), 6/10
Meeting By The River (1993), 6.5/10
Talking Timbuktu (1994), 6/10
Chavez Ravine (2005), 6.5/10
My Name is Buddy (2007), 5.5/10
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Ry Cooder is one of the most inspired "sound makers" of all times. He began as a blues revivalist but rapidly established himself as an arranger and composer capable of creating the most haunting atmospheres. Cooder became famous with his thematic reconstructions of eras and styles (tex-mex, swing, rock'n'roll, etc), notably Paradise And Lunch (1974) and Paris Texas (1985).
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Ry Cooder e` uno dei costruttori di suono piu` ispirati di tutti i tempi. La sua carriera inizio` nell'ambito del blues revival ma presto Cooder si affermo` come arrangiatore e compositore capace di creare le atmosfere piu` tormentate. Non a caso finira` per prediligere la forma della colonna sonora: la sua intera opera e` una lunga colonna sonora per l'epoca in cui e` vissuto e per le epoche in cui ha immaginato di vivere. Cooder ha un talento unico per interiorizzare le tradizioni etniche di altri popoli, per trasformarli in voce universale attraverso arrangiamenti dimessi ma sofisticati, per sintetizzare rimpianto nostalgico e filologia scientifica. Il timbro e` il suo mestiere.

Nato e cresciuto a Los Angeles, a soli 17 anni Ry Cooder si uni` alla Magic Band di Captain Beefheart. A 19 anni formo` con Taj Mahal i Rising Sons e a 21 lavoro` alla sua prima colonna sonora. Come virtuoso della chitarra slide, divenne presto session-man richiesto da tanti, compresi i Rolling Stones.

Quando finalmente pubblico` un disco solista, Ry Cooder (Reprise, 1970) fu quasi una delusione: Cooder si limitava a rispolverare vecchie canzoni rimaste dimenticate per decenni. In realta` quello era il modo piu` elementare di ricostruire un'epoca, come dimostro`, suonando con piu` partecipazione, sul successivo Into The Purple Valley (Reprise, 1971). Grazie ai rintocchi anti-epici della sua chitarra, alla scarna semplicita` dei suoi arrangiamenti, alla timidezza malinconica della sua voce, le canzoni di quel disco (fra cui Vigilante Man e Teardrops Will Fall) costituiscono altrettante "fotografie" di mondo che non esiste piu`. Cooder porge un tributo commosso al popolo della Grande Depressione, alle Hoovervilles dei disoccupati, alla Dust Bowl della grande siccita` degli anni '30.

La cover di Dark End Of The Street (1972), su Boomer's Story (Reprise, 1972), e` forse il brano piu` esemplare del modo in cui Cooder estrae emozioni da un trattamento umilissimo della fonte originale.

Il passo successivo fu di imparare a usare lo studio di registrazione. Una produzione molto piu` accurata fece di Paradise And Lunch (Reprise, 1974) un album piu` accessibile. Benche' questo album fosse dedicato al gospel, Cooder lasciava le anguste dimensioni del blues revival e si concentrava sul compito astratto di rievocare il passato (impeccabile Jesus On The Mainline).

Cooder si immerse nel tex-mex e nella musica hawaiana con Chicken Skin Music (Reprise, 1976), trascinante excursus a tempo di valzer e di bolero, con la partecipazione del grande fisarmonicista boliviano Placo Jimenez e di un grande chitarrista hawaiano, (Chicken Skin Music).

Analogamente, Jazz (Reprise, 1978) prende di mira il jazz prima del jazz, quello degli inizi del secolo. Il tema centrale dell'opera di Cooder era l'umilta`.

Mentre la sua abilita` di arrangiatore e di produttore gli consentiva voli sempre piu` creativi, Cooder si avvicino` sempre piu` al rhythm'n'blues e al rock'n'roll con gli album Bop Till You Drop (Warner, 1979), che contiene Little Sister e Down In Hollywood, Borderline (Warner, 1980) e The Slide Area (Warner, 1982), sempre con risultati suggestivi per autenticita` e scrupolosita` del restauro. Il terzo e` insolitamente ricco di composizioni di Cooder, come I'm Drinking Again e UFO Has Landed In The Ghetto.

A partire dall'epica western dei cowboy e dei fuorilegge affrescata su The Long Riders (Warner, 1980), Cooder dedico` gli anni '80 alle colonne sonore. Vennero, fra gli altri, Southern Comfort (Warner, 1981), Border (Backstreet, 1981), Streets Of Fire (Warner, 1984), Paris Texas (Warner, 1985), Alamo Bay (Slash, 1985), etc. Ciascuna di queste opere ne mette in luce la personalita` di archivista e topo di "discoteca", di artigiano del "fatto a mano con il gusto d'una volta". Il suo approccio e` un misto di nostalgia e filologia. L'intensa poesia populista di queste colonne sonore costituisce il clou della sua opera. Sono fantasie popolari capaci di immergere l'ascoltatore d'acchito nello spirito autentico di un microcosmo etnico.

La sua inesauribile passione per le "oldies" continuava intanto a riempire album come Get Rhythm (Warner, 1987) e soprattutto Johnny Handsome (Warner, 1989).

Ry Cooder fece anche parte dei Little Village (Reprise, 1992) con John Hiatt e Nick Lowe. E` di Hiatt il singolo Solar Sex Panel.

Ma la musica strumentale gli si addice decisamente di piu`. Music by Ry Cooder (Reprise, 1995) e` un'ottima antologia delle colonne sonore. Anche le colonne sonore composte incollando contributi altrui, come The End Of Violence (Outpost, 1997) e Buena Vista Social Club (World Circuit, 1997), sembrano quasi delle meditazioni esistenziali sulla condizione umana.

Come se non bastasse, negli anni '90 Cooder prese a collaborare con maestri di altre culture: un indiano per Meeting By The River (Water Lily, 1993), che contiene quattro lunghi brani, un africano per Talking Timbuktu (World Circuit, 1994), un sudamericano per Mambo Sinuendo (Nonesuch, 2003).

Emarginato dal suo alto magistero, Cooder appartiene a stento alla storia della musica popolare per quanto si sia dedicato anima e corpo soltanto alla musica popolare.

Chavez Ravine (Nonesuch, 2005) is a concept album that chronicles the lives of the inhabitants of a poor neighborhood in the 1940s before the city decided to level it and build a stadium on its site. As romantic as always, Cooder's ethno-musicological documentary has more punch and passion than his elegant but superficial Cuban portraits. Chinito Chinito, El UFO Cayo, 3rd Base Dodger Stadium, It's Just Work for Me and Poor Man's Shangri-La are original compositions that represent a viewpoint, not just a cold photograph. Cooder mixes conjunto, jazz and rhythm'n'blues like he has done most of his life, but this time he seems to be making twice the effort, as if he felt that this could be his definitive artistic statement.

My Name is Buddy (2007) is a song cycle narrated from the perspective of a cat, a mouse, and a toad. Despite being mostly nostalgic and pensive, it looks like the lightweight counterpart to Chavez Ravine.

Lambasting the role played by the financial world in the Great Recession, Pull Up Some Dust and Sit Down (2011) was the rare political album in the age of social media.

(Translation by/ Tradotto da xxx)

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