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Kevin Coyne impose una figura piu` unica che rara di cantautore.
Nell'era in cui dilagavano i singer-songwriter intellettuali, lui era davvero
un intellettuale, anzi un mezzo scienziato. Psichiatra di professione, poteva
scolpire storie di pathos non mitologico ma crudelmente quotidiano.
Come se non bastasse, Coyne si avvaleva anche di uno degli stili vocali piu`
rozzi di tutti i tempi, un mugugno ubriaco e senile da far invidia a Captain
Beefheart, che il piu` delle volte fluttua inebetito come Syd Barrett al
sanatorio ma che all'occasione puo` mutarsi in un sanguigno Van Morrison
degli emarginati.
L'arrangiamento non era meno spartano e bizzarro, per cui le sue
canzoni sono spesso cantilene scalcinate.
Assistente sociale e psichiatra, nonche' aspirante scrittore teatrale,
Coyne si fece le ossa come cantante di un complesso progressive-blues (i Siren)
che registro` due album.
Per il primo album solista,
Case History (Dandelion, 1972), si ispiro` direttamente all'esperienza
del suo lavoro (storie di alienazione, pazzia, alcolismo).
Il capolavoro che lo rivelo` fu il doppio
Marjory Razorblade (Virgin, 1973),
una raccolta di venti canzoni dedicate alla gente comune,
cantate con una voce orrenda e suonate con uno stile arcaico che spira
dal blues di Beefheart e dal folk di birreria, una sequenza di quadri
di vita che comprende trascinanti boogie da saloon, interpretati nel
registro vibrante degli shouter (Lovesick Fool, Eastbourne Ladies),
malinconiche ballate di vita (Marlene, Old Soldier)
che sfruttano invece le tonalita` plebee del suo gracchio, che e` capace
di dipingere atmosfere le piu` desolate e ubriache (Nasty),
scoppiettanti country-blues di strada (I Want My Crown),
e una galleria interminabile di vignette surreali
(Karate King, Dog Latin,
Good Boy, Chicken Wing) che culminano in
House On The Hill.
Nel cuore della sua musica ci sono i bluesman del Delta, dei quali imita
coscienziosamente il modo passionale, impetuoso e disincantato di cantare
e di accompagnarsi alla chitarra.
Coyne e` affascinato dal tema della "nave dei pazzi" che ricorre spesso
nella letteratura inglese.
Blame It On The Night (1974) fu ancora un album di grande respiro e
grande emozione: Sign Of The Times,
Blame lt On The Night,
Witch,
Poor Swine.
Matching Head And Feet (1975) aggiunse almeno
Saviour,
Sunday Morning Sunrise e
Rock'n'Roll Hymn al repertorio maggiore.
Continuando il declino, Heartburn (1976) contiene poche canzoni di rilievo
(Big White Bird, My Mother's Eyes).
L'album dal vivo In Living Black And White (Virgin, 1976),
con Zoot Money al piano, e` in compenso uno dei suoi migliori
(Turpentine, Fat Girl).
Coyne si riprese parzialmente con
Dynamite Daze (Virgin, 1978), un album
simile, per humor, cinismo e realismo, ai concept di Randy Newman
e forte di nuovo di Zoot Money al piano
(Dynamite Daze, Brothers Of Mine).
Beautiful Extremes (Virgin, 1978) e` un' antologia di rarita`
del periodo 1974-78, che contiene Mona Where's My Trousers.
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