Cream
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I Cream furono il complesso piu` famoso del blues revival. Emanati dal giro della Roundhouse, e costituiti nell'autunno 1966 in trio. Erano tutti e tre dei veterani del blues revival: l'ex-mayalliano ed ex-Yardbirds Eric Clapton alla chitarra, il poli-percussionista Ginger Baker, lo pseudo-jazzista ex-Bond ed ex-Korner Jack Bruce al basso. Nei Cream misero semplicemente a frutto le esperienze maturate nei club londinesi, portandole sui grandi palcoscenici dei concerti rock e caratterizzandosi in quelle esibizioni dal vivo per le lunghe improvvisazioni elettriche ad alto volume.

Se Fresh Cream (1966) fu un avvenimento storico, lo dovettero piu` alle distorsioni e al "wah-wah" di Clapton che al blues accademico dei brani (nessuno di particolare rilievo). Disraeli Gears (1967) fu prodotto da Felix Pappalardi, che diede un'impronta piu` pop al loro materiale (Strange Brew), e la nuova gestione venne premiata con il loro massimo hit, Sunshine Of Your Love, lungo delirio collettivo basato su un riff orecchiabile e ossessivo di Bruce. La fama leggendaria del complesso venne dai loro concerti, che rivelarono l'improvvisazione libera alla popolazione adolescenziale ancora condizionata dal beat. Clapton, veloce e incisivo, Bruce, pulsante e ringhioso, e Baker, straripante e rumoroso, crearono un nuovo stereotipo della musica di consumo.

Questa tendenza sbocco` nel doppio schizofrenico Wheels Of Fire (1968), con Pappalardi nei panni di produttore, arrangiatore, compositore e poli-strumentista, di fatto il quarto membro del complesso. Il disco e` per meta` registrato in studio, con una produzione ricca di overdub, effetti elettronici, e arrangiamenti eccentrici (clavicembali, campanelli, violini), al limite della canzone psichedelica (Pressed Rat And Warthog), e per meta` registrato dal vivo, con audaci assoli di Clapton e jam anarchiche, in modo da accontentare sia gli amanti del pop sia i fanatici delle loro improvvisazioni. L'epica cadenzata di White Room e il riff stentoreo di Politician sono i fatti piu` importanti, dove si sublima il machismo del power-trio. Bruce, che marchia il sound con il suo canto grintoso i con suoi stordenti giri di basso, e` il vero artefice del sound, anche se agli altri due sono piu` acclamati dalle folle. Suoi sono anche gran parte dei loro classici, spesso composti in coppia con Pete Brown, altro cervello che agi` dietro le quinte ma fu determinante per il loro successo.

Il loro blues elettrificato ebbe il merito di rifiutare il calligrafismo (vedi la loro versione di Crossroads), ma ebbe il difetto di essere auto-indulgente (vedi la loro versione di Spoonful). Nel giro di pochi mesi si ritrovarono in un vicolo cieco. Goodbye (1968) ritrae tre musicisti ormai avviati a carriere separate, con le canzoni di Bruce affidate alle tastiere progressive, quelle di Baker polipercussive e melodiche e soprattutto con Badge, l'ultimo, orecchiabile, hit di Clapton e del gruppo.

La loro fulminea ascesa, in un'Inghilterra ancora malata di fanatismo beat, termino` bruscamente nel 1968 con uno storico (nel senso di molto propagandato) concerto d'addio. Ma, decisamente sopravvalutato, il complesso non fu null'altro che una ennesima fabbrica di mito consumistico ed esagerazioni puerili (chilometrici assoli di mediocri strumentisti), anche se con loro si affermo' il blues-rock e mori` il beat. Ineccepibile invece l'ascendente sui posteri: l'hard-rock nacque dai fendenti di basso di Bruce (peraltro avviato a una cariera jazz-rock...), e l'heavy-metal dalle contorsioni vanesie di Eric detto Slow Hand (peraltro presto sedotto dal soul...).

Wheels Of Fire (Polydor, 1968)
Live II (Polydor, 1972)
Best (Polydor, 1969)

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