Genesis
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From Genesis to Revelation (1969), 6/10
Trespass (1970), 7/10
Nursery Crime (1971), 7/10
Foxtrot (1972), 6/10
Selling England By The Pound (1973), 6.5/10
The Lamb Lies Down On Broadway (1974), 6.5/10
A Trick Of The Tail (1976), 5/10
Wind And Wuthering (1976), 4/10
And Then There Were Three... (1978), 4/10
Duke (1980), 4/10
Abacab (1981), 4/10
Genesis (1983), 4/10
Invisible Touch (1986), 5/10
We Can't Dance (1991), 4/10
Calling All Stations (1997), 3/10
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I Genesis si affermarono alla fine degli anni '60 come uno dei gruppi guida del nascente progressive-rock, e si distinsero dagli altri per la predisposizione alla canzone sofisticata e una teatralita` decadente. Le loro composizioni univano eleganza, atmosfera, romanticismo e istrionismo. In seguito sarebbero semplicemente diventati un gruppo di pop da classifica, ma per qualche anno il loro progressive-rock fu all'avanguardia del genere insieme a King Crimson e Van Der Graaf Generator.

Il cantante Peter Gabriel, l'organista Tony Banks, e i chitarristi Mike Rutherford e Anthony Phillips suonavano in un complesso universitario al college esclusivo di Charterhouse. Il loro, per definizione, non era il solito complesso di musica rock formato in un garage per suonare classici del rhythm and blues e del rock and roll. Il primo singolo dei Genesis, The Silent Sun, usci` nel febbraio 1968.

I Genesis (ai tempi ancora adolescenti) esordirono su album con un'opera intellettuale che aveva poco in comune con il rock dell'epoca: From Genesis to Revelation (Charisma, 1969) Ispirato al folk e alle saghe bibliche, imbevuto di citazioni letterarie e ambientato in un medioevo fiabesco e mitologico, il loro mondo musicale non offriva che fragili melodie, ma la suggestiva coreografia degli spettacoli, gli arrangiamenti classicheggianti di Banks, e l'ambigua personalita` del cantante-mimo Gabriel li rendevano appassionanti.

Trespass (Charisma, 1970) e` l'album che codifico` il loro stile. Brevi piece melodrammatiche si susseguono senza discontinuita`, come movimenti di un poema sinfonico, indulgendo in melodie orecchiabili, arrangiamenti preziosi e versi criptici; scorrono lievi e policrome, intessendo saghe epiche o fantasie mistiche che sembrano uscire dagli affreschi di Bruegel e nei volumi di Tolkien: Looking For Someone (tour de force classicheggiante di Banks, con l'effetto sinistro di un flauto in lontananza), White Mountain (la piu` incalzante, su una toccata barocca di organo), Vision Of Angels (salmo religioso con finale galattico), e soprattutto Knife, la sonata (di nove minuti) che invento` una versione tragica e colta del music-hall, che al ritornello programmatico puo` far seguire un marziale solfeggio di flauto e una jam di jazz-rock.

Pochi mesi dopo vennero assunti il chitarrista Steve Hackett (la posto del dimissionario Phillips) e il batterista Phil Collins a completare una delle line-up piu` erudite del rock. La star rimase Gabriel, moderno trovatore di un nuovo medioevo allegorico e giullare spettacolare in linea con la tendenza "glam" dell'epoca, ma le ballate forbite di Nursery Crime (Charisma, 1971) lambivano il formato della suite grazie alle generosi dosi di inventiva strumentale degli altri. Per quanto verbose e magniloquenti, The Return Of The Giant Hogweed e Fountain Of Salmacis erano degne di colonne sonore per azioni sceniche. Anche le composizioni piu` umili (il teatrino di varieta` di Harold The Barrell, la ballata For Absent Friends, la melodiosa Harlequin) vantavano partiture d'eccezione.
Il copione era ancora lo stesso, debordante di immagini medievali, di bestiari favolosi e di leggende mistiche. Gli arrangiamenti si erano pero rarefatti ulteriormente, come dimostra il loro capolavoro, Musical Box, collage di cantilene popolari e di frammenti classici, con il tintinno incessante della chitarra a costruire l'atmosfera onirica e ad arrotolarsi nel riff barocco di "play my song", con i pomposi crescendo delle tastiere a creare la suspence drammatica, e con il finale di bisbigli e grida sulle note solenni di un organo da cattedrale.
Sempre a meta` strada fra King Crimson e Yes, i Genesis si diversificavano da entrambi per l'uso di una strumentazione piu` accurata, ora umile al limite del folk, ora ricca al limite del sinfonismo.

Foxtrot (1972) accentuo` la levigatezza della produzione, conferendo a ballate come Watcher Of The Sky un tono quasi neutro. Summa tecnica e lirica del periodo e` Supper Is Ready, venti minuti di melodie enfatiche, di intermezzi classici (quello all'inizio per clavicembalo, flauto e violoncello), di progressioni ritmiche, di sketch da vaudeville, culminanti nell'immancabile finale reboante ed epico. Il melodismo sofisticato e cerebrale dei Genesis era la negazione del rock'n'roll sottoproletario, ma era l'ideale per gli intellettuali bohemien che avevano preso il posto dei teppisti ai concerti rock.

Il sound non era piu` rivoluzionario: era anzi diventato un nuovo standard di riferimento per la musica di consumo. Selling England By The Pound (1973) trasformo` l'idea in manierismo e scolpi` canzoni impeccabili come I Know What I Like. Il talento del complesso era la scusa dietro cui si nascondeva questa nuova forma di canzone: la lunga Firth Of Fifth e` semplicemente costruita come una parata di bravura tecnica dei musicisti. Altri due lunghi brani, The Battle Of Epping Forest e The Cinema Show, erano invece pedanti, didascalici e ridondanti (peraltro il secondo diventera` uno dei loro cavalli di battaglia dal vivo). Il diktat di Banks era ora totale e li poneva alla testa dei moderati del "progressive rock". Portando alle esteme conseguenze la fusione di folk e psichedelia proposta dai King Crimson, e sostituendo il jazz-rock con il classicismo da conservatorio di Banks, i Genesis erano pervenuti a una nuova forma di "pop song".

Vittime croniche di un'ossessione da musical di Broadway, i Genesis toccarono l'apice delirante con le cento e piu` repliche dell'opera rock spirituale The Lamb Lies Down On Broadway (Atlantic, 1974), che e` al tempo stesso un disco centrato su Gabriel e il loro disco piu` orecchiabile. Il virtuosismo canoro di Gabriel pennella praticamente da solo le atmosfere di The Colony Of Slippermen e Back In New York City. Le ballad Cuckoo Cocoon e The Carpet Crawl fanno capire che, alla fin fine, gettato il saio dell'intellettuale, questo e` un complesso di musica pop. Lo spettro stilistico e` comunque enorme, spaziando dall'avanguardia di Brian Eno (The Waiting Room) alla psichedelia (Fly On A Windshield), dal musichall (The Grand Parade Of Lifeless Packaging) alla brutale Lillywhite Lilith che anticipa il futuro di Gabriel.

Archives (1998) e` un box-set di materiale inedito.

Anthony Phillips aveva avviato una carriera solista improntata a temi fantastici e arrangiamenti sui generis. The Geese And The Ghost (Hit & Run, 1977) si avvale di un ensemble da camera e di un'orchestra sinfonica. Phillips si alterna alle chitarre, alle tastiere (mellotron, sintetizzatore, harmonium, organo, celeste e pianoforte) e alle percussioni (glockenspiel, timbali, campanelli e gong). Una dozzina di amici (oboi, corni, flauti, violoncelli, violini, timpani) lo aiuta ad arrangiare e cantare i brani. Michael Rutherford, in particolare, mette mano alle due suite strumentali che costituiscono il grosso del disco: Henry, imbevuta di sonorità barocche e di atmosfere regali, e la title-track, che, punteggiata dal tintinnio melodioso della chitarra classica, riluce di classicismo. Con questo disco Phillips è il primo a spingere il progressive-rock di complessi come i Genesis oltre i limiti che si era auto-imposti, in pratica avvicinandolo alla musica classica. La suite si rivela essere un formato aperto, in cui l'artista può dar libero sfogo alla sua ispirazione.
Con Private Parts And Pieces: vol.1 (PVC, 1978) Phillips iniziò a dare alle stampe le sue registrazioni "casalinghe" accumulate durante gli anni. Sorprendentemente si tratta dei suoi lavori più raffinati, che conservano una melodiosità folk anche negli esperimenti più audaci (la partitura minimalista di Beauty And The Beast). Phillips ha continuato negli anni a propinare musica d'atmosfera per chitarra acustica e/o pianoforte e talvolta qualche sintetizzatore. I pezzi per solo piano di Ivory Moon sono forse i più emozionanti, e i più vicini alla musica new age dell'epoca. Con Slow Waves Soft Stars (Audion) Phillips si è invece trasformato in "corriere cosmico", mago dei sintetizzatori e delle chitarre elettriche.

A partire da Voyage Of The Acolyte (Charisma, 1976), il cui strumentale Hands Of The Priestess (con mellotron e oboe) e` degno delle opere maggiori di Genesis e King Crimson, Steve Hackett ha registrato album classicheggianti che puntavano soprattutto alle classifiche di vendita. Nel 1986 ha formato i GTR con Steve Howe, poi ha ripreso la carriera solista, ma soltanto con Guitar Noir (Viceroy, 1993) seppe ritrovare la verve degli esordi.

Dal canto suo Tony Banks registrava i mediocri A Curious Feeling (Charisma, 1979), The Fugitive (Charisma, 1983), The Wicked Lady (Atlantic, 1983), Quicksilver (Atlantic, 1986), Banckstatement (Atlantic, 1989). He would go on to score film soundtracks and classical music, notably the symphonic suite Seven (2004).

Lo scettro dei Genesis, intanto, era passato nelle mani di Phil Collins quando Peter Gabriel aveva deciso di lanciare la propria carriera solista. La musica dei Genesis si stava riducendo a un insipido pop da cocktail lounge, ma A Trick Of The Tail (1976) stabili` il loro primato di vendite. Collins si era rivelato cantante ancor piu` suggestivo di Gabriel. Nonostante lo sforzo di arrangiamento e di liriche per abbellire le melodie banali di (Robbery Assault and Battery, Dance On A Volcano, Squonk, Entangled) a dominare e` lo strumentale di chiusura, Los Endos.

Wind And Wuthering (1976), un album ancor piu` barocco e lussureggiante, perfeziono` tutti e tre i generi canonici dei Genesis: la lunga suite metafisica (One For The Vine), la canzone pop tragica (Your own Special Way) e lo strumentale surreale (Unquiet Slumbers For The Sleepers).

Poi anche Hackett lascio` il complesso. Collins, Banks e Rutherford festeggiarono l'avvenimento con And Then There Were Three... (1978), un album ancor piu` banale e monotono (Follow You Follow Me), ma che vendette ancor piu` del precedente, e Duke (1980) vendette ancora di piu`. L'escalation commerciale sembrava inarrestabile, ma invece Phil Collins registro` il suo album solista Face Value (1981), che sorprendentemente vendette ancora di piu` dei dischi dei Genesis (contiene In the Air Tonight). Da quel momento Collins avrebbe condotto due vite parallele, accumulando complessivamente piu` successi di classifica di qualunque altro musicista britannico. Anzi, condusse anche una terza vita (forse la piu` nobile) come batterista del complesso jazz-rock Brand X.

Dopo Abacab (1981), che contiene No Reply at All, e Genesis (1983), che contiene That's All, entrambi best-sellers, anche Rutherford lancio` una carriera parallela con i Mike + The Mechanics (Atlantic, 1985), i cui singoli All I Need Is A Miracle e Silent Running li imposero nelle discoteche di tutto il mondo, e The Living Years (1988), contenente Nobody's Perfect.

Phil Collins intanto dilagava nelle classifiche, prima con Hello I Must Be Going (Atlantic, 1982), poi con gli hit del 1984 (Against All Odds - Take A Look At Me Now, Separate Lives, Easy Lover, Two Hearts, You'll Be In My Heart), le cover di canzonette degli anni '60 (You Can't Hurry Love, Groovy Kind of Love) e finalmente con No Jacket Required (1985), il suo massimo successo e un classico della ballad romantica, contenente One More Night, Sussudio (una revisione di 1999 di Prince), Don't Lose My Number, Take Me Home.

I Genesis sembravano destinati a diventare una semplice appendice alle carriere soliste dei membri, ma invece Invisible Touch (1986) batte` tutti i loro record di vendite e catapulto` in testa alle classifiche ben cinque hit: Invisible Touch, Throwing it all away, Land Of Confusion, Tonight Tonight Tonight, In Too Deep.

Nel 1988 Mike + The Mechanics ebbero un altro successo stratosferico con The Living Years.

Alla ricerca della rispettabilita` artistica, Collins registro` But Seriously (1989), contenente le composizioni piu` serie della sua carriera: la ballata di protesta Another Day In Paradise, l'elegiaca I Wish It Would Rain, Something Happened on The Way To Heaven, Do You Remember.

I Genesis tornarono dopo cinque anni d'assenza con We Can't Dance (1991), ma questa volta l'album vendette meno del precedente, per la prima volta da quando il gruppo si era formato. A quel disco fece seguito il kolossal dal vivo The Way We Walk (1993).

Continuando la progressione verso una musica piu` matura, Collins suono` tutti gli strumenti su Both Sides (1993), ma la schizofrenia fini` per debilitare Dance Into the Light (1996).

Un'altra lunga pausa precedette il nuovo album dei Genesis, Calling All Stations (1997). Senza Collins, fu un disastro.

Turn It On Again (2001) e` un'antologia degli hit del periodo commerciale dei Genesis, e costituisce di fatto un gigantesco sbadiglio.

Testify (Atlantic, 2002) di Phil Collins e` un album di easy-listening senile per tardi fans dei Beatles.

Genesis updated a classic genre of easy-listening, the sophisticated ballad, to the brainy arrangements and twisted dynamics of progressive-rock. The most theatrical of the prog-rock bands, Genesis matched their musical melodramas with a choreography centered on vocalist and mime Peter Gabriel. Trespass (1970) and Nursery Crime (1971) were the albums that codified their art: intellectual folk music that harked back to the repertory of fairy tales and myths, but dilated into non-linear narratives and arranged with the timbric grace of chamber music. Their reference point was the symphonic poem, which in fact is the target of the colossal and pedantic suites that followed, Supper Is Ready (1972) and Firth Of Fifth (1973). Genesis then turned towards melody with the monumental rock opera The Lamb Lies Down On Broadway (1974), which stands as the summa (for better and for worse) of their career. Drummer Phil Collins would eventually turn the band into a machine of dance-pop muzak hits. By then, Gabriel would have already launched his solo career.
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