MC5, led by White Panther's leader John Sinclair and guitarist Wayne Kramer,
represented the revolutionary wing of
the student riots and used rock and roll as a powerful agit-prop device.
Their sound embodied the rage and the sarcasm of the extremists, their lyrics
defied all moral standards.
Their live shows were wild, collective orgasms in which the band unleashed
a monster and chaotic fury on the audience.
Kick Out The Jams (1969) remains
one of the most orgiastic, terrifying and visceral album ever released,
a grotesque bacchanal of atrocious, primitive musical skills,
a formidable assault on reality,
the rock'n'roll equivalent of a nuclear explosion, sounding
as if free-jazz and acid-rock had been savagely mauled inside a particle
accelerator. The fact that its follow-up, Back In The USA (1970),
was so inferior is proof that the masterpiece was due to the spirit of an
entire era and not to a particular group of musicians.
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Gli MC5 nacquero a Detroit nel 1964 come diretta emanazione delle
White Panther di John Sinclair ("il rock and roll e` la grande forza
liberatrice della nostra epoca"). Suonarono ai raduni rivoluzionari della
comune Trans Love Energies e perfino nel bel mezzo dei disordini di Chicago.
Rappresentavano il ceto degli operai bianchi immigrati dal Sud e degli studenti
beatnik che gravitavano attorno alla Mayne State Univeristy. Il loro rock
"rivoluzionario" era basato sulla violenza sfrenata degli strumenti e su una
potente amplificazione.
Le loro esibizioni erano orgasmi collettivi, ubriacature
selvagge, valanghe di suono scaricate alla rinfusa sul pubblico, traboccanti di
oscenita` e slogan.
I primi singoli uscirono per piccole etichette locali, e verranno raccolti
postumi su Babes In Arms (ROIR, 1983 - Danceteria, 1990).
'66 Breakout (Total Energy, 1999) documenta le prime registrazioni
del gruppo (compresa una Black To Comm di 17 minuti).
I cinque membri del complesso, capitanati dal primo grande chitarrista heavy,
Wayne Kramer, nonche' dalla sua degna spalla Fred Smith, e da un cantante
pazzo e feroce come Rob Tyner, si tuffavano a capofitto nei riff elementari dei
loro brani, vomitando urla (strumentali e vocali) a tutto spiano e a tutto
volume, forti del loro credo musical-politico: "fratelli e sorelle, voglio
che ciascuno di voi faccia rumore... voglio sentire la rivoluzione!".
Tutt'altro che incompetenti, erano in realta` consci dell'altra rivoluzione,
quella apportata alla musica occidentale dal free-jazz di Coltrane e Coleman.
La loro influenza maggiore era pero` Chuck Berry, seguito da Tamla Motown,
mentre le parentele con altri gruppi "heavy" della stagione psichedelica, come
Blue Cheer, e con altri gruppi politicizzati, come i
Fugs, erano casuali.
Kick Out The Jams (Elektra, 1969) e` uno degli album piu` importanti,
influenti e creativi della musica rock, benche' fosse nato come prodotto
anti-artistico e volutamente mal suonato.
Registrato dal vivo alla fine dell'anno, e` effettivamente un grottesco
bailamme di atrocita` e primitivismo musicali, ma anche un formidabile
esempio di potenza devastante e di musica del cuore.
Pochi complessi possono vantare
un commando d'assalto di brani atomici come
Kick Out The Jams, Come Together, Rocket Reducer N. 62, I Want You
Right Now. La matrice blues viene disintegrata dall'energia dirompente
in un esagitato sabbah d suoni abominevoli. Una percussivita` sfrenata
crea tensioni spasmodiche che poi esplodono fragorosamente in caotiche
sarrabande strumentali. Gli assoli barocchi delle suite psichedeliche
sono stati annientati dalla furia devastatrice dell'improvvisazione
collettiva.
A tante incitazioni alla violenza si mescolano pero` anche digressioni di
ordine metafisico, quando si professa la fede in una religione cosmica
che raccoglie in se` il significato di tutte le rivoluzioni. Cosi` l'album
si conclude con una spaventosa versione di Starship (Sun Ra), spasmodicamente
tesa verso l'infinito, un delirio schizofrenico di otto minuti, un'orgia
allucinante di esplosioni galattiche, di cantilene paranoiche, di sibili,
di voci sperdute, di silenzi assordanti, di follia cosmica.
Altre dieci epilessi sonore sfrecciano su
Back In The USA (Atlantic, 1970).
Questa volta c'e` meno sperimentazione. Le canzoni
oscillano fra gli inni depravati degli Stones e le distorsioni continuate
dei psichedelici, alcune abbastanza sferzanti da costituire un degno
corollario al rock apocalittico del primo disco, Looking At You in
particolare.
Ma soprattutto gli MC5 si scoprono parenti stretti, loro che
sventolavano mitra e bombe a mano, del Mersey-beat piu` naive e anthemico
(Teenage Lust, High School, Call Me Animal).
Coinvolti nella generale crisi del Movement, dopo
High Time (Atlantic, 1971),
un album di bizzarro rhythm and blues (fiati, coro, banda della Salvation Army,
Sister Anne), gli MC5 si sciolsero,
chi finendo in carcere (Sinclair nel 1969, per detenzione di stupefacenti,
Kramer nel 1976 per una brutta storia di droga e di mafia),
chi dandosi al giornalismo, chi ingrossando le fila dei reduci del Movement
(John Sinclair dirigendo un centro jazz, Wayne Kramer sbarcando il lunario
in i match "combinati" contro Ted Nugent).
Fred Smith sposera` la diva punk Patti Smith
e morira` nel 1994 di attacco cardiaco.
The Big Bang (Rhino, 1999) e` un'ottima antologia dei tre dischi
e dei primi singoli. Dopo la riscoperta del gruppo, verranno pubblicati
dischi a valanga di inediti e live.
Wayne Kramer suono` brevemente con Johnny Thunders
e scrisse un musical con
Mick Farren dei Deviants,
Who Shot You Dutch (Spectre, 1987), una
collaborazione continuata su Death Tongue (Curio, 1991).
Wayne Kramer venne resuscitato negli anni '90 da
The Hard Stuff (Epitaph, 1995), album zoppicante che pure annovera
canzoni esistenziali come Edge Of The Switchblade,
Hope For Sale, Crack In The Universe,
Realm Of The Pirate Kings e Sharkskin Suit.
I Clawhammer lo accompagnarono sul successivo
Dangerous Madness (Epitaph, 1996), ma il
terrorista di Detroit era finito a suonare un rock and roll melodico
piu` adatto forse a un dominatore delle classifiche di vendita
(spesso vengono in mente Bob Seger e John Mellencamp)
che al suo passato (Rats Of Illusion).
Entrambi i dischi sono ulteriormente sabotati da spoken-work pieces che
servono soltanto a dimostrare come Kramer fosse piu` che un semplice
portavoce per Sinclair.
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