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I Moby Grape vennero formati da Alexander "Skip" Spence (passato dalla batteria
alla chitarra ritmica) dopo il suo divorzio
dai Jefferson Airplane.
Lanciati con un pomposo battage pubblicitario sull' onda del fenomeno hippy,
esordirono nel giugno 1967 con Moby Grape, un album-affronto otto
canzoni del quale vennero pubblicate anche come 45 giri per confondere i
disc jockeys.
Sull'album figurava uno
degli anni dell'estate degli hippy, Omaha,
accanto a canzoni eclettiche ed eccentriche come
Hey Grandma, Fall On You, Come In The Morning,
Changes (da suonare a 78 RPM).
Era un album di canzoni, in un periodo in cui l'acid-rock stava producendo i
suoi esperimenti piu` arditi.
Il gruppo era in realta` un'accorta invenzione discografica. I cinque Moby Grape (veterani blues e folk, con moglie e figli) avevano poco a che vedere con gli hippies dell'Haight-Ashbury. Le loro armonie vocali in cinque parti erano certamente originali, ma sembravano appartenere al mondo del doo-wop, o al massimo a quello dei Beatles. A Monterey vennero sonaramente fischiati dalla folla. Spence suono` ancora su Wow (Columbia, 1968), altrettanto se non piu` eccentrico del primo (the swirling boogie-woogie with baroque horns of Can't Be So Bad), ma soprattutto contenente un intero bonus album con la storica Grape Jam con Mike Bloomfield e Al Kooper (in particolare Marmalade e Black Current Jam, perche' il resto ricicla brani altrui o brani dell'altro album), un'ingenua festa improvvisata fra amici piu` o meno illustri che trasferi` in campo jazz, blues e country gli happening dei figli dei fiori.
Alexander Spence doveva ancora dare il suo capolavoro, che venne con il suo
unico disco solista, Oar (1969), registrato in un giorno solo suonando
tutti gli strumenti da se`. Quella raccolta di ballate psichedeliche
fondo` un genere di space blues e space country che aveva pochi precedenti
(Diana, War In Peace) e che culmina nella trance surreale di
Grey/Afro.
Il resto del gruppo si riformo` un po' di volte per registrare album di mediocre country-rock: Moby Grape (1969), Truly Fine Citizen (1970), 20 Granite Creek (1972). |
If English is your first language and you could translate the Italian text, please contact me.
Without the publicity orchestrated for their first album, few people would have ever heard of the Moby Grape. They came out of the San Francisco acid-rock scene with a song-oriented sound that almost reneged on everything that scene was doing. |
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