Nice
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The Thoughts of Emerlist Davjack (1968), 5/10
Ars Longa Vita Brevis (1969), 6/10
Nice (1969), 5.5/10
Five Bridges Suite (1970), 4/10
Emerson Lake & Palmer (1971), 6.5/10
Tarkus (1971), 7/10
Pictures At An Exhibition (1972), 4/10
Trilogy (1972), 4/10
Brain Salad Surgery (1973), 6/10
Works Vol I (1977), 4/10
Vol II (1977), 3/10
Love Beach (1978), 3/10
Emerson Lake And Powell (1986), 3/10
To The Power Of Three (1988), 3/10
Black Moon (1992), 3/10
In The Hot Seat (1994) , 3/10
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I Nice lanciarono in Gran Bretagna la moda effimera del "classic rock" (musica classica interpretata con strumenti e ritmo rock, nonche' esecuita con sceneggiate rock) e il loro organista, Keith Emerson, ne fece una carriera. All'inizio Emerson tento` semplicemente di diventare l'Hendrix delle tastiere, ma in seguito si specializzo` negli album concept.

Keith Emerson proveniva dal circuito del rhythm and blues e i Nice erano nati come gruppo di accompagnamento di una cantante di musica leggera. Emerson era indubbiamente un virtuoso delle tastiere (anche se forse in questo caso "virtuoso" non significa "genio"), ma gli altri membri dei Nice erano nettamente inferiori alla media. La mediocrita` compositiva del leader e quella esecutiva dei gregari fece si` che i Nice si dedicassero quasi esclusivamente a cover, anche se rifatte in maniera drasticamente diversa dall'originale.

I Nice esordirono alla fine del 1967 e sarebbero sempre stati celebri per i pezzi classici (il Rondo di Dave Brubeck, l'America da West Side Story di Bernstein, l'Intermezzo dalla Karelia Suite di Sibelius, il terzo concerto Branderburger di Bach e la Pathetique di Tcajchovsky), che dal vivo erano animati da torrenziali parti improvvisate, secondo i canoni del jazz piu` che della classica, ed erano congeniati per esaltare i passaggi piu` trascinanti, secondo i canoni del rock. La loro funzione era in pratica quella di mettere in luce l'istrionica personalita` del leader.

Su The Thoughts of Emerlist Davjack (Immediate, 1968), in realta`, i brani piu` sperimentali sono Bonnie K e War & Peace, e fa capolino anche il pop psichedelico della "summer of love" in Flower King Of Flies e The Thoughts of Emerlist Davjack.

Ars Longa Vita Brevis (Immediate, 1969) affoga nei pretenziosi adattamenti classici, ma in realta` Daddy Where Did I Come From e Happy Freuds sono felici appendici di psichedelia (peraltro nulla che decine di complessi americani di garage non avessero gia` fatto due anni prima).

Nice (Immediate, 1969), meta` in studio e meta` dal vivo, contiene una versione jazzata di Hang On To A Dream di Tim Hardin, una versione sterminata e ancor piu` "free-form" di She Belongs To Me di Bob Dylan, e l'elegante Azrael Revisited. I difetti dei Nice sono invece evidenti nella pomposa suite For Example.

La Five Bridges Suite (Charisma, 1970), eseguita con tanto di orchestra, e` semplicemente imbarazzante, ma il live Elegy (Mercury, 1971) e` forse proprio il disco in cui i Nice trovarono la fusione di classica, rock e jazz che avevano cercato per anni. Cio` che rese davvero celebre Emerson furono le sceneggiate da vivo, tumultuose celebrazioni sado-masochistiche del suo amore-odio per lo strumento. La breve saga dei Nice ebbe invece ben poco di musicale.

Nel 1969 Emerson si uni` al bassista Greg Lake dei King Crimson e al batterista Carl Palmer (che aveva suonato con Arthur Brown e negli Atomic Rooster) e diede vita agli Emerson Lake & Palmer (EL&P), fedele quindi alla sua grande invenzione: il power-trio di organo-basso-batteria. Il gruppo esordi` all'Isle of Wight Festival del 1970 con una versione delle Pictures At An Exhibition di Mussorgsky. Emerson si affermo` definitivamente come show-man (anche se forse dimostro` i propri limiti come organista) e divenne finalmente una star internazionale. Con gli EL&P il progressive-rock divenne un genere commerciale, invece che un genere intellettuale. Emerson Lake & Palmer (Atlantic, 1970) venne lanciato con gran fanfara nell'era dei "supergruppi" (era appena uscito il disco dei Crosby Stills & Nash). L'influenza di Lake (meno interessato a reinterpretare i classici) e` positiva, ma Emerson conserva il difetto di rovinare con i suoi esibizionismi i pezzi piu` ambiziosi (Tank, The Barbarian, Knife Edge). E` significativo che il complesso riesca meglio nella ballata rilassata e cristallina Lucky Man (di Lake) che nella piece classicheggiante Three Fates.

Tarkus (Atlantic, 1971) voleva forse essere un disco di musica futurista, ma era in realta` un disco di retroguardia (in Germania stava succedendo ben altro nel 1971). La suite eponima fa leva su un tema mitologico da fumetti e scimmiotta il sinfonismo trionfale dell'Ottocento. Rimane comunque la composizione piu` rappresentativa e meno epigonica del gruppo. Il sinfonismo di Frank Zappa viene adattato a scenari apocalittici e all'ansia dell'era tecnologica. Alla fine pero` uno scherzo rock and roll, eseguito con il piglio dell'entertainer pirotecnico, come Are You Ready Eddy arriva come una boccata d'aria pura.

Pictures At An Exhibition (Atlantic, 1972) consegno` finalmente al pubblico la composizione con cui avevano debuttato. La mediocrita` dei tre musicisti era appena mascherata dall'imponenza dell'impresa. Il brano migliore e` quello meno serio, la quadriglia di The End Nutrocker.

Trilogy (Atlantic, 1972) ritorna alla relativa umilta` del primo album, ben rappresentata dalla nuova ballata acustica di Lake, From The Beginning, e da The Endless Enigma.

L'altalena continua con Brain Salad Surgery (Manticore, 1973), che forse rappresenta il loro picco "technologico" (Emerson al sintetizzatore Apollo e Palmer alla "batteria elettronica") e che fa perno sulla smodata suite Karn Evil 9. Datata nella concezione e gelida nell'esecuzione, fece rimpiangere i Nice. Tecnicamente scadenti (nonostante gli insistiti "virtuosismi") e incapaci di comporre musica, gli EL&P non avevano molte chance.

Un triplo dal vivo sembro` archiviare il gruppo fra i paradossi di quell'epoca, con Emerson a sbarcare il lunario registrando cover spiritose (il celebre Honky Tonk Train Blues di Meade Lewis). Invece i tre si riunirono e ripresero a sfornare dischi pretenziosi doppio album Works Vol I (Atlantic, 1977), comprendente un ridicolo Concerto No 1 di Emerson (e forse una migliore Pirates) e seguito da un Vol II altrettanto (involontariamente) comico. C'e` anche la loro cover piu` celebre, Fanfare For The Common Man (di Aaron Copland).

Love Beach (1978) sembro` chiudere definitivamente la storia all'insegna di un easy-listening da salotto (ma Emerson non poteva esimersi da una suite in quattro movimenti, Memoirs of An Officer and Gentleman). Emerson si dedico` alle colonne sonore (genere in cui non fu molto piu` geniale che con i dischi degli EL&P), mentre Palmer si univa agli Asia, l'unico dei tre a rimanere sulla breccia.

Emerson e Lake rifondarono il gruppo con Cozy Powell alla batteria. Emerson Lake And Powell (Polydor, 1986) Un altro bassista affianco` Emerson e Palmer su To The Power Of Three (Geffen, 1988) Emerson e Lake si riunirono finalmente con Palmer per registrare Black Moon (Victory, 1992). In The Hot Seat (1994) e` l'ultimo obbrobrio.

The Atlantic Years (Atlantic, 1992) e` un'antologia.

Refugee was instead a reenactment of Nice with the original rhythm section (Lee Jackson and Brian Davison) and Patrick Moraz replacing Keith Emerson. They released Refugee (1974).

The Nice introduced the idea of keyboard-driven arrangements of classical and jazz music. Rather than writing new songs, and sticking to the pop format, the Nice relied on standards of the classical and jazz repertory, but deformed them through psychedelic-style jamming. They placed emphasis on virtuoso performances (particularly by keyboardist Keith Emerson) and on lengthy solos. It was the same idea of the Jimi Hendrix Experience and of the Cream, except that the lead-instrument was the organ.
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