Stooges


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Stooges (1969), 8/10
Fun House (1970), 7/10
Raw Power (1973), 7/10
Iggy Pop: Kill City (1978), 5/10
Iggy Pop: The Idiot (1977), 5.5/10
Iggy Pop: Lust For Life (1977), 6/10
Iggy Pop: New Values (1979), 5/10
Iggy Pop: Soldier (1980), 4/10
Iggy Pop: Party (1981), 4/10
Iggy Pop: Zombie Birdhouse (1982), 5/10
Iggy Pop: Blah Blah Blah (1986), 4/10
Iggy Pop: Instinct (1988), 6/10
Iggy Pop: Brick By Brick (1990), 6/10
Iggy Pop: American Caesar (1993), 5/10
Iggy Pop: Naughty Little Doggie (1996), 4.5/10
Iggy Pop: Avenue B (1999), 4/10
Iggy Pop: Beat 'Em Up (2001), 5/10
Iggy Pop: Skull Ring (2003), 5/10
The Weirdness (2007), 3/10
Iggy Pop: Preliminaires (2009), 4/10
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The Stooges were one of the pillars of the Detroit sound that, at the end of the 1960s, came to epitomize loud, noisy and outrageous rock music. They took the ideas of Chuck Berry, Rolling Stones, Velvet Underground and Doors (hard riffs, obscene antics, libidinous vocals, distorted guitars) and pushed them to the limit. We Will Fall was the Doors' The End plus the Velvet Underground's Venus In Furs. 1969, No Fun and I Wanna Be Your Dog were Chuck Berry's Sweet Little Sixteen plus the Rolling Stones' Satisfaction plus the Velvet Underground's Waiting For My Man. The sex appeal of Mick Jagger, the erotic guitar of Jimi Hendrix, the shamanic perdition of Jim Morrison, the degenerate rituals of Lou Reed, found in the Stooges a new vehicle for a new generation, that was no longer idealistic but merely frustrated. The Stooges embraced the image of the degenerate punk, and took it to a new level of realism, leaving behind the mythic overtones of the hippy era, and returning it to its original dimensions of defiance and vulgarity. Thus the Stooges achieved a historical synthesis of both musical styles and sociological meanings. Fun House (1970), whose TV Eye virtually invented voodoobilly, and whose 1970 virtually invented punk-rock, continued the saga, whereas Raw Power (1973) veered towards the kind of respectable glam-rock which would soon become Iggy Pop's new career. Every bit of Stooges music was militant, although they never referred to politics. And every bit of it was pornographic: each note, each chord, each riff was a sexual innuendo. That mixture of abrasive guitars, raw vocals and solid rhythms was a sonic kamasutra.
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Gli Stooges furono uno dei gruppi-cardine della scena di Detroit alla fine degli anni '60, una scena che porto` alle estreme conseguenze le intuizioni di Chuck Berry, Rolling Stones, Velvet Underground e Doors (riff "duri", teatralita` decadente, canto lascivo, chitarre rumorose) e anticipo` L'istrionismo di Mick Jagger, l'eros chitarristico di Hendrix, l'affascinante perdizione di Morrison trovarono negli Stooges la sintesi epocale. Al tempo stesso gli Stooges esaltarono l'immagine del teppista degenerato a un livello piu` brado dei loro predecessori, scavalcando tanto la moda psichedelica quanto quella blues-rock, e riportando quel sound alla dimensione fortemente eversiva da cui era partito.

James Osterberg (alla batteria), Michael Erlewine (futuro editor dell'"All Music Guide"), Gene Tyranny (futuro compositore d'avanguardia), Jack Dawson (futuro membro della Siegel & Schwall) e altri formarono a Detroit nel 1965 la Prime Movers Blues Band. James Osterberg passo` al canto e cambio` nome in Iggy Stooge quando formo` la notte di Halloween del 1967 gli Psychedelic Stooges (Dave Alexander al basso, Scott Asheton alla batteria e Ron Asheton alla chitarra).

Scoperti e aiutati da John Cale, erano in effetti i nipoti dei Velvet Underground. Il cantante dava spettacolo sul palco con esibizionismi osceni. Il complesso attanagliava il pubblico con una musica frastornante, ipnotica e lancinante. Gli Stooges aggiungevano alla ricetta di Stones e Doors una carica piu` infuocata.

Il primo album, Stooges (Elektra, 1969 - Rhino, 2005), e` uno dei capolavori della musica rock. Il canto lascivo, perverso e frustrato di Iggy Stooge domina questa raccolta di canzoni demoniache. Troneggia We Will Fall, un lungo brano lento e ripetitivo, con John Cale alla viola e un tetro coro di formule magiche, che si snoda suadente e sinistro per oltre dieci minuti, una via di mezzo fra i deliri macabro-erotici dei Doors e gli sballi da bassifondi dei Velvet Underground, a meta` strada fra cerimoniale spiritico e trip terminale.
Gli anthem, 1969 (nello stile tribale di Bo Diddley, con un galattico assolo di chitarra) e No Fun, sono scariche elettriche rapide e conturbanti, sempre improntate alla piu` disinvolta depravazione, "compiute" come se fossero atti di violenza carnale su ragazzine vergini: un ritmo vertiginoso, sottolineato dalle chitarre e talvolta dal clapping, funge da pretesto per la declamazione lasciva del cantante e per le distorsioni esasperate di Asheton. In piu` No Fun e` anche un capolavoro dello spleen del sottoproletariato emarginato. In I Wanna Be Your Dog e` piu` evidente la derivazione dal boogie pianistico, qui degradato pero` a un monotono martellare sulla tastiera. Non meno devastante e` la finale Little Doll, l'incubo erotico piu` perverso.

Fun House (1970 - Rhino, 2005) e` forse meno psichedelico ma forse piu` hard-rock. I rozzi riff di I'm Loose, il cui ritornello orecchiabile degenera in una danza sfrenata, TV Eye, un voodoobilly ante-litteram a ritmo swamp supersonico, e 1970, un epico urlo concitato e precipitoso, brillante anticipazione del punk-rock, sono l'epitome dell'urlo liberatorio. L'incubo devastante di L.A. Blues, sorta di mini-sinfonia per dissonanze e urli gutturali a ritmo epilettico, a cui il sax di Steve McKay aggiunge un tocco intellettuale, corona questo viaggio negli inferi. Tutto il disco scorre a una velocita` vertiginosa, facendo seguire distorsione a distorsione, boogie martellante a rock and roll acrobatico, shout osceni a litane blasfeme, senza un attimo di pausa.

Il sound eroico degli Stooges era furibondo e abrasivo. Le chitarre di Dave Alexander e Ron Asheton stridevano dal principio alla fine con minime variazioni armoniche, il gemito perverso di Iggy si insinuava viscido e repellente nel loro muro di distorsioni, il ritmo era spesso scandito anche dal battito di mani, e dal vivo questi pezzi si trasformavano in numeri di solo rumore. La voce di Stooge era un campionario di lascivie (sibili sensuali, balbettii di piacere, ululati di sadismo, eccetera), un'enciclopedia di richiami sessuali, un vero e proprio Kamasutra sonoro.

Raw Power (Columbia, 1973), prodotto dal loro ammiratore David Bowie, e` ancora scosso da sferzanti epilessi di depravazione, ma lo stile e` piu` vario e suggestivo del monolitico "wall of sound" del secondo album (forse anche perche' Ron Asheton e` passato al basso). Un inno negativo della forza di Search And Destroy, un boogie martellante come Raw Power, la scalmanata volgarita` di You Pretty Face Is Going To Hell, trait d'union fra Mersey-beat e punk-rock, un repertorio di ululati a ritmo thrash come Shake Appeal, e una sceneggiata horror sconnessa come Death Trip, compongono un repertorio non meno feroce ma tutto sommato piu` posato. A sfavillare e` il lato morbido della loro psichedelia: una ballata dilatata e stranita come Gimme Danger e un insinuante gemito lascivo come Penetration (con accompagnamento di celeste). (La riedizione del 1997 riportera` alla luce il mixing originale, che conferisce ben maggior potenza al sound del gruppo).

Il maquillage decadente di Bowie non si addiceva pero` all'istinto animalesco di Iggy Stooge, che, dopo aver registrato nel 1974 Kill City (Bomp, 1978), dovette ritirarsi dalle scene e ricoverarsi per gli abusi di eroina. Gli Stooges si sciolsero, ma il mercato venne invaso da ogni sorta di live, bootleg, antologie e raccolte di inediti.

Ron Asheton continuo` a suonare, ma senza fortuna. I brani composti con i suoi New Order vedranno la luce soltanto postumi, raccolti su New Order (Fun, 1977) e Victim Of Circumstance (Revenge, 1989). Anche lui riesumato dalla generazione punk, si riaffaccio` con i Destroy All Monsters, che riuscirono a pubblicare tre singoli fra il 1978 e il 1979, poi raccolti su Destroy All Monsters (Revenge, 1989). Asheton venne poi assoldati dai resti dei Radio Birdman per formare i New Race, dei quali usci` l'album The First And The Last (Statik, 1982) . Asheton partecipera` anche alla reunion dei Destroy All Monsters, Silver Wedding Anniversary (Sympathy, 1996).

Riabilitatosi e ribattezzatosi Iggy Pop, il cantante Osterberg si ripresento` sul palco nei panni di cantante maudit, sotto l'egida del suo allievo David Bowie. The Idiot (RCA, 1977) fu il primo frutto della collaborazione con Bowie, e di fatto il prototipo per Low di Bowie stesso. China Girl, Nightclubbing e Funtime sono le canzoni piu` sfruttate.

Con Lust For Life (RCA, 1977) Iggy Pop torno` al rock and roll, in particolare con la title-track, sorta di confessione-manifesto, con Sixteen e con The Passenger.

Liberatosi dell'invadente patrono e padrino, ma non del fantasma di Jim Morrison che aleggiava sui primi due solo, Iggy accentuo` la carica rock and roll su New Values (Arista, 1979), con Five Foot One e Don't Look Down, e sugli inferiori Soldier (Arista, 1980), con Knockin' Em Down, e Party (Arista, 1981). Per quanto suonato da complessi d'eccezione, questo era hard-rock pretenziosamente avanguardistico alla Alice Cooper, che semplicemente sfruttava la nuova fama portatagli dal punk. Eat Or Be Eaten e` la perla del piu` morboso Zombie Birdhouse (Animal, 1982)

La saga di Iggy Pop venne resuscitato un'altra volta da Bowie per il synth-pop da classifica di Blah Blah Blah (A&M, 1986), Cry For Love sarebbe diventata la sigla dei suoi concerti e la demoniaca Winners And Losers rispolvero` il suo vecchio lustro. Il brano migliore, Real Wild Child, e` pero` una cover.

Forse l'album solista migliore di Iggy Pop e` Instinct (A&M, 1988), suonato all'insegna di un hard-rock senza fronzoli ma con echi dei riff stordenti degli Stooges (Squarehead, Instinct). Cold Metal rappresenta di fatto il testamento spirituale dell'uomo.

Back To The Noise (Revenge, 2004) is a double-disc anthology of rarities and live tracks.

Livin' On The Edge Of The Night (Virgin, 1990) greeted another rebirth of sort. Brick By Brick (Virgin, 1990) is the most focused and best produced album of his solo career, featuring a batch of solid boogies (Butt Town, Pussy Power, Home, I Won't Crap Out) and the shamefully commercial sell-out of Candy. So much for old icons of prevarication.

The follow-up was even more confused and compromising. Boogie Boy on American Caesar (Virgin, 1993) and I Wanna Live on Naughty Little Doggie (Virgin, 1996) were the equivalent of last signs of life from an aging pervert. They delve into Iggy Pop's identity crisis, a crisis that began when he first took up a guitar.

Breaking with those albums' hard-rock sound, Avenue B (Virgin, 1999) is a collection of mellow, middle-age ballads that deal (somewhat obsessively) with the break-up of his marriage (Nazi Girlfriend, Miss Argentina). He only tries once to sound like a rocker (Corruption). On the other hand, backed by jazz trio Medeski, Martin and Wood, the old scoundrel impersonates the lounge entertainer in I Felt The Luxury and Avenue B.

Iggy Pop tried to connect with the Korn-generation on Beat 'Em Up (Virgin, 2001), a loud and excited album that (despite being 72 minutes long) lacks good tunes but plays them with the anger and the passion of a teenager. The only notable thing on Skull Ring (Virgin, 2003) is that the Stooges reunited for four of the mostly inept songs.

One of the most over-rated artists of all times, Iggy Pop has been an icon, not a musician.

Livin' On The Edge Of The Night (Virgin, 1990) saluto` un'altra rinascita. Brick By Brick (Virgin, 1990) supera in convinzione e accompagnamento i precedenti, sfoderando i boogie trascinanti di Butt Town, Pussy Power, Home, I Won't Crap Out.

(Translation by/ Tradotto da Mauro "Jimmy" Vecchio )

Il successivo fu ancora più confuso e compromettente. "Boogie Boy" su "American Caesar" (Virgin, 1993) e "I wanna live" su "Naughty Little Doogie" (Virgin, 1996) equivalevano agli ultimi segni di vita di un attempato pervertito. Rivangavano la crisi d’identità di Iggy Pop, crisi che iniziò fin da quando imbracciò per la prima volta una chitarra.

Rompendo con il suono hard-rock di quegli album, "Avenue B" (Virgin, 1999) è una raccolta di dolci ballate di mezza età che si legano (alquanto ossessivamente) con la fine del suo matrimonio (Nazi Girlfriend, Miss Argentina). Prova una volta sola a suonare come un rocker (Corruption) mentre, dall’altro lato, sostenuto dal trio jazz Medeski, Martin e Wood, la vecchia canaglia diventa intrattenitore d’atmosfera in "I Felt The Luxury" e "Avenue B".

Iggy Pop provò a connettersi con la generazione dei Korn in "Beat ‘em up" (Virgin, 2001), un album dal suono forte ed eccitato che (malgrado lungo 72 minuti) manca di buoni accordi, ma li suona con la rabbia e la passione di un ragazzino. L’unica cosa degna di nota in "Skull Ring" (Virgin, 2003) è che gli Stooges si sono riuniti per quattro delle canzoni più insulse.

Uno dei più sopravvalutati artisti di tutti i tempi, Iggy Pop è stato un’icona, non un musicista.

Heavy Liquid (2005) is a six-CD box-set of rarities and out-takes.

The Stooges reformed for The Weirdness (Virgin, 2007), one of the worst reunion albums of all times.

Ron Asheton died in 2009 at 60. Scott Asheton died in 2014.

Iggy Pop's Preliminaires (Astralwerks, 2009) is a mediocre incursion into jazz territory.

(Translation by/ Tradotto da xxx)

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