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Alchemy, 7.5/10 Third Ear Band , 9/10 Abelard And Heloise , 6.5/10 Macbeth , 7/10 | Links: |
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No band of the 1960s and 1970s achieved the degree of ethnic fusion that the
Third Ear Band achieved on
Alchemy (1969), one of the albums that invented world-music".
An acoustic chamber ensemble of (essentially) tablas, oboe, viola and cello
performed Indian, medieval, native American, gypsy, middle-eastern, minimalist, jazz, classical and folk music, all within the same song.
The four suites on their second album, Third Ear Band (1970),
pushed the idea even further: the ethnic sources are not recognizable anymore,
and the music flows like a stream of consciousness, a spiritual experience,
a daydream. De-contextualized, the "third ear" music is closer to
Buddhism meditation than to western composition.
The band was equally successful on Macbeth (1972), that added
electric and electronic sounds to their ethnic stew.
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La Third Ear Band non fu la prima formazione a comporre un disco intero che
fondesse musica orientale e musica occidentale (almeno
Paul Butterfield lo
aveva gia` fatto con la sua East West del 1966), ma i suoi membri
furono quelli che
lo fecero alla luce dello spirito hippie/psichedelico, ovvero con un radicale
scollamento dagli stereotipi della musica popolare (blues, jazz, rock).
L'ensemble fece anche piu` che fondere Oriente e Occidente, in quanto, a ben
guardare, le loro fonti si estendevano dal folk celtico dell'Irlanda
all'opera Cinese. Il loro merito principale fu quello di usare queste
ispirazioni come elementi per coniare un nuovo linguaggio, un linguaggio
che ambiva ad essere universale (e quindi non soltanto un collage di linguaggi)
anche se fini` per essere cosi` astratto da rappresentare una Metafisica per
pochi eletti.
La Third Ear Band nacque nel 1967 nel milieu psichedelico dell'UFO Club, inizialmente con il nome Giant Sun Trolley, e poi Hydrogen Jukebox. L'organico di base era composto da tablas (Glen Sweeney), oboe (Paul Minns), viola (Richard Coff) e violoncello (Mel Davis). Questa anomala formazione era il prodotto suggestivo di una cultura hippie che aveva scoperto la spiritualità orientale e che cercava nuovi mezzi di espressione. La musica del gruppo traeva origine da una concezione esoterica del mondo e si proponeva come un tentativo di scoprire il significato dell'universo risalendo alle radici dell'esperienza umana, e quindi alle civiltà più antiche. Misticismo occulto e folklore esotico si compenetravano. L'alchimia di civiltà distanti fra loro nello spazio e nel tempo evocava arcani cerimoniali magici andati perduti nella preistoria. Al tempo stesso l'operazione era più "colta" di quanto sembrasse. La Third Ear Band sposava in maniera del tutto acustica le tecniche ripetitive della scuola minimalista (poche note ripetute incessantemente a cui si sovrappongono variazioni improvvisate), le tecniche altrettanto ipnotiche dei raga, le prassi orientali della meditazione trascendentale e del relax interiore.
Le fonti di Alchemy (Harvest, 1969 - Dropout, 1999 - Gottdiscs, 2005)
sono ancora esplicite: i raga, il "Libro dei Morti "
gli antichi Egizi, le litanie Ebraiche, le leggende Celtiche.
Third Ear Band (Harvest, 1970 - Gottdiscs, 2005), secondo album e uno dei grandi capolavori
della musica psichedelica/progressiva, si spinge ancora oltre, ridimensionando
l'aspetto "etnico" e conferendo un carattere ancor piu` "astratto" alle
composizioni, che infatti sembrano appartenere piu` alla
musica da camera che alla musica popolare, e piu` al jazz che al rock.
Nelle quattro suite del disco (dedicate ai quattro elementi dell'antica filosofia greca)
l'ensemble (a cui si e` aggiunta Ursula Smith al violoncello al posto di Davis)
pervengono a una formulazione pura, anti-spettacolare e anti-enfatica, dei loro
travagli spirituali, una formulazione che decontestualizza le fonti etniche,
eliminando le ingenuità ancora presenti in Alchemy, e traccia un
tortuoso itinerario sonoro attraverso primitivismo e avanguardia.
Nello stesso anno i Third Ear Band realizzarono la colonna sonora per un programma televisivo su Abelard And Heloise (Blueprint, 1999), che verra` pubblicata soltanto trent'anni piu` tardi.
Il terzo e ultimo album della Third Ear Band fu la colonna sonora per un
allestimento del Macbeth (Harvest, 1972 - Blueprint, 1999)
da parte di Roman Polanski. A Sweeney e
Minns si aggregarono questa volta il violinista Simon House (ex
High Tide), il violoncellista
Paul Buckmaster (già arrangiatore di Elton John e di David Bowie)
e il chitarrista Denim Bridges.
La strumentazione elettrica ed elettronica ampliano gli orizzonti del progetto.
Il complesso si sciolse nel 1972, e svanì nel nulla, nonostante avesse percorso una delle strade più originali e suggestive del rock inglese. Vennero riscoperti soltanto vent'anni dopo, dai nipotini della musica new age che finalmente aveva capito la portata della loro fusion etnica. Riformati da Sweeney e Minns, con Mick Carter alla chitarra e Allen Samuel al violino, i Third Ear Band registrarono Live Ghosts (MaSo, 1988) dal vivo e in studio in Italia. The Third Ear Band's fourth album, The Magus (1972), was not released for 30 years. It introduced electronic instruments and singing. Magic Music (MaSo, 1990) segno` il vero ritorno in grande stile, con cinque suite degne del loro passato e appena un soffio di elettronica in piu` (fra cui una Third Ear Raga registrata dal vivo e una New Age Raga che funge da manifesto dei nuovi tempi e una Behind the Pyramid molto suggestiva). Al fianco dei due leader c'erano ora il sassofonista Lyn Dobson (un veterano che aveva suonato negli anni '60 per George Fame, Manfred Mann, Nick Drake, John Martyn, e persino sul mitico terzo album dei Soft Machine) e il violinista Neil Black. Il Live (Voiceprint, 1999) cattura un concerto del 1989. Prophecies (Blueprint, 1991), attribuito a Hydrogen Jukebox, contiene otto brani registrati nel 1972 da un quartetto guidato da Sweeney. La Psychedelic Trance Dance di Brain Waves (MaSo, 1993) li presenta anche pronti a balzare sul carro della musica ambientale, ma altrove (Midnight Drums, Spell Of The Voodoo, Alchemical Raga) il sound vira verso il jazz-rock, grazie al felice contrappunto fra il sassofono di Lyn Dobson, la chitarra di Mick Carter e il violino di Neil Black. New Age Magical Music (Blueprint, 1997) contiene episodi raffinati e maestosi come Dance Of The Elves, Atlantis Rising e Midnight On Mars, che richiamano una sorta di ambient jazz poliritmico, ma sostanzialmente prendono di mira il pubblico della musica new age. Songs from the Hydrogen Jukebox (Blueprint, 1998) e` un'antologia (quantomeno bizzarra) degli album degli anni '90. Minns, uno dei suonatori di oboe piu` originali di tutti i tempi, e` morto nel 1997. |
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