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Negli anni '60 le universita` americane pullulavano di artisti alla Andy
Warhol che
cercavano di abbattere le barriere esistenti fra le arti. I primi adepti della
performance, che erano in stretto contatto con i musicisti underground,
favorirono lo svilupparsi di tecniche d'avanguardia, in particolare
quelle elettroniche che si prestavano meglio a far da sottofondo
dei loro spettacoli.
Joseph Byrd (originario del Kentucky)
aveva appena portato a termine gli studi musicali a Stanford
quando si trasferi` a New York. Aveva esercitato
anche come dilettante di country and western e come vibrafonista jazz.
A New York segui`, in qualita` di arrangiatore e produttore,
gli esperimenti di compositori d'avanguardia come Richard Maxwell,
cimentandosi di quando in quando anche nella composizione.
Lui e LaMonte Young diedero il loro primo concerto nella soffitta di Yoko
Ono su Bank Street.
Tornato a Los Angeles, comincio` ad interessarsi alla musica indiana
e si iscrisse a un corso di acustica e psicologia della musica dell'UCLA.
Con questo notevole bagaglio di esperienze e di idee
seleziono` un gruppo di studenti e formo` gli United States of America.
Gordon Marron al violino elettrico e al modulatore ad anello,
Rand Forbes al basso elettrico e Craig Woodson alla batteria e alle
percussioni. Byrd alle tastiere (piano, organo,
clavicembalo, Moog, nastri) costituivano una delle formazioni piu` originali
di tutti i tempi.
L'unica testimonianza discografica di questo periodo e` il disco omonimo del
1968. La musica e` molto sperimentale e mette in luce quattro personalita'
notevoli: la cantante Dorothy Moskowitz, che funge in un certo senso da
Nico della situazione (ma con un registro piu` vicino a Grace Slick);
il percussionista Craig Woodson, colto da frequenti raptus esotici;
il bassista jazz Rand Forbes e il violinista elettrico Gordon Marron, conteso
fra la scala blues e la dissonanza.
Joseph Byrd compone, arrangia, monta, e suona le tastiere elettroniche.
United States Of America (CBS, 1968 - Sundazed, 2004)
contiene dieci brani che si situano al confine fra la parodia
raffinata da cabaret elettronico e lo sperimentalismo psichedelico.
Attingono a tutti gli stili e applicano la prassi di apporre alla musica
testi caustici nei confronti
del costume americano, ma con una punta di lirismo pittorico
sconosciuta ad ogni altro gruppo.
Il sound attinge al repertorio della musica popolare
urbana (banda da fiera, carillon, organetto di strada, eccetera).
Come nelle tante ninnananne stratosferiche accompagnate da violini e organi
scordati (American Metaphysical Circus) e negli strani impasti armonici di
certi quadretti surreali (il jazz stralunato da big band di
I Won't Leave My Wooden Wife con gli effetti elettronici al posto dei fiati).
Oppure scaturisce da ibridi acidi a meta` strada fra i voli dei Jefferson
Airplane (l'anthem lisergico Garden Of Earthly Delight),
le epilessi dei Doors (Hard Coming Love il brano piu` "tirato", con un
organo alla Manzarek),
la Mass in F Minor degli Electric Prunes,
e la musica totale di Zappa
(la classicheggiante Stranded In Time, con clarinetto e organetto
vaudeville, la nenia giapponese Cloud Song per poche sparse percussioni
e soprano da mantra).
Tutte le fonti si fondono e sublimano nel finale indemoniato, mosaico di
citazioni folk e sperimentazione di The American Way Of Life, superbo
music-hall con alternanza di psichedelia hard-rock, brani di musica- verita'
(dalla banda dell'esercito alle funzioni religiose, dal ragtime al tip-tap),
astrazioni elettroniche ed echi spaziali, un tumulto di eventi sonori che
condensa in sette minuti la civilta` musicale della nazione americana.
American Metaphysical Circus (CBS, 1969)
e` anche il titolo del secondo album di Byrd, pubblicato l'anno dopo e
accreditato a Joe Byrd & The Field Hippies.
Byrd puo` contare ora su una formazione assai numerosa e ben preparata,
un gruppo diviso in quattro sezioni di quattro musicisti
ciascuna: una di strumenti a corda, una di strumenti ad ancia,
una di strumenti a bocchino, e una di cantanti.
E il disco e` a sua volta suddiviso in quattro sezioni, tutte d'un umore tra
il cerebrale e il goliardico, quattro suite a forti contrasti che da temi
piuttosto esili sanno sviluppare geniali percorsi armonici, fra parodie
consumiste, schizzi elettronici e perfette ricostruzioni d'epoca:
le Sub-sylvian Litanies, cioe` la
preghiera indiana Kalyani squarciata da disturbi elettronici, la funk-psichedelia slickiana di You Can't Ever Come Down e il soffuso acquarello impressionista
di Moonsong, con echi di kitsch anni '50; l'American Bedmusic,
con la tenue melodia da cabaret Patriot's Lunaire, il
funky ossessivo e farsesco di Nightmare Train (sinfonismo metropolitano,
filastrocca zappiana, jazz cialtrone),
il blues psichedelico organistico di
Invisible Man e il 78 giri crepitante jazz anni '20 di Mister 4th Of
July; poi la strumentale Gospel Music per l'antenato predicatore
(organo solenne con contrappunto improvvisato di pianoforte e tube da
Salvation Army); infine il Southern Geriatrics Arts And Crafts Festival, aperto e chiuso dalle variazioni sulla filastrocca Sing-along Song
(per comitiva studentesca, per tromba jazz, per fisarmonica parigina,
per piano bar, per orchestra di musica leggera, per coro a cappella),
con un 'altra acida ed enfatica invettiva "slickiana" come
Elephant At The Door
(lisergici intermezzi strumentali improvvisati e fiati pomposi).
Il contributo di Joseph Byrd alla musica underground e` esile e misconosciuto,
ma, con il fascino delle piccole cose di buon gusto, si inserisce nello spirito piu`
nobile di quell'abolizione dei generi che rappresenta il messaggio piu`
importante lasciato dalla fucina sperimentale dell'underground newyorkese.
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Bizarre and eclectic arrangements also feature prominently on
United States Of America (1968), the one and only album released by
Joseph Byrd's United States Of America (11),
a hodgepodge of sonic experiments that can be hardly called "songs".
One of the most significant albums of that era,
it is also one of the first albums on which a whole range of keyboards (not just
piano or organ) paint most of the soundscape.
There are hints of cut-up techniques, atmospheric jazz ballads and futuristic
easy-listening music: ideas that would be resumed three decades later.
Byrd's surrealistic music-hall
A better definition for this kind of music is the title of Byrd's solo album,
American Metaphysical Circus (1969).
If English is your first language and you could translate the Italian text, please contact me.
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