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Veri dominatori della musica rock degli anni '70 e porta-bandiera
del rock "sudista", gli Allman Brothers sono l'emblema del rock d'equipe
del decennio, basato su preparazione ed affiatamento, che
relega a un ruolo secondario la composizione rispetto alla performance
del collettivo.
I lunghi brani improvvisati rassomigliano piu` a medley di motivi celebri
che non a deliri della psiche. D'altronde questo blues-rock e` stimolato
piu` dall'alcool che dall'acido, e ha la funzione d'intrattenere
professionalmente un pubblico pagante piu` che di espandere le loro
coscienze.
Gli Allman Brothers hanno seguito grosso modo la parabola dei Grateful Dead,
sia pur con qualche anno di ritardo, dall'acid-rock al country-rock,
adattandola al piu` tradizionale e meno innovativo humus culturale del Sud.
Gli assoli intricati di Duane e le armonie chitarristiche in coppia con Betts
sono le uniche vere innovazioni apportate dal gruppo.
Nativi entrambi del Tennessee, i fratelli Duane e Greg
Allman erano nel 1968
(rispettivamente alla chitarra e all'organo) titolari di uno dei tanti complessi
blues-rock californiani: gli Hourglass, titolari di The Hourglass (1967)
e Power of Love (1968). Nel 1969 si insediarono a Jacksonville,
Florida, e, dopo essersi fusi con un complesso locale di rhythm and blues,
diedero vita agli Allman Brothers, esordendo con un funk lagnoso a ritmo
pellerossa che sarebbe diventato la loro sigla (Midnight Rider, 1970).
Sui primi due album, The Allman Brothers Band (Capricorn, 1969)
e Idlewild South (1970), ristampati come Beginnings (1974),
gli Allman Brothers si conquistano
una doppia fama: Duane in prima persona che, partecipando a decine di session con
i mostri sacri del soul (Aretha Franklin e Wilson Pickett fra gli altri),
e` diventando uno dei chitarristi piu` stimati del nuovo decennio, familiare
tanto con lo stile boogie alla lead quanto con lo stile slide di Elmore
James, tanto con il picking del country quanto con il fraseggio del jazz;
e gli Allman
nell'insieme incantando sia le platee, con il loro possente blues-rock sudista,
sia la critica, con un repertorio che comprende classici della statura di
Whipping Post, Dreams (sul primo)
e In Memory Of Elizabeth Reed,
insieme a tanti estratti dal libro del
blues (da Willie McTell a Sonny Boy Williamson).
Gli Allman Brothers usano la canzone
come un canovaccio, attorno al quale si sprigiona piano piano il solido sound
a due chitarre (in genere Duane e
Richard Betts in sensazionali duetti "creativi") e a due batterie,
con una formazione (completata dalle tastiere di Gregg e dal basso di Barry
Oakley) che garantisce uno stile al tempo stesso feroce ed inventivo.
Indubbie doti di performer consentono alla troupe di variare all'infinito il
tema prescelto, secondo una prassi piu` jazz che rock, ma caricando gli spunti
di un umore virile e corposo tipicamente sudista.
Non a caso la consacrazione del gruppo avviene con i due doppi dal vivo
Live At Fillmore East (Capricorn, 1971) e
Eat A Peach (Capricorn, 1972),
raccolte definitive dei
loro cavalli di battaglia.
Sul primo troneggiano le versioni fiume di Whipping Post ed
Elizabeth Reed, sul secondo una monumentale
serie di variazioni sul tema della There Is A Mountain di Donovan che dura
in tutto piu` di mezz' ora, lungo viaggio senza ritorno nel cuore della
musica ed estrema consacrazione del genere blues-psichedelico (improvvisazione
libera alla Cream e suite oscura alla Grateful Dead).
Sul secondo brillano anche versioni sanguigne di loro classici come
Ain't Waisting Time No More, una romantica ballata country di Greg,
Melissa, lo strumentale psichedelico Les Brers In A Minor di Betts,
e una versione mozzafiato di One Way Out.
Duane Allman si ammazzo` pero` nell'Ottobre del 1971 in un incidente di
motocicletta, consacrandosi alla leggenda e alle speculazioni discografiche,
seguito a ruota da Oakley (anche lui in un incidente motociclistico, nel
novembre 1972, quasi nello stesso punto). L'evento fa comunque
pubblicita` al complesso, che registra tutti esauriti a catena fino ai
seicentomila di Watkins Glen (1973); ma impoverisce alquanto la classe
del gruppo, che in Brothers And Sisters (1973), album milionario,
vivacchia sulle tiepide composizioni del secondo chitarrista Dickey Betts,
ballate come Southbound, funky e vivacizzata dal pianismo vellutato
e swingante del nuovo tastierista Chuck Leavell,
e Ramblin' Man, il loro country-rock
piu` orecchiabile (scritto da Betts), oppure il blues sincopato per dobro di Pony Boy,
oppure ancora
Jessica, frenetico strumentale soul che sfoggia un assolo
vertiginoso di Leavell al piano e un ritornello elettrizzante per la
chitarra di Betts.
Sono canzoni sofisticate che amalgamano country e blues con uno spirito
moderno, e sempre nobilitate da fluenti mini-jam strumentali.
Cosi` anche Don't Want You No More
(sul nuovo doppio dal vivo, Wipe The Windows, 1976), mentre
Win Lose Or Draw (1975) non aveva molto di nuovo da offrire.
La situazione favori`
le tendenze centrifughe, fomentate dai dissidi ideoligici fra il piu`
bluesistico Dicky Betts (il principale compositore) e il piu` campagnolo
Greg Allman (erede legittimo al trono, nonche' marito di Cher).
Un'impostazione piu` commerciale e una
routine senza nerbo diedero il colpo di grazia, e il complesso si sciolse.
Betts formo` i Great Southern e poi una sua band, con cui continuo` a proporre
il sound soporifero dei tardi Allman Brothers. Stesso dicasi di Gregg Alman.
Il tasterista Leavell formo` i Sea Level, che suonano un jazz-rock piu`
interessante.
Gli Allman Brothers si riunirono (senza Leavell) per
Enlightened Rogues (1979), Reach For The Sky (1980) e
Brothers Of The Road (Arista, 1981),
che sono parodie del vecchio sound (Straight From The Heart).
Dreams (1989) e` un'antologia.
Questo e` il gruppo di Betts, non di Allman, ma alla fin fine vale quanto
quello originale.
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The Allman Brothers,
featuring two lead guitars (Duane Allman and Richard Betts),
were the first major
band since the Grateful Dead for whom the (improvised) live performance was
more relevant than the (composed) studio album. Not surprisingly, they became
the only band capable of competing with the Grateful Dead in terms of crowds.
Their debut album, The Allman Brothers Band (1969), introduced a
form of loose, guitar-intensive blues-rock ballad, a southern version
of the Band's roots-rock, but it was the live albums,
Live At Fillmore East (1971) and Eat A Peach (1972),
that transformed those ballads into epic sonic excursions.
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