Allman Brothers
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The Allman Brothers Band (1969), 7/10
Idlewild South (1970), 6/10
Live At Fillmore East (1971), 7.5/10
Eat A Peach (1972), 7.5/10
Brothers And Sisters (1973), 6/10
Win Lose Or Draw (1975), 5/10
Enlightened Rogues (1979), 5/10
Reach For The Sky (1980), 5/10
Brothers Of The Road (1981), 5/10
Seven Turns (1990), 6/10
Shades Of Two Worlds (1991), 6.5/10
Where It All Begins (1994), 5/10
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Veri dominatori della musica rock degli anni '70 e porta-bandiera del rock "sudista", gli Allman Brothers sono l'emblema del rock d'equipe del decennio, basato su preparazione ed affiatamento, che relega a un ruolo secondario la composizione rispetto alla performance del collettivo. I lunghi brani improvvisati rassomigliano piu` a medley di motivi celebri che non a deliri della psiche. D'altronde questo blues-rock e` stimolato piu` dall'alcool che dall'acido, e ha la funzione d'intrattenere professionalmente un pubblico pagante piu` che di espandere le loro coscienze.

Gli Allman Brothers hanno seguito grosso modo la parabola dei Grateful Dead, sia pur con qualche anno di ritardo, dall'acid-rock al country-rock, adattandola al piu` tradizionale e meno innovativo humus culturale del Sud. Gli assoli intricati di Duane e le armonie chitarristiche in coppia con Betts sono le uniche vere innovazioni apportate dal gruppo.

Nativi entrambi del Tennessee, i fratelli Duane e Greg Allman erano nel 1968 (rispettivamente alla chitarra e all'organo) titolari di uno dei tanti complessi blues-rock californiani: gli Hourglass, titolari di The Hourglass (1967) e Power of Love (1968). Nel 1969 si insediarono a Jacksonville, Florida, e, dopo essersi fusi con un complesso locale di rhythm and blues, diedero vita agli Allman Brothers, esordendo con un funk lagnoso a ritmo pellerossa che sarebbe diventato la loro sigla (Midnight Rider, 1970).

Sui primi due album, The Allman Brothers Band (Capricorn, 1969) e Idlewild South (1970), ristampati come Beginnings (1974), gli Allman Brothers si conquistano una doppia fama: Duane in prima persona che, partecipando a decine di session con i mostri sacri del soul (Aretha Franklin e Wilson Pickett fra gli altri), e` diventando uno dei chitarristi piu` stimati del nuovo decennio, familiare tanto con lo stile boogie alla lead quanto con lo stile slide di Elmore James, tanto con il picking del country quanto con il fraseggio del jazz; e gli Allman nell'insieme incantando sia le platee, con il loro possente blues-rock sudista, sia la critica, con un repertorio che comprende classici della statura di Whipping Post, Dreams (sul primo) e In Memory Of Elizabeth Reed, insieme a tanti estratti dal libro del blues (da Willie McTell a Sonny Boy Williamson).

Gli Allman Brothers usano la canzone come un canovaccio, attorno al quale si sprigiona piano piano il solido sound a due chitarre (in genere Duane e Richard Betts in sensazionali duetti "creativi") e a due batterie, con una formazione (completata dalle tastiere di Gregg e dal basso di Barry Oakley) che garantisce uno stile al tempo stesso feroce ed inventivo. Indubbie doti di performer consentono alla troupe di variare all'infinito il tema prescelto, secondo una prassi piu` jazz che rock, ma caricando gli spunti di un umore virile e corposo tipicamente sudista.

Non a caso la consacrazione del gruppo avviene con i due doppi dal vivo Live At Fillmore East (Capricorn, 1971) e Eat A Peach (Capricorn, 1972), raccolte definitive dei loro cavalli di battaglia. Sul primo troneggiano le versioni fiume di Whipping Post ed Elizabeth Reed, sul secondo una monumentale serie di variazioni sul tema della There Is A Mountain di Donovan che dura in tutto piu` di mezz' ora, lungo viaggio senza ritorno nel cuore della musica ed estrema consacrazione del genere blues-psichedelico (improvvisazione libera alla Cream e suite oscura alla Grateful Dead). Sul secondo brillano anche versioni sanguigne di loro classici come Ain't Waisting Time No More, una romantica ballata country di Greg, Melissa, lo strumentale psichedelico Les Brers In A Minor di Betts, e una versione mozzafiato di One Way Out.

Duane Allman si ammazzo` pero` nell'Ottobre del 1971 in un incidente di motocicletta, consacrandosi alla leggenda e alle speculazioni discografiche, seguito a ruota da Oakley (anche lui in un incidente motociclistico, nel novembre 1972, quasi nello stesso punto). L'evento fa comunque pubblicita` al complesso, che registra tutti esauriti a catena fino ai seicentomila di Watkins Glen (1973); ma impoverisce alquanto la classe del gruppo, che in Brothers And Sisters (1973), album milionario, vivacchia sulle tiepide composizioni del secondo chitarrista Dickey Betts, ballate come Southbound, funky e vivacizzata dal pianismo vellutato e swingante del nuovo tastierista Chuck Leavell, e Ramblin' Man, il loro country-rock piu` orecchiabile (scritto da Betts), oppure il blues sincopato per dobro di Pony Boy, oppure ancora Jessica, frenetico strumentale soul che sfoggia un assolo vertiginoso di Leavell al piano e un ritornello elettrizzante per la chitarra di Betts. Sono canzoni sofisticate che amalgamano country e blues con uno spirito moderno, e sempre nobilitate da fluenti mini-jam strumentali. Cosi` anche Don't Want You No More (sul nuovo doppio dal vivo, Wipe The Windows, 1976), mentre Win Lose Or Draw (1975) non aveva molto di nuovo da offrire.

La situazione favori` le tendenze centrifughe, fomentate dai dissidi ideoligici fra il piu` bluesistico Dicky Betts (il principale compositore) e il piu` campagnolo Greg Allman (erede legittimo al trono, nonche' marito di Cher). Un'impostazione piu` commerciale e una routine senza nerbo diedero il colpo di grazia, e il complesso si sciolse.

Betts formo` i Great Southern e poi una sua band, con cui continuo` a proporre il sound soporifero dei tardi Allman Brothers. Stesso dicasi di Gregg Alman. Il tasterista Leavell formo` i Sea Level, che suonano un jazz-rock piu` interessante.

Gli Allman Brothers si riunirono (senza Leavell) per Enlightened Rogues (1979), Reach For The Sky (1980) e Brothers Of The Road (Arista, 1981), che sono parodie del vecchio sound (Straight From The Heart). Dreams (1989) e` un'antologia. Questo e` il gruppo di Betts, non di Allman, ma alla fin fine vale quanto quello originale.

The Allman Brothers, featuring two lead guitars (Duane Allman and Richard Betts), were the first major band since the Grateful Dead for whom the (improvised) live performance was more relevant than the (composed) studio album. Not surprisingly, they became the only band capable of competing with the Grateful Dead in terms of crowds. Their debut album, The Allman Brothers Band (1969), introduced a form of loose, guitar-intensive blues-rock ballad, a southern version of the Band's roots-rock, but it was the live albums, Live At Fillmore East (1971) and Eat A Peach (1972), that transformed those ballads into epic sonic excursions.
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Allman and Betts reformed the Allman Brothers Band one more time with Warren Haynes on slide guitar and Johnny Neel on keyboards. Seven Turns (Epic, 1990) marked an unlikely return to form, with Good Clean Fun and Gambler's Roll sounding like a rejuvinated rock'n'roll band, the instrumental True Gravity stradding the border with jazz-rock, and Seven Turns sounding like the fare of an intellectual singer-songwriter.

Even better, Shades Of Two Worlds (Epic, 1991) includes the lengthy Nobody Knows and the jazzy instrumental Kind Of Bird (the title is a tribute to Charlie Parker and Miles Davis) and is perhaps their best studio album after the debut. But Where It All Begins (1994) is pure nostalgia. Guitarist Derek Trucks joined the Allman Brothers Band in 1998. Hittin' The Note (Sanctuary, 2003), without Betts, was the Allman Brothers' first studio album of new songs in nine years.

Warren Haynes is also the lead guitarist of Gov't Mule, a band that expanded the sounther-rock vocabulary to incoporate jazz and folk. They have released Gov't Mule (Relativity, 1995), Live at Roseland Ballroom (Foundation, 1996), Dose (Capricorn, 1998), the double live With a Little Help From Our Friends (Capricorn, 1998), Life Before Insanity (Capricorn, 2000).

The Derek Trucks also formed his own Band and released The Derek Trucks Band (1997), Out of The Madness (1998), Joyful Noise (Columbia, 2002).

(Translation by/ Tradotto da Pasquale Robustini)

Allman e Betts riformarono ancora una volta gli Allman Brothers Band  con Warren Haynes alla chitarra slide e Johnny Neel alle tastiere. Seven Turns (Epic, 1990) segnò un improbabile ritorno alla forma, con Good Clean Fun e Gambler's Roll che suonavano come un gruppo di rock'n'roll ringiovanito, la strumentale True Gravity a cavallo del confine tra jazz e rock, e Seven Turns che suona come musica da singer-songwriter intellettuale.

Ancora meglio, Shades Of Two Worlds (Epic, 1991) include la lunga Nobody Knows ed il brano strumentale jazzato Kind Of Bird (il titolo è un tributo a Charlie Parker e Miles Davis) ed è forse il loro migliore album in studio dopo il debutto. Ma Where It All Begins (1994) è pura nostalgia. Il chitarrista Derek Trucks si unì agli Allman Brothers Band nel 1998. Hittin' The Note (Sanctuary, 2003), senza Betts, era il primo album in studio di nuove canzoni degli Allman Brothers in nove anni.

Warren Haynes è anche la chitarra solista di Gov't Mule, un gruppo che espanse il vocabolario del southern-rock fino ad incorporare jazz e folk. Hanno pubblicato Gov't Mule (Relativity, 1995), Live at Roseland Ballroom (Foundation, 1996), Dose (Capricorn, 1998), il doppio live With a Little Help From Our Friends (Capricorn, 1998) e Life Before Insanity (Capricorn, 2000).

Derek Trucks formò anche un suo gruppo personale e pubblicò The Derek Trucks Band (1997), Out of The Madness (1998) e Joyful Noise (Columbia, 2002).

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