Kevin Ayers,
the former Soft Machine,
became a
lunatic singer-songwriter projecting the persona of an exotic, decadent dandy.
Joy Of A Toy (1969), a collection of enchanting ditties, defined his
nonchalant cross-breeding of
music-hall, folk lullabies, world-music and even children's music.
The existential melancholy that already surfaced on that work permeates
his most eccentric album, Shooting At The Moon (1970), featuring
avantgarde composer and keyboardist
David Bedford, teenage guitarist Mike
Oldfield even jazz saxophonist Lol Coxhill. Here Ayers finds an unlikely
balance of harmonic nonsense and catchy refrains, while drenching his
fairy tales into surrealism and expressionism.
The 18-minute four-part suite The Confessions of Doctor Dream (1974)
was his most ambitious and nightmarish work.
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Kevin Ayers, bassista dei Soft Machine,
lascio` il complesso (che stava prendendo una direzione troppo jazz e "seria"
per lui) e si trasferi` a Ibiza, in Spagna.
Dandy solitario e decadente ante-litteram,
prosegui` il discorso interrotto dai primi Soft Machine sull'album solista
Joy Of A Toy (Harvest, 1969), che si avvale
della collaborazione dei vecchi compagni e di David Bedford.
Ayers ha un modo unico di bilanciare malinconia esistenziale
(il "weltanschauung" dei poeti romantici tedeschi), una gioia di vivere quasi
infantile, l'eccentrico sense of humour della tradizione britannica,
un'elegante nostalgia, un languore sensuale, il fascino dei paesi esotici,
la passione per le lullabies, e la psichedelia.
Le sue canzoni sono spesso centrate su ritornelli elementari,
ma Ayers le perturba con un ricco catalogo di effetti sonori, e senza l'austero
decor di un compositore classico, bensi` con una nonchalance quasi criminale.
Il suo forte sta proprio nel far sparire la musica e nel farla ricomparire per
incanto dalle maglie del rumore che ne ha preso il posto.
I suoi primi capolavori sono per l'appunto la cadenza tribale di
Oleh Oleh Bandu Bandong (trasformata in coacervo di dissonanze e
marcia di zombie psichedelici) e l'incalzante ritmo ferroviario di
Stop This Train, fitto di rumori e improvvisazioni come un incubo
lisergico dei Velvet.
E` di fatto un disco di travestimenti: cantilene e marcette festose
con accompagnamento di flauto, trombetta e fischietto
(Joy Of A Toy), vecchi 78 giri con tromba, organetto afono e piano
da saloon (Clarietta Rag), soul galanti con luccichii raga (Lady Rachel),
nonsense fiabeschi delle isole perdute (Eleanor's Cake),
acquarelli classicheggianti (Girl On A Swing) e serenate medievali
(Town Feeling).
Il cosmo di Ayers oscilla fra il Paese delle Meraviglie e il music-hall,
cantastorie imperturbabile di ascendenza parigina, ma guastato da overdose
lisergiche e malato di nostalgia per l'Oriente favoloso.
Nel 1971 Ayers aggrega una formazione stabile, gli Whole World, con il giovane
compositore classico David Bedford alle tastiere,
l'adolescente Mike Oldfield alla chitarra,
il veterano jazzista Lol Coxhill al sassofono,
e Mick Fincher alla batteria. Con questa leggendaria formazione Ayers incide
Shooting At The Moon (Harvest, 1970), che rimarra` il suo capolavoro
e uno dei capolavori del rock britannico di tutti i tempi.
L'album fotografa la personalita` eclettica, fiabesca e decadente dell'artista.
Nel calderone stilistico, peraltro molto omogeneo,
si trova di tutto: la fiaba d'atmosfera parigina Rheinhardt And
Geraldine (accompagnamento di fisarmonica e assolo di sax da night-club);
la ballata polinesiana The Oyster And The Flying Fish, con una pianola d'
altri tempi e tamburelli;
Lunatics Lament, un rock and roll acrobatico dal ritmo ossessivo e con voce
filtrata da licantropo indolente;
la filastrocca giapponese di Clarence In Wonderland;
canzoni di un vaudeville esotico che il baritono distaccato di Ayers interpreta
come in trance.
Avvalendosi di tanta equipe, Ayers tenta anche soluzioni piu`
d'avanguardia:
Colores Para Dolores, un hard-rock sincopato con contrappunto di clarinetto,
un intermezzo rumoristico di ritagli orchestrali assemblati alla rinfusa e una
pulsazione psichedelica che riesce a non perdere mai il filo del motivo,
anzi a riprenderlo dallo stesso punto da cui l'aveva lasciato;
la piece surreale Pisser Dans Un Violon, confabulazione oscena di un
violoncello frustrato con altri strumenti, a corda e a percussione,
che s'inseriscono a turno sottovoce, spargendo una manciata di note e
dileguandosi subito nell'oscurita';
le allucinazioni psichedeliche di Underwater, ancora magia di strumenti liberi
e soli, tocchi vellutati e flessuosi su fondali marini scintillanti; e
Shooting At The Moon, un festival minimalista di tastiere stonate a ritmo
ipnotico;
brani prevalentemente strumentali che si rifanno a "maniere" storiche della
musica contemporanea senza mai indulgere in pedanterie o tecnicismi.
Da questa contraddizione fra arte "alta" e arte "bassa" ha origine la
suggestione della musica di Ayers, caso piu` unico che raro di connubio fra i
due estremi del rock.
E` lui stesso a definire la sua arte: "la banana e` il simbolo della mia
musica: fiera e dignitosa, diventa ridicola se la sbucci".
La sua e` un'avanguardia (rock, jazz, classica) applicata con molta umanita'
e molto humour alle tradizioni folkloristiche che ha appreso durante i suoi
vagabondaggi (Malesia, Francia, Spagna).
Coxhill e Oldfield lasciano il maestro, e rimane soltanto David Bedford a
guidare il nugolo di debuttanti che aiuta Ayers a registrare
Whatevershebringswesing (Harvest, 1972).
Le due suite, There Is Loving e Whatevershebringswesing, sono
pallide e teatrali fantasie melodiche. Ayers aggiunge
Song From The Bottom Of A Well, Margaret
Stranger In Blue Suede Shoes al suo canone di novelties orecchiabili.
Ayers mette in scena uno spettacolo di varieta`, il "Cabaret Voltaire",
ispirato all'esperienza Dada e influenzato dal glam-rock di quegli anni.
Molta fama gli giunge proprio da questi spettacoli, che piu` avanti si
chiameranno "Banana Follies".
Uno spettacolo del 1972 verra` riproposto su Banana Follies (Hux, 1998).
Bananamour (Harvest, 1973) e` un album piu` umile, che contiene un paio
di ditties del suo musichall eccentrico
(When Your Parents Go To Sleep, Shouting In A Bucket Blues), ma
senza la verve filosofica e gli arrangiamenti apocalittici dei suoi lavori
piu` profondi.
L'ambizioso The Confessions Of Dr. Dream (Island, 1974) ripristina per
un attimo il suo carisma, proprio verso la fine dell'epoca classica.
The brief Everybody's Sometime and Some People's All The Time Blues
offers more metaphysical doodling. The
eight-minute It Begins With A Blessing / Once I Awakened / But It Ends With A Curse
is a bit too casual and distracted, but the
18-minute four-part suite The Confessions of Doctor Dream is a nightmare
of Wagnerian proportions given to a squad of ghetto punks.
Da questo punto in avanti Ayers produce dischi con cadenza biennale,
riproponendo sistematicamente la solita musica di facili costumi e intercalando
le registrazioni con lunghe vacanze nella Valle del Rodano o con viaggi a
sorpresa. Ogni volta la crisi d'idee sembra preludere al ritiro definitivo,
nella casa Spagnola dove ha messo radici.
The Kevin Ayers Collection (See For Miles, 1983) e` un'antologia
delle canzoni.
Odd Ditties (Harvest, 1976) raccoglie rarita`.
Banana Productions (EMI, 1989) e` un'antologia che comprende anche
Odd Ditties.
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