Franco Battiato


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(Rated by Piero Scaruffi)
Fetus (1972), 6.5/10
Pollution (1973), 7/10
Sulle Corde Di Aries (1973), 6/10
Clic (1974), 6/10
M.elle Le Gladiator (1975), 5.5/10
Battiato (1977), 5.5/10
Juke Box (1978), 5/10
L'Egitto Prima Delle Sabbie (1978), 6/10
L'Era Del Cinghiale Bianco (1979), 5/10
Patriots (1980), 5/10
La Voce Del Padrone (1981), 5.5/10
L'Arca Di Noe` (1982), 4/10
Orizzonti Perduti (1983), 4/10
Mondi Lontanissimi (1985), 4/10
Genesi (1986), 4.5/10
Echoes Of Sufi Dance (1985), 4/10
Fisiognomica (1988), 5/10
Giubbe Rosse (1989), 3/10 (live)
Benvenuto Cellini (1990), 3/10
Come Un Cammello In Una Grondaia (1991), 5/10
Gilgamesh (1992), 4.5/10
Caffe` De La Paix (1993), 4.5/10
Unprotected (1994), 3/10 (live)
Messa Arcaica (1994), 4.5/10
L'Ombrello E La Macchina Da Cucire (1995), 4/10
L'Imboscata (1996), 4/10
Gommalacca (1998), 5/10
Fleurs (1999), 3/10
Campi Magnetici (2000), 5/10
Ferro Battuto (2001), 4/10
Fleurs 3 (2002), 3/10
Dieci Stratagemmi (2004), 4/10
Il Vuoto (2007), 4/10
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Italian singer-songwriter and would-be-composer Franco Battiato has ventured into just about every style, from pop muzak to avantgarde. Unfortunately, his prolific output is not supported by adequate quality, and most of his recordings are mediocre at best in each of the genres he tries. It takes a lot of patience to listen to some of his albums.

To his credit, Battiato has mixed popular music (pop songs) and avantgarde music (electronic collage) in a way that few musicians had attempted. As a pop musician, he has a flair for catchy refrains, but a rather monotonous, inexpressive voice. As an amateur "classical" composer, he is rather limited (both in skills and imagination). At the end of the day, he might be best remembered as a melodic singer-songwriter of atmospheric ballads, an eccentric innovator of an authentic Italian tradition.

Fetus (Bla Bla, 1972) was a futuristic score that employed electronics, found sounds and collage techniques. Despite the obnoxious lyrics, it did bridge Italy's melodic tradition and Germany's Kraftwerk-ian expressionism in a visionary whole.

Pollution (1973) delivered an even more adventurous form of montage, particularly the experiments on the human voice, with an increased use of noise. Most of the album is fragmented and naive, but the triptych of Areknames, Beta and Plancton packs enough pathos to compare favorably with avantgarde operas of the time.

With Sulle Corde Di Aries (1973) Battiato evolved towards the chamber electroacoustic music of Sequenze e Frequenze and Da Oriente A Occidente, a natural progression from his electronic-rock fusion. Having replaced rock instruments with chamber instruments, Battiato concocted his most ambitious album, Clic (1974), a veritable (but rather naive) tribute to the avantgarde of Karlheinz Stockhausen, John Cage and Edgar Varese.

Exaggerating the ideas that these albums had explored, the lengthy compositions of M.elle Le Gladiator (1975) and Battiato (Ricordi, 1977) were not as intriguing. In fact, they were mostly predictable and boring. Ditto for the six suites for piano, strings, soprano and choir of Juke Box (1978). Far more successful is the hypnotic title-track from L'Egitto Prima Delle Sabbie (1978).

A collection of eccentric pop songs, no matter how well arranged, L'Era Del Cinghiale Bianco (EMI, 1979) changed course, hoping to transfer his experiments to a more accessible format. Patriots (1980) and especially the best-seller La Voce Del Padrone (1981) refined the idea. With this pop trilogy, Battiato returned to his roots: Italian melodic music.

At the same time Battiato composed his first opera, which was also turned into a ballet, Genesi (1986).

Fisiognomica (1988) is an autobiographical work, largely devoted to his land.

This phase ended with Come Un Cammello In Una Grondaia (1991), a considerably different album that introduced a lyrical and spiritual philosopher-bard, boasting neoclassical arrangements (but ruined by a series of covers).

His existential and ideological confusion (Battiato even performed for Saddam Hussein's regime) was summarized by the ballads-psalms of Caffe` De La Paix (1993) that examine both the history of the human race, the zeitgeist of his age and the musician's own tormented soul.

In the meantime, Battiato resumed his classical-music career with the operas Gilgamesh (1992) and Il Cavaliere dell'Intelletto, and with the Messa Arcaica (1994) for solists, choir and orchestra. These are clumsy compositions. A reviewer in a classical music magazine (American Recording, january 1995) summarizes the "messa" as "an awful lot of uneventful noodling and doodling". The definition applies to most of Battiato's "classical" experiments.

The austere philosophical themes of L'Ombrello E La Macchina Da Cucire (1995) announced a new phase, that was refined via L'Imboscata (Polygram, 1996) and reached its zenith with Gommalacca (1998): while retaining the song format, Battiato indulged in harsh and harrowing guitar and electronic sounds, thus coining a psychotic form of hard-rock. But, mostly, he was just trying to sound "a' la mode".

The electronic pieces of Campi Magnetici (2000) were his wildest collages since his early days, while Ferro Battuto (2001) was lost in loungey jazztronica.

Dieci Stratagemmi (2004) is a lightweight collection of clumsy electronic pop songs, occasionally politically motivated, and childish pseudo-classical pieces, which constitute some of his most tedious material ever.

Il Vuoto (2007)

Battiato is a national hero in Italy, widely considered one the greatest living musicians by both the critics and the public.

(Translation by/ Tradotto da Ascanio Borga)

Il cantante-cantautore e sedicente compositore Franco Battiato si e' cimentato in pressoche' ogni stile, dalla muzak pop all'avanguardia. Sfortunatamente, la sua prolifica produzione non e' stata supportata da un'adeguata qualita', e la maggior parte delle sue registrazioni sono al piu' mediocri in ogni genere che prova. Occorre un sacco di pazienza per ascoltare alcuni dei suoi album.

A suo merito, Battiato ha fuso la musica popolare (la canzone pop) e la musica d'avanguardia (il collage elettronico) in una maniera che pochi musicisti hanno provato a fare. Come musicista pop, ha un certo fiuto per i ritornelli orecchiabili, ma una voce piuttosto monotona e inespressiva. Come un compositore classico "amatoriale", e' piuttosto limitato (sia in doti che in immaginazione). Alla fin fine, potrebbe essere ricordato come un melodico cantante-cantautore di ballate atmosferiche, un innovatore eccentrico di una tradizione italiana autentica.

Fetus (Bla Bla, 1972) e' una partitura futuristica che impiega l'elettronica, suoni trovati e tecniche di collage. Nonostante le odiose liriche, fu un ponte tra la tradizione melodica italiana e l'espressionismo tedesco alla Kraftwerk, in un concept generale visionario. Pollution (1973) raggiunse una forma ancora piu' avventurosa di montaggio, in particolare gli esperimenti sulla voce umana, con un maggiore uso di rumore. La maggior parte dell'album e' semplice e frammentato, ma il trittico di Areknamess, Beta e Plancton contiene abbastanza pathos da essere paragonato positivamente alle opere d'avanguardia del tempo. Con Sulle Corde Di Aries (1973) Battiato indirizzo' la sua evoluzione verso la musica elettroacustica da camera di Sequenze e Frequenze e Da Oriente A Occidente, un naturale progresso dalla sua fusione di elettronica e rock. Sostituiti gli strumenti elettronici con strumenti da camera, Battiato creo' il suo album piu' ambizioso, Clic (1974), un autentico (ma piuttosto naif) tributo all'avanguardia di Karlheinz Stockhausen, John Cage ed Edgar Varese.

Esagerando le idee che aveva esplorato in questi album, le lunghe composizioni di M.elle Le Gladiator (1975) e Battiato (Ricordi, 1977) non risultarono altrettanto intriganti. Di fatto, furono invece per lo piu' prevedibili e noiose. Idem per le sei suite per piano, archi, soprano e coro di Juke Box (1978). Di gran lunga piu' riuscita e' l'ipnotica title-track di L'Egitto Prima Delle Sabbie (1978).

Una raccolta di eccentriche canzoni pop, non importa quanto ben arrangiate, L'Era Del Cinghiale Bianco (EMI, 1979) cambio' il suo corso, sperando di trasferire i suoi esperimenti in un formato piu' accessibile. Patriots (1980) e specialmente il best-seller La Voce Del Padrone (1981) raffinarono l'idea. Con questa trilogia pop, Battiato ritorno' alle sue radici: la musica melodica italiana. Allo stesso tempo Battiato compose la sua prima opera, Genesi (1986), che fu anche trasformata in balletto. Questa fase fini' con Come Un Cammello In Una Grondaia (1991), un album sensibilmente differente con Battiato nei panni di un bardo-filosofo lirico e spirituale, forte di arrangiamenti neoclassici.

La sua confusione ideologica ed esistenziale (Battiato ha persino suonato per il regime di Saddam Hussein) fu riassunta nei salmi-ballate di Caffe` De La Paix (1993) che esaminano sia la storia della razza umana, lo zeitgeist della sua era e l'anima tormentata del musicista.

Nel frattempo, Battiato riesumo' la sua carriera di musicista classico con le opere Gilgamesh (1992) e Il Cavaliere dell'Intelletto, e con Messa Arcaica (1994) per solisti, coro e orchestra. Sono composizioni goffe. Un recensore in una rivista di musica classica (American Recording, Gennaio 1995) riassume la "messa" come "un orribile mucchio di suoni tranquilli e cantilenanti". La definizione si applica alla maggior parte dei suoi esperimenti "classici".

I temi filosofici austeri di L'Ombrello E La Macchina Da Cucire (1995) annunciarono una nuova fase, che si raffino' con L'Imboscata (Polygram, 1996) e raggiunse il cuo zenith con Gommalacca (1998): mantenendo la forma canzone, Battiato indulge in suoni chitarristici ed elettronici aspri e strazianti, coniando una forma psicotica di hard rock. Ma, per lo piu', stava solo cercando di suonare "a'la mode".

I brani elettronici di Campi Magnetici (2000) sono i suoi collage piu' selvaggi dai tempi degli esordi, mentre Ferro Battuto (2001) si perde in una jazztronica "lounge". Dieci Stratagemmi (2004) e' una leggera raccolta di goffe canzoni pop elettroniche, talvolta motivate politicamente, e infantili pezzi neoclassici, che costituiscono alcuni tra le sue produzioni piu' tediose di sempre.

Battiato e' un eroe nazionale in Italia, largamente considerato uno dei piu' grandi musicisti viventi sia dal pubblico che dalla critica.

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