Lol Coxhill (1932), a saxophonist of the Canterbury school of progressive-rock (a member of Kevin Ayers's group)
Ear Of The Beholder (1971), a chaotic mosaic of fragments in the British
tradition of the nonsense, inspired by the musichall, nursery rhymes, dancehalls as well as free-jazz. An even more explicit tribute to street music,
Welfare State (1975), was his political and aesthetic manifesto: avantgarde music for ordinary people. Coxhill's humane and poetic approach surfaced even in his most reckless improvisations:
the Duet For Soprano Saxophone And Guitar off Fleas In Custard (1975),
Wakefield Capers off Joy Of Paranoia (1978),
11/5/78 off Digswell Duets (may 1978).
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Quando esordi`, Lol Coxhill era molto piu` anziano dei suoi colleghi:
era sulle scene da vent'anni.
Forse la differenza di eta` spiega il contenuto unico della sua arte.
Coxhill ha steso un ponte fra il folk piu` naive (quello dei piccoli villaggi
rurali) e il free-jazz piu` cervellotico. Alla sua musica ha conferito un
significato "politico" ma non "ideologico", affidandola a una visione
utopistica e quasi religiosa degli affari del mondo.
In tutte le
sue opere, dalle piu` goliardiche alle piu` erudite, ha sempre fatto mostra
di un humour e di un'innocenza che contrastano con la serieta` e le contorsioni
intellettuali degli altri.
Cominciando come rilegatore di libri che a tempo perso suonava il sassofono,
Coxhill approdo` all'orchestra jazz di Rufus Thomas e piu` tardi trovo'
lavoro presso Alexis Korner
e addirittura Otis Spann. Nel 1968 faceva parte dei
Delivery, con Steve Miller (piano) e Phil Miller, Pip Pyle e Roy
Babbington. Il gruppo segui`
la parabola di molto underground inglese, partito dal blues di Korner e
approdato al free-jazz. Nella primavera
del 1970 Coxhill conobbe
Kevin Ayers ed entro` nel suo gruppo.
L'estate dopo aveva gia'
pronto il suo primo solo, Ear Of The Beholder (january 1971 - Dandelion, 1971).
Disco doppio,
registrato qua e la` in giro per l'Europa, sotto ponti e in piazze affollate,
eterogeneo esperimento di tutto, da ornitologie "Parker-iane" a cori d'asilo,
opera frammentaria, a mosaico, in cui si fondono mirabilmente la gioia di
vivere e di comunicare e le nozioni apprese in dieci anni di tirocinio,
Ear Of Beholder rinnega l'estetica del rock progressivo
pur adottandone i dettami stilistici.
Le meditazioni metafisiche degli assoli jazz (Hungerford,
Open Piccadilly, Loverman) convivono pacificamente con una serie
di gag senza senso: dissonanze cacofoniche (A Collective Improvisation),
serenate da night-club (Insensatez), revisioni surreali della musica da
ballo (Deviation Dance, Vorblifa-exit), clamorose parodie della
musica da fiera (Rhythmic Hooter),
filastrocche per bambini (due cantano I Am The Walrus fuori tempo,
accompagnati soltanto dai tamburelli, da un piano stonato e dai conati di un
altro bambino).
Quando canta, Coxhill ricorda il cabaret piu` colto: il lied con enfatiche
inflessioni britanniche (Two Little Pigeons), quello con inflessioni
nonchalant alla francese (Don Alfonso), quello con inflessioni decadenti
tedesche (Dat's Why Darkies Were Born).
Piu' ambiziosa, ma irrisolta, la lunga suite dal vivo di
Rasa Moods, che si disperde in una miriade di rumori per sax, percussioni,
piano, canto.
Ear Of Beholder e` il manifesto di una musica da pub afflitta da una forma
innocua di paranoia. Aboliti i confini fra i generi, recuperato l'amore per
il ritaglio, il bozzetto, il nonsense, e il collage multiforme, Coxhill
lavora con pazienza da certosino e fantasia di poeta sui frammenti affastellati.
Condito il tutto con pizzichi d'ironia, con assurdi e capricci, s'inoltra
in un viaggio attraverso le civilta` musicali, reali e immaginarie, esplorandone
negli antri che piu` l'incuriosiscono. Si diletta in particolare di folklore,
classificandone ordinatamente le varie forme: il folklore antico delle leggende,
il folklore bandistico del villaggio, il folklore festoso dell'America Latina,
il folklore primitivista dell'infanzia, il folklore goliardico del pub.
Ma non trascura neppure il beat psichedelico, la rumoristica, la musica leggera.
Fino al jazz, che compare sotto forma di svagate e distratte meta-considerazioni
sull'arte di suonare il sassofono.
Coxhill incide poi
Toverbal Sweet (may 1971 - Mushroom, 1972);
collabora con Gong e Caravan, con Hopper e soprattutto
con i jazzisti inglesi (Westbrook, Rutherford); forma i New Delivery con
Roy Babbigton, Phil Miller e Laurie Allan; registra un disco con Ollie Harshall;
incide in duo con il pianista
Steve Miller
un paio di operine mediocri,
Miller/Coxhill (Virgin, 1973 - Cuneiform, 2007) e The Story So Far (Virgin, 1974 - Cuneiform, 2007)
versioni annacquate dell'humour colto di Ear Of Beholder che annoverano
al massimo
Chocolate Field e Gog Ma Gog sul primo,
In Memoriam Meister Eckhart sul secondo.
Per un po' di tempo la multiforme attivita` gli impedisce di preparare un nuovo
disco, ma quando decide di tornare all'attivita` solista lo fa in grande
stile: cinque opere almeno, prima della fine del decennio, lo
consacrano definitivamente fra i massimi avanguardisti inglesi.
Dotto esempio di duo improvvisato e` la prima facciata di Fleas In Custard
(Caroline, 1975), cioe` il tintinnante
Duet For Soprano Saxophone And Guitar, ricco di riferimenti agli idiomi
popolari, mentre l'imprevedibile e spericolata prima meta` di
Joy Of Paranoia (Ogun, 1978), la Wakefield Capers,
rappresenta il culmine delle sue ambizioni micro-orchestrali, con un quartetto
capace di impiantare un baraccone para-jazz che attinge a tutte le epoche.
Ma alla fine la spunta sempre il motto ridanciano sulla citazione intellettuale,
l'aspetto ludico su quello tecnico: sul primo disco sintetizzando il sax in
Three AM Modulations e Synalto (quasi una musica da camera per
echi), sul secondo celebrando la paranoia nei movimenti assoluti delle
Cluck Variations (in clima di rarefatta improvvisazione collettiva)
e nel dixieland demode` di Perdido.
Al libro delle meditazioni solitarie vanno
aggiunti Diver, su Diverse (Ogun, 1976), che termina con una
samba,
e quelle di Lid (Ictus, 1978), un collage di fantasie dove
risalta il suo gusto lambiccato per il bozzetto. Di nuovo l'improvvisazione a
quattro mani pennella invece i due Digswell Duets (may 1978 - Random, 1979) al sax soprano
elettrificato, l'uno con il piano e l'altro con il synth, dialoghi dell'assurdo
che, almeno nel secondo pezzo (11/5/78, ancora con rarefatti, quasi
marziani, riferimenti alla musica popolare) raggiungono vertici grotteschi
d'insensatezza.
Al di qua dell'impegno musicale sta quello civile. Coxhill e` direttore
del Welfare State, comune artistica per vagabondi senza casa e utopisti
a oltranza, che allestisce spettacoli popolari con musichette paesane e che
ben si presta a stimolare il flusso incontrollato della sua fantasia.
E` qui che la vocazone al bozzettismo popolano ha modo di emergere senza
freni.
La colonna sonora della vita comunitaria, Welfare State (Caroline, 1975),
e`
un commovente collage di musica alternativa, goliardica e sperimentale,
frammentata in ventisei minuscoli episodi di genialita` bislacca:
il ragtime di strada anni '30 da grammofono gracchiante di Egal Ok,
la marcia funebre barocca Le Tombeau De Ravel, la musica da circo di
Blossom Time, la danza popolaresca di Tuba Gallica, con tanto di
flauto e tamburello, la grottesca parodia del minimalismo di Egg Dance,
la sagra paesana con fischietti, trombone e tamburi di Big German Band,
l'assolo festoso di Luke Jamboree, il mantra di Arena,
gli assoli ubriachi di cantanti di vicolo,
gli inserti surreali gestiti da pochi strumenti in preda a febbri esotiche,
per finire con un colossale carnevale a ritmo di samba.
Rispetto al Beholder si nota una maggior cura compositiva ed esecutiva:
l'ironia ha modo di spiegarsi con un'attenzione piu` matura al dettaglio.
Coxhill continua senza pudore per quella strada e mette in piedi persino
un Johnny Rondo Trio
responsabile di un disco-mix, Murder In The Air (Chiltern Sound, 1977),
e di 45 giri d'epoca dai titoli ambigui
(Las Bicicletas e Il Froga Silencio, 1982),
che terrorizzano frotte di punk inermi.
In realta` si tratta semplicemente di un'altra faccia del suo genuino
populismo. Il primo Johnny Rondo Combo, formato nel 1974, suonava nei
teatrini di provincia e ai balli studenteschi cercando di imitare le
orchestrine da crociera, che pescano le loro fantasie melodiche nel
repertorio del folklore esotico.
Il Trio (sax, piano e violoncello) nacque nel 1976 con l'intento di
continure a sfruttare le stesse fonti, ma per applicarle alla free music.
Il Duo (con il giovane Dave Holland al piano) tiene concerti regolari
e incide un album con Mike Cooper alla chitarra,
Johnny Rondo Duo (may 1980 - FMP, 1980).
Fra una indiavolata
Russian Dance, infarcita di melodie slave e ritmi sudamericani, che
il sassofono di paese di Coxhill e il piano da music-hall di Holland nobilitano
con spunti di commovente naivete`, e le disarticolate Scales, per
piano dissonante e chitarra scordata, si librano le suggestive
Floz Variations, sufficientemente disarticolate da non ricordare neppure
lontanamente l'assunto, un summa di rumori strumentali (Variation V)
e monologhi surreali di Coxhill (Variation VII).
Nel 1985 Coxhill sara` protagonista anche di un non meno demenziale
trio con Steve Beresford e Tony Coe, ovvero i Melody Four, intento a
rivisitare arie e temi strumentali resi celebri dalla televisione e dal cinema.
Dopo aver inciso un altro disco solista, Dunois Solos (november 1981 - Nato, 1981),
diviso in
Distorted Reminiscences e Further Developments,
e uno in coppia con Frith dal vivo, ritorna in grande stile con
Instant Replay (may 1982 - Nato, 1983),
disco doppio che riporta al pastiche stralunato dell'opera d'esordio.
Couscous (september 1983 - Nato, 1984), with the
Variations pour Violoncelle, Contrabasse, Sopranino et Piano (Coxhill, bassist Joelle Leandre, pianist Steve Beresford, cellist Georgie Born),
e Frog Dance (Impetus, 1986), colonna
sonora di un film (comprese due jam elettroacustiche con i Recedents),
sono dischi sempre coraggiosi e creativi, che raramente si adagiano negli
stereotipi.
Sul live
Cafe De La Place (august 1985- Nato, 1985) duetta in una piazza di paese con un
fisarmonicista locale o sul sagrato della chiesa con un cantante folk.
Altri lavori dell'epoca sono:
Moot (september 1978 - Ictus, 1978), con Andrea Centazzo,
Chantenay 80 (september 1980 - Nato, 1981),
Slow Music (may 1980 - Voiceprint, 1980), con Morgan Fisher,
An End To The Matter (Blueprint, 1980),
Situations (september 1978 - Ictus, 1982),
the cassette Home produce (Tago Mago, 1982),
French Gigs (october 1978 and april 1981 - AAA, 1983), con Fred Frith.
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