Holger Czukay
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Canaxis 5 (1969), 8/10
Full Circle (1981), 6/10
Phew (1981), 5/10
On The Way To The Peak Of Normal (1982), 5/10
Der Osten Ist Rot (1984), 6/10
Movies (1979), 6/10
Rome Remains Rome (1987), 5/10
Plight And Premonition (1988), 7/10
Flux And Mutability (1989), 6/10
Radio Waves Surfer (1991), 5/10
Moving Pictures (1993), 6/10
Clash (1997), 5/10
Good Morning Story (1999), 5/10
La Luna (2000), 5/10
The New Millennium (2003), 5/10
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Holger Czukay è forse il massimo teorico dell'elettro-acustica tedesca, benché nelle sue opere soliste sia raramente riuscito a trasformare le sue idee in vera arte. Se il suo merito più grande è stato probabilmente quello di aver testardamente voluto mescolare avanguardia classica e musica rock, elevando il secondo a musica "seria", l'illuminazione più geniale è stata senz'altro quella della world music, di cui può dirsi precursore e primo teorico.

Prima ancora che i Can riuscissero a produrre un disco, Czukay aveva dato alle stampe un'opera fortemente sperimentale, Canaxis 5, destinata a rimanere negli annali della musica popolare elettronica.

Nato nel 1938, Czukay si era laureato in composizione e aveva frequentato i corsi d'avanguardia di Darmstadt, fra cui quelli di Karlheinz Stockhausen. Nel 1968 diede vita ai Can con Michael Karoli, Irmin Schmidt e Jaki Liebezeit. Con quel gruppo (ufficialmente nei panni del bassista, ma in realtà responsabile di gran parte degli arrangiamenti elettronici) avrebbe registrato alcuni dei dischi più sperimentali della musica rock degli anni '70.

Canaxis 5 (Music Factory, 1969 - Spoon, 1998 - Revisited, 2007), il disco che aveva registrato nell'estate del 1968 a Cologne con Rolf Dammers, manipolando elettronicamente i suoni tutto da solo, contiene due suite, una per facciata.
Boat-Woman Song è ricavata dà un canto tradizionale vietnamita, preso pari pari, a cui Czukay sovrappone un flusso elettronico alieno: poco a poco l'armonia degrada e sfocia in un coro distorto di lamenti senza identità. Anche Canaxis si svolge attorno a un canto folk, ma qui la deformazione è immediata e radicale: la voce originale viene moltiplicata e rallentata, proiettata contro decine di specchi sonori posti ad angolazioni diverse; quel grumo organico e il sibilo elettronico di sottofondo vengono dilatati a dismisura fino a diventare un'immagine statica e sfocata che vibra all'infinito. La derivazione dal Gesange der Junglinge di Stockhausen è palese.
La riedizione su CD aggiungera` Mellow Out, la prima composizione di Czukay (1960).

Czukay abbandona poi per dieci anni la carriera solista e si dedica ai Can, che in realta` applicano con timidezza soltanto qualcuna delle sue idee.

Finita l'avventura dei Can, Czukay pubblico` finalmente un altro album solista, Movies (Electrola, 1979), raccolta di registrazioni casalinghe che, con brani come Persian Love, di fatto inventava l'"etno-tecno-dance" della new wave prima dei Talking Heads.

Czukay suono` brevemente anche negli SYPH, una formazione nella vena "cosmica" dei Tangerine Dream che registro` due album nel 1980 e 1981, PST - SYPH (Captain Trip, 1998).

Quell'umore espressionista applicato al funk cerebrale delle discoteche per intellettuali origino` un album in collaborazione con Jah Wobble e Jaki Liebezeit, Full Circle (EMI, 1981), nonche' un album con il cantante Giapponese Phew, Liebezeit e Conrad Plank, Phew (Passport, 1981). L'EP Snake Charmer (Island, 1983) e` un'altra collaborazione fra Czukay e Wobble.

Czukay compose poi l'"acoustic sound-painting" di On The Way To The Peak Of Normal (Electrola, 1982), che e` un'altra collaborazione con Wobble e ricicla materiale registrato con i SYPH, e gli sketch surreali di Der Osten Ist Rot (Virgin, 1984), che usa i collage di nastri per costruire un cabaret Brecht-iano post-industriale.

Dopo l'incontro con David Sylvian matura la vocazione per la world-music elettronica e nasce Rome Remains Rome (Virgin, 1986), che raccoglie una dozzina di canzoni ritmata e cantate, in particolare Hey Baba Reebop (uno swing da big band detonato dall'elettronica). Czukay campiona persino il Papa, ma i risultati non sono particolarmente rivoluzionari.

Un posto di riguardo nella sua discografia occupano anche le due collaborazioni con David Sylvian, Plight And Premonition (Virgin, 1988) e Flux And Mutability (Virgin, 1989), comprendenti ciascuna due lunghe suite pretenziose. Ancora una volta Czukay, ispirandosi ai Can, a Stockhausen e a Klaus Schulze, vi esplora il rapporto fra suoni acustici e suoni sintetici, l'ossessione della sua carriera.

Almeno Plight è degna dei trascorsi di Czukay: il brano fa perno su un imponente, staticissimo ronzio cosmico delle tastiere che dura dall'inizio alla fine, sul quale si levano improvvise folate di violini, "gocce" elettroniche riverberate alla Meddle dei Pink Floyd, gorgheggi di flauto, e così via; la nebulosa si popola di suoni che rivolgono all'infinito, che cambiano e sfumano lentamente, di sibili e rombi rallentati in un languore esasperante; flussi liberi di accordi; lunghi e riverberati accordi siderali dell'organo; note di pianoforte ancor più lente, stanchissime; un rintocco "ecclesiastico" dell'organo sembra risvegliare l'armonia, ma è soltanto un'illusione.

Ancor più minimale è Flux, per percussioni leggere, languide onde di elettronica, versi da giungla del corno e sparuti accordi di chitarra, tutto profuso a casaccio e lasciato fluttuare amorfo, senza peso, impalpabile. Più misticamente new age Mutability, suonata soltanto da Sylvian (tastiere e chitarre) e Liebezeit (flauto), un "continuum" sonoro più organico, a un pelo dalla salmodia zen di Kitaro. Tutti brani che hanno come referente primario la trance, la meditazione, la trascendenza.

Premonition (forse parto di Sylvian più che di Czukay) è molto meno riuscita: gli eventi che la compongono sono intanto più banali (percussioni, voci trovate, accordi di pianoforte, strati di sintetizzatori, dissonanze) e poi più disgregati; non riescono a fondersi in un flusso unico.

A Big, Bright, Colourful World e A New Beginning Is In The Offing sono ancor più influenzate dal genio teutonico di Czukay (oltre a Liebezeit vi suonano anche Michael Karoli, altro membro dei Can, e Mark Stockhausen, figlio del compositore).

Canaxis 5 (1969), the first solo album released by Can's Holger Czukay, wed electronics and ethnic music, i.e. marked the birth of electronic world-music.

At the same time, Czukay's Canaxis 5 (1969) pioneered "sampling" by blending together loops of manipulated found sounds, mostly exotic music (the sources are from Japan, Australia, Vietnam).


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It is typical of Czukay's method the way Radio Waves Surfer (Virgin, 1991) was created: Czukay and his friends improvised live in the studio and then, almost one year later, Czukay assembled the album by cutting and pasting what he liked. It is also typical of Czukay's music that the result does not sound very interesting.

Moving Pictures (Mute, 1993) returned Czukay to his art of "acoustic sound-painting", but the 20-minute Rhythms of a Secret Life, while a terrific lesson on making music out of an audio collage, is, again, hardly a piece of art.

Clash (Sideburn, 1997) is a double-CD live collaboration with Ingmar "Dr Walker" Koch of Air Liquide, a pointless summary of tape manipulation, sampling, techno, world-music and abstract electronica.

Good Morning Story (Tone Casualties, 1999), Czukay's first album in six years, is an embarrassment. The ethno-ambient drones of Mirage (22 minutes of Muslimgauze-like doodling) and the ethno-funk of Dancing in Wild Circles have been obsolete for at least ten years. The lounge music of Invisible Man, drenched in dub and western twang, is not exactly revolutionary.

La Luna (Tone Casualties, 2000) is a single 47-minute improvisation recorded live in the studio in 1996.

The New Millennium (Fuenfundvierzig, 2003) is a collaboration with vocalist U-She.

Time And Tide (2007) collects La Luna and Time And Tide (2001), a progressive suite with mellotron and female vocals.

(Translation by/ Tradotto da Prisco Oliva )

Il processo di creazione di Radio Waves Surfer (Virgin, 1991) riflette il metodo tipico di Czukay: prima improvvisa in studio con i suoi amici e poi, quasi un anno dopo, confeziona un album tagliando e ricucendo ci• che pi— gli piace. Un altro elemento tipico della sua musica Š che il risultato spesso non risulta molto interessante. Moving Pictures (Mute, 1993) segna il ritorno di Czukay all'arte della "fonopittura acustica", ma i venti minuti di Rhythms of a Secret Life, seppur insegnino in modo sopraffino come si fa musica a partire da un collage di suoni, ancora una volta, difficilmente costituiscono un'opera d'arte. Clash (Sideburn, 1997) Š un doppio CD contenente una collaborazione dal vivo con Ingmar "Dr Walker" Koch degli Air Liquide, un futile compendio di manipolazione di nastri, campionamenti, techno, world-music ed elettronica astratta. Good Morning Story (Tone Casualties, 1999), primo album di Czukay dopo sei anni, Š decisamente imbarazzante. I droni etno-ambient di Mirage (22 minuti di ghirigori … la Muslimgauze) e l'etno-funk di Dancing in Wild Circles sono obsoleti da almeno dieci anni, mentre la lounge music di Invisible Man, zuppa di dub e strimpellate western, non si pu• definire propriamente rivoluzionaria. La Luna (Tone Casualties, 2000) Š una singola sessione di improvvisazione registrata in studio in presa diretta nel 1996, della durata di 47 minuti. The New Millennium (Fuenfundvierzig, 2003) Š una collaborazione con la vocalist U-She. Time And Tide (2007) raccoglie La Luna e Time And Tide (2001), una suite progressive per mellotron e voce femminile.

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