Doobie Brothers
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The Doobie Brothers (1971), 6/10
Toulouse Street (1972), 7/10
The Captain & Me (1973), 6.5/10
What Were Once Vices Are Now Habits (1974), 6/10
Stampede (1975), 5/10
Takin' It To The Streets (1976), 6.5/10
Living On The Fault Line (1977), 6/10
Minute By Minute (1978), 6/10
One Step Closer (1981), 5/10
Cycles (1989), 4/10
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I Doobie Brothers furono uno dei gruppi di maggior successo degli anni '70 e, come i Creedence Clearwater Revival, il loro sound divenne la colonna sonora dell'Americano medio senza copiare nessuno dei generi pre-esistenti ma coniando un linguaggio moderno sulla base di quei linguaggi arcaici.

I Doobie Brothers si formarono a San Jose, nella Baia di San Francisco, attorno ai chitarristi e cantanti Tom Johnston e Patrick Simmons. Il produttore Ted Templeman ne piloto` la carriera prendendo lo spunto dai gruppi vocali californiani degli anni '60 (in particolare i Moby Grape) e dal sound chitarristico del blues-rock. Il repertorio spaziava dal soul al country, dal gospel al boogie, dal funk al jazz, ma senza eccedere in nessuno, conservando un tono medio vigoroso ma rilassato, trovando un magico compromesso fra hard-rock e acid-rock. Cantando le gesta dei rudi proletari della provincia, divennero peraltro una vera e propria istituzione del "blue-collar rock".

Dopo un primo album ancora immerso nel country acustico, The Doobie Brothers (Warner, 1971), gruppo e produttore trovarono la formula giusta su Toulouse Street (Warner, 1972), in particolare nell'anthem corale Listen To The Music.

The Captain & Me (Warner, 1973) fece anche di meglio, sfoderando il soul tribale da coktail-lounge di Long Train Running, e l'incalzante China Groove, con chitarra incendiaria, piano boogie e cori gospel.

What Were Once Vices Are Now Habits (Warner, 1974) ricopio` pedestremente la struttura e lo stile del precedente, ma aggiunse al repertorio uno dei loro numeri piu` originali, il country del bayou e dixieland di Black Water.

Stampede (Warner, 1975) e` altrettanto povero di buone canzoni, ma trova ancora un hit con il gospel esuberante con sezione d'archi di Take Me In Your Arms.

Fin qui i Doobie Brothers erano stati prevalentemente un gruppo da singolo, e i loro maggiori successi sono raccolti su Best (Warner, 1976). Takin' It To The Streets (Warner, 1976) segna l'ingresso del tastierista Michael McDonald (ex Steely Dan) che diventa autore di gran parte delle musiche. Il complesso diventa un'unita` molto piu` sofisticata con le tastiere (invece delle chitarre) a dominare le armonie, un sound molto piu` pop e ballabile e le vocals alla Ray Charles di McDonald in primo piano.

Living On The Fault Line (Warner, 1977) e Minute By Minute (Warner, 1978) sono altrettanto eleganti e raffinati, ma sempre piu` compromessi con il crooning romantico e la discoteca. What A Fool Believes, dal secondo, scritta da Kenny Loggins, fu un hit colossale.

One Step Closer (Warner, 1981) e` un album stanco e distratto.

McDonald ebbe ancora successo con l'album solista Michael McDonald (1982) e in particolare con il singolo I Keep Forgettin, sempre in quello stile di pop-soul da discoteca, seguito dai non meno triviali If That's What It Takes (1982) e No Lookin' Back (1985), e da due singoli da classifica come Sweet Freedom e On My Own. Blink Of An Eye (Reprise, 1993), con I Stand for You e Matters of the Heart, e Blue Obsession (Ramp, 2000) sono ancor piu` vergognosamente pop.

Il complesso originale (senza McDonald) si formo` di nuovo per registrare Cycles (Capitol, 1989) e Brotherhood (Capitol, 1991).

The operation carried out by the Doobie Brothers (1) was similar in spirit to the Creedence Clearwater Revival, because they, too, composed a soundtrack for the American blues-collar class without copying any of the pre-existing genres but rather coining a modern language (that the average American could immediately identify with) out of those archaic languages. They inherited the vocal harmonies of their Californian forebears, but then proceeded to drench them into an eclectic stew of soul, country, gospel, boogie, funk and jazz. But, ultimately, the secret of Listen To The Music (1972), China Groove (1973), Black Water (1974) and Take Me In Your Arms (1975) was an easy-going laid-back attitude.
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