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The End Of the Game , 8/10 | Links: |
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Colto da una crisi religiosa, il chitarrista Peter Green (all'anagrafe Greenbaum)
lascio` i
Fleetwood Mac
nel maggio 1970. Incise un
disco solista (pubblicato alla fine dell'anno) e poi scomparve dalle scene, dando origine a uno dei casi piu` singolari della musica rock: devoluti in beneficienza i proventi dei suoi dischi,
vago` fra Inghilterra e Israele, si impiego` come becchino, barista e infermiere.
Perse le tracce del leggendario chitarrista, il rock lo innalzo` a mito storico
dell'intransigenza contro i meccanismi del Sistema. In realta` era finito in
un ospedale psichiatrico, inebetito dagli stupefacenti. Quando ne usci`, si
trasferi` negli Stati Uniti, si sposo` e ricomincio` a suonare. Nel 1979 torno'
ad incidere, disilludendo la grande attesa di coloro che pensavano a lui come a
un genio incompreso.
Cio` non toglie che The End Of The Game (Reprise, 1970), album
puramente strumentale,
sia un capolavoro, probabilmente la naturale continuazione di un disco
che era rimasto interrotto dopo il brano
Supernatural su Hard Road: echi d'infinito che si
rincorrono per foreste equatoriali e deliri allucinati di chitarra, musica
primordiale che esala dalle viscere del mondo, un soliloquio che deflagra
lentamente, un'espansione della coscienza che trapassa dolcemente dalla follia all'estasi.
L'atmosfera, piu` che da session jazz, e` da rituale magico
propiziatorio.
Dopo qualche singolo (ancora due nel 1972) e una leggendaria versione di novanta minuti improvvisata dal vivo di Black Magic Woman, di lui si persero le tracce. Dopo una lunga assenza, Peter Green torno` sulle scene con In The Skies (PVC, 1979), che non era malvagio ma non aveva nulla del genio di End Of The Game. Gli fecero pero` seguito album mediocri che gli appartenevano soltanto per ragioni marketing, ma in realta` erano in gran parte composti da suo fratello Michael. Nel 1985 le sue condizioni mentali peggiorarono di nuovo e per anni il suo nome scomparve di nuovo (i tre dischi di questo periodo sono antologie). Nel 1995 formo` lo Splinter Group, che due anni dopo pubblico` il primo album, una specie di ritorno alle sue origini blues. Il fatto che il gruppo abbia continuato a pubblicare almeno un album all'anno prova che Green si e` finalmente liberato dei suoi fantasmi interiori. |
Fleetwood Mac's guitarist
Peter Green
released the all-instrumental The End Of The Game (1970) before
disappearing for almost a decade. Borrowing the format of the
jam session from jazz music, but the atmosphere from
Ernst's surrealistic paintings, horror soundtracks and voodoo rituals,
Green indulged in sheer sound-painting.
The hallucinated ramble of the guitar weaves colorful textures for
mantra-like psalms. It is
visceral, primordial music that echoes the eruption of volcanos, ocean tides
and the life-cycle of equatorial forest.
Green's expansion of consciousness is one of both folly and ecstay, one that
would be better defined as epic terror.
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