Kraftwerk
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Kraftwerk (1970), 7/10
Kraftwerk 2 (1971), 7.5/10
Ralf & Florian (1973), 7/10
Autobahn (1974), 7/10
Radioaktivitaet (1975), 5/10
Trans-Europe Express (1977), 6.5/10
Die Mensch Maschine (1978), 6/10
Computer Welt (1981), 5/10
Electrik Cafe` (1985), 4/10
Tour De France Soundtracks (2003), 4/10
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Kraftwerk influenced two separate (and often conflicting) groups of musicians: the hyper-abstract noise-makers and the hyper-hedonistic dance-pop crowd. Both industrial music and disco-music descend from Kraftwerk. They were not the first band to focus on the sound of the industrial society (Kluster did so a couple of years earlier) and they were not the first band to make music with electronic keyboards, but they were probably the first musicians to fuse those innovations with pop melody (for better and for worse). When they pursued that fusion, they de facto replaced conventional drumming with electronic rhythms, or, better, the essence of Afro-American civilization with the essence of European civilization. Each suite on Kraftwerk (1970) and Kraftwerk 2 (1971), which introduced the drum-machine (replacing Klaus Dinger) and probably remains their futuristic masterpiece (Kling Klang), was a dramatic, powerful and harrowing fresco, worthy of abstract painting, of Morton Subotnick's electronic dadaism, of surrealist poetry, but with the emphasis on the "man machine". Ralf & Florian (1973) refined the relationship between rhythm and melody, and Autobahn (1974) finally abandoned any intellectual pretense and laid the foundations of disco-pop, but now their operation of "black exploitation" was not all that different from what Presley and the Beatles had done: 1. take black music, 2. remove the provocative elements, 3. enhance it with modern technology, 4. and turn it into easy-listening music for the white masses. (Translation by/ Tradotto da Franco Forni)

I Kraftwerk hanno influenzato due diversi (e spesso conflittuali) gruppi di musicisti: i rumoristi iper-astratti e i più edonistici compositori di dance-pop. Sia la musica industriale che la disco-music discendono dai Kraftwerk. Non fu la prima band a focalizzare l'attenzione sui suoni della società industriale (i Kluster lo avevano fatto un paio d'anni prima) e non furono i primi a far musica con le tastiere elettroniche, ma furono probabilmente i primi che (nel bene e nel male) fusero tali innovazioni con delle melodie pop. Per giungere a questo risultato di fatto rimpiazzarono il convenzionale ruolo della batteria con dei ritmi elettronici, o, meglio, rimpiazzarono l'essenza della cultura afro-americana con l'essenza di quella europea. Ogni suite su Kraftwerk (1970) e Kraftwerk 2 (1971), che introduce la drum-machine (per rimpiazzare Klaus Dinger) e rimane probabilmente il loro capolavoro futuristico (Kling Klang), era un affresco drammatico, potente e straziante, degno della pittura astratta, del dadaismo elettronico di Morton Subotnick e della poesia surrealista, ma con l'enfasi posta sull' "uomo macchina". Ralf & Florian (1973) raffinò il rapporto tra ritmo e melodia, e Autobahn (1974) abbandonò definitivamente ogni pretesa intellettuale, gettando le fondamenta per la disco-pop, ma a questo punto la loro operazione di sfruttamento della tradizione musicale dei neri non era poi molto diversa da quella compiuta da Elvis Presley o dai Beatles: 1. prendi la musica dei neri, 2. rimuovi gli elementi provocatori, 3. aggiornala alle più recenti tecnologie, 4. e trasformala in una musica di facile ascolto per le masse di bianchi.

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Ralf Huetter (tastiere), Florian Schneider (flauto, violino), Butch Hauf (basso Basil Hammoudi (canto) e Fred Monicks (batteria) formarono gli Organisation alla fine del 1969. Il gruppo registro` l'album Tone Float (RCA, 1970), la cui title-track e` tipica della fusione fra acid-rock, free-jazz e musica orientale (erano gli anni del "raga-rock"). Huetter e Schneider, che si erano conosciuti quando studiavano musica improvvisata a Dusseldorf, formarono i Kraftwerk con Thomas Hohmann (percussioni), che venne subito sostituito da Klaus Dinger. Fu lo stile alla batteria di questi a coniare quello che sarebbe rimasto il loro marchio di fabbrica: il battito "robotico".

The trio's first album, Kraftwerk (Philips, sep 1970), produced by Conrad Plank, introduced a much more "elettronic" sound, compared with the old Organisation sound. The new sound simply mirrored the new theme, which was the soundtrack for the civilization of heavy industry. The approach was similar to the anti-romantic stance of the Futurist movement. The album contains four lengthy pieces: Ruckzuck (eight minutes), Stratovarius (twelve minutes), Megaherz (nine minutes), Von Himmel Hoch (ten minutes). Each of them is a monumental fresco, worthy of abstract painting and of Morton Subotnick's electronic dadaism, of surrealist poetry, but with the emphasis on the "man machine". Ruckzack revolves around a simple scheme: frantic percussion that accompany a pulsing flute phrase (reminiscent of a harmonica solo on John Mayall's Turning Point). The rhythm and the fragmented melody chase each other, slowly mutating into a whirlwind ballet of electronic effects. Kevin Ayers did something similar the same year on Shooting At The Moon. A rumbling seismic vibration at low frequencies that metabolizes into a monolithic distortion opens Stratovarius, which otherwise evokes a mournful Pachelbel-like canon whose distant echo ebbs and flows in and out of the speakers (although it ends like some kind of electronic remix of Miles Davis' moody trumpet-based jazz-rock). Splashed in the disorderly fashion of abstract painting, hallucinated drones dominate Megaherz until chaotic musique-concrete noises invade the stage and somehow ignite a martial rhythm for a distorted melody. The galactic hissing and "om"-like droning of Von Himmel Hoch evolves first into a festival of musique concrete and machine sounds and then into a psychedelic guitar freakout at proto-"motorik" rhythm whose crescendo implodes into a four-minute coda of android blues jamming. These multi-part suites, chock-full of innovative elements, seemed to implement for the first time (decades after the fact) the manifestos of Dada and Marinetti. Il primo album del trio, Kraftwerk (Philips, sep 1970), prodotto da Conrad Plank, proponeva un sound molto piu` "elettronico" degli Organisation. Il sound rispecchiava il tema, quello cio` di creare una colonna sonora per la civilta` dell'industria pesante. L'approccio era poi quello anti-romantico propugnato dal movimento futurista.
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Il trio assunse il chitarrista Michael Rother per le esibizioni dal vivo, ma, quando Huetter lascio` il gruppo, i Kraftwerk divennero nuovamente un trio. Questa formazione di Rother, Dinger e Schneider registrarono soltanto 35 minuti di musica, tuttora inediti. Sembra infatti la musica di un altro complesso, ed "e`" la musica di un altro complesso: Dinger e Rother formarono i Neu proprio per continuare a suonare quella musica.

Schneider, invece, convinse Huetter a tornare a suonare, e i Kraftwerk divennero un duo, aumentato da un nuovo strumento: la drum-machine. L'esperienza con i neo-Neu era pero` stata fondamentale perche' il secondo album accreditato ai Kraftwerk, 2 (Philips, nov 1971), registrato in soli sette giorni, rimane probabilmente il loro capolavoro. La fantasia ipnotica di Kling Klang (17 minuti) intreccia un pattern danzante di pianoforte, un ritmo "robotico" di batteria, un flusso geometrico di frasi del flauto . L'ostica Wellenlaenge (quasi dieci minuti) continua il programma futurista con forsennato fervore creativo. Il quotidiano tecnologico trova in questi Kraftwerk i suoi cantori glaciali e sgrammaticati. La loro trance meccanica e` l'inno di un nuovo primitivismo, musica della preistoria della civilta` delle macchine. Con loro il rock elettronico nato nei garage per descrivere gli stati allucinogeni diventa uno strumento potentissimo e auto-sufficiente per affrescare quelli che sono poemi sinfonici ispirati da una ideologia futurista.

Smussando gli spigoli dissonanti e le atmosfere opprimenti del loro sound, Hutter e Schneider pervennero al compromesso di Ralf & Florian (Philips, 1973), che rimane un'opera austera e glaciale, ma nasconde la paura dell'apocalisse tecnologica dietro strutture levigate e melodiche. La differenza e` fra l'azione e la meditazione, fra il documentario e il commentario, fra il terrore e la trance. Kristallo, a meta` strada fra una danza rinascimentale, un dervish di Terry Riley e una jam di funk music, segna l'avvento di un nuovo genere di ballabile per androidi, il minimalismo celestiale di Tanzmusic, che procede a ritmo cerimoniale in una moltitudine di cristallini effetti percussivi, e l'impressionismo esotico di Ananas Symphonie (14 minuti), intessuta di echi rallentati, di cerchi d'acqua, di lenti vortici stellari e di distorsioni psichedeliche, sono i manifesti di un nuovo manierismo chic. Ma l'esotismo dozzinale di Elektrisches Roulette segna anche una ritirata generale dai propri ideali artistici. Il dato saliente non e` il camaleontismo delle tastiere, ma la presenza costante e lineare del ritmo, una versione piu` banale delle ricerche che quell'anno stavano facendo anche Klaus Schulze e ovviamente i Neu. Le armonie sono semplificate fino a dissolvere del tutto la loro meccanicita` angosciosa in umili "adagi", "rondo'" e "scherzi" dell'era elettronica.

Predicando bene e razzolando male, i due certosini della cibernetica entrarono in classifica con la title-track di Autobahn (Philips, nov 1974). Questa lunga (22 minuti) suite ipnotica, avvolta in crescendi di melodie romantiche, e poi intrecciata con danze medievali, ritmi e rumori "concreti", creo` di fatto il cliche' della muzak elettronica. A far sensazione fu l'uso della drum-machine (thanks to electronic percussionist Wolfgang Fluer), ma in realta` lo strumento era gia` stato usato due anni prima dai Can in Spoon (per citare soltanto brani entrati in classifica in Germania). La vera ragione del successo di Autobahn era la melodia, non il ritmo.
Il resto dell'album e` puro riempitivo: le due Kometenmelodie sono la brutta versione di cio` che faceva Vangelis.

Radioaktivitaet (EMI, 1975), con un altro percussionista elettronico (Karl Bartos) oltre a Wolfgang Fluer, e` un album di confine, che forse si vergogna un po' degli eccessi commerciali del precedente, ma al tempo stesso non vuole tornare nei vicoli maleodoranti dei primi. I pochi brani che hanno un'identita` (Radioaktivitaet, Radio Sterne, Ohm Sweet Ohm) sono leggeri e prevedibili.

Trans-Europe Express (EMI, may 1977) e Die Mensch Maschine (EMI, may 1978) sono gli album che coniarono lo stereotipo del modernismo androide, seppellendo le ultime vestigia della civilta` hippie sotto montagne di alta tecnologia sonora ed esaltando oltre misura il fascino dei ritmi robotici e delle melodie meccaniche.

The "dehumanization" of the world is the recurring theme of Trans-Europe Express, which stands as the first aesthetic articulation of Kraftwerk's new course. Sonically, though, the outstanding achievement is the simulation of a rail journey (metal noise of the wheels on the tracks, whistling, screeching of the brakes, etc). Europa Endlos (nine minute) and Schaufensterpuppen, also known as Showroom Dummies e Les Mannequins, were simply more aggressive (and a lot less epic) versions of Autobahn. The majestic Trans-Europa Express (King Crimson in the age of computers), the decadent Spiegelsaal (eight minute), also known as The Hall of Mirrors, and the polyrhythmic festival of Metall auf Metall were less trivial, but not exactly revolutionary. (Translation by/ Tradotto da Michela Mione)

La disumanizzazione del mondo è il tema ricorrente di Trans-Europe Express che rappresenta la prima articolazione estetica del nuovo percorso dei Kraftwerk. Sonoramente, tuttavia, la notevole impresa sta nella simulazione di un viaggio in treno (rumore metallico di ruote sui binari, fischi, freni che stridono, etc.). Europa Endlos o Europe Endless (nove minuti) e Schaufensterpuppen conosciuta anche come Showroom Dummies o in francese Les Mannequins sono soltanto versioni più aggressive (e molto meno epiche) di Autobahn.

La maestosa Trans-Europe Express (King Crimson nell'era dei computer), la decandente Spiegelsaal (otto minuti) altresì nota come The Hall of Mirrors e il festival poliritmico di Metall auf Metall o Metal on Metal sono meno triviali, ma non propriamente rivoluzionarie.

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Man Machine, oltre a piazzare due singoli ancor piu` orecchiabili nelle classifiche di vendita (Das Model, Neonlicht), impiego` anche effetti da colonna sonora di fantascienza (Die Mensch Maschine, Die Roboter), aprendo la strada per quell'opera capitale del pop sintetizzato che fu Computer Welt (EMI, 1981), vertice delirante di tecnologia avanzata e al tempo stesso fischiettabile. E`, a suo modo, anche una "rock opera", il cui tema (non molto originale) e` l'avvento di una generazione di computers che assumera` il controllo del mondo. Gli hit furono Taschenrechner, nota anche come Pocket Calculator, Computerwelt, Computer Liebe.

Preceduto dal singolo Tour de France (1984), Electrik Cafe` (EMI, 1986) contiene ancora Musique Non Stop e Der Telefon Anruf.

Lungi dal "disumanizzare" la razza umana, questi dischi in realta` servirono semplicemente a "umanizzare" l'elettronica. Smitizzando il sintetizzatore, i Kraftwerk di fatto smitizzarono proprio la civilta' delle macchine contro cui a parole si accanivano; e, infatti, finirono per portarla in discoteca. Questi dischi rispolverarono miti e sterotipi (inquietanti) del futurismo trasformandoli in miti e sterotipi (innocui) della generazione che non aveva studiato il futurismo a scuola.

Pochi voltafaccia furono clamorosi come i loro, e pochi voltafaccia furono influenti come il loro.

Kraftwerk returned with the single Expo 2000 (2000)

Tour De France Soundtracks (Astralwerks, 2003), Kraftwerk's first album in 13 years, proves how inferior this band was in its second period compared to the fantastic creativity of the first four albums. It's just that in 2003 this is more evident than it was in the 1980s, but the music is the same: atrocious.

The double-disc live Minimum-Maximum (Astralwerks, 2005) documents their 2004 tour.

Wolfgang Fluer, who left Kraftwerk in 1987, is the brain behind Yamo, whose Time Pie (Hypnoptic, 1998), featuring Andi Toma and Jan Werner of Mouse On Mars, offers old-fashioned synth-pop.

(Translation by/ Tradotto da Max Fabrizi)

Tour De France Soundtracks (Astralwerks, 2003), primo album dei Kraftwerk dopo 13 anni, prova quanto sia inferiore il secondo periodo della band comparato alla fantastica creatività dei primi quattro album. È solo che nel 2003 è molto più evidente di quanto lo fosse negli anni 80, ma la musica è la stessa: atroce.

Il doppio disco live Minimum-Maximum (Astralwerks, 2005) documenta il loro tour del 2004..

Wolfgang Fluer, che lasciò i Kraftwerk nel 1987, è la mente dietro Yamo, il cui album Time Pie (Hypnoptic, 1998), con la collaborazione di Andi Toma e Jan Werner dei Mouse On Mars, offre sonorità synth-pop di altri tempi.

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