Neu!
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Neu! , 9/10
Neu! 2 , 7.5/10
Neu! 75 , 7/10
Neu! 4 , 5/10
LA Dusseldorf , 7.5/10
LA Dusseldorf: Viva , 6.5/10
LA Dusseldorf: Individuellos , 5/10
Michael Rother: Flammende Herzen , 6.5/10
Michael Rother: Sterntaler , 5/10
Michael Rother: Katzenmusik , 5/10
Michael Rother: Traumreisen , 4/10
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Formed by guitarist Michael Rother and percussionist Klaus Dinger, both veterans of Kraftwerk, Neu (102) Neu! (1972 - Gronland, 2005) pushed to the limit the technique of iterative patterns and the impressionistic approach that were popular among contemporary cosmic musicians. Pieces such as Negativland are essentially continuums of rhythmic impulses propelled by Dinger's legendary "motorik beat" and by obsessive repetition of ferocious percussive patterns (occasionally bordering on jack-hammer noise). It was tribal drumming applied to the devastating neurosis of the post-industriale era. Fur Immer, on their second album, 2 (1973 - Gronland, 2005), offered the last glimpse into their personal and public hell. Neu! 75 (1975 - Gronland, 2005) was a much quieter and softer affair, downplaying the rhythmic element and incorporating a stronger melodic element. Neu's anti-romantic futurism and anguished hyper-realism of Wagner-ian intensity would be highly influential.

Dinger died in 2008.


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Michael Rother (chitarra e tastiere) e Klaus Dinger (percussioni), entrambi reduci dai Kraftwerk, furono protagonisti con il loro progetto Neu! di una delle esperienze piu` significative della storia della musica rock. Realizzarono soltanto tre album (1972, 1974, 1975) ma esercitarono un'influenza enorme sulla musica delle generazioni successive. Ci volle un quarto di secolo prima che le loro intuizioni venissero assorbite dal resto della musica rock.

Neu! (Brain, 1972), prodotto come i successivi da Conrad Plank (lo stesso che aveva prodotto i primi Kraftwerk), portava sostanzialmente all'esasperazione i concetti di iterazione e di impressionismo che balenavano gia` nelle opere dei musicisti cosmici di quegli anni. I brani sono essenzialmente continuum di impulsi ritmici, basati esclusivamente sulle percussioni e sulla ripetizione incessante di feroci pattern percussivi. In pratica il brano diventa un rituale di decostruzione del sound: l'incalzante, ossessivo andamento favorisce l'emergere dei dettagli. Il metodo serve anche a esaltare la nevrosi dilaniante dell'era post-industriale. Fondendo il tribalismo "nero" dei Popol Vuh e il futurismo romantico dei Kraftwerk, i Neu! pervenivano a un iper-realismo angosciato di intensita' wagneriana. L'album contiene sei suite puramente strumentali. Figlia degenere della psichedelia dilatata (il chitarrismo lezioso e le pulsazioni rallentate di Weissensee), questa musica esalta i due estremi sonori, quello dell'assurdo aritmico (Sonderangebot, un esercizio di solo rumore in un vuoto cosmico, e Lieber Honig, saggio di canto afono in una non meno spettrale atmosfera di suoni casuali) e quello del vortice supersonico: Hallogallo e` pura percussivita` di batteria elettronica e chitarre, appena perturbata da accordi minimali e da disturbi cacofonici. I dieci minuti di Negativland sono un connubio di espressionismo demoniaco e tribalismo heavy-metal, un'orgia di istinti malvagi, un vortice di frastuoni che e` l'immagine psicanalitica del quotidiano (martello pneumatico, furibonde distorsioni chitarristiche, sincopi ultrasoniche). Con questo capolavoro austero e ipnotico, la tradizione teutonica (gotica, superominica, disperata) si sposa alle tensioni psicologiche dell'evo moderno. ritualismo demoniaco. I Neu! avevano inventato il "motorik beat", quel battito propulsivo, costante, incalzante, che trasformava l'angoscia in trance.

Neu! 2 (Brain, 1973) e` piu` frammentato (il duo non trovo` i soldi per completare la registrazione) e incorpora le tastiere. Il brano-chiave e` Fur Immer, che consuma in dieci minuti una nevrosi epilettica simile a quella di Negativland, ma piu` vicina al minimalismo (l'incalzante pattern pianistico) e alla Sister Ray dei Velvet Underground (il batterismo ossessivo e inesauribile). Anche i brani minori vivono della stessa lugubre paranoia, situandosi in uno spettro espressivo estremamente angusto: il tema e` sempre quello di una percussivita` furibonda e atonale, squartata da lancinanti attacchi di chitarra distorta, che nulla concede alla melodia e al sensazionalismo. E` la musica meno romantica del mondo. Dal tribalismo di Lila Angel allo stridulo girotondo di Neuschnee 78, dall'incedere cingolato di Super 16 al sabba sguaiato di Super (brani registrati a diverse velocita`, come dicono i titoli), il loro repertorio e` un catalogo di cadenze dell'horror tecnologico. Fra l'altro l'album contiene versioni a diversa velocita` di brani gia` incisi dai Neu!, ed e` quindi uno dei primi casi di "remix".

Neu! 75 (Brain, 1975) is a rather different album, much quieter and softer. The album downplays the rhythmic element and incorporates a stronger melodic element. The resulting atmosphere is almost pastoral, by their standards. Neu! used to be the dark side of cosmic music, but here they explore a lighter side of cosmic music. Isi is angelic music for piano, locomotive beat and Terry Riley-ain electronic dervishes. The trance in Seeland is due to both the minimalistic beat and the guitar's middle-eastern line, and the mixture sounds like the missing link between early Pink Floyd and early Brian Eno. The "motorik beat" returns in E-Musik, but, again, the guitar and the keyboards dance on it with a gentle, melodic elegance. by a year.
Neu! even speaks (or, better, whispers) in Leb Wohl, a delicate sonata lulled by ocean waves that sounds like a slow-motion replay of a romantic ballad and abandons their trademark massive rhythms.
Hero is a rock song, and an anthemic one, with strong echoes of Stooges and Rolling Stones. So is After Eight. And they both predate punk-rock
Overall the album is a lot less experimental than the previous two, but it may have helped insinuate Neu! into the mainstream.

Rock on Brain (Brain, 1980) is an anthology. Neu! 4 (1995) is a reunion album. Live in Dusseldorf (Captain Trip, 1996) documents a 1972 performance.

Michael Rother suono` con gli Harmonia (che erano lui e i Cluster) e poi intraprese una carriera solista improntata al sound solare del Neu! 75.

Flammende Herzen (Sky, 1976) recupera quell'andamento cupo, ossessivo, demoniaco, quelle linee ritmiche ripetute fino alla nevrosi, quel sound claustrofobico, immergendoli in contesti melodici (la suite omonima) o lasciandoli andare alla deriva in progressioni minimaliste (Zyklodrom) o entrambe le cose allo stesso tempo (Karussell). L'incedere luciferino ammorba soprattutto Feuerland di un sinistro ritualismo da Notte delle Valpurghe. Rother suona chitarre, basso, piano, organo e sintetizzatore, aiutato soltanto da Jaki Liebezeit alle percussioni. Sterntaler (Sky, 1977 - Water, 2007), ancora con Liebezeit, e` pero` gia` molto meno originale. I dischi successivi, Katzenmusik (Sky, 1979), Fernwarme (Random, 1981 - Water, 2007), Lust (Random, 1983), Sussherz Und Tiefen Scharfe (Random, 1985), Traumreisen (Random, 1987), non faranno che ripetere quella formula, con rari spunti melodici che li elevino dalla mediocrita'. Dopo molti anni di silenzio, tornera` con Esperanza (Random, 1996).

After Neu! split, Dinger formed LA Dusseldorf, switching to guitar and keyboards while letting Thomas Dinger and Hans Lampe play percussions.

Klaus Dinger formo` invece i Los Angeles Dusseldorf, con cui suonava chitarra e tastiere (drummer Hans Lampe, Thomas Dinger on percussion and vocals, Harald Konietzko on bass, Nicolas van Rhein on keyboards). LA Dusseldorf (Nova, 1976 - Warner, 2005) e` un ibrido di tante cose, ma raramente ricorda i Neu!. Semmai gli Amon Duul e i Can. Il loro capolavoro, Dusseldorf, uno dei grandi brani-manifesto dell'elettronica teutonica, fonde la spazialita` dei Kraftwerk e la corporalita' dei Neu, risultando al tempo stesso una danza tribale e un viaggio nel subconscio. Al battito implacabile della batteria e del synth si sovrappongono una miriade di eventi sonori, formule magiche, sibili allucinogeni, distorsioni chitarristiche, solfeggi mantra, lunghe note spaziali d'organo, fino al crescendo corale. Ancor piu` mozzafiato e` il conciso inno di LA Dusseldorf, un tour de force di spiritismo grottesco e maniacale. Silver Cloud (il loro primo singolo) e` un brano spaziale e accattivante, con cui l'esperimento puo` entrare in classifica.
Paragonate ai violenti, atroci cataclismi espressionisti dei Neu, le loro suite sono piu` liriche, melodiche ed impressioniste, nonostante l'incedere selvaggio da industria pesante. Sono inni allucinogeni all'esistenza umana, orge blasfeme di spiriti che si elevano in spirali sacre e solenni, lasciandosi alle spalle la desolazione del rumore industriale.

Viva (Teldec, 1978 - Warner, 2005) li avvicino` alle atmosfere mistiche e utopiste degli hippie attraverso una serie di brani intrisi di pathos umanitario (l'inno Viva, il boogie White Overalls, lo strumentale struggente ed epico Rheinita e l'apoteosi di Geld) e la lunga fanfara-marcia caraibico-futurista di Cha Cha 2000, lungo i cui 20 minuti si sublimano i toni solenni ed euforici del disco e di tutta un'era. Individuellos (Teldec, 1980) e` pero` una semplice raccolta di "canzonette", degna del synth-pop dell'epoca (Dampfriemen, Individuellos). For a few years Dinger was silent. Then he resurfaced with Neondian (Teldec, 1985), which is credited to Klaus Dinger and Rheinita Bella Dusseldorf (actually a supergroup of Dinger on guitar, Nikolaus Rhein on keyboards, Jaki Liebezeit on percussion, etc). Again, several years of silence followed, until Die Engel des Herrn (1992), the first album credited to Dinger alone, came out.

Dinger's next project was an ideal fusion of the two bands, appropriately named La! Neu?. Dusseldorf (Captain Trip, 1996) contains the 22-minute Hero '96 (a poem set to music a` la Patti Smith) and the 33-minute D.-22.12.95, a wild psychedelic jam. But it will become one of those prolific, low-quality indie-rock projects of the 1990s, flooding the market with collections of rather mediocre (studio and live) music that crosses acid-rock, motorik sound and ambient electronica: Zeeland (1997), which documents a 1997 live performance; Rembrandt (Captain Trip, 1997), which is actually a collaboration with fellow La! Neu? member Rembrandt Lensink; Year Of the Tiger (Captain Trip, 1998), which contains two half-hour exaggerations, Autoportrait Rembrandt mit Viktoria + Apache and Notre Dame; Gold Regen (Captain Trip, 1998); the double CD Cha Cha 2000 (Captain Trip, 1998), which documents a 1996 Japanese tour and will be followed by Live In Tokyo 1996 Vol. 2 (1999); Blue (Captain Trip, 1999), which collects unreleased material by Dinger; Live At Kunsthalle Dusseldorf (2002).

Dinger died in 2008.

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(Translation by/ Tradotto da xxx)

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