Savatage
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Sirens (1983), 6.5/10
Power Of The Night (1985), 6.5/10
Fight for the Rock (1986), 5/10
Hall of the Mountain King (1987), 6/10
Gutter Ballet (1989), 6.5/10
Streets (1991), 7/10
Edge of Thorns (1993), 5/10
Handful of Rain (1994), 5/10
Dead Winter Dead (1995), 6/10
The Wake of Magellan (1998), 5/10
Poets and Madmen (1991), 4/10

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If English is your first language and you could translate the Italian text, please contact me. I Savatage si formano in Florida all'inizio degli anni '80 per iniziativa dei fratelli Jon (canto, tastiere) e Criss (chitarra) Oliva. Come Avatar registrano un 45 giri (Rock Me/ Minus Love) e un EP (City Beneath The Surface); poi cambiano nome in Savatage e registrano Sirens (Par, 1983). Il gruppo recupera, in maniera alquanto banale, le sonorita` piu` "pesanti" dei Black Sabbath, immergendole in un contesto appena meno macabro. Se il sensazionalismo e` il loro pane quotidiano (vedi la title-track), i Savatage sanno anche conferire alle forze oscure della loro musica uno spirito epico (l'inno Living For The Night) e naturalmente connotati aggressivi e "corazzati" (Holocaust) come si conviene al genere. Alcune canzoni (come I Believe) nascondono (sotto l'acciaio rovente) una natura di ballate dal tono solenne e titanico, e sono forse questi i momenti piu` appassionanti.

Dopo il mini-album The Dungeons Are Calling (Combat, 1984), che concludeva di fatto quella fase di apprendistato, usci' il secondo album, Power Of The Night (Atlantic, 1985), che sfiorava la perfezione barocca, dal riff impeccabile della title-track (quintessenza dell'"urbano" e del "notturno") alla tenebrosa Hard For Love. L'eroica Warriors, la sofferta Fountain Of Youth e la tenera In The Dream compongono un festival di stereotipi dell'hardrock.

La progressione verso un sound piu` commerciale diede risultati fallimentari su Fight For The Rock (1986), probabilmente il loro lavoro meno riuscito di sempre.

La ripresa ha inizio a partire da Hall Of The Mountain King (1987), che esalta semplicemente quella che e` la loro qualita` migliore, la capacita` di sposare i riff piu` "duri" a melodie maestose; e culmina tre anni dopo con Gutter Ballet (1989), eclettico e superbamente arrangiato, con la ballata When The Crowds Are Gone, lo strumentale Silk And Steel e i primi esperimenti con l'orchestra nella title-track.

Streets (1991) e` una rock opera, e forse il loro album meglio suonato, arrangiato e congegnato (la ballad Believe, Jesus Saves).

Edge Of Thorns e` il singolo tratto da Edge Of Thorns (1993), il primo album con Zack Stevens al canto.

Nel 1993 Criss Oliva muore in un incidente stradale e viene sostituito da Alex Skolnick dei Testament.

Handful of Rain (Atlantic, 1994), con il barocco esercizio vocale di Chance (l'archetipo per il loro stile futuro) e la melodrammatica Alone You Breath, e` un disco piu` vigoroso. Dead Winter Dead (1995) e The Wake Of Magellan (1997) sono due rock operas (molto meglio la prima) su cui e` pesante la mano del produttore Paul O'Neill (che e` anche il leader della ambiziosa Trans-Siberian Orchestra, con Jon Oliva). Il sound e` imperniato in maniera crescente sulle ballad e sugli intrecci vocali a cinque voci.

Poets & Madmen (Nuclear Blast America, 2001) e` un album piu` umile, con Jon Oliva al canto dopo la defezione di Stevens (passato ai Circle II Circle).

O'Neill's and Oliva's Trans-Siberian Orchestra composed the eclectic rock operas Christmas Eve and Other Stories (1996), The Christmas Attic (1998), Beethoven's Last Night (2001), The Lost Christmas Eve (2004) and the two-disc Night Castle (2009).

Jon Oliva was also active as Doctor Butcher (1993) and as Pain, with Tage Mahal.

(Translation by/ Tradotto da xxx)

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