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Gli Univers Zero, formati in Belgio nel 1974 Daniel Denis (che era gia` stato
membro degli Arkham) e Roger Trigaux, suonano una sorta di jazz fusion da camera, raffinata e
drammatica, per un ensemble che generalmente comprende violini, harmonium,
organo e fagotto. Con il passare degli anni diventeranno un'istituzione
del progressive-rock, nonche' uno dei gruppi piu` importanti del mondo.
Inaugura il loro genere la Ronde sull'album d'esordio,
1313 (Cryonic, 1978),
quando erano in
sette e il loro sound si ispirava ai primi King Crimson o al Frank Zappa di
Uncle Meat.
Daniel Denis vi si rivelava il compositore piu` eccentrico ed esuberante
dell'avanguardia rock
europea, capace di alternare una marcetta militare a una fanfara "zappiana",
una filastrocca alla Lindsay Cooper a una cadenza "industriale", un pizzicato
alla Berlioz a una danza popolare. Michel Berckmans al fagotto arabescava le
loro moderne "ronde" con tutta una serie di geniali clownerie. Nel pezzo
piu` minimalista, la sarabanda a passo orientale di Malasie, dominavano
invece gli archi e il clavicembalo.
Heresie (Cryonic, 1979) mise a punto il meccanismo. Prendendo a
pretesto un soggetto gotico, La Faulx procedeva per ventitre minuti a
sperimentare ogni sorta di partitura. La piece si apre con un confuso brusio
degli strumenti dell'orchestra, poi il cantante recita un esorcismo sulle note
funeree del piano e prende piede una cadenza in crescendo da ballo delle
streghe. Un tema spensierato di fagotto conduce in una marcia sbilenca, a meta`
strada fra un balletto di Stravinsky e una suite di Ravel. Ma i contrappunti
si fanno sempre piu` discordanti, riportando la musica nei gironi infernali da
cui era partita. Jack The Ripper e` invece un brano piu` opprimente che
orrifico, conteso fra spunti jazzrock e cadenze/fratture da industria pesante.
Oltre alle percussioni di Denis e al fagotto di Berckamns sono in primo piano
le tastiere di Roger Trigaux e il violino di Patrick Hanappier.
Fu l'ultimo disco di Trigaux con gli Univers Zero.
Lo stile lambisce il sensazionalismo su Ceux Du Dehors (Recommended, 1982),
con le incalzanti progressioni jazz-rock di Dense,
l'apocalittico coro funebre di La Corne Du Bois Des Pendu e la nervosa
piece espressionista di Combat.
Raffinata ulteriormente la produzione due anni dopo
su Uzed (Recommended, 1984), il gruppo giungera` al manierismo di
Heatwave (Recommended, 1986),
disco orchestrato per un ensemble piu` moderno (due tastiere elettroniche,
archi, fiati, chitarra, basso, batteria) e ricco di spettacolari tour de force
elettronici come Chinavox. La titanica e tumultuosa
Funeral Plain riassume e dilata otto anni di esperimenti:
musica da camera atonale, jazz-rock, minimalismo, musica industriale,
rondo` classici, orientalismi e cosi` via.
Il gruppo si sciolse l'anno dopo.
Meno austeri degli Art Zoyd, gli Univers Zero erano reminescenti del rock
progressivo e dell'art-rock inglesi, ma non meno audaci nel tentare la fusione
fra avanguardie classica e rock. Se gli Art Zoyd furono i Satie del rock,
gli Univers Zero ne furono i Poulenc.
Trigaux aveva intanto formato con il pianista Alain Rochette i Present,
Da solo Denis ha composto Sirius And The Ghosts (Cuneiform, 1991), un
album che non si discosta troppo dagli ultimi Univers Zero, ma che sfrutta
con maggior consapevolezza le tecniche minimaliste e accentua la propulsione
delle percussioni; e, due anni dopo, Les Eaux Troubles, un disco che apre
decisamente nuovi orizzonti, sia per le incursioni di Les Portes e
Second Presage nel jazz-rock piu` aggressivo, sia per le variazioni su
temi folk delle Bulgarian Flying Spirit Dances, sia (soprattutto) per
i balletti cubisti di Strategeme e Electronica Mambo-Musette,
condotti a ritmi spezzati, come se fossero stati campionati a intervalli
discreti. Denis prosegue insomma il programma di trasferire tecniche
e motivi dell'avanguardia nel corpus della musica rock.
A questo album fece seguito Les Eaux Troubles (Cuneiform, 1993).
Denis rimette insieme i suoi Univers Zero per
The Hard Quest (Cuneiform, 1999), un disco che non sfigura al fianco
delle opere classiche del gruppo. Denis e` rimasto il compositore sardonico
e incontenibile di sempre, capace di spaziare dalla
musica cerimoniale del Medioevo (Vieux-Manants) alle fanfare
di Frank Zappa (Civic Circus, Rebus),
dal jazz-rock (Affinite`) alla musica d'avanguardia
(Kermesse Atomique). La lunga Xenantaya e` piu` che altro
un tributo alla carriera stessa di Denis, al suo squisito gusto per
l'arrangiamento, alle sue magistrali doti di direttore dell'ensemble,
e alle sue innumerevoli fonti d'ispirazione.
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Univers Zero, from Belgium,
began in the wake of King Crimson and Frank Zappa with 1313 (1978),
but Heresie (1979) veered towards gothic atmospheres and discordant,
industrial textures. Focusing on orchestration and production rather than
on melody and harmony, Ceux Du Dehors (1982) and Uzed (1984)
arrived at a smooth, stately, stylish and occasionally titanic flow of
ideas. Capable of quoting and mixing stereotypes from
atonal music as well as jazz-rock, minimalism as well as Eastern music,
classical fantasias as well as requiems, the multiple tours de force of
Heatwave (1986) rank among prog-rock's greatest achievements.
Cinematic and suspenseful, elegant and dramatic,
Daniel Denis' compositions for strings, woodwinds and keyboards coined a
new kind of chamber music and jazz fusion.
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Rhythmix (Cuneiform, 2002)
e` il secondo album di materiale originale della reunion e mette in
mostra Denis sempre piu` nei panni del compositore classico.
Ben dieci musicisti suonano sull'album, e cio` spiega la qualita`
"orchestrale" del sound.
Terres Noires usa una cornuscopia di citazioni dalla musica del
ventesimo secolo e termina nella maniera grottesca del
Frank Zappa di Orchestral Favourites.
Shangai's Digital Talks, forse il pezzo piu` geniale dell'album,
e` uno sketch sinistro, impostato sugli staccato violenti delle tastiere.
La lenta, ripetitiva Reve Cyclique sa di balletti fauve di un secolo fa,
aggiornati al minimalismo degli anni '60 e al jazz esotico degli anni '50.
La melodia di fagotto di The Invisible Light potrebbe stare su un
balletto di Cajkovsky. E cosi` via.
L'album annovera comunque anche alcuni degli esperimenti piu` audaci della
carriera di Denis, come l'incubo percussivo di
Rouages, che sposa Edgar Varese, Crash Worship e
Mike Oldfield, o l'orgiastica Emotions Galactiques, che miscela
una frenetica fanfara di fiati (quasi un'alveare),
un confuso martellare di piano e percussioni legnose alla Steve Reich.
The Fly-Toxmen's Land e` l'unico brano che appartiene davvero
alla tradizione del prog-rock.
In un paio di casi rivoluzionaria, talvolta in anticipo sui tempi,
sempre intrigante, raramente pleonastica, la musica di Denis continua
a sorprendere e a divertire.
6/10
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Crawling Wind (Cuneiform, 2000) collects a live performance and rare
1983 recordings.
Rhythmix (Cuneiform, 2002), the second album of new material since the
1999 reunion, displays Daniel Denis' further explorations into classical music.
Ten musicians contribute to the album, and that accounts for the increasingly
"orchestral" sound.
Terres Noires employs a plethora of quotations from 20th century
music and ends in the grotesque fashion of
Frank Zappa's Orchestral Favourites.
Shangai's Digital Talks, perhaps the most inventive piece here, is
a sinister sketch, heavy on the keyboards' staccatos.
The slow, repetitive Reve Cyclique smells of fauve ballets of a century
before, updated to Sixties' minimalism and exotic jazz of the Fifties.
The suave bassoon melody of The Invisible Light could be taken from
a Cajkovsky ballet.
The album also features some of Denis' boldest experiments, like the percussive
nightmare of Rouages, that weds Edgar Varese, Crash Worship and
Mike Oldfield, or the orgiastic Emotions Galactiques, that mixes
a frantic horns fanfare (sounding like a beehive),
confused piano hammering and Steve Reich-ian wooden percussions.
The Fly-Toxmen's Land is the only track that clearly belongs to prog-rock
(i.e., to rock music): emphatic, loud and exilarating.
Occasionally revolutionary, at times ahead of its time, always intriguing,
rarely redundant, Denis' music continues to surprise and to entertain.
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Implosion (Cuneiform, 2004) features
Denis (drums, percussion, keyboard,
samplers, accordion, guitar), Michel Berckmans
(oboe, English horn, bassoon), Serge Bertocchi (saxes & tubax), Aurelia Boven
(cello), Ariane De Bievre (flute, piccolo), Dirk Descheemaeker (bass clarinet,
clarinet), Bart Maris (trumpet, flugelhorn), Eric Plantain (electric bass),
Christophe Pons (acoustic guitar), Bart Quartier (marimba, glockenspiel), and Igor
Semenoff (violin).
The fourth album since the reunion,
Implosion (Cuneiform, 2004), released on the 30th anniversary of
the band's birth, is not up to their standards. A few of the motifs are
brilliant (Falling Rain Dance,
Mellotronic), but most of the (short) pieces
and even the nine-minute suite Meandres
are mere reiterations of prog-rock cliches
and, in any event, too fragmented to stand up as a whole.
Partch's X-Ray is the notable exception: an avantgarde piece
overflowing with intriguing solutions.
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(Translation by/ Tradotto da xxx)
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