Bad Religion
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How Could Hell Be Any Worse , 6/10
Into The Unknown , 6.5/10
Suffer , 7.5/10
No Control , 7.5/10
Against The Grain , 7/10
Generator , 5/10
Recipe For Hate >/A>, 6/10
Stranger Than Fiction >/A>, 6/10
Gray Race >/A>, 5/10
No Substance , 6/10
The New America , 5/10
The Process of Belief , 6.5/10
The Empire Strikes First (2004), 5/10
New Maps Of Hell (2007), 6/10
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Bad Religion, perhaps the most influential punk band of this generation, were late-bloomers: they became the bards of teenage frustration long after they had grown up, with the trilogy of Suffer (1988), No Control (1989) and the unusually pensive Against The Grain (1990), which are basically rock operas about the moral crisis of the 1980s. The first two installments featured the emphatic vocals of Greg Graffin debating the meaning of life inside catchy melodies, and a double-guitar attack led by Brett Gurewitz that rehashed rock'n'roll cliches from Led Zeppelin to the Clash.
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I Bad Religion si formarono nel 1980 nella zona bohemien di Melrose Avenue. Greg Graffin al canto, Brett Gurewitz alla chitarra, Pete Finestone alla batteria, Jay Bentley al basso non erano molto diversi da tante altre "bande" di beach-punk dell'epoca. Anche loro beneficiarono dell'esplosione di interesse del 1981 e, per via di sermoni piu` "adulti", si ritrovarono all'avanguardia della marea hardcore, e vi sarebbero rimasti per circa dodici anni, con cambiamenti stilistici quasi minimi. Forse proprio la loro coerenza servi` a elevarli al di sopra della massa.

Gli alti e i bassi della loro carriera non tolgono che i Bad Religion abbiano scritto alcune delle pagine piu` importanti del rock degli ultimi anni e siano entrati di diritto nell'Olimpo degli anni '80. Graffin, Gurewitz e Bentley costituiscono un trio di "autori" con pochi rivali negli annali del rock, e negli ultimi lavori la loro capacita` espressiva ha raggiunto nuovi vertici.

Il sound del primo EP, Bad Religion (Epitaph, 1981), era un hardcore piuttosto convenzionale, "cantilenato" piu` che cantato sulle cadenze thrash esagitate della sezione ritmica e con un utilizzo minimo di riff e assoli. Svettano sarcastiche invettive socio-politiche come Bad Religion, Politics, World War III, Slaves che si qualificano proprio per l'impegno programmatico, insolito per una generazione che badava soprattutto a piangere le proprie miserie morali; ma Sensory Overload annunciava una propensione melodica sconosciuta ai piu` e Drastic Actions aveva l'incedere lento, sinistro e marziale del gotico britannico.

Il primo album venne registrato di notte nella soffitta di Melrose Avenue. Rimangono poche parentele fra l'hardcore di How Could Hell Be Any Worse (Epitaph, 1982) e quello del precedente EP. Le armonie sono complesse, gli arrangiamenti intensi, i ritmi irregolari, gli assoli molteplici. L'unica costante e` forse il canto, ancora piuttosto monocorde; e la durata, sempre brevissima. La tesi dei Bad Religion e` che viviamo in un mondo paradossale, in una mostruosa aberrazione, e, a riflettere quella tesi, la loro musica e` suonata e cantata con un piglio fra il demenziale e il surreale.
Il disco si apre infatti con una canzone che potrebbe benissimo essere una filastrocca da vaudeville invece che un anthem punk: We're Only Gonna Die. Il quartetto ha comunque solide basi nella storia del rock: in We're Only Gonna Die la chitarra di Gurewitz ha il tono secco della chitarra di Dave Davies in You Really Got Me, mentre in Latch Key Kids lancia un thrash canonico con un riff alla Mick Jones (Clash); e Part III e` un vertiginoso rock and roll alla Led Zeppelin (con Fineston nella parte del Bonham piu` forsennato). Le fonti piu` disparate contribuiscono a definire un hardcore fantasioso, trascinante e persino fischiettabile, che si sublima nel tremendo manifesto di Fuck Armageddon This Is Hell.
I Bad Religion rimangono comunque fra i primi della classe nel campo del thrash a rotta di collo, come White Trash. La lezione del primo punkrock (in particolare quello di derivazione boogie dei Dead Boys) costituisce le fondamenta delle loro fiondate piu` violente, soprattutto Into The Night. Sul fronte piu` melodico il disco annovera invece le armonie vocali di American Dream, il ritornello satirico Voice Of God Is Government e la ballata demoniaca Damned To Be Free, che hanno pochi precedenti. Tutte e tre esprimono il loro malessere esistenziale e la loro sfiducia nella societa` con un ricorso a un sound piu` accessibile. All'intensificarsi del messaggio politico corrisponde una riduzione della potenza di fuoco.

Con Into The Unknown (Epitaph, 1983) il complesso cambio` pero` completamente le carte in tavola: l'hardcore supersonico degli esordi viene messo da parte a favore di un rock psichedelico molto vicino a quello del contemporaneo Paisley Underground. Il giro di volta e` rappresentato dal sintetizzatore, lo strumento usato da Graffin per comporre gran parte del materiale. Questi Bad Religion sembrano piu` Todd Rundgren che Sex Pistols.

Segui` un periodo di sbandamento durante il quale il gruppo perse temporaneamente bassista e chitarrista. Graffin, che si era dapprima ritirato a vivere nel natio Wisconsin, si uni` all'ex-chitarrista dei Circle Jerks, Greg Hetson e al bassista Tim Gallegos e mise insieme il materiale per un nuovo EP, Back To The Known (Epitaph, 1984). Lavoro incerto, di transizione, annovera comunque un paio di classici: Along The Way, ritornello lento e marziale accompagnato da un wah-wah alla Cream; e l'esplosivo power-pop di New Leaf e Yesterday. La visione che Graffin ha del mondo contemporaneo rimane catastrofica.

Passata la moda, anche per i Bad Religion finirono le occasioni di suonare e di registrare. Il complesso sembro` estinto, ma invece, come tanti altri dell'era, venne riscoperto verso la fine del decennio e, forte del mito crescente, pote` tornare in azione. A differenza di gran parte dei ritorni di questo genere Suffer (Epitaph, 1988) e` addirittura piu` scalmanato ed essenziale delle prime opere. I Bad Religion non sono per nulla maturati, anzi si sono incattiviti. Invettive sgolate come 1,000 More Fools, Land Of Competition, What Can You Do e soprattutto Pessimistic Lines, compresse in poco piu` di un minuto e veicolate da una melodia orecchiabile, nonche' l'epico grido di guerra a rotta di collo di You Are The Government, trasudano di frustrazione adolescenziale come nel primo punkrock, o, meglio, come in tutte le espressioni generazionali, da Dylan agli Who. L'asse chitarristico dei vulcanici Gurewitz e Hetson puo` far nuovamente leva sulla sezione ritmica dei poderosi Bentley e Finestone: un classico dei classici. Il canto di Graffin non e` mai stato cosi` modulato ed espressivo, capace anche di intonare la desolata elegia della title-track. Il quintetto e` all'apice della forma. E' proprio Suffer ad imporre lo standard di hardcore melodico che fara` la fortuna di seguaci dei Bad Religion come Offspring e Rancid.

Senza sacrificare nulla a quel sound nitroglicerinico, il successivo No Control (Epitaph, 1989) tocco` vertici espressivi che pochi gruppi hardcore hanno mai lambito. Il canto di Graffin, che e` sempre stato un'ottava sotto lo strillo medio dell'hardcore, ha ora acquisito anche una rara potenza tragica, l'ideale per porgere le sue (erudite) liriche dell'Apocalisse. In un certo senso l'album e` un "concept" sulla degradazione dell'homo sapiens. I duetti fra Hetson e Gurewitz scaraventano litri di adrenalina sui deliri visionari del profeta.
Se Big Bang si ciba ancora dei "tre accordi tre" dell'hardcore, peraltro in un barrage chitarristico da far impallidire i Black Flag, No Control usa l'epilessi hardcore per modulare un inno fortemente emotivo e I Want To Conquer The World la muta in un supersonico rock and roll a fine polemico (entrambi vanno annoverati fra i classici del moderno rock impegnato, insieme a quelli dei Dead Kennedys e pochi altri).
Cio` non toglie nulla alla potenza del sound. L'impeto sonoro puo` anzi essere addirittura piu` formidabile, come in Sometimes I Feel Like e in Billy, fra le composizioni piu` disperate della loro carriera. La seconda e` il commosso ritratto di un Lather (Jefferson Airplane) della generazione punk.
L'essenza della rappresentazione satirica di Graffin e` contenuta in brani come Automatic Man e You (uno dei loro vertici) che si rifanno al vaudeville e sfoggiano testi tanto colti ("the quintessential mindless modern epicene") da contraddire lo spirito stesso del punk. La struttura "comica" si addice al batterismo ossessivo di Finestone e al "recitar cantando" con minime modulazioni melodiche di Graffin.
La compostezza di Graffin nel bailamme infuocato delle due chitarre, mentre insegue il ritmo a perdifiato della batteria, conferisce una qualita` epica ai comizi di Progress e Anxiety, che sono in fondo delle stornellate folk accelerate fino al parossismo. Persino la fulminea Henchman, la piu` convenzionale del lotto, nelle mani di questi sovversivi diventa una nenia didattica, quasi brechtiana. E il grido finale di The World Won't Stop funge al tempo stesso da segnale di guerra e da richiesta d'aiuto e conclude su una nota umanissima questo excursus nell'Inferno dei mali del nostro tempo.
L'album e` granitico nella sua perfezione formale e monumentale nella sua architettura. I brani si susseguono tutti d'un fiato senza mai un rallentamento di ritmo o una caduta di tono. Il tema viene esplorato in maniera maniacale lungo un Calvario di immagini conturbanti. Il continuo rimbalzare fra tono comico e tono tragico, con quelle frequenti immersioni in un blaterare neutro, passivo, chirurgico, fa di No Control un'opera ricchissima di pathos e di epos.

Forti del successo di critica di questi album e del mito ormai inarrestabile, i Bad Religion si tolsero la soddisfazione di salutare il nuovo decennio incidendo il terzo disco in tre anni. Completa la trilogia della maturita` l'album Against The Grain (Epitaph, 1990), un'altra opera rock sul tema della crisi morale della modernita`. Gli anthem futuristi e fatalisti Modern Man e 21st Century Digital Boy stabiliscono il tema e l'umore del disco al passo di un frenetico rock and roll. L'album e` popolato di simili ballate "filosofiche" (Get Off, Entropy, God Song, Misery And Famine), cantate con composta nonchalance (invece del solito sarcasmo rabbioso dei punk) nel registro appena modulato di Graffin, e costruite attorno a un ritornello elementare propulso da una grancassa a piu` non posso. I vertici di pathos (la title-track, Faith Alone) sanno di ballad piu` che di rock and roll.
Le canzoni di Gurewitz (Turn On The Light, Blenderhead, Walk Away) sono appena piu` allegre e "leggere"; e 21st Century Digital Boy e` il suo anthem personale, quasi la sua versione di Modern Man; ma basta un'enfasi piu` marziale perche' quelle canzoncine diventino degli affreschi apocalittici della nostra era (Flat Earth Society). Ogni tanto un singulto violento alla Dead Kennedys (The Positive Aspect Of Negative Thinking o Unacceptable, entrambe non a caso scritte da Bentley) riporta alla luce le loro origini; ogni tanto un accento piu` lirico (Anesthesia) colora di tenera disperazione la canzone, spostando l'asse della musica verso i Cure e il gotico atmosferico.

Come gia` successe per altre celebri coppie del rock (per tutti Hart e Mould degli Husker Du) si configura sempre piu` un dualismo fra Graffin e Gurewitz, entrambi eccellenti cantautori della modernita`, ma con stili che vanno divergendo in maniera sempre piu` pronunciata.

Qui finisce pero` la stagione d'oro del complesso. Molto inferiore ai dischi della trilogia risulta infatti Generator (Epitaph, 1992), disco raffazzonato e infarcito di assoli ridondanti. I Bad Religion continuano la loro saga horror-planetaria con Atomic Garden, No Direction, Answer, Tomorrow ma senza l'incisivita` del passato. Per la visione fatalista di Generator ("like a rock/ like a planet/ like a fucking atomic bomb"), il registro del canto e` quello di un crooner degli anni '50. In Too Much To Ask e Heaven Is Falling sembra di ascoltare i vecchi X.

A risollevarne subito le sorti esce Recipe For Hate (Epitaph, 1993), i cui American Jesus, Don't Pray For Me, Skyscraper riportano alla gloria del passato, con la stessa arcigna energia di sempre.

All Ages (Epitaph, 1995) e` un'antologia che raccoglie il meglio del periodo classico, dal 1988 al 1992. 80-85 (Epitaph, 1991) copre il periodo precedente.

Il successivo Stranger Than Fiction (Sony, 1994) decreta anzi il definitivo "sell out", consacrando il gruppo presso un pubblico piu` ampio nel momento in cui decine di loro epigoni, dai Green Day agli Offspring, scalano le classifiche. I siluri delle chitarre sono ben lubrificati e Gurewitz e Graffin sperimentano nuovi schemi melodici in Stranger Than Fiction, e in Infected, due delle loro canzoni piu` lente di sempre, e delle poche ispirate dal Mersey-beat, e Incomplete si ispira agli inni dei Motorhead. Anche quando risuonano i vetusti schemi del beach-punk in sketch polemici come Television e Handshake, il ritornello e` in primo piano.

A questo punto Gurewitz, troppo preso dai suoi impegni mondani (gestisce l'etichetta Epitaph), cede il posto al leggendario Brian Baker (ex Minor Threat, Government Issue, Meatmen, Dag Nasty e Junkyard). La mossa non promette nulla di buono, perche' gli ultimi dischi erano dominati dalle sue composizioni.

Gray Race (Sony, 1996) vede pertanto Graffin padrone assoluto delle composizioni, le quali conservano sempre meno dell'hardcore delle origini a favore di un rock and roll intellettuale, posizionato a meta` strada fra le profezie apocalittiche e le denunce sociopolitiche. Graffin declama a squarciagola Punk Rock Song, ma e` tutto il contrario, e non bastano Them & Us e Parallel a rendere meno amara la ritirata generale.

Oggi Greg Graffin insegna Biologia Evolutiva alla prestigiosa Cornell University e negli intervalli continua a comporre canzoni per il prossimo album dei Bad Religion. I Jefferson Airplane del punk hanno conservato freschissimo lo spirito ribelle della loro adolescenza e un senso modesto ma orgoglioso di grandeur della civilta` punk.

After Greg Graffin's first solo, American Lesion (Polypetrus, 1997), proved that the band is more than the sum of its parts, No Substance (Atlantic, 1998) revived the Bad Religion's status as clinical perpetrators of anthemic and uptempo punk tunes. The Biggest Killer In American History, Raise Your Voice and In So Many Ways rank with their best, and the bitter desolate self-portrait of The Hippy Killers proves their qualifications as generational spokesman.

What is manifest on The New America (Atlantic, 2000), on the other hand, is the schizophrenia of these middle-aged teenagers, who can't figure out who they truly are. The glorious heroes of beach-punk are aging and can't decide if they want to remain punk or mutate into metal poppers. The guitar bombast of The New America sounds like a prelude to a heavy metal conversion. For these middle-age punks the anthem of the year 2000 is A World Without Melody, that sounds more like Nirvana than Bad Religion.

Dopo che il primo solo di Greg Graffin, American Lesion (Polypetrus, 1997), dimostro` che il gruppo e` piu` della somma delle sue parti, No Substance (Atlantic, 1998) ravviva lo status dei Bad Religion come produttori clinici di canzoni punk epiche e allegre. The Biggest Killer In American History, Raise Your Voice e In So Many Ways sono fra le loro migliori, e l'auto-ritratto disperato e amaro di The Hippy Killers dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, le loro credenziali come portavoce generazionali.

Su The New America (Epitaph, 2000), pero`, gli eroi gloriosi del beach-punk sono attempati e non sanno decidersi se rimanere punk o mutuarsi in metal poppers. L'ampollosita' chitarristica di The New America suona come il preludio ad una conversione heavy metal. Per questi punk di mezz'eta' l'anthem dell'anno 2000 e' A World Without Melody, che suona piu' Nirvana che Bad Religion.

The Process of Belief (Epitaph, 2002) marks the return of Gurewitz in the ranks and steers clear of the previous album's pop-metal. While there is no masterpiece here, Supersonic, Evangeline and Epiphany are moving anthems for the new millennium. If not his moral testament, it is certainly his most accomplished work (but not necessarily the most innovative or poignant).

In the time of the Iraqi war, Bad Religion contributed to the anti-Bush campaign with the fiery political concept album The Empire Strikes First (Epitaph, 2004). Musically, it was one of their worst, despite the powerful punches of Let Them Eat War and Sinister Rouge.

Error (Epitaph, 2004) is the project of Dillinger Escape Plan's vocalist Greg Puciato and Bad Religion's guitarist Brett Gurewitz.

After a hiatus of nine years, Greg Graffin released his second solo album, Cold As The Clay (Anti, 2006), disguised as an ordinary singer-songwriter.

New Maps Of Hell (2007) continued Bad Religion's political campaign, but this time the likes of New Dark Ages, Honest Goodbye, Requiem For Dissent, Fields Of Mars truly composed a majestic (and often hummable and occasionally anthemic) chronicle of the nation's mood.

(Translation by/Tradotto da Fabio)

The Process of Belief (Epitaph, 2002) segna il ritorno di Gurewitz, nel tentativo di restare alla larga dal precedente album pop-metal. Nonostante non ci siano capolavori qui, Supersonic, Evangeline e Epiphany sono commoventi inni del nuovo millennio. Se non il loro testamento morale, è certamente il loro lavoro più affermato (ma non necessariamente il più innovativo o toccante).

Nel periodo della guerra in Iraq, i Bad Religion contribuirono alla campagna anti-Bush con l'impetuoso concept album The Empire Strikes First (Epitaph, 2004). Musicalmente è uno dei loro peggiori, nonostante gli energici pugni di Let Them Eat War e Sinister Rouge.

Error (Epitaph, 2004) è il progetto del cantante dei Dillinger Escape Plan Greg Puciato, e il chitarrista dei Bad Religion Brett Gurewitz.

Dopo un vuoto durato nove anni, Greg Graffin ha rilasciato il suo secondo album solista, Cold As The Clay (Anti, 2006) travestito da un normale cantautore.

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