Birthday Party


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Birthday Party (1980), 6/10
Prayers On Fire (1981), 7/10
Junkyard (1982), 7/10
Bad Seeds (1983), 7.5/10 (EP)
Mutiny (1983), 7/10 (EP)
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I Boys Next Door vennero formari nel 1979 a Melbourne (Australia) al principio dell'epoca punk da un gruppo di studenti d'arte: Nick Cave (canto), Mick Harvey (chitarra), Rowland Howard (chitarra), Tracy Pew (basso), Phil Calvert (batteria). Cambiato nome in Birthday Party, registrarono Birthday Party (1980), che si riallacciava alle esperienze piu` sgradevoli del punk-rock Britannico, in particolare a certi eccessi del Pop Group. Piu` che di musica si trattava di un grezzo coacervo di brani disarticolati e ultra-distorti, come la grottesca pantomima androide di Mr Clarinet (con tracce di Suicide), l'efferata dissonanza chitarristica di Friend Catcher (sorta di <Modern Dance in versione blues) e il funk concitato di Happy Birthday.

Quando si presentarono sulla scena inglese, erano gia` uno dei complessi piu` crudi e violenti di sempre. Il primo singolo, Release The Bats, annuncio` al mondo l'avvento di Nick Cave, un ibrido di Jack The Stripper e Abominable Snowman, sacerdote invasato dell'eccesso, e del suo branco di cani randagi, capitanato dal chitarrista Rowland Howard, uno dei piu` radicali seviziatori dello strumento, e comprendente il pianista Mick Harvey (anche batterista).

Prayers On Fire (4AD, 1981) rivelo` gli aspetti piu` inquietanti, quasi espressionisti, della loro arte. Il sound era maturato ma si era anche incattivito su tutti i fronti, avvicinandosi all'anarchia ritmica e melodica dei Pere Ubu, all'angoscia goliardica dei Fall, al vocalizzo animalesco di Captain Beefheart, all'urlo primordiale di Mark Stewart, alla visceralita` turpe e alla psicosi barbara dell'hardcore americano.
I cardini del disco sono la demenziale fanfara funky di Zoo Music Girl, la sarabanda dissonante di Figure Of Fun, il travolgente funky-swing di Dead Song e il blues agonizzante di King Ink. E' forse piu` originale ancora l'altra faccia, quella dove il loro forsennato azzanno fa spazio ai fantasmagorici travestimenti vocali di Cave, impegnato in sceneggiate surreali e gotiche che compongono una personale galleria di mostri: il cupo maniaco di Capers (declamato rauco e basso, passo di valzer, echi dissonanti), lo schizoide disperato di Nick The Stripper (fiati jazz, scordature psichedeliche, ritmo swingante), il macabro esagitato di Yard (clarinetto orientale, rarefazione lisergica, ritmo catalettico) e il grottesco pervertito di Just You And Me (fiati comici, declamato "brechtiano" e marcetta paesana). L'arte eversiva del Pop Group viene ripulita delle sue croniche afasie e dei suoi esibiti analfabetismi e vestita di una musicalita` piu` estroversa in un contesto piu` vicino a quello del racconto minimalista (Carvey, McInerney, Barthelme).

Il successivo Junkyard (4AD, 1982) e` ancor piu` demenziale. Su un filo spinato arroventato di urla e rumori, in un caos di ritmi tumefatti e di accordi sonnolenti, si sdipana un recital di cultura "junk" che ha i suoi apici orgasmici in Dead Joe (voodoobilly galoppante), Big-Jesus-Trash-Can (funky-swing sgangherato), Dim Locator e Hamlet e preannunci di un'insanita` piu` subdola e drammaturgica in She`s Hit e nel mantra idrofobo di Junkyard.

Nel 1983, in epitaffio alla bieca carriera dei Birthday Party, vennero pubblicati un paio di EP di intensita` allucinante. Il primo, intitolato Bad Seeds (4AD, 1983), e`, se possibile, ancor piu` truculento degli album, gremito di sadismi perversi e malefici (il selvaggio voodoobilly di Sonny's Burning), di paranoie martellanti (Fears Of Gun), di catalessi macabre (Deep In The Woods) e di depressioni acute (Wild World). Il complesso ha messo a punto l'originale concezione "catastrofica" del lamento blues e il crooning maniacale di Cave ha ormai raggiunto un grado disumano di violenza e di follia.

Sul secondo, Mutiny (Mute, 1983), le doti sciamaniche di Cave hanno modo di emergere ancor meglio, come dimostrano il lugubre lamento di Jennifer's Veil, un blues catatonico che secerne terrore brado alla Hitchcock, il martellante incubo cacofonico di Mutiny In Heaven, altro distillato di suspence, e, in pieno clima di efferate atrocita` vocali, l'osceno psychobilly di Swampland.

Dallo stile ancora articolato di Prayers il sound del complesso si e` progressivamente venuto consolidando in due forme espressive, una che rimanda al tribalismo primitivo (Dead Boy, Sonny's Burning, Swampland, Mutiny Is Heaven) e una che rinnova la ballata blues (Jennifer's Veil, Deep In The Woods, Junkyard). Il canto e` diventato poco a poco il centro focale della musica.

Birthday Party (4AD, 1983) comprende il primo singolo e alcuni brani dal primo album.

Nick Cave proseguira` da qui, diventando presto uno dei massimi musicisti mondiali. Rowland Howard e Mick Harvey daranno vita ai Crime And The City Solution.

Il gotico di Cave si ispira alle messe nere delle religioni occulte, ai riti primitivi degli antropofagi, alle leggende della stregoneria. Il suo canto indulge in tonalita` grottesche: gargarismi, rutti, versi animaleschi, acuti deformi, crooning psicotici, cantilene ubriache, foschi grugniti, striduli guaiti. Nel complesso la sua e` una rappresentazione, d'intensita` quasi sacra, del malessere "primale" dell'esistenza umana. Il suo delirio affonda senza appigli nel piu` nichilistico magma morale, laddove cade preda di forze sinistre e oscure, al limite del soprannaturale.

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