Celtic Frost
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Monotheist (2006), 6.5/10
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Gli svizzeri Celtic Frost fanno parte della trinita` del death metal europeo. Formati nel 1984 dal cantante Tom Warrior, esordirono con i mini-album Morbid Tales (Noise) e Emperor's Return, lavori solenni e cupi che definivano il nuovo genere del "black metal".

Il primo album, To Mega Therion (Noise, 1985), presento` diverse novita`, fra cui gli arrangiamenti sinfonici delle lunghe Dawn Of Megiddo e Necromantical Screams, ma fu il successivo Into The Pandemonium (1987) a lasciare un'impronta indelebile sul genere per i suoi arrangiamenti di rhythm-box, campionamenti, colpi di gong, soprano femminili (Sorrows Of The Moon) e per il loro classico "speed": I Won't Dance. Da un lato Warrior anticipava il gergo death, ma dall'altro insegno` anche come superare lo stereotipo.

Gianluca Mantovani scrive:

Dopo Pandemonium reclutarono il chitarrista Oliver Amberg e il noto produttore Tony Platt (AC/DC, Dio, Testament) per l'album Cold Lake (1988) con il quale abbandonarono il loro tradizionale sound in favore del glam, visibile anche nel nuovo look fatto di chiome finte e make-up. Vanity/Nemesis (1989) segna la riconquista del potere da parte di Warrior e, musicalmente, un ritorno alle origini ben testimoniato dal pezzo Wings of Solitude. Si tratta tuttavia del loro ultimo Lp. Warrior si un¨ in seguito al gruppo prog-rock Apollyon Sun. Monotheist (Century Media, 2006), the first album in 17 years, betrayed the influence of industrial-metal of the 1990s and overall crafted a doom-laden atmosphere. The 14-minute Synagoga Satanae is a career highlight.
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