Chrome, formed by keyboardist
Damon Edge and guitarist Helios Creed, were the ultimate space-rock band,
drenched both in hippy culture and in new wave culture, with an additional
touch of art-rock. Creed's superhuman guitar explorations and
Edge's sci-fi visions bridged Grateful Dead and Todd Rundgren Ubu on
Visitation (1976) and the
rock opera Alien Soundtracks (1977), which stand as swan songs of
San Francisco's acid-rock as well as manifestos of the new wave, while
Half Machine Lip Moves (1979) twisted psychedelia towards
the sonic massacres of Stooges and MC5, while acknowledging
Neu's percussive nightmares and Throbbing Gristle's industrial implosions.
Each piece became a terrifying shock wave, a stormy, tribal and hyper-distorted
slab of moral apocalypse.
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Quando i Chrome si formano, nel 1976 per iniziativa del tastierista Damon Edge
(Tom Weisse), sono una delle tante garage-band di
San Francisco dedite con dieci anni di ritardo alla psichedelia dilatata,
esotica e rumoristica che aveva preso piede da quelle parti.
Visitation (Siren, 1976) e` un disco di space-rock imbottito di
tarda ideologia hippie. Da un lato il quartetto indulge in atmosfere
horror-fantascientifiche, e dall'altra indulge in percussioni tribali
Ma alla fine rimane soprattutto la sensazione di aver ascoltato un disco
di musicisti che sono cresciuti con i dischi di Grateful Dead, Todd Rundgren,
etc.
L'ingresso del chitarrista Barry "Helios" Creed cambio` radicalmente il sound.
Creed non faceva mistero della sua personalita` hippie: la esagerava al
massimo. L'opera rock fantascientifica Alien Soundtracks (Siren, 1978),
concepita originariamente come colonna sonora di un film porno,
dimostra soprattutto un umore (non solo un sound) diverso: quello
goliardico dei "freaks" lisergici. Alcuni brani (Magnetic Dwarf Reptile)
manifestano l'ambizione di sperimentare nuove strutture musicali che richiamano
sia Frank Zappa sia il kraut-rock.
E` un po' il canto del cigno della civilta` hippie californiana.
Il gruppo si libera delle pastoie storiche su
Half Machine Lip Moves (Siren, 1979), un album di musica violenta
e demenziale, suonata a tutto volume. La chitarra scudiscia riff distorti
di hard-rock alla MC5 o Stooges, che le tastiere avvolgono in miasmi
elettronici degni della musica industriale dei Throbbing Gristle mentre la
sezione ritmica incalza con nevrosi apocalittiche alla Neu.
I brani condividono un'atmosfera feroce e velenosa, ma anche visionaria.
L'onda d'urto e` spesso spaventosa, traumatizzante: la bonorieta` dell'acid-rock
e` stata definitivamente accantonata.
Le dissonanze sgorgano a fiotti, a conati, a scariche, sgradevoli e tempestose.
Gli strumenti si danno battaglia invece che omaggiarsi a vicenda, e spesso
con un'intensita` parossistica.
La discontinuita` diventa parte integrante dell'unita` dei brani,
e i brani spesso assomigliano a uragani di suoni sconnessi piuttosto che alle
tradizionali canzoni.
Il loro incedere e` pantagruelico, apocalittico, grottesco, in un
crogiolo di
nebulose ronzanti di elettronica, riff Hendrixiani di psichedelia selvaggia,
percussionismi tribali di cerimoniali occulti.
Il garage-rock cosmico di TV Eyes, Abstract Nympho
e March Of The Chrome Police e` tanto epico quanto sgraziato.
Quello di You've Been Duplicated e` puro rumore stridente a
ritmo frenetico che interpreta l'efferata violenza psicologica della civilta`
industriale.
La barbarie e la brutalita` dell'opera culminano nell'isteria martellante di
Zombie Warfare, sei minuti strumentali trainati da
riff epilettici in una serie
di cataclismi sonori in cascata.
Questa danza ipnotica e cacofonica, questo delirio nervino, costituisce
l'ideale manifesto estetico del gruppo.
L'avanzata trionfale delle tribu' aliene e` coronata dalla cadenza
pesante, cingolata e androide di Mondo Anthem, dalla quale erompe
un getto magmatico di scintille e di segnali radio intermittenti all'insegna
del caos e della devastazione totali. Lo scenario di macerie del
dopo-Apocalisse e` affrescato in Half Machine Lip Moves, canto solenne
di un'umanita` mostruosa segregata in catacombe industriali, folla di
Frankenstein dementi gementi in gironi tecnologico-infernali.
Al confronto persino le metropoli in rovina dei film di Carpenter fanno
la figura di paradisi terrestri.
Quello dei Chrome e` un suono che "sballa" per overdose di rumor
bellico: armate telecomandate, colonne corazzate, fuochi di sbarramento.
Edge e Creed portarono quelle intuizioni alle logiche conseguenze sull'EP
Read Only Memory (Siren, 1980), usando soltanto l'elettronica
ed eliminano del tutto
canto e melodia.
I due brani dell'EP sono mucchi informi di suoni repellenti,
rumori metallici,
pulsazioni galattiche,
scrosci di intermittenze,
segnali extra-terrestri,
loop di disturbi radio.
I Am The Jaw
sembra un collage di
rifiuti di sala di registrazione trasformato in simbolo
della civilta` post-industriale.
Al tempo stesso, l'assenza della chitarra infernale di Creed rende il
sound piu` tranquillo e sereno, surreale, quasi fiabesco
(You Can't See Them).
Subito dopo il duo si trasferisce in Europa e, con i singoli New Age
(1980) e In A Dream (1981), perde improvvisamente di
consistenza, entrando nello stadio di musica sperimentale da salotto,
di elettro-kitsch da discoteca, e stemperando l'assalto sonoro con una
filosofia aliena a ritmo ballabile che ricorda pericolosamente quella dei Devo.
Gli ultimi sinistri residui della detonazione Chrome saranno
Perfumed Metal, quintessenza
dell'heavymetal amfetaminico dei Chrome, e il singolo
Anorexic Sacrifice/ Beacons To The Eye (1982).
Red Exposure (Siren, 1980) ripiego` su un synth-pop molto
piu` banale, mentre Blood On The Moon (Siren, 1981), registrato con
una tradizionale formazione a quattro, tento` di rivendere
il loro sound alle masse dell'heavy-metal.
Creed continuava a raffinare la sua arte chitarristica, ma le
canzoni non gli consentivano grandi voli di fantasia.
Meglio forse l'EP Inworlds (Siren, 1981), che contiene Danger Zone,
altrettanto accessibile ma se non altro elegante.
3rd From The Sun (Siren, 1982), ultimo
album con Creed, annovera gli otto minuti di Armageddon.
Una volta perso Creed, la sorgente vulcanica di quell'arroventato chitarrismo,
i Chrome si adageranno in un rock psichedelico di retroguardia.
Into The Eyes Of The Zombie King
(Mosquito, 1984) sancira` la transizione a un gotico ballabile e
contemplativo che sta a meta` strada fra dark-punk, new age e synth-pop.
No Humans Allowed (Siren, 1982) e Raining Milk (1983) sono antologie.
Chronicles (1984) e Chronicles 2 (1988) raccolgono inediti fra
cui due lunghe improvvisazioni, rispettivamente
Wings Born in the Night e Beacons to the Eye.
Nella seconda parte del decennio, Edge spargera` album in giro per l'Europa
(cinque a suo nome e otto a nome Chrome) senza aggiungere nulla al programma
ormai statico della sua fanta-elettronica.
Nei casi migliori le epopee fantascientifiche e fanta-horror dei Chrome sono
incubi orrendi di rumori meccanici e voci distorte di un'intensita`
sonora senza eguali, che proiettano visioni spaventose del futuro robotico.
Nei casi peggiori si adagiano in un ibrido di space-rock alla Hawkwind e
metronomie da discoteca.
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