Church

(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )
Of Skin And Heart , 6.5/10
Blurred Crusade , 6/10
Seance , 5/10
Remote Luxury , 5/10
Heyday , 7/10
Starfish , 5/10
Kilbey: Unearthed , 5/10
Kilbey: Earthed , 6/10
Kilbey: Slow Crack , 5/10
Kilbey: Remindlessness , 6/10
Willson-Piper: In Reflection , 6/10
Willson-Piper: Art Attack , 6/10
Willson-Piper: Rhyme , 5/10
Willson-Piper: Spirit Level , 6/10
Koppes: Manchild & Myth , 5/10
Koppes: From The Well , 5/10
Well: Water Rites , 5/10
Koppes: Love Era / Irony , 5/10
Hex: Hex , 5/10
Hex: Vast Halos , 5/10
Kilbey: Jack Frost , 5/10
Church: Gold Afternoon Fix , 6/10
Church: A Quick Smoke At Spot's , 5/10
Church: Priest = Aura , 6/10
Church: Sometime Anywhere , 6.5/10
Church: Magician Among The Spirits, 8/10
Church: Hologram Of Baal, 6/10
Church: A Box Of Birds , 5/10
Church: After Everything Now This , 6/10
Noctorum: Sparks Lane (2003), 4/10
Church: Forget Yourself (2004), 4.5/10
Church: Uninvited Like The Clouds (2006), 4.5/10
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While Britain was awash in pop hooks, Australia had the suave pop micro-symphonies of the Church. The latter began by taking melancholy, pathos and angst from the book of glam-rock and mixing it with the "jangling" guitars and the melodic progressions from the book of folk-rock, on songs such as Unguarded Moment (1981) and When You Were Mine (1982), dominated by vocalist Steve Kilbey. The atmospheric, oneiric arrangements of Heyday (1985) reinvented their sound, emphasizing the semi-psychedelic counterpoint of guitarists Peter Koppes and Marty Willson-Piper, for example on Under The Milky Way (1988). The more complex constructions of Sometime Anywhere (1994), which was de facto an album of the duo of Willson-Piper and Kilbey, led to the superb quasi-symphonic synthesis of Magician Among The Spirits (1996), a production reminiscent of both King Crimson and Pink Floyd, their most versatile and intricate effort.
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Con il passare del tempo i Church hanno conquistato la palma di massimi bardi pop d'Australia. I chitarristi Peter Koppes e Marty Willson-Piper (inglese di Liverpool), con i loro briosi scampanellii "jingle-jangle", le loro soavi linee melodiche, le loro incalzanti progressioni, i loro accordi atmosferici, i loro contrappunti cristallini trasformano ogni canzone in un rapito e sognante momento di estasi. Il cantante Steve Kilbey (anche principale compositore, e anche al basso), adottando le inflessioni piu` colloquiali del tono fatal-decadente di David Bowie, aggiunge quel tocco di malinconia esistenziale che serve a pitturare di pathos e angoscia anche i ritornelli piu` corrivi.

Il primo singolo del 1980, She Never Said (Parlophone), e le gemme melodiche del primo album, Of Skin And Heart (Parlophone, 1981), dell'anno successivo, definirono una volta per tutte il loro universo poetico. Dal Merseybeat soffice ed etereo di Unguarded Moment (uno dei loro massimi singoli) al radioso folkrock di Too Fast For You il loro e` un melodismo "classico", senza sbavature e senza distrazioni, con il minimo necessario di arrangiamenti e il massimo possibile di intensita`. Le superbe filigrane strumentali di Tear It All Away stanno a documentare la bravura scenografica del quartetto.
Kilbey canta fremendo come una foglia al vento nell'onirico paesaggio sonoro di Sisters. Ma la cantilena patetica alla John Lennon Don't Open The Door To Strangers, l'hardrock di Memories In Future Tense, e, peggio ancora, la lunga suite psichedelica di Is This Where You Live rivelano anche il tallone d'achille del complesso: una propensione per le improvvise cadute di tono, spesso dovute a un vizio di dispersivita`. Insomma i Church sono imbattibili nel loro orticello, ma sono goffi e impacciati quando escono nei grandi spazi aperti.

Se Blurred Crusade (Carrere, 1982), contenente i singoli Almost With You e When You Were Mine (peraltro uno dei loro capolavori), indulgendo eccessivamente in pose melodrammatiche e in sonorita` tardo-psichedeliche, fini` per annullare molto del fascino e della magia di quei delicati madrigali, cosi` come il successivo EP Sing Songs, con A Different Man, le canzoni di Seance (Carrere, 1983), in particolare i singoli It's No Reason e Electric Lash, e degli EP Remote Luxury (Parlophone, 1983), in particolare A Month Of Sundays, e Persia (Parlophone, 1984), in particolare Constant In Opal e Shadow Cabinet, raccolti sull'album Remote Luxury (WB, 1984), erano scialbe e ripetitive; nel 1985 il singolo Already Yesterday annuncio` invece l'inizio della fase maggiore.

Heyday (WB, 1985) del gennaio successivo mette infatti a frutto la lezione psichedelica in composizioni liriche le cui melodie sembrano planare con grazia e maestosita` su parti strumentali quasi evanescenti. Myrrh fa slittare il suo tema ipnotico su una cadenza frenetica, oliandolo con il fuzz della chitarra. Tantalized cambia marcia, briosa e incalzante, con un battito da discoteca e fiati rhythm and blues, rubando qualcosa ai Byrds di Younger Than Yesterday e ai Moody Blues, I Church pescano a piene mani nel serbatoio di motivi ariosi e naif del Merseybeat (Tristesse) e di intricati jingle jangle del folkrock (il singolo Columbus). Suggella questa ricerca minuziosa il pop eroico, con tanto di coro, di Already Yesterday. Magistrale lo strumentale Happy Hunting Ground, un incrocio fra un'ouverture sinfonica e una danza di guerra pellerossa. Anche Disenchanted esce su singolo.

In tal senso Starfish (Arista, 1988) segna poco meno che un tradimento. Storpiando completamente quel modello, equivocandone gli aspetti onirici e fraintendendo la loro stessa lezione storica nel campo della melodia d'atmosfera, i Church si riducono a scimmiottare i gruppi di classifica. La ballad tenera e affettuosa di Destination, con il suo andamento altalenante e il suo ritornello sottotono, stabilisce il nuovo standard, che, con un battito da discoteca e una melodia piu` pronunciata, e` quello di Under The Milky Way (uno dei loro classici). Il suadente ritornello di Reptile e` la logica conseguenza di questo programma, ormai a un passo dal synthpop d'atmosfera. Le loro radici folk vengono fuori soltanto in Antenna, un valzer marziale cantato con il pathos di Dylan. La parabola dei Church dava la sensazione di essere giunta a un punto morto.

Nel frattempo Kilbey, dopo il singolo This Asphalt Eden (Parlophone, 1985), aveva lanciato la sua carriera solista con due album che sono l'uno il complementare dell'altro: Unearthed (Enigma, 1987), una raccolta di ballate folkrock, e Earthed (Rykodisc, 1988), una raccolta di brani strumentali. Il miglior brano di Kilbey si trova comunque sul successivo Slow Crack (Red Eye, 1988) e si intitola Transaction (quasi altrettanto valide Fireman e Starling Street). Nel 1990 esce il suo tour de force, Remindlessness (Red Eye), nelle cui No Such Thing Kilbey dimostra di essere diventato un abilissimo arrangiatore. Gli faranno seguito Narcosis (1997) e Gilt Trip (1997).

Willson-Piper (trasferitosi a Stoccolma) risponde con In Reflection (Chase, 1987), che e` tanto folk quanto quelli di Kilbey sono rock, e tanto eccentrico quanto spartano. Il successivo Art Attack (Rykodisc, 1988), sulla stessa falsariga, contiene esperimenti ancor piu` suggestivi di canzone minimale (come Word, in cui il musicista pronuncia parole a casaccio per otto minuti su una melodia ipnotica). She's King e On The Tip Of My Tongue i singoli.

Attraverso gli album Rhyme (Rykodisc, 1989), con Questions Without Answers e Melancholy Girl, e Spirit Level (Rykodisc, 1992), con Luscious Ghost e I Can't Cry, il chitarrista tentera` di vendere a un pubblico piu` ampio il suo concetto di folk/kitsch.

Koppes, infine, aveva cominciato con il singolo When Reason Forbids (Session, 1987), e nei suoi dischi Manchild & Myth (Rykodisc, 1988) e From The Well (TV Toons, 1989) riesce a far peggio dei due compagni arruolandosi nelle legioni del synth-pop. A nome di Well uscira` Water Rites (Worldwater, 1995), seguito da Love Era / Irony(1997), il primo arrangiato con tastiere, mandolino, didgeridoo, flauto, percussioni.

Kilbey vara anche il progetto degli Hex, con Donnette Thayer dei Game Theory. Hex (First Warning, 1989) e Vast Halos (First Warning, 1990) li presentano alla ricerca di sonorita` preziose alla Hugo largo, ma con risultati piu` simili ai complessi di serie B del revival psichedelico (Fire Island e Silvermine le pose piu` suggestive del primo album).

Nel 1991 Kilbey lancera` anche i Jack Frost (Arista, 1991), con Grant McLennan dei Go-Betweens, forti di Every Hour God Sends e Thought That I Was Over You. L'esperimento sara` seguito da Snow Job (Karmic Hit, 1995), disco piu` di McLennan che di Kilbey (Aviatrix). Nel 1994 Kilbey sara` anche dietro la sigla Fake. Complessivamente nella sua multiforme produzione discografica Kilbey si e` rivelato tanto prolifico quanto mediocre, confermando i limiti ma non i pregi dei dischi dei Church.

I Church intanto registrano Gold Afternoon Fix (Arista, 1990), contenente una manciata di singoli: Metropolis, Russian Autumn Heart, Terra Nova Cain e You're Still Beautiful. Dal punto di vista strettamente sonoro il loro impasto di chitarre e tastiere ha raggiuto l'apice formale, e' diventato tanto caratteristico quanto il sound di Roger Waters (e altrettanto poco creativo).

A Quick Smoke At Spot's (Mushroom, 1991) segna il nadir di questa fase.

Nel 1992 e` la volta di Priest = Aura (Arista, 1992), con Ripple, Feel e altre fluttuanti ninnananne "ambientali"; ma la sigla dei Church viene ormai tenuta in vita artificialmente per scopi puramente commerciali (e cosi` il loro sound): i quattro vivono e lavorano in citta` diverse, a progetti diversi, con idee diverse di cosa sia la musica. Hanno in comune soltanto i diritti d'autore che frutta loro l'azienda Church.

Dopo il definitivo abbandono di Koppes, ovvero ridotti di fatto al duo di Willson-Piper (residente a Stoccolma) e Kilbey (residente a Sydney), esce Sometime Anywhere (Arista, 1994), il disco piu` complesso della loro carriera fino a quel momento. Invece che semplificare lo stile per renderlo piu` accessibile, come fanno generalmente i gruppi britannici, i Church lo spingono verso traguardi sempre piu` ambiziosi. I lunghi ponti strumentali di natura onirica fanno quasi pensare ai Grateful Dead. L'apparente uniformita` del loro pop nasconde in realta` una molteplicita` di sorgenti d'ispirazione, dal flamenco di Loveblind alla world-music dello strumentale Eastern, dalla disco-music del ballabile Angelica. Qualcosa di magico rimane pero` sepolto sotto gli arrangiamenti autoindulgenti di Day Of The Dead, e l'eccessi di produzione rovina decisamente Lost My Touch (ispirata da Bullet The Blue Sky degli U2) e la lunga My Little Problem. Il vecchio stile fa capolino soltanto in Business Woman e Two Places At Once, non a caso i brani piu` commoventi del disco.

Magician Among The Spirits (Deep Karma, 1996), che verra` riedito con le canzoni di un EP come Magician Among The Spirits And Some (Thirsty Ear, 1998), corona la rinascita del gruppo. Si tratta di un disco disperatamente romantico, avvolto in una cappa sonora da sogno metafisico.
Ad aprire l'album e` un'overture in stile fatalista e gotico, Welcome, leggera e atmoferica, ritmata e orecchiabile, che da` il tono al resto del disco con il suo misto di malinconico Chris Isaak, di profetico Nick Cave e di modernista Inxs. Nick Cave ispira anche il tono solenne del recitato e gli arrangiamenti da suspense di Why Don't You Love Me. Piu` che canzoni sono studi psicanalitici.
Comedown e` invece la canzone piu` accessibile da tempo immemore, un languido ritornello Merseybeat accoppiato a un epico jingle-jangle chitarristico degno dei Byrds (e che riecheggia Almost With You).
Le chitarre e i sottofondi elettronici compongono un sound quasi sinfonico, sempre piu` sfumato e sempre piu` onirico, quasi nel segno dei Pink Floyd, come dimostra Man sull'EP di Comedown.
Questo stile esplode nello strumentale Grandiose, annegato in volute di mellotron alla King Crimson e in assordanti assoli chitarristici da gruppo di heavy-metal, sovrastato da un gorgheggio onirico alla A Saucerful Of Secrets dei Pink Floyd, e ogni tanto sfregiato dalla romanza tzigana di un violino.
Il clima si fa infernale con It Could Be Anyone, sospesa sullo strimpellio minimalista di una sezione d'archi alla Michael Nyman, cantata in maniera malvagia su una cadenza da cerimoniale occulto, sventrata da un crescendo apocalittico. Piu` che canzoni sono incubi allucinogeni.
Verso la fine il disco cambia completamente fisionomia. I Church si lasciano andare a sensazioni quiete e suadenti, con un sound al confine con la musica new age e il soft jazz. Romany Caravan e` un pezzo strumentale dall'andamento esotico, sul quale brillano timbri colorati degli strumenti e contrappunti quasi classicheggianti degli strumenti a corda e del clavicembalo. After Image e` una delicata sonata per pianoforte e gorgheggio libero.
Su tutto troneggia la ballata acustica di Magician Among The Spirits, che si protrae per ben quattordici minuti. Il canto rasenta il Jim Morrison di Riders On The Storm e gli accordi spaziali di Chris Isaak. Piu` che una canzone e` un affresco astratto, e il suo flusso di coscienza e` accompagnato da rumori e accordi sgretolati.
Forse nessuno ha mai trasformato il pop chitarristico in un'arte sperimentale come hanno fatto loro. Con il passare degli anni sono diventati dei veri virtuosi dell'orchestrazione, della dinamica, della narrazione, del canto.

Preceduto dal singolo White Star Line, esce poi Hologram Of Baal (Thirsty Ear, 1998), che vede il rientro di Koppes e l'inserimento del batterista Tim Powles. Il ritorno al formato del complesso rock non giova pero` a Kilbey e Wilson-Piper, che regrediscono al sound classico dei Church. Il singolo Louisiana e The Great Machine sembrano uscire dagli album di dieci anni prima
Anaesthesia
Ricochet
No Certainty Attached
Tranquility
Buffalo
This is It
Another Earth
Glow Worm L'album comprende un bonus disc di 79 minuti, Bastard Universe, all'insegna di un rock piu` amatoriale che ambientale (come sarebbe nelle intenzioni).

A Box Of Birds (Thirsty Ear, 1999) raccoglie cover registrate in una casa di campagna in Svezia.

Il canzoniere dei Church e` gia` uno dei piu` ricchi della musica pop di tutti i tempi. La loro parabola assomiglia a quella dei primi e massimi teorici della musica melodica per complesso rock, i Beach Boys: partiti con una formula di ritornelli immediati, hanno via via spostato il baricentro verso la costruzione armonica, pervenendo a un formato sperimentale che e` un'arte a parte.

The elegant, majestic and intense arrangements of After Everything Now This (Thirsty Ear, 2002) recall the best moments of Church's past, although the songs often indulge in sonic bliss for the sake of sonic bliss (After Everything, Chromium).

Wilson-Piper's solo project Noctorum released Sparks Lane (Heyday, 2003), a confused hodgepodge of acoustic folk and dream-pop.

Forget Yourself (spinART, 2004) is an uninspired and annoying repetition of Church's leitmotives. Sealine, Song in Space, Appalatia, Don't You Fall and Reversal are all decent, hummable and graceful, but hardly memorable and certainly not innovative. And when the band increases the melodrama (The Theatre and Its Double) or the ethereal (Telepath, Maya), the songwriting is as flat and cold as latter-day Pink Floyd.

Isidore (Brash, 2005) is a collaboration between Steve Kilbey and Jeffrey Cain which basically returns to the sound of Jack Frost.

El Momento Descuidado (Cooking Vinyl, 2005) offers acoustic versions of some of the band's classics.

Uninvited Like The Clouds (Cooking Vinyl, 2006) has little that they did not do better before (Real Toggle Action).

(Translation by/ Tradotto da xxx)

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