While Britain was awash in pop hooks, Australia had the
suave pop micro-symphonies of the Church.
The latter began by taking melancholy, pathos and angst from the book of glam-rock and mixing it with the "jangling" guitars and the melodic progressions from
the book of folk-rock, on songs such as Unguarded Moment (1981)
and When You Were Mine (1982), dominated by vocalist Steve Kilbey.
The atmospheric, oneiric arrangements of Heyday (1985) reinvented
their sound, emphasizing the semi-psychedelic counterpoint of guitarists
Peter Koppes and Marty Willson-Piper, for example on Under The Milky Way (1988).
The more complex constructions of Sometime Anywhere (1994), which was
de facto an album of the duo of Willson-Piper and Kilbey, led to the
superb quasi-symphonic synthesis of
Magician Among The Spirits (1996),
a production reminiscent of both King Crimson and Pink Floyd,
their most versatile and intricate effort.
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Con il passare del tempo i Church hanno conquistato la palma di massimi
bardi pop d'Australia. I chitarristi Peter Koppes e Marty Willson-Piper (inglese
di Liverpool), con
i loro briosi scampanellii "jingle-jangle", le loro soavi linee melodiche,
le loro incalzanti progressioni, i loro accordi atmosferici, i loro contrappunti
cristallini trasformano ogni canzone in un rapito e sognante momento di estasi.
Il cantante Steve Kilbey (anche principale compositore, e anche al basso),
adottando le inflessioni piu`
colloquiali del tono fatal-decadente di David Bowie, aggiunge quel tocco di
malinconia
esistenziale che serve a pitturare di pathos e angoscia anche i ritornelli piu`
corrivi.
Il primo singolo del 1980, She Never Said (Parlophone), e le gemme
melodiche del primo album, Of Skin And Heart (Parlophone, 1981),
dell'anno successivo, definirono una volta per tutte il loro universo poetico.
Dal Merseybeat soffice ed etereo di Unguarded Moment (uno dei loro
massimi singoli) al radioso folkrock di
Too Fast For You il loro e` un melodismo "classico", senza sbavature e
senza distrazioni, con il minimo necessario di arrangiamenti e il massimo
possibile di intensita`. Le superbe filigrane strumentali di
Tear It All Away stanno a documentare la bravura scenografica del
quartetto.
Kilbey canta fremendo come una foglia al vento nell'onirico paesaggio
sonoro di Sisters.
Ma la cantilena patetica alla John Lennon Don't Open The Door To Strangers,
l'hardrock di Memories In Future Tense, e, peggio ancora, la lunga suite
psichedelica di Is This Where You Live rivelano anche il tallone d'achille del
complesso: una propensione per le improvvise cadute di tono, spesso dovute a un
vizio di dispersivita`. Insomma i Church sono imbattibili nel loro orticello, ma
sono goffi e impacciati quando escono nei grandi spazi aperti.
Se Blurred Crusade (Carrere, 1982),
contenente i singoli Almost With You e When You Were Mine
(peraltro uno dei loro capolavori), indulgendo
eccessivamente in pose melodrammatiche e in sonorita` tardo-psichedeliche,
fini` per annullare molto del fascino e della magia di quei delicati madrigali,
cosi` come il successivo EP Sing Songs, con A Different Man, le
canzoni di Seance (Carrere, 1983),
in particolare i singoli It's No Reason e Electric Lash,
e degli EP Remote Luxury (Parlophone, 1983), in particolare
A Month Of Sundays,
e Persia (Parlophone, 1984),
in particolare Constant In Opal e Shadow Cabinet,
raccolti sull'album Remote Luxury (WB, 1984), erano scialbe e ripetitive;
nel 1985 il singolo Already Yesterday annuncio` invece l'inizio della
fase maggiore.
Heyday (WB, 1985) del gennaio successivo mette infatti a frutto la
lezione psichedelica in composizioni liriche le cui melodie sembrano planare con
grazia e maestosita` su parti strumentali quasi evanescenti. Myrrh fa
slittare il suo tema ipnotico su una cadenza frenetica, oliandolo con il fuzz
della chitarra. Tantalized cambia marcia, briosa e incalzante,
con un battito da discoteca e fiati rhythm and blues, rubando qualcosa ai Byrds
di Younger Than Yesterday e ai Moody Blues,
I Church pescano a piene mani nel serbatoio di
motivi ariosi e naif del Merseybeat (Tristesse) e di
intricati jingle jangle del folkrock (il singolo Columbus).
Suggella questa ricerca minuziosa il pop eroico, con tanto di coro,
di Already Yesterday.
Magistrale lo strumentale Happy Hunting Ground, un incrocio fra
un'ouverture sinfonica e una danza di guerra pellerossa.
Anche Disenchanted esce su singolo.
In tal senso Starfish (Arista, 1988) segna poco meno che un tradimento.
Storpiando completamente quel modello, equivocandone gli aspetti onirici e
fraintendendo la loro stessa lezione storica nel campo della melodia
d'atmosfera, i Church si riducono a scimmiottare i gruppi di classifica.
La ballad tenera e affettuosa di Destination, con il suo andamento
altalenante e il suo ritornello sottotono, stabilisce il nuovo standard, che,
con un battito da discoteca e una melodia piu` pronunciata, e` quello di
Under The Milky Way (uno dei loro classici).
Il suadente ritornello di Reptile e` la
logica conseguenza di questo programma, ormai a un passo dal synthpop d'atmosfera.
Le loro radici folk vengono fuori soltanto in Antenna, un valzer marziale
cantato con il pathos di Dylan. La parabola dei Church dava la sensazione di
essere giunta a un punto morto.
Nel frattempo Kilbey, dopo il singolo This Asphalt Eden
(Parlophone, 1985), aveva lanciato la sua carriera solista con due album che
sono l'uno il complementare dell'altro: Unearthed (Enigma, 1987), una
raccolta di ballate folkrock, e Earthed (Rykodisc, 1988), una raccolta di
brani strumentali.
Il miglior brano di Kilbey si trova comunque sul successivo Slow Crack
(Red Eye, 1988) e si intitola Transaction (quasi altrettanto valide
Fireman e Starling Street).
Nel 1990 esce il suo tour de force, Remindlessness (Red Eye), nelle
cui No Such Thing
Kilbey dimostra di essere diventato un abilissimo arrangiatore.
Gli faranno seguito Narcosis (1997) e
Gilt Trip (1997).
Willson-Piper (trasferitosi a Stoccolma) risponde con In Reflection
(Chase, 1987), che e` tanto folk quanto quelli di Kilbey sono rock, e tanto
eccentrico quanto spartano.
Il successivo Art Attack (Rykodisc, 1988), sulla stessa falsariga,
contiene esperimenti ancor piu` suggestivi di canzone minimale
(come Word, in cui il musicista pronuncia
parole a casaccio per otto minuti su una melodia ipnotica).
She's King e On The Tip Of My Tongue i singoli.
Attraverso gli album Rhyme (Rykodisc, 1989), con
Questions Without Answers e Melancholy Girl,
e Spirit Level (Rykodisc, 1992), con
Luscious Ghost e I Can't Cry,
il chitarrista tentera` di vendere a un pubblico piu`
ampio il suo concetto di folk/kitsch.
Koppes, infine, aveva cominciato con il singolo
When Reason Forbids (Session, 1987), e
nei suoi dischi Manchild & Myth (Rykodisc, 1988) e
From The Well (TV Toons, 1989)
riesce a far peggio dei due compagni arruolandosi nelle legioni del synth-pop.
A nome di Well uscira` Water Rites (Worldwater, 1995), seguito da
Love Era / Irony(1997), il primo arrangiato con
tastiere, mandolino, didgeridoo, flauto, percussioni.
Kilbey vara anche il progetto degli Hex, con Donnette Thayer dei Game Theory.
Hex (First Warning, 1989) e Vast Halos (First Warning, 1990)
li presentano alla ricerca di sonorita` preziose
alla Hugo largo, ma con risultati piu` simili ai complessi di serie B
del revival psichedelico (Fire Island e Silvermine le pose piu` suggestive
del primo album).
Nel 1991 Kilbey lancera` anche i Jack Frost (Arista, 1991),
con Grant McLennan dei Go-Betweens,
forti di Every Hour God Sends
e Thought That I Was Over You. L'esperimento sara` seguito da
Snow Job (Karmic Hit, 1995), disco piu` di McLennan che di Kilbey
(Aviatrix).
Nel 1994 Kilbey sara` anche dietro la sigla Fake.
Complessivamente nella sua
multiforme produzione discografica Kilbey si e` rivelato tanto prolifico quanto
mediocre, confermando i limiti ma non i pregi dei dischi dei Church.
I Church intanto registrano Gold Afternoon Fix (Arista, 1990),
contenente una manciata di singoli: Metropolis,
Russian Autumn Heart, Terra Nova Cain
e You're Still Beautiful.
Dal punto di vista strettamente
sonoro il loro impasto di chitarre e tastiere ha raggiuto l'apice formale, e'
diventato tanto caratteristico quanto il sound di Roger Waters (e altrettanto
poco creativo).
A Quick Smoke At Spot's (Mushroom, 1991) segna il nadir di questa
fase.
Nel 1992 e` la volta di Priest = Aura (Arista, 1992), con Ripple,
Feel
e altre fluttuanti ninnananne "ambientali"; ma la sigla dei Church viene ormai
tenuta in vita artificialmente per scopi puramente commerciali (e cosi` il
loro sound): i quattro vivono e lavorano in citta` diverse, a progetti diversi,
con idee diverse di cosa sia la musica. Hanno in comune soltanto i diritti
d'autore che frutta loro l'azienda Church.
Dopo il definitivo abbandono di Koppes, ovvero ridotti di fatto al duo di
Willson-Piper (residente a Stoccolma) e Kilbey (residente a Sydney),
esce Sometime Anywhere (Arista, 1994), il disco piu` complesso della loro
carriera fino a quel momento.
Invece che semplificare lo stile per renderlo piu` accessibile, come fanno
generalmente i gruppi britannici, i Church lo spingono verso traguardi sempre
piu` ambiziosi. I lunghi ponti strumentali di natura onirica fanno quasi
pensare ai Grateful Dead. L'apparente uniformita` del loro pop nasconde in
realta` una molteplicita` di sorgenti d'ispirazione, dal flamenco di Loveblind
alla world-music dello strumentale Eastern, dalla disco-music del
ballabile Angelica. Qualcosa di magico rimane pero`
sepolto sotto gli arrangiamenti autoindulgenti di Day Of The Dead, e
l'eccessi di produzione rovina decisamente Lost My Touch (ispirata da
Bullet The Blue Sky degli U2) e la lunga My Little Problem.
Il vecchio stile fa capolino soltanto in Business Woman e
Two Places At Once, non a caso i brani piu` commoventi del disco.
Magician Among The Spirits (Deep Karma, 1996), che verra` riedito
con le canzoni di un EP come
Magician Among The Spirits And Some (Thirsty Ear, 1998), corona
la rinascita del gruppo. Si tratta di un disco disperatamente romantico,
avvolto in una cappa sonora da sogno metafisico.
Ad aprire l'album e` un'overture in stile fatalista e gotico, Welcome,
leggera e atmoferica, ritmata e orecchiabile, che da` il tono al resto del
disco con il suo misto di malinconico Chris Isaak, di profetico Nick Cave e
di modernista Inxs.
Nick Cave ispira anche il tono solenne del recitato e gli arrangiamenti da
suspense di Why Don't You Love Me.
Piu` che canzoni sono studi psicanalitici.
Comedown e` invece la canzone piu` accessibile da tempo immemore,
un languido ritornello Merseybeat accoppiato a un epico jingle-jangle
chitarristico degno dei Byrds (e che riecheggia Almost With You).
Le chitarre e i sottofondi elettronici compongono un sound quasi sinfonico,
sempre piu` sfumato e sempre piu` onirico, quasi nel segno dei Pink Floyd,
come dimostra Man sull'EP di Comedown.
Questo stile esplode nello strumentale Grandiose, annegato in volute di
mellotron alla King Crimson e in assordanti assoli chitarristici da gruppo di
heavy-metal, sovrastato da un gorgheggio onirico alla
A Saucerful Of Secrets dei Pink Floyd, e ogni tanto sfregiato dalla
romanza tzigana di un violino.
Il clima si fa infernale con It Could Be Anyone, sospesa sullo
strimpellio minimalista di una sezione d'archi alla Michael Nyman, cantata
in maniera malvagia su una cadenza da cerimoniale occulto, sventrata da un
crescendo apocalittico.
Piu` che canzoni sono incubi allucinogeni.
Verso la fine il disco cambia completamente fisionomia. I Church si lasciano
andare a sensazioni quiete e suadenti, con un sound al confine con la musica
new age e il soft jazz. Romany Caravan e` un pezzo strumentale
dall'andamento esotico, sul quale brillano timbri colorati degli strumenti
e contrappunti quasi classicheggianti degli strumenti a corda e del
clavicembalo. After Image e` una delicata sonata per pianoforte e
gorgheggio libero.
Su tutto troneggia la ballata acustica di Magician Among The Spirits,
che si protrae per ben quattordici minuti. Il canto rasenta il Jim Morrison di
Riders On The Storm e gli accordi spaziali di Chris Isaak.
Piu` che una canzone e` un affresco astratto, e il suo flusso di coscienza
e` accompagnato da rumori e accordi sgretolati.
Forse nessuno ha mai trasformato il pop chitarristico in un'arte sperimentale
come hanno fatto loro. Con il passare degli anni sono diventati dei veri
virtuosi dell'orchestrazione, della dinamica, della narrazione, del canto.
Preceduto dal singolo White Star Line, esce poi
Hologram Of Baal (Thirsty Ear, 1998),
che vede il rientro di Koppes e l'inserimento del batterista Tim Powles.
Il ritorno al formato del complesso rock non giova pero` a Kilbey e
Wilson-Piper, che regrediscono al sound classico dei Church.
Il singolo Louisiana e The Great Machine
sembrano uscire dagli album di dieci anni prima
Anaesthesia
Ricochet
No Certainty Attached
Tranquility
Buffalo
This is It
Another Earth
Glow Worm
L'album comprende un bonus disc di 79 minuti, Bastard Universe,
all'insegna di un rock piu` amatoriale che ambientale (come sarebbe nelle
intenzioni).
A Box Of Birds (Thirsty Ear, 1999) raccoglie cover registrate in
una casa di campagna in Svezia.
Il canzoniere dei Church e` gia` uno dei piu` ricchi della musica pop di tutti
i tempi. La loro parabola assomiglia a quella dei primi e massimi teorici della
musica melodica per complesso rock, i Beach Boys: partiti con una formula
di ritornelli immediati, hanno via via spostato il baricentro verso la
costruzione armonica, pervenendo a un formato sperimentale che e` un'arte
a parte.
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