Elvis Costello
(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )
My Aim Is True , 6.5/10
This Year's Model , 7/10
Armed Forces , 7/10
Get Happy , 6/10
Trust , 6/10
Imperial Bedroom , 6/10
Punch The Clock , 5/10
Goodbye Cruel World , 4.5/10
King Of America , 6/10
Blood And Chocolate , 5.5/10
Spike , 5/10
Mighty Like A Rose , 4/10
Juliet Letters , 6/10
Brutal Youth , 4/10
All This Useless Beauty , 4.5/10
Painted From Memory , 4/10
For The Stars , 4/10
When I Was Cruel , 5/10
North (2003), 5/10
The Delivery Man (2004), 5/10
Il Sogno (2004), 6/10
My Flame Burns Blue (2006), 5/10
The River In Reverse (2006), 4/10
Momofuku (2008), 5/10
Secret, Profane & Sugarcane (2009), 4/10
National Ransom (2010), 5/10
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Elvis Costello (Dedan McManus) e` il massimo teorico del kitsch. La mitologia kitsch, in auge in tempi di revival e di graffiti, viene accuratamente catalogata e riprodotta dall'occhialuto sosia di Buddy Holly, ma quella sintassi primitiva e corriva viene poi piegata a servire le istanze sociali del periodo o sfoghi confessionali dell'artista.

Figlio d'arte (suo padre, un trombettista jazz del dopoguerra, bazzicava i cabaret e i locali psichedelici della Londra post-swinging), cresciuto nella storica Liverpool del Cavern (proprio nel tempio fece amicizia con Lowe nel lontano 1974), e fatto apprendistato (quando ancora lavorava come programmatore) nei pub di Londra, Costello non ha difficolta` a racimolare di volta in volta scorie di soul, rockabilly, doo-wop, country, swing, easy-listening, marce militari, musica da circo, per forgiare la sua eterogenea miscela retro`.

Nell'album My Aim Is True (Stiff, 1977), immerso in un controllato pub-rock da intellettuale, lo spettro di generi esplorati e` gia` sterminato: boogie (Miracle Man), beat (No Dancing), rhythm and blues (Blame It On Cain), folk-rock (Red Shoes), rock and roll (Mystery Dance), jump-blues (Waiting For The End Of The World, con tam-tam di guerra). Tanta varieta` di mezzi viene messa al servizio delle istanze sociali e politiche dell'artista: Less Than Zero, che era stato il singolo di debutto (aprile 1977), e` un rabbioso e marziale attacco contro il leader del fascismo inglese; Alison e` una tenera serenata nella quale compaiono i primi sintomi della sua acuta nevrosi; I Am Not Angry e` una dura invettiva che oscilla fra country and western, boogie e beat; Watching The Detectives e` un reggae stralunato, passionale, quasi morboso, che amalgama gli effetti psichedelici di un mellotron. Con quest'opera, i cui testi entrano negli annali del rock come i piu` efferati al di fuori del punk, Costello si conquista la fama di "angry young man" della new wave e la reputazione di miglior cantautore della sua generazione. In realta` il suo induscutibile talento musicale non e` un mezzo di espressione artistica ma una specie di alibi per i suoi complessi emotivi, per la sua profonda e tetra insicurezza.

This Year's Model (Radar, 1978 - Rhino, 2002) e` un album meglio prodotto, che si avvale di un vero complesso rock di accompagnamento. I classici di questo periodo sono Chelsea, un twist sincopato che rivela appieno le sue paranoie erotiche, e Night Rally, altro atto d'accusa contro il neo-nazismo inglese. Sull'album, che e` immerso in un'atmosfera meno claustrofobica ma ancora nervosa, Costello ricama un sound dal sapore Sixties (grazie soprattutto all'uso di un Farfisa), mentre le sue arringhe si avvalgono ora anche di ritornelli grintosi, come No Action e Hand In Hand, e di cadenze travolgenti, come Pump It Up e You Belong To Me. Il collasso emotivo di Lipstick Vogue, con uno dei testi piu` feroci di sempre e ritmo epilettico, conferma la sincerita` di certi incubi misogini ricorrenti.

La veemente Radio Radio, con un ritornello tanto lineare quanto sarcastico, lo ritrae al culmine del suo stato di "angry young man" solo contro tutto e tutti (qui l'ambiente discografico: "I want to bite the hand that feeds me").

Oliver's Army, una canzone melodica arrangiata alla Abba (e il suo unico n.1), Party Girl, il suo secondo capolavoro nel campo della ballata cortese, la marcetta da music-hall di Senior Service e il ritornello trascinante di Accidents Will Happen sono i gioielli dell'era Armed Forces (Radar, 1979), il terzo album, il suo disco piu` politico e al tempo stesso quello con gli arrangiamenti piu` accattivanti (organetto da spiaggia, ritmi da rave-up, coretti di contrappunto, arrangiamenti psichedelici). Il sarcasmo piu` feroce si trova pero` nel reggae Two Little Hitlers, mentre l'hard-rock tetro e minaccioso di Big Boys e la filastrocca marziale e tragica di Goon Squad inalberano gli inni piu` rabbiosi. E non mancano tempi piu` ballabili, in puro stile adolescenziale, come Chemistry Class e Green Shirt. Armed Forces rimarra` il suo capolavoro.

Costello si auto-pubblicizza come il cantautore piu` letterato della new wave inglese, molto preciso nel descrivere se stesso; e anche un dizionario vivente di rock music, con un senso della melodia scopiazzato dagli artigiani di Tin Pan Alley e qualche ipocrita velleita` filo-proletaria.

Dietro la scorza nostalgica/ caricaturale questi piacevoli detriti sono altrettante stazioni di un lungo e tormentato vagabondaggio interiore nei labirinti della malinconia esistenziale. Il suo flebile vibrato esprime un senso di angoscia e di impotenza che starebbe bene ai personaggi di Kafka, e i suoi testi descrivono la vita come un incubo continuo, privato e pubblico, dal quale non e` possibile districarsi. Piu' che un attacco contro il totalitarismo di alcuni aspetti della societa' britannica, Costello finisce per sferrare un attacco contro il "welfare state" (di ispirazione marxista) della societa` occidentale, un sistema che puo` trascendere in un terrificante "1984".



A questo punto pero` Costello, colto da scrupoli di coscienza, decide di prestare piu` attenzione all'aspetto musicale delle sue composizioni. Ha inizio con Get Happy (Columbia, 1980) la fase matura, che eccelle in canzoni soul (King Horse, Temptation, High Fidelity, Possession) ricche di pathos (Big Tears, Tiny Steps, Motel Matches), una fase che, dopo la parentesi di Trust (Columbia,1981), album duro e diretto come i primi con il lamento infiammato di Clubland, il martellante ritmo alla Bo Diddley di Lover's Walk, lo spiritual organistico di Watch Your Step e la sua miglior canzone politica, New Lace Sleeves, approda con Imperial Bedroom (Columbia, 1982) ad uno stile orchestrale a meta` strada fra il crooning leggero di Tin Pan Alley e il soul-jazz da cocktail lounge (Kid About It e Beyond Belief, Man Out Of Time); un pop anacronistico che su Punch The Clock (Columbia, 1983) e` infarcito di ballate politiche (Pills And Soap), motivetti intimisti (Every Day I Write The Book) e di ibridi dei due (la Shipbuilding nostalgica, eterea e anti-militarista).

Il nervosismo degli inizi fa posto a un'amarezza via via piu` concentrata, come in Peace In Our Time e Only Flame In Town, su Goodbye Cruel World (Columbia, 1984), ancorate a sonorita` adulte, da anni '50.

Country, folk e blues (la base della musica popolare americana) sono gli ingredienti di King Of America (1986), album contrassegnato da un sound mellifluo e disadorno e da un tono amaro, vicino all'umore dei folk-singer degli anni '50. Un romanticismo tanto rigoroso (ovvero programmatico) quanto incisivo (ovvero istintivo) infonde vita alle sue parabole e credibilita` alle sue meditazioni, dal folk proletario di Indoor Fireworks al blues dimesso di Poisoned Rose, dalla serenata tex-mex di Brilliant Mistake al rockabilly spettrale di Lovable. Il suo stile vocale e` allo zenith: dotato di un baritono limitato, Costello riesce a farne uno strumento duttile e sofisticato grazie a un elegante fraseggio quasi jazz. King Of America e` l'unico album degli anni '80 a far concorrenza ai suoi primi tre.

Il ritorno alle origini si completa con Blood And Chocolate (Columbia, 1986), intriso di garage sound e di citazioni Sixties come ai bei tempi, che fa rintoccare le corde del sentimento nello psicodramma sessuale I Want You (sette minuti), nel tribalismo di Uncomplicated, nel folk "dylaniano" di Tokyo Storm Warning, nel finale accorato di Poor Napoleon. American Without Tears e Blue Chair ben rappresentano l'umore agrodolce del disco.

Girls Girls Girls (1989) is an anthology of the early years.

Spike (WB, 1989) lo ripropone anche nelle vesti di reporter rock dal fronte dell'alienazione, ma soprattutto segna un ritorno allo stile adolescenziale: dal rhythm and blues alla Alain Toussaint di Deep Dark Truthful Mirror al rockabilly degradato alla Waits di Pads Paws And Claws, dal beat di Veronica, filastrocca romantica con trombe e organetto, al vaudeville psichedelico alla Sgt Pepper di Miss Macbeth, dallo strumentale swing Stalin Malone alla ballata folk Tramp The Dirt Down, Costello riprende la cronaca generazionale, anche se la dovizia di collaboratori illustri (persino McCartney) non si confa` all'emarginato di un tempo. Ma soltanto Veronica ha una chance di essere ricordata. Baby Plays Around lascia intuire i disastri soul-pop che verranno.

La carriera incostante di Elvis Costello e` stata insomma contrassegnata negli anni '80 da alti (Trust, King Of America) e bassi, certamente piu` i secondi che i primi. Costello e` fondamentalmente un "performer" noioso, petulante, poco intelligente e poco creativo, che ha soltanto avuto la fortuna di capitare al posto giusto nel momento giusto, con gli appoggi giusti. Il suo canto nasale farebbe addormentare un epilettico, e le sue melodie sono talmente ripetitive e derivative da dare la nausea. Qualunque sia il pretesto intellettuale che tiene desto l'interesse della stampa per l'iniziativa di turno, Costello rimane fondamentalmente un artista mediocre, incapace di esprimere altro che una fortuna sfacciata.

Il nuovo decennio si apre con Mighty Like A Rose (Warner Bros, 1991), che scimmiotta il se stesso di dodici anni prima e si salva soltanto nei due ritornelli piu` orecchiabili, Other Side Of Summer e Georgie And Her Rival. In fondo e` cio` che ha sempre saputo fare meglio: comporre canzoncine pop senza pretese. Il resto sono grossolani e soporiferi incubi di musica leggera (So Like Candy per tutte), con l'unica eccezione della tesa, cadenzata e dissonante Hurry Down Doomsday. Tecnicamente, il disco coniuga gli arrangiamenti lussureggianti di Imperial Bedroom all'eclettismo di King Of America.

Nel 1993, forse non del tutto ignaro di "On Wenlock Edge" (ciclo di lieder per tenore, pianoforte e quartetto d'archi composto da Vaughan Williams) e del disco del 1957 di Frank Sinatra con l'Hollywood String Quartet, Costello prova poi a registrare venti canzoni arrangiate per il Brodsky Quartet, le Juliet Letters (Warner Brothers, 1993), alcune composte dai membri del quartetto.
Il risultato, per la verita', e` piu` vicino alle operette di Gilbert e Sullivan (Damnation's Cellar e This Offer Is Unrepeatable) che ai quartetti di Sostakovic (la specialita` del Brodsky); cio` nonostante le arie sono spesso degne dei suoi idoli di Broadway (Jacksons Monk And Rowe, For Other Eyes, Taking My Life In Your Hands), gli arrangiamenti (ovviamente) impeccabili, con l'eclettismo che contraddistingue tutte le sue ultime opere, e i testi (finalmente) mozzafiato (sono tutte lettere immaginarie sritte in risposta a lettere indirizzate a Giulietta Capuleti). Esemplare di questi piccoli lied da camera e` The Birds Will Still Be Flying.
Non nuoce al suo carattere anarchico e (un tempo) svampito questo severo esercizio di timbri, quasi un ritiro spirituale per lui. Persino il suo tenore adrenaloide diventa uno strumento accordato in maniera precisa e disciplinato alla logica della composizione. E` un disco che Van Morrison forse avrebbe voluto fare.

Costello compone anche le canzoni per l'album solista di Wendy James (ex Transvision Vamp): Now Ain't The Time For Your Tears (DGC, 1993).

Anticipato in un certo senso dalle musiche scritte per l'album di Wendy James, Brutal Youth (WB, 1994) e` invece un ritorno alle sue origini "garage-rock" in compagnia degli Attractions (in particolare l'organista Steve Nieve), ma ancora una volta le canzoni non esprimono il suo talento, esprimono il fatto che lui ha (o pensa di avere) talento. Fatto in se` equivalente a prendere un potente sonnifero. Bisogna aspettare 13 Steps Lead Down per risvegliarsi. Cio` che e` certamente sempre di superiore qualita` nei suoi dischi e` la parola, i testi, le immagini evocate dalle sue canzoni. Il problema e` che bisogna sopportare il suo crooning romantico (Still Soon To Know, All The Rage), i suoi manierismi melodici (Pony St), e adesso anche le sue imitazioni di se stesso giovane (Clown Strike, Just About Glad, London's Brilliant Parade). Le piu` agitate (Sulky Girl, forse la migliore, Kinder Murder) sono indubbiamente efficaci, drammaturgicamente parlando.

La raccolta di cover Kojak Variety (WB) testimonia delle sue (peraltro controverse) ambizioni di interprete, non certo del suo buon gusto.

Costello sente anche il bisogno di immergersi di nuovo in un progetto rischioso e registra con il chitarrista jazz Bill Frisell un disco di duetti, Deep Dead Blue (Nonesuch, 1995), che ha le carte in regole per rimanere il piu` noioso della carriera di Frisell. Costello sceglie un repertorio quantomeno bizzarro, che spazia da Mingus ai musical di Broadway.

All This Useless Beauty (WB, 1996) e` quasi interamente composto con o da altri. Il grosso e` composto da ballate pianistiche che fanno rimpiangere il peggior Elton John (la title-track, I Want To Vanish). Poor Fractured Atlas ruba il tema della "Patetica" di Beethoven.

Costello costringe poi i critici all'umiliante ascolto di un atroce cofanetto di cinque dischi dal vivo, Costello & Nieve (WB).

Painted From Memory (Mercury, 1998) e` il suo tributo personale al suo maestro Burt Bacharach, e, al cospetto di Costello, persino quel pover uomo di Bacharach sembra un gigante della musica moderna.

Tutto sommato gli anni '90 hanno confermato che Costello e` stato uno dei grandi bluff degli anni '80, un personaggio perfetto per piacere alla critica intellettuale e per essere programmato alle radio alternative, certamente dotato come scrittore di canzoni (nel senso di Tin Pan Alley) ma raramente originale e mai geniale. Del primo periodo si salvano certamente tante delle sue canzoncine punk, ma cosi` come se ne salvano migliaia di quell'epoca. Per il secondo periodo... la sua musica leggera di terza mano puo` far concorrenza soltanto a Paul McCartney. Nonostante le lodi sperticate della critica, Costello rimane uno dei musicisti piu` sopravvalutati della storia del rock.

The most celebrated (and possibly over-rated) musician to emerge from this generation was Elvis Costello (2). The quintessential "angry young man" of the new wave, in 1977 Costello matched a Buddy Holly-ian "look and feel" with a slightly neurotic delivery and a vast spectrum of styles (the anthemic Less Than Zero, romantic ballad Alison, eccentric reggae Watching The Detectives). The early singles (add the erotic twist of Chelsea and the angry rant of Radio Radio in 1978) led to the competent and varied pub-rock of This Year's Model (1978) and to the Sixties camouflage of Armed Forces (1979). These albums were typical of Costello's ambiguity: subtly attacking the Establishment while openly endorsing its soundtrack. It wasn't a caricature, it was a full-hearted endorsement of Tin Pan Alley's aesthetic (or lack thereof), lounge soul, easy-listening orchestras, etc. Slowly but steadily, Costello's retro` ideology moved to the back and his passion for sophisticated arrangements came to the forefront, to the point of arranging an entire collection of songs with a string quartet.
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Costello continued his raids in classical music with For The Stars (Deutsche Grammophone, 2001), an album he produced for mezzosoprano Anne Sofie von Otter. Eight of the songs are Costello's, the rest are pop favorites of Costello. All are arranged as if they were Schubert's lieder.

When I Was Cruel (Island, 2002), Costello's first solo record in seven years, steers away from the trite pop balladry that had become his specialty and harks back to the rock and roll that he last explored on Spike, but just can't recover the energy of his youth. On one hand you have to digest half-baked rockers (Tear Off Your Own Head, My Blue Window, Daddy Can I Turn This, Dissolve) and on the other you have to swallow the usual dose of brooding melancholy (When I Was Cruel No. 2, Dust, Episode of Blonde). Other than updating his sound to contemporary production standards (Spooky Girlfriend, 15 Petals, Radio Silence), this album serves no purpose.

(Translation by/ Tradotto da Greta Casarini)

In When I Was Cruel (Island, 2002), disco solista dopo sette anni, Costello si allontana dalle banali ballate pop che erano diventate la sua specialita’ e ritorna al rock and roll che aveva esplorato in Spike, ma non riesce a ritrovare l’energia della sua gioventù. Da una parte bisogna digerire i pezzi pseudo rocchettari (Tear Off Your Own Head, My Blue Window, Daddy Can I Turn This, Dissolve) e dall’altra la solita dose di malinconia meditabonda (When I Was Cruel No. 2, Dust, Episode of Blonde). Questo album non ha altri scopi se non quello di adeguare il proprio sound agli standard della produzione contemporanea (Spooky Girlfriend, 15 Petals, Radio Silence).

North (Deutsche Gramaphon, 2003) is another ambitious work, an orchestral song-cycle (loosely referring the breakup of his marriage) that was perhaps meant to mimick Schubert's great cycles of romantic lieder. Alas, this sounds more like second-rate Frank Sinatra or Nat King Cole. Costello, now engaged to jazz pianist Diana Krall, is desperately trying to capitalize on his pop talent to launch a more serious and sophisticated career.

The Delivery Man (Lost Highway, 2004), more or less dedicated to the "redneck" music of the American South, is a highlight of his retro-visions. If one survives his usual tedious intellectual kitsch (Country Darkness, Hidden Shame, Either Side Of The Same Town, The Judgement, the rewards are the more up-tempo raucous numbers (Button My Lip, Bedlam, Monkey to Man) and the duets with Emmylou Harris (Nothing Clings Like Ivy, Heart Shaped Bruise, The Scarlet Tide). There is pathos, philosophy, and a general sense of having grasped what life is ultimately all about, that make the album a worthy addition to the Nashville canon.

Il Sogno (2004) is an ambitious orchestral soundtrack for Shakespeare's "A Midsummer Night's Dream".

The double-CD My Flame Burns Blue (Deutsche Grammophone, 2006) documents a two-hour live performance with the Dutch jazz orchestra Metropole Orkest, mostly devoted to old Costello material and jazz standards. The second disc contains the 45-minute suite Il Sogno.

The River In Reverse (Verve Forecast, 2006) was a terrible collaboration with Allen Toussaint (mainly composed by Toussaint).

The yawn-inspiring Momofuku (Lost Highway, 2008) was at least eclectic, ranging from the soul ballad Flutter And Wow, to the rockers No Hiding Place and especially American Gangster Time, to the country of Song With Rose (with Roseanne Cash) and Pardon Me Madam My Name Is Eve (with Loretta Lynn).

Secret, Profane & Sugarcane (Hear, 2009) is an album of Nashville country music produced by T-Bone Burnett and performed by an acoustic band (accordionist Jeff Taylor, fiddler Stuart Duncan, dobra player Jerry Douglas, mandolinist Mike Compton and upright bassist Dennis Crouch), possibly his take on alt-country.

The second collaboration with T-Bone Burnett, National Ransom (2010), felt more like an original work, thanks in no little part to Marc Ribot's baroque guitar. This time his love of bluegrass is in check, but he still cannot resist the yawn-inspiring ballad You Hung the Moon. The album works much better when it evokes the marching bands of the Great Depression (Church Underground and especially Jimmie Standing in the Rain) and in the rare neurotic rocker, The Spell That You Cast.

(Translation by/ Tradotto da xxx)

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