Cramps
(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )
Songs The Lord Taught Us, 8/10
Psychedelic Jungle, 6/10
A Date With Elvis, 7/10
Stay Sick, 6.5/10
Look Mom No Head, 6.5/10
Flamejob, 6/10
Big Beat From Badsville, 6/10
Fiends Of Dope Island (2003), 4/10
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I Cramps nacquero nel 1975 dal connubio fra un cantante psicotico come "Lux Interior" (alias Eric Purkhiser) e una chitarrista spavalda come "Poison Ivy Rorshach" (alias Kristy Wallace, ex attricetta porno), lui di Akron (Ohio) e lei di Sacramento (California), che a Detroit fecero lega con un operaio chitarrista a tempo perso, Bryan Gregory, e decisero di metter su banda senza bassista, con un percussionista eclettico che all'occorrenza sapesse anche spellarsi le mani con i tamburi. Suggestionati dai film dell'orrore di serie B, fanatici da sempre di rock and roll bianco, decisero di fondere le due istanze in un rockabilly voodoo che, trapiantato sotto l'egida di Alex Chilton l'anno dopo al CGBG's (primo concerto il 31 ottobre), conquisto` la palma di punk-show piu` macabro e hard core della scena newyorkese. L'infernale e psicotica cadenza della banda e il suo sinistro potere di suggestione vennero confermati dal secondo 45 giri, Human Fly, da alcune agghiaccianti revisioni di brani minori degli anni '50 (il primo singolo era stato Surfin' Bird) e da Drug Train (1979), una nenia psichedelica a ritmo ferroviario.

Il primo album, Songs The Lord Taught Us (Illegal, 1980), e` uno dei grandi capolavori della new wave. Il canto singhiozzante, catacombale e licantropo dello sciamano-guru Interior, filtrato e replicato dall'eco, le torve figure rockabilly di Ivy, grottesca anti-virtuosa della chitarra, le distorsioni maniacali di Gregory, erede della perversione satanica degli Stooges, il primitivismo occulto e tribale di Nick Knox, evocazione dei riti piu` sinistri della jungla, e un generale piglio amatoriale (per loro stessa ammissione, non sapevano suonare) sono gli ingredienti delle loro sguaiate epilessi, per di piu` dilaniate da una sofferenza atroce e da una nevrosi ossessiva.
All'horror piu` stereotipico appartengono diverse delle loro "pose", ma con una truculenza tanto esagitata da degenerare in parodia. Dal caleidoscopio esoterico emergono, per overdose di ferocia e di black humour, il rullo scomposto di Zombie Dance, quella sguaiata ed estenuante "danse macabre" che e` I Was A Teenage Werewolf e soprattutto Sunglasses After Dark, vertigine ossessiva di incubi orrifici in cui la barbarie omicida di Interior, grottesco e sinistro, accompagna un'animalesca e minacciosa cavalcata di Ivy, squarciata dalle scariche lisergiche di Gregory. Convenzioni sonore del surf e del garage-rock vengono detonate da un'energia primordiale che li trasforma in reperti macabri e spigolosi di istinti bradi e li mette in pista a ritmi follemente tribali di incandescente "necro-rockabilly". Questo genere verra` battezzato "voodoobilly".
Il loro effettismo dell'alienazione si compenetra nella societa` consumista, fino a comporre per iper-realismo un tetro affresco di cultura junk, che coniuga Hitchcock e Warhol sul canovaccio di spasmodiche piece dell'assurdo, su tutte TV Set, in cui il canto androide e psicotico e` incalzato da un tribalismo marziale, e Garbage Man, un mini-concerto di dissonanze, rumori concreti e chitarrismi demoniaci. Furibondi balli di una demenzialita` paradossale, come Mad Daddy e Rock On The Moon, con i loro strappi improvvisi, che traboccano di urla balbuzienti e di scosse elettriche, costituiscono la colonna sonora del loro allucinato cerimoniale della nevrosi.
La loro e` una danza voodoo che del genere semplice e immediato per antonomasia (il rockabilly) si serve per fotografare crudelmente l'angoscia esistenziale metropolitana, una metropoli popolata da impiegati "zombie" (Zombie Dance) e da emarginati sociali (Garbage Man), da giovani "vampiri" notturni (Sunglasses After Dark) e da pazzoidi padri di famiglia (Mad Daddy). Sono galoppate macabre e selvagge, ipnotiche e reboanti, rese piu` maniacali dall'assenza del basso.

Gregory, colto da crisi mistica, si aggrega nel 1980 a una setta nera di San Francisco. Privi della sua personalita` catalizzatrice e demoniaca, con Kid Congo Powers (ex Gun Club e partner di Ivy) alla seconda chitarra, sul successivo Psychedelic Jungle (IRS, 1981) i Cramps si rilassano in brani come Voodoo Idol, piu` vicino al sound sinistro dello swamp-rock, e Can't Find My Mind, un blues cingolato, e in altre due rivisitazioni vampiriche a rotto di collo: Goo Goo Muck e The Crusher.

Dopo una pausa dovuta a beghe legali, nel 1983 la banda e` di nuovo sulla scena, a portare in giro per il mondo il suo assatanato spettacolo (Interior che fa l'imitazione di un'auto, che si ubriaca, che si spoglia, che si butta sul pubblico e ne riemerge con i brandelli di vestito di una ragazza) e le nuove scatenate depravazioni dal vivo di Smell Of Female(Enigma, 1983), come I Ain't e Call Of The Wighat (aggiungendo al catalogo delle cover perverse almeno The Most Exalted Potentate Of Love e Faster Pussycat) sono ora piu` parodistiche della sotto-cultura a cui si ispirano. I Cramps sembrano percorrere un cammino inverso a quello di tante bande di teenager dell'epoca, dai Devo ai Ramones: scadono nel ridicolo nel momento in cui smettono di prendersi sul serio!

Il boogie maestoso e frastornante di Can Your Pussy Do The Dog sembra preludere a un ritorno di ferocia, ma invece A Date With Elvis (Big Beat, 1986) riduce l'impatto ritmico (aggiungendo un basso alla line-up) a favore di atmosfere piu` pacate e morbose, e apre una fase completamente nuova della loro carriera: e` una sorta di concept sessuale nei cui pannelli (l'ode in tremolo How Far Can Too Far Go, la parodia alla Kinks di People Ain't No Good, l'indiavolato country di palude Cornfeld Dames, una reliquia di voodoobilly come What's Inside A Girl e l'epopea oscena di Hot Pearl Snatch) dilaga una vena irriverente da collegiali affamati di storie piccanti.

Passano quattro anni prima che esca un nuovo album dei Cramps, ma chi pensava che il gruppo avesse nel frattempo virato di rotta sbagliava di grosso: il nuovo album, Stay Sick (Enigma, 1990), indulge nello stesso comico "porn-rock" che ha preso il posto delle parodie horror degli inizi, e sempre naturalmente a passo di rock and roll.
Le loro farse sono tanto offensive quanto esilaranti, dalla scatenata Bikini Girls With Machine Guns (con uno degli assoli chitarristici piu` travolgenti della carriera di Ivy e il caratteristico singhiozzo di Interior) alla febbrile Creature From The Black Leather Lagoon (cadenza da balera ed eco insistita sulla voce di Interior), precipitando in deliri a luce rossa come Journey To The Center Of A Girl, dove la musica non conta piu` nulla. La sgangherata processione procede fra blues misogini (All Women Are Bad) e quadriglie sadomaso (Saddle Up A Buzz Buzz), con due grandiose sceneggiate all'antica (Mama Oo Pow Wow e Muleskinner Blues) alternate ai soliti deliri semiotici sul rock di palude (God Damn Rock'n'Roll) e sul country and western (Daisy's Up Your Butterfly).

Dopo aver sostituito Nick Knox con il leggendario batterista Jim Sclavunos, Look Mom No Head (Restless, 1992) continua la saga di A Date With Elvis e Stay Sick. I Cramps, come tutti i classici, sono ormai citazioni di se stessi. Il loro continuato omaggio alla civilta` del sabato sera (horror movie al drive-in, ore piccole in balera, sesso nel sedile posteriore) sta diventando un'istituzione del rock, come fosse un museo del sottoculturale, una versione fortemente adulterata del laboratori del dr.Caligari e del circo dei mostri di Todd Browning. Nelle loro studiate imitazioni degli stereotipi sonori degli anni '50 Interior e Rorschach iniettano un veleno elettrico che e` il loro vero marchio di fabbrica: Mefistofele ha rubato l'anima a due ragazzi di provincia ed ora predica il male a suon di rockabilly.
Il fan ascolta con raccapriccio e libidine il baccano chitarristico psycho-thrash di Ivy e il macabro singhiozzo rockabilly di Lux dilagare nei solchi di Two Headed Sex Change e di Eyeball In My Martini, fra immagini degne di Bela Lugosi. E forse l'aspetto piu` duraturo della loro arte e` proprio quello porno, le sceneggiate spassose di I Wanna Get In Your Pants (con il riff di Louie Louie) e Bend Over I'll Drive, che sono anche, a modo loro, delle commosse odi all'adolescenza. Il loro motto non e` "sex, drugs and rock'n'roll", bensi` Dames, Booze, Chains and Boots, l'inno che corona questo indegno spettacolo di puerilita`. Giunto a una forma ormai irreversibile, il processo di immedesimazione nei personaggi che interpretano non puo` che portare a effetti devastanti della personalita`, come la coppia conferma condensando le sue insensatezze armoniche nell'Alligator Stomp.

Persa la sezione ritmica, ma non la verve eretica, con Flamejob (Medicine, 1994) i Cramps scorrazzano un altro po' nei meandri delle fantasie erotiche post-puberali. Lo fanno con sempre meno convinzione, perche' l'eta` incalza per tutti. Ma gli azzannanti voodoobilly di Mean Machine e Let's Get Fucked Up, o le danze epilettiche di Ultra Twist e Inside Out And Upside Down, sanno ancora prendere il rock and roll dalla parte del manico (il riferimento sessuale e` voluto). Il registro sordido e licantropo di Interior non fara` piu` paura, ma e` uno spasso. E i riff stentorei di Rorschach sembrano sempre far rima con "inferno". I Cramps inneggiano irriducibili e incorreggibili ai piaceri piu` perversi del sesso nelle scenette surreali di Sado County Auto Show e Naked Girl Falling Down The Stairs. Un disco di cliche` , ma di cliche` che hanno inventato loro.

Big Beat From Badsville (Epitaph, 1997) non aggiunge una virgola. L'abbiamo sentito decine di volte il voodoobilly di Cramp Stomp sui loro dischi, suonato e cantato esattamente alla stessa maniera. E abbiamo ascoltato altrettante volte le barzelletta sporche a ritmo di rock and roll di It Thing Hard-On, Wet Nightmare e Badass Bug. Il canto non ha mai imparato a modulare la melodia, la chitarra non e` mai progredita al timbro del rock da classifica. Ma forse questi sono i loro meriti, non i loro limiti. Sono rimasti fedeli al loro supino clich e` , indifferenti all'ascesa e al declino di techno, grunge e britpop. Fra cent'anni sembreranno dei classici.
Perdoniamo loro le grossolane sceneggiate di Like A Bad Girl Should e Devil Behind That Bush in cambio dei due minuti di swingante rockabilly (come soltanto loro lo sanno ricostruire) di Hypno Sex Ray e dei due minuti di acrobazie rock and roll di Haulass Hyena. Ma adesso il duo piu` perverso della musica rock sa anche imbastire blues strascicati come John Lee Hooker comanda, quelli di Queen Of Pain e Burn She-Devil Burn, e sa imitare/parodiare anche gli epici inni dei garage degli anni '60 (Sheena`s In A Goth Band e Super Goo). Soltanto la lascivia recidiva impedisce loro di aspirare alle classifiche di vendita.

Siano cover di classici dei '50 o siano composte dal duo Interior/Ivy, le loro canzoni operano un imponente restauro linguistico del rock and roll, adibito a orgia tenebrosa selvaggia e perversa. Nasce con loro il rockabilly satanico dei Settanta, una sorta di regressione primitivista dell'"homo technologicus", apparentemente agli antipodi rispetto al coevo rock della disumanizzazione. In realta` le danze rituali degli zombie metropolitani sono altre manifestazioni della catalessi esistenziale (alienazione + paranoia) che ha colpito l'uomo moderno.

La loro musica e pero` anche una grande, pantagruelica ode alla civilta` del junk, dei rifiuti, del riciclaggio. Il rockabilly e` il pretesto dionisiaco per immergersi in un universo devoluto fatto di horror, fast food, drive-in, auto scassate, poster di James Dean, bordelli di periferia, soap opera e sketch di music hall. Il culto del culto (dell'oscuro, dell'amatoriale, del dimenticato, del nascosto) trova in loro i massimi sacerdoti.

The Cramps invented "voodoobilly" with Songs The Lord Taught Us (1980), a collection of macabre, manic, ebullient rockabilly numbers that emphasized the beastly instincts: a tribal and feverish rhythm, a tone of voice that bordered on shamanic and zombie-like, a catacomb echo dampening the sound. Disguised as mere B-series parody, Cramps' voodoobilly offered another poignant fresco of urban alienation and another effective fresco of junk culture. Turning to morbid and porno themes with A Date With Elvis (1986), Stay Sick (1990) and Look Mom No Head (1992), the Cramps devoted themselves to recreating the subculture of horror movies and high-school fantasies over and over again, elevating the most degenerate themes to the status of archetypes and semiotic signs.
(Italian text translated by Eric Rucker)

The Cramps were born in 1975 from the union of a singing psycho, ‘Lux Interior’ (alias Eric Purkhiser) and a gutsy girl guitarist, ‘Poison Ivy Rorshach’ (alias Kristy Wallace, ex porno actress), he from Akron, Ohio and she from Sacramento, California, who hooked up with hobbyist blue-collar guitarist Bryan Gregory in Detroit and decided to start a band with no bassist and with an eclectic percussionist, willing to smash his bare hands to a pulp on the drums when necessary. White-rock’n’roll fanatics, mesmerized by horror B-movies, they decided to merge their interests in a kind of voodoo rockabilly which, after being taken under Alex Chilton’s wing a year later at CBGB’s (first concert, the 31st of October), became the most macabre, hardcore punk show in the New York scene. The band’s demonic, psychotic style and sinister power of suggestion were confirmed on their second 45, Human Fly, their chilling revisions of minor tracks from the ‘50s (the first single had been Surfin' Bird) and by Drug Train (1979), a pyschedelic dirge with a railroad rhythm.


Their first album, Songs the Lord Taught us (Illegal, 1980), is one of the masterpieces of the New Wave: Interior’s hiccuping, sepulchral, lycanthropic shaman-guru voice, wrapped in layers of echo, the surly rockabilly figures of Ivy, grotesque guitar anti-virtuoso, the crazed 6-string distortion of Gregory, heir apparent to the satanic perversion of the Stooges, and the occult and tribal primitivism of Nick Knox’s drumming, evocative of the most sinister jungle rites, along with an all-pervading air of amateurism (by their own admission they couldn’t play) are the ingredients of their shameless epilepsy, which sounds to have been torn from atrocious suffering and obsessive neurosis.

Their poses belong to the stereotypes of horror, but their truculence is so overblown as to descend into parody. Standout tracks in this esoteric kaleidoscope for their overdose of ferocity and black humour, are the unruly pounding of Zombie Dance, the rough and exhausting ‘danse macabre’ which is I Was A Teenage Werewolf and, above all, Sunglasses After Dark, an obsessive whirlpool of nightmarish horror where the murderous-sounding Interior, grotesque and sinister, accompanies Ivy’s menacing animalesque gallop and Gregory’s slashing lysergic discharges.


Their mix of consumer society alienation made up a murky hyper-realistic fresco of junk culture, linking Warhol with Hitchcock against a background of spasmodic absurdities, above all on TV Set, with its psycho-robot chanting and martial tribalism, and Garbage Man, a mini-concert of dissonances, concrete noises and demonic guitarring. Shockingly mad furibond dances like Mad Daddy and Rock On The Moon, with their sudden wrenches, overflowing with gibbering howls and electric squalls, are the soundtrack to this hallucinatory ceremony of the neurotic.

Gregory left in 1980, in the grip of a mystical crisis, to join a San Fransisco cult. Deprived of his demonic catalysm, but with Kid Congo Powers (ex-Gun Club and Ivy’s partner) on second guitar, on Psychedelic Jungle (IRS, 1981), their next record, the Cramps kicked back on tracks like Voodoo Idol, which approaches the sinister sound of swamp-rock, the jangling blues of Can't Find My Mind, and in two more breakneck vampiric revisitations: Goo Goo Muck and The Crusher.

After having been forced to take a short break by legal problems, in 1983 the band was back on the scene, taking its satanic show around the world (with Interior imitating a car, getting drunk, getting undressed, throwing himself into the crowd and re-emerging brandishing the torn shreds of a girl’s dress) and the crazed new live depravations of Smell Of Female (Enigma, 1983), like I Ain't and Call Of The Wighat (adding perverse covers The Most Exalted Potentate Of Love and Faster Pussycat to their catalogue) are more like parodies of the subculture that spawned them. The Cramps seemed to take the opposite road to that of many teenage bands of the times, from Devo to the Ramones: they become ridiculous the moment they stopped taking themselves seriously!

The noisy and magestic boogie of Can Your Pussy Do The Dog seems to hint at a return to the ferociousness of yore, but A Date With Elvis (Big Beat, 1986) reduces the rhythmic impact (adding bass to the line-up) in favour of a calmer and more morbid atmosphere and opens a completely new phase in their career: a sort of sexual concept album whose tracks (the tremolo ode How Far Can Too Far Go, the Kinks parody People Ain't No Good, the possessed swamp-country of Cornfeld Dames, the voodoobilly relic What's Inside A Girl and the obscene epic poem Hot Pearl Snatch) build up into an irreverent vein of spicy stories for hungry college kids.

It would be four years before the next Cramps album was released, but those who thought that in the meantime the group had given up the ghost was making a big mistake: the new album, Stay Sick (Enigma, 1990), indulged in the same comic ‘porno-rock’ which had taken the place of the earlier horror parodies, though naturally still with a rock’n’roll beat.

Their farces are as offensive as they are exhilarating, from the crazed Bikini Girls With Machine Guns (with one of the most amazing solos in Ivy’s career and with Interior’s characteristic hiccuping) to the fevered Creature From The Black Leather Lagoon (dance hall and insistent echo on Interior’s voice), falling into red-light delirium as on Journey To The Center Of A Girl where the music just doesn’t matter any more. The gangling procession moves between misogynistic blues (All Women Are Bad) and S&M quadrilles (Saddle Up A Buzz Buzz), with two fantastic old-stylers (Mama Oo Pow Wow and Muleskinner Blues) alternating with the usual semiotic swamp rock delirium (God Damn Rock'n'Roll) and country and western (Daisy's Up Your Butterfly).

After substituting Nick Knox with legendary drummer Jim Sclavunos, Look Mom No Head (Restless, 1992) continued the saga of A Date With Elvis and Stay Sick. The Cramps, like all the classics, are by now a citation of themselves. Their continued homage to Saturday night civilisation (horror movies at the drive-in, the small hours in the dancehall, sex on the back seat) is becoming a rock institution as though it were a subculture museum, an adulterated version of Dr. Caligari’s laboratory and Todd Browning’s freakshow. In their studied imitations of the sonic stereotypes of the 50s, Interior and Rorschach inject an electric venom which is their real trademark: Mephistopholes stole the souls of two hick kids and is now preaching evil to a rockabilly beat.

The fan listens with horror and lust to Ivy’s clamourous guitar psycho-thrash and Interior’s macabre rockabilly hiccuping emerging from the grooves of Two Headed Sex Change and Eyeball In My Martini, among images worthy of Bela Lugosi. And perhaps the most lasting aspect of their art is the good-time porno scenario, such as that of I Wanna Get In Your Pants (with the riff from Louie Louie) and Bend Over I'll Drive, which are, in their own way, moving odes to adolesense. Their motto isn’t ‘sex, drugs and rock'n'roll’, but Dames, Booze, Chains and Boots, the crowning hymn of this disgustingly peurile spectacle. Having reached a point of no return, the process of immersion in the roles they are acting can only have devastating effects on the personality, as the couple confirm with their rash harmonizing on Alligator Stomp.

Having lost their rhythm section but not their heretical verve, on Flamejob (Medicine, 1994) the Cramps continue to wander the paths of post-pubescent erotic fantasy but, as no-one can evade the passing of time, they do it with decreasing conviction. The fanged voodoobilly of Mean Machine and Let's Get Fucked Up or the epileptic dance of Ultra Twist and Inside Out And Upside Down still know how to take r&r by the crank (sexual pun intended). Interior’s sordid werewolf register doesn’t frighten anymore but it’s still magnificent, and Rorschach’s stumbling riffs always seem to rhyme with ‘hell’. Obstinately and incorrigably, the Cramps sing hymns to the most perverse pleasures of sex in the surreal scenarios of Sado County Auto Show and Naked Girl Falling Down The Stairs. A record filled with cliches, but cliches that the Cramps invented.

Big Beat From Badsville (Epitaph, 1997) doesn’t add a single thing to the pot: we’ve heard the voodoobilly of Cramp Stomp dozens of times on their records, sung and played in exactly the same way, and we’ve heard the dirty jokes set to a rock’n’roll rhythm of It Thing Hard-On, Wet Nightmare and Badass Bug just as often. The singer still can’t hold a tune, the guitar hasn’t developed past the sound of classic rock and roll, but perhaps these are the record’s merits, not its limits. They have stayed faithful to their cliches, ignoring the rise and fall of techno, grunge and britpop: in a hundred years, they will seem like classics.
We’ll forgive them the coarse Like A Bad Girl Should and Devil Behind That Bush in exchange for the two minutes of swinging rockabilly (the way only they know how to reconstruct it) of Hypno Sex Ray and the two minutes of rock and roll acrobacy of Haulass Hyena. But the perversest duo in rock music has also learned how to put together shuffling blues the John Lee Hooker way, as in Queen Of Pain and Burn She-Devil Burn, and to imitate/parody the epic garage hymns of the 60s (Sheena`s In A Goth Band and Super Goo). Only their recurring lasciviousness holds them back from hoping for the heights of the charts.

Whether covers of 50s classics or originals penned by Interior and Ivy, their songs carry out an impressive linguistic restoration of rock and roll, destined for shadowy, wild and perverse orgies. The Cramps gave birth to the satanic rockabilly of the seventies, a sort of primitive regression of ‘homo technologicus’, apparently worlds away from the contemporary rock of dehumanisation. In reality, however, the ritual dances of metropolitan zombies are simply further manifestations of the existential catalepsy (alienation and paranoia) afflicting modern man.

Their music is also a great pantagruelian ode to junk, to trash, to recycling. Rockabilly is a simply the Dionysiac pretext for immersion in a devolving universe made up of horror movies, fast food, drive-ins, trashed cars, posters of James Dean, whorehouses on the wrong side of the tracks, soap operas and music hall sketches. The cult of cults (of darkness, of the amateurish, the forgotten, the hidden) finds in them its highest priest and priestess.

Fiends Of Dope Island (Vengeance, 2003), the first Cramps album in six years, picks up from the mid 1980s, before the Cramps became America's prime porn-rockers, but it mostly deals with silly covers. As they cruise through Satan Baby Satan, Elvis Fucking Christ, Big Black Witchcraft Rock and Dopefiend Boogie, they fail to justify their prolonged existence.

How To Make A Monster (Vengeance, 2004) collects rarities.

Lux Interior died in 2009.

(Translation by/ Tradotto da Niccolo Capra)

Fiends Of Dope Island (Vengeance, 2003), il primo album dei Cramps in sei anni, riprende dalla metà degli anni ottanta, prima che i Cramps diventassero i principali porn rockers americani, ma principalmente si tratta di versioni sciocche. Mentre navigano tra Satan Baby Satan, Elvis Fucking Christ, Big Black Witchcraft Rock e Dopefiend Boogie, falliscono nel giustificare la loro prolungata esistenza.

 

How To Make A Monster (Vengeance, 2004) è una collezione di rarità.

 

Lux Interior è morto nel 2009.

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