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Nell'ambito del pop revival dei primi anni '80, i piu` famosi
furono i Culture Club di Boy George (O'Dowd),
che sfondarono le charts con hit della portata di
Do You Really Want To Hurt Me (1982) e I'll Tumble 4 Ya (1982),
da Kissing To Be Clever (Virgin, 1982),
Time (1983),
Church Of The Poisoned Mind (1983) e soprattutto
Karma Chameleon (1983), dal loro album migliore,
Colour By Numbers (Virgin, 1983),
che rimescolavano il soul piu` esuberante
con melodie Merseybeat e accesi passaggi blues.
Boy George divenne una star per via dei suoi atteggiamenti ambiguamente
omosessuali e per qualche anno
i media ne raccontarono tutte le gesta mondane
I Culture Club sarebbero sprofondati in ogni caso alla fine della moda, ma
i loro ultimi album,
Waking Up With The House On Fire (Virgin, 1984)
e
From Luxury To Heartache (Virgin, 1986), fecero di tutto per
precipitare la caduta.
Boy George lancio` la carriera solista con Sold (Virgin, 1987), sotto la direzione musicale del veterano Lamont Dozier, ma Tense Nervous Breakdown (Virgin, 1988) e Boyfriend (Virgin, 1989), editi negli USA come High Hat (Virgin, 1989), sono dischi che vivono soltanto della sua popolarita`, popolarita` che era in rapido declino. The Martyr Mantras (Virgin, 1991) raccoglie alcuni singoli (come Generations Of Love) e inediti del periodo. George entro` ancora in classifica con un paio di cover, ma Cheapness & Beauty (Virgin, 1995), il suo album "rock" (in cui imita piu` che altro Billy Idol), segno` la fine della sua carriera. Gli scarti di quelle session compariranno anni dopo su The Unrecoupable One Man Bandit (Finetune, 1999). I Culture Club si riformeranno nel 1998. | If English is your first language and you could translate this text, please contact me. |
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