Del-Lords
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Frontier Days (1984), 7/10
Johnny Comes Marching Home (1986), 7.5/10
Based On A True Story (1988), 6/10
Lovers Who Wander (1990), 6.5/10
Kempner: Tenement Angels (1992), 6/10
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I Del-Lords furono la risposta di New York al "cow-punk" dell'Ovest. Formati dall'ex Dictators Scott Kempner, ma con l'altro chitarrista Eric Ambel in evidenza (ex Joan Jett), per un po' riuscirono a fondere le basi Sixties del primo e le tendenze country del secondo.

Sul primo album, Frontier Days (Enigma, 1984), brani come Get Tough, impostati su ritornelli beat, coretti surf e schitarrate da garage, coabitano pertanto con le ballate da cowboy Livin' On Love, peraltro eseguite anch'esse come degli anthem adolescenziali. Kempner e Ambel inventarono di fatto un altro modo creativo di fare del revival, diverso da tutti i precedenti (Cramps, Blasters, Fleshtones) non soltanto perche' innestato sul sound di Nashville ma anche perche' intriso di inflessioni piu` appropriate per il Paisley Underground o per il power-pop. Spigliate, fresche, briose, le melodie di Burning In The Flame Of Love (il loro maggior successo) e Shame On You (con la chitarra quasi jingle-jangle) sarebbero comunque dei gioielli armonici, anche senza il battito galoppante della batteria.
Il blues di palude di Mercenary (con il riff di Secret Agent Man), il punk-pop di Double Life (che riprende il tema di Shake Some Action) e la ballata marziale alla Parsons di Feel Like Going Home dimostrano anche un certo eclettismo. A ben guardare fra le note del disco si ascoltano leziose imitazioni di Byrds, Flamin' Groovies e Creedence Clearwater Revival. Uno scibile enorme, insomma, contribuisce a forgiare queste canzoni apparentemente cosi` semplici. In realta` Kempner e soci riprendono una tradizione minore del rock and roll degli anni '50, quella di cantanti come Freddie Cannon e Danny & The Juniors. Cio` che li fece accomunare ai Blasters e al blue-collar rock (Springsteen, per esempio) fu il tema dei testi, che piu` apertamente populista non poteva essere.

La loro arte di citazione, di amalgama e di contrasto e` ancor piu` evidente su Johnny Comes Marching Home (Enigma, 1986), che sfoggia un sound piu` forte e duro: Heaven, uno dei loro capolavori, si apre come un solenne inno country, con il passo delle praterie e il clima del saloon, ma il ritornello e` cantanto con inflessioni rockabilly che suonano quasi effeminate in quel contesto; lo strumentale Drug Deal immette su una base alla Link Wray tutta la potenza e il nervosismo che il titolo puo` ispirare, fino a lambire i toni omicidi dell'heavymetal; un incrocio fra il piglio truculento del roadhouse e le singhiozzanti parodie rock and roll dei Cramps ispira True Love.
Il quartetto dilaga nell'enciclopedia della musica popolare, usando un gospel per descrivere le sventure della guerra in Soldier's Home, sfoggiando per la ballata folk di Against My Will il tono apocalittico di Dylan, seminando lo scompiglio in saloon con un numero scatenato degno degli Stray Cats e dei Blasters, No Waitress No Move, e inneggiando ai "bei tempi andati" nello stomp di Saint Jake.
Le invettive piu` rabbiose (Love Lies Dying) e i proclami piu` vibranti (Dream Come True) traboccano di passione sincera per i guai della gente comune, lambendo il tono enfatico di Springsteen almeno nella tumultuosa e travolgente Everlovin'. Degno di competere con i contemporanei Born In The USA (Springsteen) e Southern Accents (Petty), il secondo album dei Del-Lords e` praticamente perfetto. Non un solo brano ridondante, non una sola esecuzione debole, e una generale felicita` di ispirazione.

Ancor piu` hardrock e` Based On A True Story, disco invece irrisolto che comunque, fra un rock and roll enfatico alla Springsteen (Whole Lotta Nothin' Goin' On) e un rude boogie di matrice sudista (Crawl In Bed), aggiunge altri trofei di tutto riguardo al gia` ricco carniere di Kempner: su tutti svettano il ritornello folkrock spensierato di Judas Kiss, il gospel solenne di River Of Justice, il garage-rock alla Them di The Cool And The Crazy, e la piu` pop del lotto, Cheyenne.

Benche' avessero ormai conquistato un pubblico fedelissimo, stabilendo con esso un rapporto non troppo diverso da quello previsto nel modello "Springsteen-iano", il complesso termino` la propria parabola nel 1990 con Lovers Who Wander (Restless), un commovente canto del cigno per Kempner che vi tocca profondita` quasi filosofiche ed emozioni titaniche: le autobiografiche A Lifetime Of Trouble e Hellbent tracciano il ritratto di un ribelle e "loner" per il quale non e` possibile riscatto; mentre Stand In Your Light (la melodia piu` memorabile) e le altre ballate del disco sono bozzetti realisti che continuano il loro affresco monumentale della societa` moderna. Touch One Heart (con tracce niente meno che di What'd I Say), Love On Fire (con l'organetto alla Red River Rock), About You (ennesima variante su Louie Louie) sono le ultime, smaliziate e spregiudicate prove della sapiente intelligenza rock del leader.

Inizialmente confusi nel marasma del "grass-roots revival", del ritorno alle radici del rock dopo i bagni di sangue del punk, della new wave e della no wave, i Del-Lords appartengono in realta` piu` direttamente alla corrente dell'"American Graffiti". Rispetto al modello originale aggiungevano la verve spavalda del country-rock, ma non certamente di quello pedante di Nashville. Fu proprio questo essere, in realta`, fuori moda che fini` per emarginarli dal movimento e, in ultimo, ad ucciderli.

Kempner e` tornato con l'album a suo nome Tenement Angels (Razor Edge, 1992), accompagnato dagli Skeletons fra gioviali rockabilly (Livin' With Her) e vibrante garage-rock (You Move Me).

Le canzoni di Kempner sfruttano fino in fondo il potere di auto-immedesimazione del rock, quella capacita` di immettere nella musica le tragedie quotidiane della gente e di far in modo che la gente poi vi si riconosca, un potere in questo caso capace di trasformare la metropoli per eccellenza in un piccolo villaggio di provincia, con il suo milieu di giovani impiegati e commessi che deve lottare ogni giorno per pagare i debiti e l'affitto. Evitando accuratamente la "wild side" (in cui indulgono da sempre i complessi di Manhattan) e i suoi bassifondi a favore delle innumerevoli mansarde in cui convivono legioni di ragazzi come loro, semplicemente alla ricerca di una vita piu` decorosa, Kempner ha riscoperto i sentimenti piu` universali dell'amarezza, della nostalgia, della disillusione, e con essi la qualita` piu` squisitamente utopica della musica rock.

Kempner va annoverato fra i grandi cantastorie degli anni '80.

Among the great New York-based populist voices of the second half of the decade, the leaders were the Del-Lords, formed by ex-Dictators guitarist Scott Kempner. Kempner, one of the great storytellers of rock music, penned the suave epics of Frontier Days (1984) by finding an unlikely common ground between sounds of the Sixties (Mersey-beat hooks, surf choruses, garage distortions) and sounds of the grass-roots (cowboy ballads, folk melodies, Byrds-ian guitars, bluesy rhythms a` la Creedence Clearwater Revival). Refining that idea with a deeper sense of identification with its anti-heroes, Johnny Comes Marching Home (1986) sounded like a cycle of solemn odes to the American village, in the spirit of Springsteen's Born In The USA and Petty's Southern Accents, while sonically continuing the quest for a compromise between the Blasters and the Fleshtones (and furthermore set in Nashville). If the hard-rock sound of Based On A True Story (1988) sounded out of context, Lovers Who Wander (1990) was a touching, almost philosophical swan-song that wrapped up the group's mission in a blaze of glory.
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