Fall


(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )
Live At Witch Trials, 7/10
Dragnet, 6.5/10
Grotesque, 6/10
Hex Enduction Hour, 7/10
Room To Live, 5.5/10
Perverted By Language, 6/10
The Wonderful And Frightening World, 6.5/10
This Nation's Saving Grace, 7/10
Bend Sinister, 5.5/10
Frenz Experiment, 6.5/10
I Am Kurious Oranj, 5.5/10
Extricate , 6.5/10
Shiftwork , 5/10
Code: Selfish , 4.5/10
The Infotainment Scan , 5/10
Middle Class Revolt , 4/10
Cerebral Caustic , 5/10
The Light Use Syndrome , 6/10
Levitate , 5.5/10
The Marshall Suite , 4/10
The Unutterable , 4/10
Are You Are Missing Winner , 3/10
The Real New Fall LP (2003), 6.5/10
Fall Heads Roll (2005), 4.5/10
Reformation Post T.L.C. (2007), 5.5/10
Imperial Wax Solvent (2008), 5/10
Your Future Our Clutter (2010) , 6/10
Ersatz G.B. (2011) , 4/10
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Mark Smith's Fall were punks, but the emphasis of albums such as Live At Witch Trials (1979) and Hex Enduction Hour (1982) was on noise and anarchy, not on violence and sarcasm. They mostly saved their energy for brutal raids on harmony, of the kind pioneered by Captain Beefheart and Pere Ubu. Even the much more accessible sound of This Nation's Saving Grace (1985) and Frenz Experiment (1988), when Smith compromised with traditional formulas, still contained substantial doses of mental insanity.
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Mark Smith e i suoi Fall sono stati uno dei gruppi piu` influenti sull'evoluzione del pop "indipendente", ovvero sui gruppi che hanno reinterpretato la musica leggera nell'ottica di u rock spartano e sgraziato, composto, suonato e cantato in maniera approssimativa, ma senza rinunciare alla sua qualita` di fondo: la melodia. Venuti dall'ethos del punkrock, i Fall hanno presto messo in luce delle qualita` piu` originali, che vanno dal tribalismo primitivista a una sperimentazione "industriale".

Alle origini i Fall erano punk di birreria chiusi e arroganti che rappresentavano un po' la rabbia ideologica del '77, un po' il mito dell'autonomia sociale. Uscivano dai circuiti alternativi (di Manchester) soltanto per riversare sul pubblico arringhe sguaiate. Erano artisti di strada, saltimbanchi straccioni che raccontavano storie di vita vissuta barcollando ubriachi in vicoli di periferia, o che arringavano il popolo dei pub nei quartieri piu` malfamati; clown intellettuali il cui linguaggio musicale suburbano, crudo e anti-estetico, s'inseriva nella tradizionale corrente anti-conformista dei radicali britannici.

Esordirono nel 1978 con l'EP Bingo Master's Break Out e il singolo It's The New Thing, ma divennero celebri con gli anthem a 45 giri dell'anno dopo, Fiery Jack e Rowche Rumble. La struttura di Fiery Jack e` tipica del loro approccio: un blues-a-billy caracollante, arrogante e amatoriale, sulla falsariga del primo Captain Beefheart, con inserti striduli da musichall della chitarra e un ritmo stentoreo della sezione ritmica, mentre Smith incalza senza tregua con il suo "talking blues".

Live At Witch Trials (Step Forward, 1979 - Sacntuary, 2004) e` spartito fra cupe litanie che si trascinano nel tedio piu` dissoluto (il farnetico incalzante di No Xmas, la funebre messa nera di Two Steps Back, il sortilegio minaccioso e ipnotico di Frightened), che pero` almeno in un caso riescono anche a divertire (la cantilena di Rebellious Jukebox), e culminano nel lungo cadaverico sabba di Music Scene, degno dei Television, e una manciata di sguaiati rock'n'roll seviziati dal riff psicotico di Marc Riley (il blues "beefheartiano" Futures And Pasts, il minimalismo rock di Crap Rap).
L'iterativita` ossessiva e l'impostazione recitativa coniano una forma di canzone progressiva che non e` ignara delle avanguardie, ma mutuata soprattutto dai deliri abrasivi dei Velvet Underground, per via dell'organo lisergico di Una Baines e dei tamburi tribali di Karl Burns.
Il chitarrista Martin Bramah e Baines lasciano pero` subito il gruppo per formare i Blue Orchids.

Rifatta la formazione assumendo il chitarrista Craig Scanlon e il bassista Stephen Hanley, Smith diresse poi, a partire da Dragnet (Step Forward, 1979 - Sanctuary, 2004), verso un sound meno veemente e tempestoso e invece piu` creativo (A Figure Walks), ritualistico (la danza pellerossa di Muzorewi`s Daughter), epico (l'oltraggiosa Cock-stock) e industriale (il delirio disarticolato di Spectre Vs Rector). L'album offre una cornucopia di stili, ma non riesce ad eccellere in nessuno. Cio` che e` chiaro e` che i Fall sono punk nell'animo, ma la loro musica ha poco del punk-rock di quegli anni. E` semmai figlia del pub-rock. E la bizzarria e` semmai figlia di Captain Beefheart, anche se Smith non usa il blues ma il rock'n'roll come base per i suoi deliri sonori.

Il brano piu` divertente del periodo e` il singolo Totally Wired (1980), sabbah per il canto nasale di Smith e la chitarra atonale di Craig Scanlon.

I Fall si allontanano ancor piu` dal punk-rock con Grotesque (Rough Trade, 1981), che rende persino austero il loro sound atonale, e riduce il clima amatoriale a una revisione del roots-rock in chiave lo-fi, e incanala il flusso di coscienza di Smith in una serie di jam/comizi a ritmo rockabilly che ricordano David Peel (soprattutto la filastrocca folk di strada Elastic Man, ma anche il rockabilly demenziale di Pay Your Rates, l'esagitata New Face In Hell).

Il country-vaudeville stralunato di Fit And Working Again (sull'EP Slates, 1981, una delle loro cose piu` facili) e la novelty Lie Dream Of The Casino Soul (45 giri coevo), sembrano limare le asprezze, ma con il ritorno di Burns (e quindi due batterie) l'incisivita` e l'aleatorieta` raddoppiano.

La transizione verso un sound piu` ordinato iniziata su Grotesque si completa con Hex Enduction Hour (Kamera, 1982), che annovera persino ballads (Classical) accanto ai soliti brani rock'n'roll (Jawbone). Ma And This Day e Fortress/Deer Park si perdono in territori caotici e cacofonici. Le lunghe declamazioni di Winter (in due parti) e Hip Priest dimostrano le ambizioni del falso giullare Smith. Tanto sgangherati da commuovere, questi Fall cominciano ad assomigliare ai secondi Pere Ubu.

Il breve Room To Live (1982) ritorna invece a un rockabilly poco ritmato (Joker Hysterical Face, Detective Instinct) e trionfa in un samba sgangherato (Marquis Cha Cha), ma l'atmosfera e` quella poco convinta di Grotesque.

Il rituale personale di Smith prosegue con il tribalismo sconnesso di Man Whose Head Expanded (1983) e il "blues-a-billy" demenziale Kicker Conspiracy (1983), che lo avvicinano sempre piu` (rispettivamente) alla psichedelia e a Beefheart; come confermano la tremenda cantilena di Smile, la gag "zappiana" di Eat Yourself, la lirica Hotel Bloedel e i nove minuti di Tempo House su Perverted By Language (Rough Trade, 1983), con la moglie Brix alla chitarra. L'album, pieno di momenti noiosi, e` un altro esempio di come Smith non sappia calibrare bene il suo materiale.

L'epopea dei Fall proseguiva comunque con due picchi di creativita`, a cominciare da The Wonderful And Frightening World (Beggars Banquet, 1984), con la trascinante danza industriale di No Bulbs, lo spiritato voodoobilly di Lay Of The Land e 2 By 4, la melodica e ballabile Creep, la piece surreale Bug Day.

This Nation's Saving Grace (Beggars Banquet, 1985), forse il culmine di questa fase, accessibile, progressivo, poli-ritmico, segnato dal chitarrismo piu` moderato della consorte, ma ancora zeppo di graffiti guerriglieri (Cruiser's Creek), di voodoobilly catastrofici (Bombast, Spoilt Victorian Child), di kitsch zappiano (Mansion) e di psichedelia mistica (la sinistra dance-trance di L.A. e lo yodel ipnotico di My New House).
In brani come Gut Of The Quantifier si evidenzia la parentela del loro sound con gli esperimenti della scuola minimalista, in particolare quelli dei Sonic Youth; mentre in altri un tribalismo surreale (What You Need) o una ballata pastorale (Paint Work) vengono manipolati con tecniche timbriche simili a quelle impiegate dai Residents. Culmine di questo sperimentalismo e` I Am Damo Suzuki, che gioca con i poliritmi e le dissonanze elettroniche (oltre a rendere esplicito omaggio ad altri loro maestri, i Can).

Bend Sinister (Beggars Banquet, 1986), dominato dagli arrangiamenti del poli-strumentista Simon Roger, conferma la tendenza verso un melodismo piu` pronunciato (come in Shoulder Pads).

Fra un'opera teatrale (Hey Luciani) e un balletto (I Am Kurious Oranj) la saga di Smith si trascina con immutata onesta` e lucidita`.

L'arte dei Fall viveva nella schizofrenica alternanza di minacciosi ritualistici (i voodoobilly alla Fiery Jack, Elastic Man, Kicker Conspiracy, Lay Of The Land, Bombast, e le dance-track alla Muzorewi`s Daughter, Man Whose Head, Bulbs, L.A.) e ambizioni piu` sperimentali. Le seconde erano sempre un po' confuse e quasi mai apportavano contributi sostanziali.
I Fall riuscivano meglio come protagonisti di una sotto-cultura rock amatoriale che non aveva pretese estetiche, e che, in qualche modo, fra le maglie di canzoni sarcastiche, esprimeva l'insofferenza e l'alienazione dei kid nella metropoli industriale.

Frenz Experiment (Big Time, 1988) segna l'adesione a moduli piu` professionali del far musica. Un'insolita musicalita` (oltre al solito senso dello humour) contraddistingue anzi il blues incalzante di Get A Hotel, le ballate folk di Frenz e The Steak Place, che in fondo non fanno che ripetere le varianti usuali del loro sound. Il fattore tribale si esprime nel boogie di Carry Bag Man e nel voodoobilly di Athlete Cured, con i soliti riferimenti a Velvet Underground e Cramps. Mettendo a frutto tanta fantasia e ricchezza ritmica, il complesso suggella il disco con Hit The North e Bremen Nacht, due delle loro danze piu` paradossali.
Brix Smith (chitarra), Simon Wolstencroft (batteria), Steve Hanley (basso), Craig Scanlon (chitarra ritmica, le cui gloriose dissonanze sono qui un po' in ombra) e Marcia Schofield (tastiere) costituiscono una delle formazioni piu` affiatate e talentuose della carriera di Mark Smith. Alla fine Frenz Experiment risulta uno dei loro dischi piu` professionali, con materiale di tutto riguardo e arrangiamenti (per loro) quasi di lusso. Il coevo singolo Popcorn Double Feature non e` da meno.

Dello stesso periodo e` il balletto documentato sull'album I Am Kurious Oranj (Beggars Banquet, 1988). I Fall scimmiottano un po' se stessi, e non tutto splende, ma cio` che splende e` degno del repertorio migliore: altre esaltate danze voodoo (Jerusalem), altre solenni sarabande (Kurious Oranj) altri marziali proclami (New Big Prinz) e persino un bluesrock sincopato alla Rolling Stones (Wrong Place Right Time).

A causa del divorzio (personale e artistico) fra Mark e Brix, Seminal Live segna la fine di quella fase, la fase che era iniziata con Perverted By Language.

In compenso, pero`, Extricate (Cog Sinister, 1990) segna il ritorno all'ovile del chitarrista Martin Bramah. E` un'altra prova di gran classe, forte di un tributo al blues-jazz come Chicago Now, di un'imitazione della psichedelia e del soul-rock degli anni '60 come I'm Frank, e di canzoni argute come Sing Harpy e And Therein (con il caratteristico ritmo saltellante delle chitarre, qui spinto ad eccessi da manicomio).
Smith non perde occasione di aggiornarsi ai suoni moderni, pur rimanendo fedele alla sua "poetica" clownesca, come dimostrano i brani da ballo, che sono forse il meglio del disco: la novelty alla B52's (coretto scipito, organetto stridulo) di The Little Rebel, il surreale Black Month Theme (un blues/rap balbettato su un organo gospel e un violino miagolante), il voodoobilly sgangherato (e deturpato da ogni sorta di campionamenti-spazzatura) di Extricate e il funky-rap di Telephone Thing. Sono brani in cui la sua fantasia ha modo di sbizzarrirsi nelle trovate piu` ingeniose ed esilaranti.
Lo humour e` naturalmente incontenibile: Smith ne approfitta per mettere in pista qualche sketch del suo iconoclasta musichall, magari rifacendo il verso a Lou Reed (Hilary), parodiando il synthpop (Popcorn Double Feature) o ironizzando sui costumi dei suoi compatrioti al passo di un trascinante rhythm and blues (British People In Hot Weather).
Si tratta forse del loro disco piu` vario e composito. E` come se l'uomo fosse rinato.

L'EP Dredger (Cog Sinister, 1990) contiene un altro brano felice, Life Just Bounces.

Perso nuovamente Bramah, oltre a Schofield, e acquisito Kenny Brady al violino, Smith registra Shiftwork (Fontana, 1991) e dimostra, nel continuo cambiare di formazioni, che i Fall sono lui: The Mixer, So What About It e il Sinister Waltz ripetono per l'ennesima volta la sua poetica musicale. Rose, Edinburgh Man, The Book Of Lies continuano la progressione verso la normalita`. In fondo il suo segreto e` sempre stato una forma deviante di infantilismo: ritornelli che si fanno canticchiare da soli e cadenze che fanno muovere le gambe da sole. C'e` poco di originale, ma l'album vende piu` di tutti i precedenti.

Free Range, su Code: Selfish (Cog Sinister, 1992), e il singolo Ed's Babe anticipano la svolta commerciale compiuta con The Infotainment Scan (Atlantic, 1993): una cover di discomusic e una cover di reggae e una parodia del techno (A Past Gone Mad) occultano quasi del tutto la verve di Smith. Il quale ha comunque modo di esprimere il suo genio eccentrico anche in questo formato, da Paranoid Man In Cheap Shit Room, un bizzarro incrocio fra synthpop, heavymetal psichedelia e rap degno di "Madchester", a Ladybird, sorta di accrocchio armonico al confine fra il boogie e la Venus degli Shocking Blues, passando per il jug elettrico di Glam-Racket (con echi della Spirit In The Sky di Norman Greenbaum) e per lo ska zoppicante di Why Are People Grudgeful. Il sound fragoroso e super-prodotto di questo disco e` pero` l'antitesi dei primi Fall.

Per dieci anni, in pratica, Smith e` vissuto della sua abilita` di comporre "danze" rituali a uso e consumo personale, lontane da tutte le mode, confezionate secondo una variante stracciona del tradizionale "wit" britannico, ma cio` nonostante altrettanto contagiose (e vendibili) di quelle di moda.

Il singolo Behind The Counter (Permanent) prelude all'album Middle Class Revolt (Matgador, 1994), lavoro politicamente impegnato che pero` fa temere che Smith, a forza di giocare a fare il dj (City Dweller), si sia dimenticato come si fa il punk (15 Ways). Sembra che il disco rinneghi la svolta recente verso il mainstream, ma al tempo stesso non sappia piu` catturare il fervore punk delle origini. In pratica, il peggio dei due mondi. Non per nulla i brani migliori sono le tre cover.

La carriera si Smith e` insolita poiche` non e` contrassegnata da periodi creativi e periodi di crisi. Smith ha la prerogativa di produrre un buon disco ogni circa tre/quattro anni (Witch Trials, This Nation's Saving Grace, Hex Induction Hour, Extricate), alternandoli con opere distratte, raffazzonate o banali. Ma gli anni '90 sembrano regalare soltanto opere del secondo genere.

Cerebral Caustic (Permanent, 1995) is mediocre routine. The only tracks that go beyond the predictable are the surreal pieces Bonkers In Phoenix and North West Fashion Show, while The Aphid is the standout among the more traditional songs. One Day e` l'unico momento irruento.

The Twenty-Seven Points (Permanent, 1995) is a collection of live and unreleased (i.e., leftover) tracks. Sinister Waltz (Receiver, 1996), a collection of alternate takes, is an even bigger ripoff. The Fall swindle continued with Fiend With A Violin (Receiver, 1996), yet another collection of odds and ends.

The artistic crisis that started after Extricate is not over, but The Light Use Syndrome (Jet, 1996) is an improvement, possibly thanks to Brix Smith's return and the addition of keyboardist Julie Nagle (and Burns is still in the line-up). A few songs hark back to the spastic and frantic sound of early Fall (notably, DIY Meat and Spinetrack), and at least one perfects his approach to the dancefloor (The Coliseum), but Smith is still erratic and a little too eccentric, an unstable source of creativity that can waste talent in rhythm'n'blues oddities such as Last Chance To Turn Around and Secession Man and even in a progressive-rock suite, Interlude. Scanlon is sorely missed.

Levitate (Artful, 1997) marks another excursion in dance music, led by Nagle's keyboards. Ten Houses Of Eve is the standout track. Unfortunately, Masquerade, Hurricane Edward and Ol' Gang waste many good ideas. Smith's unrestrained ego delves in avantgarde music with Tragic Days and The Quartet Of Doc Shanley, that are as serious as Frank Zappa's most ridiculous gags. The instrumental Jap Kid reinforces the similarities between the two nutty professors.

What could be worse for Smith than twenty years of testing his listener's patience? String arrangements. That's what Smith came up with for The Marshall Suite (Artful, 1999). Except for the usual dose of cute covers, the songs are boring at best. Smith has lost his wit, besides his musical inspiration.

The Unutterable (Eagle, 2000) and Are You Are Missing Winner (COG Sinister, 2001) are even worse (despite Dr Buck's Letter on the former).

Smith's overcrowded canon is beginning to look like a natural disaster.

In the meantime, compilations and live albums keep coming out, inflating the market of low-to-poor quality Fall albums. Totally Wired (Castle, 2002) is a two-disc anthology of material from 1980-83.

A reinvigorated band finally came up with an album actually worth of being released, The Real New Fall LP (Action, 2003 - Narnack, 2004). It contains some gems in the jagged and anthemic folk-rock style that Smith has been perfecting (and often worsening) over the years: the atmospheric Green Eyed Loco Man, the schizoid Contraflow, the tribal Last Commands of Xyralothep via M.E.S., the gloomy Mike's Love Xexagon, Theme from Sparta F.C., the feverish Open the Boxoctosis #2, the serene Janet, Johnny + James. Their best album since Extricate.

Rebellious Jukebox (2003) is a terrible anthology. 50,000 Fall Fans Can't Be Wrong: 39 Golden Greats (Beggars Banquet, 2004) is a much better two-cd career retrospective.

The Fall rarely made great albums: only, at best, funny or interesting ones, and, at worst, awkward or pedestrian ones. Fall Heads Roll (Narnack, 2005) is no excpetion. Mostly disposable, the collection does boast a handful of entertaining numbers of energetic garage-rock: the familiar Smith-esque wrath of What About Us, the unrelenting seven-minute rigmarole of Blindness, the lo-fi psychobilly of Clasp Hands, the punk-folk rant of Ride Away, the anti-synthpop of Pacifying Joint. The Fall rarely made great songs. Their songs are, at best, funny or interesting, and, at worst, awkward and pedestrian. The Fall have always been more attitude than music, more life than art. That's why their albums are always 20-30 minutes too long: it's not the music that matters, but the very fact of making music.

(Translation by/ Tradotto da Eros Torre)

Cerebral Caustic (Permanent, 1995) è mediocre routine. Le uniche canzoni che superano la prevedibilità sono le surreali Bonkers In Phoenix e North West Fashion Show. Tra i brani più tradizionali spicca The Aphid.

The Twenty-Seven Points (Permanent, 1995) è una raccolta di brani live ed inediti. Sinister Waltz (Receiver, 1996), raccolta di alternate takes, è una fregatura perfino più grande. La truffa perpetrata dai Fall continua con Fiend With A Violin (Receiver, 1996), ennesima antologia di avanzi e scarti.

Il declino artistico, iniziato dopo Extricate, non accenna a concludersi, ma The Light Use Syndrome (Jet, 1996) rappresenta comunque un passo avanti. Ciò è dovuto, probabilmente, al ritorno di Brix Smith e all’aggiunta della tastierista Julie Nagle (con Burns ancora in formazione). Alcune canzoni richiamano il sound frenetico e folle del primo periodo (in particolare DIY Meat and Spinetrack), ma Smith appare ancora un po’ troppo stravagante ed eccentrico, un’incostante fonte di creatività capace di dilapidare talento in stranezze rhythm & blues come Last Chance To Turn Around e Secession Man e perfino in suite progressive-rock come Interlude. Nonostante gli sforzi, l’album non presenta neppure un brano degno del passato.

Levitate (Artful, 1997) segna un’ulteriore escursione in territori dance, sotto la guida della tastierista Julie Nagle. Il brano di spicco è Ten Houses Of Eve. Sfortunatamente Masquerade, Hurricane Edward e Ol' Gang sprecano molte buone idee. L’irrefrenabile ego di Smith scava nell’avangaurdia musicale con Tragic Days e The Quartet Of Doc Shanley, che sono serie quanto le più ridicole gag di Frank Zappa. La strumentale Jap Kid accresce la somiglianza tra i due professori folli.

Cosa potrebbe esserci di peggio che mettere alla prova per vent’anni la pazienza del proprio pubblico? Un arrangiamento di archi. È ciò a cui è giunto Smith con The Marshall Suite (Artful, 1999). Se si esclude la consueta dose di gradevoli cover, le canzoni sono estremamente noiose. Oltre all’ispirazione musicale, Smith ha smarrito il suo ingegno e il suo intuito.

The Unutterable (Eagle, 2000) e Are You Are Missing Winner (COG Sinister, 2001) sono persino peggiori (nonostante, all’interno del primo, Dr Buck's Letter).

Nel frattempo continuano ad uscire compilations e dischi live, che infarciscono il mercato di album di infima qualità. Totally Wired (Castle, 2002) è una doppia antologia di materiale risalente al periodo 1980-1983.

Un gruppo rinvigorito produce finalmente un disco degno di essere pubblicato, The Real New Fall LP (Action, 2003 - Narnack, 2004). L’album contiene alcune gemme di quel folk-rock sontuoso e spigoloso che Smith ha perfezionato (e spesso peggiorato) nel corso degli anni: la rilassata Green Eyed Loco Man, la convulsa Contraflow, la tribale Last Commands of Xyralothep via M.E.S., le malinconiche Mike's Love Xexagon, Theme from Sparta F.C., Open the Boxoctosis #2, Janet e Johnny + James. Il miglior album dai tempi di Extricate.

Rebellious Jukebox (2003) è una orribile antologia. 50,000 Fall Fans Can't Be Wrong: 39 Golden Greats (Beggars Banquet, 2004) è una retrospettiva della carriera del gruppo (in due cd) decisamente migliore.

I Fall hanno realizzato raramente dei grandi album. Nei momenti migliori hanno prodotto dischi abbastanza divertenti o interessanti, ma nei momenti peggiori hanno prodotto album imbarazzanti e privi di originalità. Fall Heads Roll (Narnack, 2005) non fa eccezione. Questa raccolta, in larga misura trascurabile, vanta una manciata di gradevoli e vigorosi brani garage-rock: la collera Smith-iana di What About Us, l’inesorabile sproloquio di sette minuti di Blindness, lo psychobilly lo-fi di Clasp Hands, il punk-folk di Ride Away e l’anti-synthpop di Pacifying Joint. I Fall hanno pubblicato raramente grandi canzoni. Nei momenti migliori hanno eseguito brani divertenti o interessanti, ma nei momenti peggiori hanno eseguito canzoni imbarazzanti e prive di originalità. I Fall hanno sempre prestato più attenzione all’atteggiamento che alla musica, più alla vita che all’arte. Questo è il motivo per cui i loro album sono sempre 20-30 minuti più lunghi del necessario: non è la musica che conta, ma il mero fatto di fare musica.

Few bands had so little to say and said it in so many albums. Reformation Post T.L.C. (2007), featuring yet another line-up, and relying yet again on electronic keyboards and rhythm, is another embarrassment for Mark Smith on his way to senile irrelevance, despite the Fall-anthemic Reformation and the lengthy dissonant jam Das Boot, two of Smith's best ideas of the last 20 years.

Von Sudenfed is a collaboration between the Fall's Mark Smith and Mouse On Mars that resulted in Tromatic Reflexxions (2007).

Imperial Wax Solvent (Castle, 2008) was boring if not utterly disposable, a collection of randomly composed and amateurishly performed songs, including an eleven-minute 50 Year Old Man that runs the gamut from terrible rockabilly to embarrassing blues.

Von Sudenfed is a collaboration between Mark Smith of the Fall and Mouse On Mars. They debuted with Tromatic Reflexxions (Domino, 2007), a dance album in the vein of LCD Soundsystem.

The Fall recovered from the nadir that Imperial Wax Solvent was with Your Future Our Clutter (2010), that contains at least three of their gems: O.F.Y.C. Showcase, Cowboy George, Y.F.O.C. Slippy Floor.

The Fall rarely missed the chance to follow a decent album with an awful one. Ersatz G.B. (2011) plunged again into the abyss of the trivial and the predictable, surrounding the mild raveup Cosmos 7 with half-baked routine ideas of no consequence and performing them with dubious technical skills.

(Translation by/ Tradotto da xxx)

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