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Il titolo di virtuoso del basso lo merita soprattutto Stuart Hamm, che
nell'album del 1988, Radio Free Albemuth (Relativity), esegue Debussy e
Beethoven allo strumento mentre conia un nuovo standard di "jazzmetal".
Se quello era stato piu` che altro un esperimento per prendere la misura, il Kings Of Sleep dell'anno dopo puo` essere considerato il suo vero esordio, in cui smette di esprimere le possibilita` del suo basso e inizia ad esprimere se stesso, riuscendo almeno in Black Ice e Call Of The Wild ad emulare il suo amico Satriani. Il terzo The Urge tradira` quelle attese cercando semplicemente di fare dell'heavymetal dozzinale (nonostante l'atmosferica As Children e l'assolo mozzafiato di Quahogs Anyone). |
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