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Land Speed Record, 6/10
Everything Falls Apart, 6/10 Metal Circus , 7/10 (mini) Zen Arcade , 9/10 New Day Rising , 8/10 Flip Your Wig , 7/10 Candy Apple Grey , 7/10 Warehouse , 7/10 | Links: |
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Gli Husker Du furono uno dei gruppi piu` originali, importanti e influenti
della musica rock degli anni '80. Con loro il punk-rock divenne qualcos'altro,
qualcosa che appartiene piu` al genere dei cantautori che a quello dei
giovani ribelli arrabbiati.
Il trio, composto dal chitarrista Bob Mould, dal bassista Greg Norton e dal batterista Grant Hart, si formo` in Minnesota nel 1978. Mould, introverso e insicuro fin dall'adolescenza, arrivo` nel 1978 a St Paul (l'altra meta` di Minneapolis) per frequentare uno dei suoi college. Ben presto divenne il controverso disc-jockey della radio locale e mise su un complessino (originariamente era il suo compito per un corso di sociologia!). Quel complesso sarebbe diventato il piu` importante dei secondi anni '80 e avrebbe cambiato per sempre il corso della musica rock, imponendo nell'hardcore il lato privato, personale su quello pubblico, sociale. Le prime esibizioni (30 marzo 1979 il debutto) e i primi singoli (Statues del gennaio 1981 e In A Free Land) presentarono un hardcore canonico, appena piu` melodico della media, ma il live Land Speed Record (New Alliance, 1981) chiari` i veri intenti. Se il formato era ancora quello ortodosso (leggi: miniaturizzato) dell'hardcore (17 brani in 26 minuti), il sound era si` violentissimo, arroventato e assordante, come da manuale punk, ma dirottato da un'ideologia tardo-hippie verso un misticismo schizoide e nobilitato da liriche profondamente personali. I brani rivelatori erano quelli meno ovvi, come Don'T Try To Call, Tired Of Doing Things, Let's Go Die e la "lunga" Data Control, nei quali si avvertiva l'influenza del rock psichedelico di Jimi Hendrix, tanto distorto quanto introspettivo. Il gruppo divenne rapidamente una sensazione a Minneapolis, appunto perche' suonava e cantava qualcosa di completamente diverso dalle solite raffiche di adrenalina. Everything Falls Apart (Reflex, 1982), un mini-album di mezz'ora, li impose anche al di fuori del loro entourage. A far notizia furono soprattutto i ritornelli della title-track e i toni enfatici di Punch Drunk e Target, ma anche l'energia selvaggia di Signals From Above, Gravity e From The Gut. La vera novita`, capace di avvincere anche piu` delle loro progressioni melodiche e dei loro riff epidermici, erano i testi, quasi delicati per essere quelli di un gruppo punk. Ancora un mini-album, Metal Circus (Reflex, 1983), continua la maturazione del gruppo. Per quanto gremito di martellanti epilessi hardcore (Real World, Lifeline), concede sempre piu` spazio alle ballate fataliste (il delirio omicida di Diane, scossa da brividi febbrili di chitarra e da una cupa figura dark punk del basso; It's Not Funny Anymore alla Mission Of Burma), e annovera qualche piece dissonante iper-lisergica (Out On A Limb). Gli eccessi strumentali del gruppo trasformavano un sound che era nato per essere terribile in un'esibizione demenziale. Il canto di Mould, che alterna grida vibranti a un parlato colloquiale, le distorsioni maniacali e i feedback fumanti della sua chitarra, che rintoccano all'impazzata come campane lisergiche, il batterismo incalzante e nevrastenico di Hart, costruiscono caotici e apocalittici scenari sonori su cui fioriscono canzoni sorprendentemente orecchiabili e trascinanti.
Gli Husker Du compiono un prodigioso balzo di qualita` con il doppio
Zen Arcade (SST, 1984),
un concept sull'iniziazione di un giovane alla vita indipendente.
Il formato disperato e frenetico ma al tempo stesso melodico ed emotivo
dei dischi precedenti da` luogo a una forma altamente suggestiva di punk-rock
per adolescenti insicuri (una forma che verra` chiamata "pop-core").
Non che la violenza venga meno, pero`.
Incalzanti hardcore da slam-dance, come Something I Learned Today
e Masochism World (uno dei piu` grandi di tutti i tempi, da far
impallidire Sex Pistols e Ramones), si alternano a caotici trip di distorsioni
(Dreams Reoccurring e Hare Krsna);
suadenti ballate elettriche, in particolare il trittico di capolavori
Pink Turns To Blue, Whatever e Chartered Trips (che
nell'insieme costituiscono uno
dei massimi vertici del punk-pop), si alternano a
riff "ramalama" disperati e rabbiosi, esagitati e sgolati, sostenuti da
vibranti assoli chitarristici al limite dell'heavy metal piu` "headbang",
come Pride, I'll Never Forget You e Broken Home Broken Heart;
teneri spunti acustici come Never Talking To You Again si alternano
a jingle-jangle quasi folk rock come Newest Industry o a sitarismi
quasi raga-rock come Somewhere.
New Day Rising (SST, 1985) porta a compimento gli esperimenti del doppio
in un formato meno spaventoso. Il sound e` diventato quasi mainstream,
grazie a un "wall of sound" chitarristico e a tempi meno ossessivi.
L'album e` ancora spartito fra incubi dissonanti
(How To Skin A Cat), scariche di alta tensione
(la sfrenata, ossessiva, super-distorta, ronzante danza tribale di
New Day Rising e il tornado di rumori chitarristici e urla di
Plans I Make),
ritornelli pop maniacali (The Girl Who Leaves On Heaven Hill
in coro fino a sgolarsi, I Apologize, rock and roll alla Jam),
concitatissimi spasimi di slam-dance (Folk Lore, con i leggendari
versi "One thing I know for sure/ your hearoes always die", I Don't Know,
Whatcha Drinkin'), honky-tonk arroventati (Books About UFO,
con piano "rollicking" da bettola e superba melodia in levare)
ed epiche ballate folk, stravolte da ritmo e distorsioni
(il reel solenne di Terms Of Psychic Warfare, il tempo marziale di
Celebrated Summer).
Gli Husker Du acquistano convinzione e profondita` e cominciano a concentrarsi
sul "songwriting" piuttosto che sulla ferocia.
Flip Your Wig (SST, 1985) mette cosi` ordine nell'isterismo miasmatico
del loro sound,
portando il canto e la batteria in primo piano. Piu' che le formidabili
accelerazioni di Divide And Conquer e Every Everything, ultimi
sprazzi di hardcore, a stabilire la cadenza del disco sono la melodia
psichedelica della title-track, la sua grintosa appendice Games (un brano
"lungo" per gli standard dell'hardcore),
la filastrocca di Makes No Sense At All
(un ibrido di XTC e REM),
la piu` spaziale e allucinogena Find Me
e lo strumentale orientaleggiante Don't Know Yet.
Se le armonie vocali tendono ad essere piu` pastoriali,
le sventagliate di Mould si esprimono lungo uno spettro di stili sempre
piu` ampio, con persino un sospetto di merseybeat e di rockabilly.
La rivisitazione dei Sixties e` ancor piu` evidente nel pop cadenzato di
Green Eyes, nel Merseybeat di Flexible Flyer e nel bubblegum di
Hate Paper Doll.
Entrambi scrivono ballate esistenziali, ma in realta` hanno poco in comune,
come dimostra il successivo Candy Apple Grey (Warner Bros, 1986).
Mould e` il realista insicuro, Hart e` il sognatore spavaldo.
Don't Want To Know, Dead Set On Destruction e Sorry Somehow
sono le gemme melodiche e grintose di Hart
che cesella anche il deliquio pianistico di No Promise Have I
Made),
mentre le piu` maniacali depressioni di Mould sono l'incalzante, feroce
allucinazione rock and roll di Crystal, la lunga, acustica, ossessiva
depressione di Hardly Getting Over It (uno dei suoi capolavori),
l'altra triste ed acustica ballata Too Far Down,
l'arringa ringhiosa di All This I'Ve Done For You,
il power-pop effervescente di Eiffel Tower High.
Mascherando le divisioni interne, gli Husker Du scodellano un altro capolavoro
dell'hardcore. Warehouse (Warner Bros, 1987)
e` un altro doppio, ed e` un altro concept che copre l'intero spettro del
collasso nervoso generazionale, della frustrazione e della claustrofobia dei kid
del dopo-punk. Il tema (l'iniziazione alla vita) e` lo stesso di
Zen Arcade, come identico e` il popolo di giovani annoiati e disillusi.
Ma qui l'attenzione non e` rivolta, in verticale, alla evoluzione di un
adolescente, ma piuttosto, in orizzontale, a una folla di macchiette.
La felice prolificita` del complesso e` rara nella storia del rock, con cinque album, di cui due doppi, nell'arco di quattro anni, e tutti eccellenti. La decennale collaborazione fra i due leader mostra pero` la corda. Le canzoni d'amore di Hart (Books, Girl Who Lives, Green Eyes, Turn On The News, Don't Want To Know, Charity, Chastity, She Floated Away) e le ballate da "angry young man" di Mould (Makes No Sense, I Apologize, Chartered Trips, Hape Paper Doll, Crystal, These Important Years, Ice Cold Ice, Hardly Getting Over It) creano una dicotomia che viene paragonata a quelle di McCartney e Lennon, di Moulding e Partridge. Sia Grant Hart sia soprattutto Bob Mould avrebbero poi dato vita a carriere soliste di grande rilievo. Husker Du's bassist Greg Norton waited more than a decade before joining a new project, the Gang Font, a collaboration with Bad Plus' drummer Dave King, that debuted with Feat Interloper (Thirsty Ear, 2007). Punto di raccordo fra Sixties e Eighties, laddove l'LSD incontra l'eroina e l'idealismo hippy sposa il cinismo punk, con classici come Diane e Turn On The News, gli Husker Du si sono posti alla testa del nuovo hardcore, che e` tanto prevaricante quanto melodico, mostruoso e umano al tempo stesso. |
By making it simultanously more personal, more challenging and more accessible,
Husker Du changed hardcore forever.
Their two songwriters (guitarist Bob Mould and drummer Grant Hart) packed
an unlikely combination into the narrow framework of their
violent epileptic hardcore miniatures:
loud guitar that was neither passive (as in most hardcore) nor obnoxious (as
in most hard-rock) but rather emotional, and
catchy melodies that came from the heart, despite all the noise.
The mini-album Metal Circus (1983) upped the ante by focusing on
introspection and releasing psychedelic perfumes, and the double album
Zen Arcade (1984) took punks for a ride on a merry-go-round
of fragile feelings and pensive moods. The cornucopia of poppy tunes
dressed the galopping thrash foundation with both gentle and rude touches
that ran the gamut from folk-rock to heavy-metal, while lulled by
Hendrix-ian glissandos as well as by raga-like scales.
Punk desperation was still ubiquitous, but it was no longer expressed in the
form of primal wrath. It had become a lyrical state of the soul
in a pathological state of the mind.
New Day Rising (1985) added sonic perfection to the idea.
An epic "wall of sound" and a slower, solemn pace removed the last traces of
brainy rebellion, while at the same time emphasizing the personalized
experience. In a sense, Husker Du were tweaking hardcore to stand as folk
music and speak up the affections that punks had been reluctant to admit,
thus healing the denial of a generation raised on confrontation,
the equivalent of what R.E.M. was doing in a more straightforward folk
format.
Matured as a man, a musician and a composer, Mould became unstoppable:
Flip Your Wig (1985), that betrayed his debt to the Sixties,
Candy Apple Grey (1986), their least traumatic reportage,
and Warehouse (1987) overflow with charming and penetrating
punk-pop vignettes.
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