Naked Raygun


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Throb Throb (1985), 7/10
All Rise (1986), 6.5/10
Jettison (1988), 7.5/10
Understand (1989), 7/10
Raygun Naked Raygun , 5/10
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I Naked Raygun furono uno dei gruppi piu` originali dell'hardcore degli anni '80, tanto che descrivere la loro musica come "hardcore" e` riduttivo. Nelle loro furenti note c'erano la violenza e la passione dell'hardcore, ma c'era anche un minimo di ambizione artistica (per quanto brutale, abrasiva e lacerante) nonche' un minimo di coscienza sociale. Con brani come Only In America, Soldiers Requiem, On e Walk In Cold i Raygun fecero del genere uno strumento piu` duttile ed efficace per l'espressione della coscienza pubblica.

Il complesso nacque a Chicago (con il giovane Santiago Durango alla chitarra, ex Silver Abuse e futuro Big Black) ed esordi` con l'EP Basement Scream (Ruthless, 1983), e con uno stile debitore dell'hardcore primario di Misfits e Germs. L'originalita` del gruppo si sentiva soprattutto in Potential Rapist, con la sua cadenza tribale, le sue progressioni trascinanti, il suo rombante, le sue schitarrate quasi ska e un piglio dark-punk. La gavetta termino` con il singolo Surf Combat (Ruthless, 1984), un minuto di rabbiosa e polemica arroganza punk-rock.

Quello stile, e in particolare il chitarrismo titanico di John Haggerty e i vocalizzi esistenziali di Jeff Pezzati, maturo` su Throb Throb (Homestead, 1985), album che sperimentava nuove vie all'attacco ultrasonico del thrash. Pur conservando diverse miniature di violenza brada e lapidaria, il lavoro si distingue per alcuni sketch degni di un ipotetico music hall agit-prop del punk (Managua e soprattutto l'epica fanfara satirica di Only In America), e piu` ancora per i loro anthem grotteschi, che rispettano la struttura dell'hardcore ma ne ridicolizzano lo spirito riallacciandosi al punk-rock Britannico piu` auto-parodistico (Rat Patrol, Metastasis, No Sex e soprattutto il capolavoro I Don't Know, con il verso "what poor gods we do make"). Le doti tecniche risaltano soprattutto in Libido, un brano quasi interamente strumentale, condotto dal basso a passo swingante.

All Rise (Homestead, 1986), album di transizione, consenti` a Pezzati di perfezionare il suo canto, un gemito psicotico e sarcastico di una sottiglienza senza rivali negli annali del punk. La formazione si era assestata con Pierre Kezdy al basso e Eric Spicer alla batteria.
L'opera peraltro aggiunge un altro paio di vigorosi anthem (Home Of The Brave, New Dreams) al repertorio e nobili canti di delusione come Knock Me Down (una power ballad degna dei migliori Replacements) e Backlash Jack alla poetica del leader. Il chitarrismo di Haggerty, incisivo e fulmineo, vibrante e melodico, e` la vera seconda voce del disco. Il sound e` il piu` roccioso e squillante dell'epoca, e le canzoni hanno acquistato in melodia cio` che hanno perso in ferocia.

Jettison (Caroline, 1988), con un sound rallentato ma sempre assordante, consegna i capolavori maturi: Vanilla Blue (il singolo del 1987), nella maniera del dark-punk inglese, e Walk In Cold, ballata fatalista con un rock and roll furibondo alla Bruce Springsteen. Il canto vibrante del leader intona il Soldiers Requiem prima di avventarsi con rabbia sull'apocalittica When The Walls Come Down e di lanciarsi nei riff infuocati e torrenziali di Mule. Fra le sventagliate heavy metal di Coldbringer e le aperture epiche alla X di Free Nation si levano inni sgolati agli istinti bradi come Hammer Head. Trascinante e fulminea, la musica di Jettison porta alla perfezione i dettami ritmo/melodia del rinascimento punk del Midwest.

Understand (Caroline, 1989) prosegue una delle saghe piu` costanti e coerenti del decennio. L'album e` anzi il meglio suonato e il piu` melodico della loro carriera, degno successore del capolavoro Jettison, una sequenza mozzafiato di "anthem" del dopo-punk, elettricissimi, truculenti, arroganti, ma al tempo stesso "classici" nella loro compatta perfezione.
Le arringhe sarcastiche di Jeff Pezzati, con due capolavori della portata di Hips Swingin' e Which Side You're On, danno il tono "politico" del disco (di Pezzati e` anche l'ottimo thrash Too Much Of You); ma al chitarrista John Haggerty si deve una carica trascinante di riff sovrumani e di ritornelli graffianti che restera` il loro marchio di fabbrica: forte della lezione punk-pop dei Buzzcocks, Haggerty cesella Never Follow, un brano gloriosamente epico che riporta alle barricate del '77, il punk-rock enfatico e corale (quasi Clash) della title-track e di Wonder Beer (altri due capolavori), fino al pop-metal di Treason. Ultima gemma del disco e` il vertiginoso "punk-a-billy" del bassista Pierre Kezdy, Bughouse.
Tutti sono trasformati in fornaci di buone vibrazioni dalla combinazione di scorribande chitarristiche e di ritmica incalzante (secondo il modello Wipers). Almeno sei brani sono da antologia.

Haggerty, protagonista principale del loro "wall of sound", abbandono` il gruppo (per formare i Pegboy) poco prima della registrazione di Raygun Naked Raygun (Caroline, 1990), che infatti risulta fiacco e cervellotico, con la sola Promise al di sopra della mediocrita` e un tentativo poco riuscito nel campo del pop-metal (In My Head).

Naked Raygun (Touch & Go, 1999) e` un'antologia della loro carriera.

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