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Gli Obituary furono protagonisti della scena death-metal della Florida.
L'album Slowly We Rot (Roadrunner, 1989) li presento`
come "il complesso piu` pesante del mondo". E' certo che John
Tardy e` un cantante magistrale di "death metal", in quanto il suo registro
roco e grave impersona la voce di un morto tornato dall'Oltretomba.
Il disco rappresenta la quintessenza del "grindcore" e del "death metal", nel
bene e nel male. Nel mucchio di aberrazioni per mitragliatrici e martelli
pneumatici la title-track e` l'unica a conservare un contegno musicale.
Dopo un po' lo schema di Intoxication e delle altre frustate sonore del disco
diventa invece ripetitivo: introduzione a ritmo supersonico, grugnito al
ralenti`, lungo ponte strumentale, assolo galattico di chitarra, coda
catastrofica. L'attrazione principale rimane Tardy, che sembra ripetere il
cerimoniale di immedesimazione compiuto nel cinema da Lon Chaney.
La chitarra di James Murphy (ex Death) impreziosisce il secondo Cause Of Death (Roadrunner, 1990), che peraltro, piu` lento e calcolato, non ha quasi nulla del fascino selvaggio del precedente. The End Complete, con il vecchio duo di chitarre (Allen West e Trevor Peres), migliora i riff e il cantato, ma deteriora ulteriormente il sound originario. Con World Demise, album che sperimenta con campionamenti e cambi di tempo, il gruppo ha tentato di rinnovare un sound che si stava sclerotizzando. Murphy formera` poi i Disincarnate e registrera` con loro l'album Dreams Of The Carrion Kind, all'insegna di un "death metal" puro, esaltato dai suoi assoli tetri e desolati. Gli Obituary torneranno sulle scene con Back From The Dead (Roadrunner, 1997). Frozen In Time (Roadrunner, 2005), their first studio record in eight years, delivers the goods with no frills, simply referencing their past work as if they were just starting out. On the Floor and Blindsided could have been on their first album. | If English is your first language and you could translate this text, please contact me. |
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